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SICILIA JUDAICA

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Essay sur le judaisme en Sicilie

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Ajouté le : 02 juillet 2013
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SICILIA JUDAICA
GUIDA ALLE ANTICHITÀ GIUDAICHE DELLA SICILIA
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FLACCOVIO EDITORERingrazio per la gentile collaborazione le Soprintendenze ai BB. Cc. AA.
di Agrigento) Siracusa, Palermo) Trapani e Caltanissetta; i Musei a~'cbeologzà
regionali di Agrigento, Siracusa, Messina} Palermo} Lipari e Santa Croce di
Camerina; l'Accademia Zelantea di Acireale; la Galleria' regionale della Sicilia;
i Musei civici di Catania, Erice e Termini Imerese; la Biblioteca Fardelliana di
Trapanz~' sono altresì grato per suggerimenti ed incoraggiamenti a Leonard V.
Rutgers dell'Accademia Reale delle Scienze dei Paesi Bassz~ Ann Kzllebrew
deltUniversità ebraica ··di Gerusalemme) Giancarlo Lacerenza dell'Istituto
Orientale di Napol~ Cecilia Meir del Museo Eretz Israel di Tel Aviv} Rav
]osepb Sayagb, Rabbino Capo di Lussemburgo). Mariarita Sgarlata della Ponti­
ficia Commisszòne di Arcbeologia Sacra} Ispettorato di Siracusa nonché) last
but not least} a Giampaolo Sorba e Angela Scandaliato.
Proprietà artlstlca e letteraria riservata all'Editore a norma della Legge 22 aprile
1941, n. 633. È vietata qualsiasi riproduzione totale o parziale, anche a mezzo di
fotoriproduzione. Legge 22 maggio 1993, n. 159.
ISBN 88-7804-130-0
© 1996 copyright by S'. F. Flaccovio s.a.s. - Palermo - via Ruggero Settimo, 37
Stampato in Italia - Printed in Italy«Tutto questo ci è accaduto t/za
noi non Ti abbia1120 ditJzenticato»
Salmo 44:18PREFAZIONE
A rnetà del secolo scorso lo Zunz) nella chiusa della sua classi­
ca storia degli ebrei di Sicilia) volle affidare ad un nzitico viaggiato­
re in partenza per risola la risposta alrinterrogativo ((se neltoscu­
rità della terra e dei chiostrz~ di quei ternpi antichz~ esistano ancora
più di due libri ebraiCl~ e di un paio di lapidi infrante)).
la cortina di oblio addensatasi sullaEra dzfatti tanto spessa
vita ebraica siciliana che le giudecche) le sinagoghe) i cinziterz~ gli
arredi sacrl~ i librz~ apparten uti ad una delle più antiche co rlZun ità
della diaspora) seJnbravano dissolti nel nulla.
Altrettanto poveri per fortuna non apparvero altillustre stori­
co gli arc/Jivi siciliani e spagnoli ed anzi talnzente stracolnzi di scar­
toffie pubbliche inquisitoriali e notarili riguardanti gli ebrei da con­
sentire già al Di Giovannl~ a nzetà del 700) un priJno disvelaJJzerl­
to deltenorrne nzole documentale.
"
E cosz" che grazie alla storiografia siciliana ed ebraico-tedesca
tra t otto e il novecento ha luogo una nziracolosa riscoperta sia pure
nella ristretta cerchia degli studiosi e daltoblio si trascorre al tlzitò:
quello di una Sicilia felix Jnultietnica e tollerante (terra senza crocia­
tl~ laboratorio nornzanno-svevo di diritto ecclesiastico) terra della pax
arabo-ebraica) terra della pax fredericiana ebraico-germanica ecc.).
7Prefazione
Uno straordinario r/ncalzo verrà poi dalla Ghenizah del Cairo
- il cinzitero di docuJ'Jzenti ebraici del basso Mediterraneo - ed al­
tre vecchie carte) ancor più inaccessibili e note ai soli specialisti
d)0ltre1nare) ci racconteranno nella lingua· degli ebrei siciliani t an­
