Chant de l'oiseau rare

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Sans aucun doute jugé comme l'un des meilleurs dramaturges contemporains d'Europe occidentale, Jean Louvet (1934), belge de Wallonie, reprend, en l'élaborant, la leçon brechtienne, en y ajoutant un engagement qui rappelle celui de Sartre, aux tons cohérents et inflexibles. Récemment, Jean Louvet a engagé une lutte contre l'utilisation immodérée des biens de consommation, contre le capitalisme sauvage et contre la grande spéculation de la finance mondiale ; la pièce Le chant de l'oiseau rare s'insère dans ces problématiques.
Publié le : mardi 1 mai 2012
Lecture(s) : 50
EAN13 : 9782296491298
Nombre de pages : 160
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LE
IL
CHANT DE L’OISEAU RARE
Pièce en quinze tableaux
--------------------
CANTO RARO DEL PETTIROSSO
Dramma
in
quindici
quadri
COLLANA
DI
Alchimie
9
LETTERATURE
diretta
da
Graziano
STRANIERE
Benelli
Jean Louvet
LE CHANT DE L’OISEAU RARE Pièce en quinze tableaux --------------------IL CANTO RARO DEL PETTIROSSO Dramma in quindici quadri
Préface, traduction et note bibliographique de Prefazione, traduzione e nota bibliografica di G RAZIANO B ENELLI
L’Harmattan Italia via Degli Artisti 15 10124 Torino
L’Harmattan 5-7 rue de L’École Polytechnique 75005 Paris
En couverture : peinture de Janine Louvet-Laruelle Photo de Karl Pierre
In copertina : dipinto di Janine Louvet-Laruelle Foto di Karl Pierre
© Jean Louvet, 2010 pour le texte français / per il testo francese
harmattan.italia@agora.it
www.editions-harmattan.fr
© L’Harmattan Italia srl, 2012
SOMMAIRE / INDICE
PREFAZIONE PER IL LETTORE ITALIANO, Graziano Benelli
AVANT-PROPOS, Jean Louvet
PREMESSA, Jean Louvet
LE CHANT DE L’OISEAU RARE Pièce en quinze tableaux
IL CANTO RARO DEL PETTIROSSO Dramma in quindici quadri
7
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33
36
37
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PREFAZIONE PER IL LETTORE ITALIANO Graziano Benelli
Considerato unanimemente tra i migliori drammaturghi con-temporanei dell’Europa occidentale, il belga francofono Jean Louvet riprende, rielaborandola, la lezione brechtiana, intrec-ciandola con un engagement dal sapore sartriano, sempre coerente e inflessibile, poiché il nostro autore «est un citoyen engagé dans les soubresauts politiques et sociaux de la Belgique de la deuxième moitié du XXe siècle» 1 . Spesso definito come «le dramaturge de la classe ouvrière», Jean Louvet nasce il 28 settembre del 1934 a Moustier-sur-Sambre, nel Belgio vallone, in una famiglia di minatori. Per tre anni presta servizio nell’aviazione come impiegato ammini-strativo, al fine di sostenere le spese per gli studi universitari. Una volta laureato, riesce a ottenere la cattedra di francese in un liceo della cittadina di Morlanwelz, sempre nel Belgio fran-cofono; l’insegnamento sarà la professione che Louvet eserci-terà fino al pensionamento, sempre con grande entusiasmo e competenza. A poco a poco s’interessa alla creazione letteraria; inizial-mente viene attratto dall’atmosfera esistenzialista, in particola-re dal pensiero di Sartre, nel cui ambito s’inserisce la sua prima opera, il romanzo breve Soif de la terre 2 , pubblicato nel 1955; qualche anno dopo è la volta del racconto Le duel 3 , apparso nel 1959. Nello stesso anno si sposa con Janine Laruelle e si tra-sferisce nella cittadina industriale di La Louvière, dove abita ancora, e che si rivelerà di grande importanza per la sua for-mazione artistico-culturale.
1 Étienne Marest, Lecture de Louvet , Carnières, Lansman, 2001, p. 7. 2 Bruxelles, Éditions Paul Verlaine, 1955. 3 Apparso in «Audace. Recueil littéraire trimestriel», n. 25, 1959, pp. 174-191. 9
In effetti l’avvenimento che ha segnato profondamente il gio-vane Louvet è stato il grande sciopero generale che nell’inverno 1960-1961 ha paralizzato il Belgio per quasi due mesi, in parti-colar modo la regione vallone, e dunque anche La Louvière. Si tratta di una lotta aspra, intrapresa dal mondo operario e dagli intellettuali di sinistra contro il piano di austerità (la cosiddetta Loi Unique ) portato avanti dal governo di centro-destra di Gaston Eyskens, in seguito alla crisi economica dovuta anche all’indipendenza del Congo belga. In tutto il Belgio vi furono parecchi scontri con la polizia e in alcuni casi anche con l’eser-cito; la situazione alla fine degenerò, e vi furono diversi morti a causa di qualche attentato a opera di fanatici di estrema destra. Jean Louvet partecipa alle lotte del movimento operaio, di cui condivide l’ideologia; questo gli consente di approfondire la conoscenza dei problemi dei lavoratori della Vallonia e nel contempo di prendere contatti col mondo sindacale, ma anche con intellettuali e artisti che sostengono le ragioni dello scio-pero. A seguito di questa esperienza e di queste nuove amici-zie, nel settembre del 1961, a La Louvière, fonda il Théâtre prolétarien, con l’obiettivo di trasferire la lotta politico-sinda-cale sul piano culturale, per far conoscere all’intera società le ragioni che hanno spinto i lavoratori a una lotta così determi-nata. All’insegna di Bertolt Brecht, questa compagnia teatrale, all’inizio formata da attori non professionisti ma profonda-mente engagés , disdegna le sale ufficiali, i grandi teatri della borghesia, per recitare in spazi improvvisati, come le sedi sin-dacali o i centri culturali legati ai partiti della sinistra storica, portando lo spettacolo da una città all’altra, da un paese all’al-tro, proprio come farà in Italia Dario Fo qualche anno dopo col celebre Mistero buffo . In questo ambiente si forma il Louvet drammaturgo, che si sente attratto dalla forma teatrale principalmente per ragioni politico-sociali, giacché il teatro gli consente di dialogare diret-tamente col pubblico degli oppressi, di mettere in scena i gran-di problemi che affliggono le classi meno abbienti della socie-tà belga di quegli anni. Sarà «cette grève qui non seulement 10
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