Alle falde del monte Pellegrino

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1989. Philippe San Marco, di fronte alla violenza dei conflitti politici che perturbano Marsiglia, si ritrova coinvolto in una bufera giudiziaria implacabile. Quest’uomo dalle ferree regole di vita sarebbe potuto crollare, in quanto la rettitudine spesso mette a dura prova gli uomini.

Nonostante le avversità, le ingiustizie e quanto di più incomprensibile possa capitargli, egli trova un’ inattesa via d’uscita : una sorprendente lettera da parte di una parente a lui sconosciuta. Quest’eredità non trasmessa s’impone improvvisamente, offrendogli un cambiamento salvifico nella paziente ricerca della memoria dimenticata dei suoi avi.
Questo libro ripercorre la storia intrecciata di Siciliani profondamente poveri costretti ad emigrare nel periodo successivo all’Unità d’Italia, ed al salvataggio di uno dei loro discendenti grazie alla scoperta delle sue radici sconosciute. Una ricerca genealogica ed interiore, non priva d’emozioni e di colpi di scena, che si legge come un romanzo, un viaggio che ripercorre quattro generazioni, da Palermo a Marsiglia, passando per Tunisi.



Philippe San Marco è stato alto funzionario di Stato, poi Secrétaire Général al comune di Marsiglia. In seguito ha ricoperto diverse cariche pubbliche (deputato per tre mandati al Parlamento francese, e vice-sindaco di Marsiglia). Attualmente insegna geopolitica e geografia urbana all’Università “École Normale Supérieure” di Parigi.

Publié le : vendredi 1 janvier 2010
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EAN13 : 9782953554717
Nombre de pages : non-communiqué
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Capitolo I La lettera di una sconosciuta Alla fine dell’aprile del 1986 ricevetti la seguente lettera: Peypin, 21 aprile 1986 Sig. Philippe San Marco Consigliere municipale Deputato delle Bouches-du-Rhône Marsiglia Onorevole San Marco, Io sottoscritta San marco Marie-Rose, coniugata Sicard, ho trovato nell’archivio di famiglia un documento tradotto dal latino che per me non ha più alcuna importanza, considerata la mia età, 84 anni, e il fatto che non ho discendenti. Penso che quest’atto ufficiale Le possa essere utile, ed è questa la ragione per cui mi permetto di farglielo pervenire. Mio marito ed io siamo da sempre elettori di sinistra; essendo nata a Marsiglia, dove viveva il fratello di mio padre, nonché Suo nonno, è per noi un grande piacere seguire la Sua carriera e i Suoi successi politici. Lungi dal volerLa importunare, Le mando questo documento perché temo che altrimenti alla mia morte possa finire in mani estranee e perdersi. La prego di gradire i miei più distinti saluti. firma Sig.ra Sicard Le Piolard Pépin 04200 Tel. 92.64.11.94
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Il documento era il seguente: TRADUZIONE DAL LATINO Casa dei trovatelli di Palermo Nei documenti archiviati in questa Casa, dopo aver esaminato i cognomi e i nomi di coloro che vi furono battezzati, ho trovato il brano seguente: “L’anno milleottocentotrentadue, il ventidue giugno, il Reverendo Monsignor Giovanni Crescenti cappellano, battezzò sotto condizione un bambino abbandonato, che oggi pare avere due mesi, cui fu imposto il nome di Louis San Marco. La Madrina fu Etienne Incontrera.” Rilasciato a Palermo il 31 Giugno 1892. Ecco come tutto ha avuto inizio. Avevo 39 anni, ero già deputato all’Assemblea Nazionale da cinque anni, consigliere municipale di Marsiglia da tre e con grandi responsabilità a livello locale da otto; sposato e padre di tre figli.
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Le elezioni legislative del marzo 1986 si erano appena concluse. La sinistra aveva perso la maggioranza, ma aveva evitato il disastro grazie all’introduzione dello scrutinio proporzionale. Alle giornate parlamentari di Rennes, qual-che mese prima, avevo avuto un ruolo fondamentale nel convincere la maggioranza del gruppo socialista all’Assem-blea Nazionale a schierarsi in favore di questo nuovo sis-tema. Naturalmente, coloro che erano stati eletti a livello comunale e sapevano che i loro partiti non li avrebbero messi in testa alle liste, erano ostili ad un cambiamento in questo senso. Ma avevo trovato argomenti convincenti. Io stesso ero soltanto il quarto della lista delle Bouches-du-Rhône, e solo i candidati che occupavano i primi tre posti sarebbero stati sicuramente eletti. Questo era il risultato poco soddisfacente di una lunga e travagliata battaglia interna. Avevo condotto una campagna autonoma sul tema “i primi tre saranno eletti qualunque cosa accada, il vostro voto sarà dunque direttamente responsabile della mia elezione o della mia eliminazione”. Grossolano sicuramente, ma non falso. In tutti i casi era servito a mobilitare la sinistra critica o esitante. Avevamo fatto tanto che perfino il n°5 della lista, Michel Vauzelle, era stato eletto. Insomma, paradossalmente era la mia prima campagna da solo, sul mio nome. Avevamo lavorato moltissimo in tutta la Pro-vincia. A seguito della mia elezione mi fu chiesto di dimettermi 1 2 dalla presidenza dell’OPAC , grossa impresa di HLM , a capo della quale da tre anni svolgevo un ottimo lavoro. Pare che bisognasse reintegrarvi un ex deputato, non più eleggibile, a cui era stato promesso quel posto come premio di consolazione. Siccome le promesse fatte da altri non mi riguardano, rifiutai senza pensarci due volte. La situazione era tesa e pesante. E come se non bastasse, all’inizio di maggio, Gaston Defferre, il grande sindaco di Marsiglia, che stimavo molto,
1 Office public d’aménagement et de construction. 2 Habitation loyer moderé- “case popolari”.
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morì, facendomi precipitare in una terribile situazione. Inutile dire che ero ansioso, concentrato, e che in quel momento era difficile farmi pensare ad altro. Ora, la lettera di questa Marie-Rose Sicard, in quel momento, mi lasciò di sasso. Quando ricevetti la lettera valutai bene l’importanza del documento di cui ero diventato depositario, ma non ris-posi. Ero paralizzato. Credevo che mio nonno Joseph fosse l’unico figlio di Luigi San Marco -che si diceva fosse un “trovatello” di Palermo- e di Rosaria Prestigiacomo.
Era ciò che mio padre mi aveva ripetuto da sempre, una certezza. Della famiglia San Marco non mi avevano mai detto altro. D’altra parte mio padre parlava quasi esclusi-vamente della sua famiglia materna, i Sabatier di Mar-tigues. Ed ecco che, se da un lato mi veniva confermata l’origine di Luigi, dall’altro apprendevo di un fratello di Joseph e di sua figlia. E poi, che altro?
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