tico rito isolano) i c01nl1zera: la vita di ogni giorno e persino qual­
cosa della letteratura. Ma sino a ieri appariva ancora vano cercare
tracce visibili e slJrzboli 1nateriali nelle nostre città di Sicilia ed alla
stragrande 11zaggioranza di noi siciliani era rimasta ignota persino
la pernzanenza 11zillenaria di ebrei neltisola sino alteditto di espul­
sione del 1492. La domanda dello sbalordito conterraneo era su
per gizi questa: davvero la Sicilia fu terra di ebrei e ce ne sono
ancora oggi?
Il secondo miracol6 è recente. È un ritorno di interesse storio­
grafico e filologico di noi siciliani (basti t ese1npio deltinfaticabile
opera di 1nonsignor Rocco) 1na anche un 1noltiplicarsi di studi e di
iJnpulsi che ci provengono dalla cultura israeliana (si pensi al c01n­
pianto Sennoneta). È anche un tentativo di recupero di identità da
parte degli ebrei che vivono in Sicilia - si tratta per la cronaca di
sporadici insedia1nenti novecentescbi - e persino da pa,rte di taluni
discendenti di antiche fa11ziglie poi convertitesi al cristianesimO per
evitare t espulsione. È il 1n01nento propizio per la fondazione a
Palenno deltlstituto siciliano di studi ebraici: un)associazione pri­
vata senza scopo di lucro rivolta anche alla pronzozione della ricer­
ca storica sultebrais11zo isolano.
Dentro il nziracolo t avverarsi della profezia: il nzitico viaggia­
tore dello Zunz ha ora il volto di David Cassuto con la sua risco­
perta dei siti sinagogali e di Nicolò Bucaria con la sua preziosa
guida altarcheologia giudaica frutto di rigore scientifico e di ùnpe­
gl'lO quasi eroico fra le l1zille dtfficoltà che pizi del trascorrere dei
secoli tinsipienza degli uomini frappone alla conoscenza ed alla
valorizzazione delle ricchezze culturali e artistiche della Sicilia.
Così anche le pietre ora parlano e si intravvede una l'nappa di
8Prefazione
cose e luoghi assai originale che si colloca a pieno diritto nel pano­
rarìla mondiale deltarte ebraica della diaspora. .
Le pietre senza alcuna enfasi Ofa addirittura gridano e ci ri­
chiamano al pericolo gravissùno deltin curia: il tesoro così amore­
volnzente descritto da Nicolò Bucaria corre il rischio infatti di fini­
re distrutto () di rinzanere disperso e praticamente non fruibile) anco­
ra una volta di dissolversi in un oblio questa volta irreversibile.
È necessario tintervento delle autorità pubbliche nza anche
t apporto volontario dei privati: occorrono restauri inZ1nediati e col­
locazioni più. sicure e sarebbe quanto nzai opportuna t organizzazio­
.ne di una Jnostra e persino di un museo.
Un segno di attenzione ci giunge daltAssessorato regionale ai
beni culturali: è di questi giorni la creazione di un ispettorato ono­
rario ai beni culturali ebraici che nzi è stato affidato con il'compito
anche di redigere il catalogo dello sparso patrinzonio.
Un altro segno ci giunge dalla sensibilità di Sergio Flaccovio)
che continua a riproporci nei suoi palinsesti editoriali t ebraisnzo di
Sicilia: la pubblicazione del libro provvidenziale di Nicolò Bucaria
rappresenta la pietra miliare di un canznzino assai arduo e mi auguro
il più possibile fruttuoso verso il recupero di un segJnento così affa­
scinante della nostra storia qual è indubbiamente quello ebraico.
Palernzo 8 tlZaggio 1996
Salvatore Mazzamuto
Presidente dell'Istituto siciliano di studi ebraici
9

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