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Parlamento della Padania – Vicenza, 4 dicembre 2011. CORRETTO Rosi Mauro Innanzitutto sono onorata di poter finalmente guidare la commissione lavoro per il Parlamento della Padania insieme ad alcuni colleghi: Bodega, Mazzatorta, Fedriga e Grimoldi. Quello che “lor signori” devono capire è che questa commissione sarà il faro, la guida e dovrà sempre tenere a mente che in Padania abbiamo già dato. Abbiamo già dato! Mentre oggi siamo qui riuniti col nostro Parlamento, il Presidente Monti sta ricevendo le parti sociali, i sindacati e gli imprenditori per illustrare una manovra che comporterà molti tagli. Sono curiosa, voglio vedere cosa dichiarerà la Camusso, cosa dichiarerà la triplice sindacale, cosa dichiarerà la Mercegaglia al termine della riunione. Cosa diranno ai lavoratori e ai pensionati. Noi ci siamo stufati. Vedete, il Governo precedente ha fatto di tutto per non mettere la mani nelle tasche dei nostri cittadini del Nord. Abbiamo bloccato l’innalzamento delle pensioni di anzianità, abbiamo bloccato l’inasprimento delle pensioni delle donne perché, quando non sanno cosa fare, pensano di toccare le pensioni, di innalzare l’età pensionabile delle donne…. perché le donne sono quelle che lavorano meno, non importa se hanno una famiglia, se hanno dei figli, se hanno dei genitori da accudire… innalziamo l’età pensionabile alle donne….. Oppure, innalziamo l’età pensionistica, la pensione di anzianità….
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Parlamento della Padania – Vicenza, 4 dicembre 2011.
CORRETTO
Rosi Mauro
Innanzitutto sono onorata di poter finalmente guidare la commissione lavoro per il Parlamento della
Padania insieme ad alcuni colleghi: Bodega, Mazzatorta, Fedriga e Grimoldi.
Quello che “lor signori” devono capire è che questa commissione sarà il faro, la guida e dovrà
sempre tenere a mente che in Padania abbiamo già dato. Abbiamo già dato!
Mentre oggi siamo qui riuniti col nostro Parlamento, il Presidente Monti sta ricevendo le parti
sociali, i sindacati e gli imprenditori per illustrare una manovra che comporterà molti tagli.
Sono curiosa, voglio vedere cosa dichiarerà la Camusso, cosa dichiarerà la triplice sindacale, cosa
dichiarerà la Mercegaglia al termine della riunione. Cosa diranno ai lavoratori e ai pensionati.
Noi ci siamo stufati. Vedete, il Governo precedente ha fatto di tutto per non mettere la mani nelle
tasche dei nostri cittadini del Nord. Abbiamo bloccato l’innalzamento delle pensioni di anzianità,
abbiamo bloccato l’inasprimento delle pensioni delle donne perché, quando non sanno cosa fare,
pensano di toccare le pensioni, di innalzare l’età pensionabile delle donne…. perché le donne sono
quelle che lavorano meno, non importa se hanno una famiglia, se hanno dei figli, se hanno dei
genitori da accudire… innalziamo l’età pensionabile alle donne…..
Oppure, innalziamo l’età pensionistica, la pensione di anzianità….
Chiediamo ad un muratore, ad un manovale, ad un operaio, a chi lavora in un’azienda da
quarant’anni e che deve stare lì a lavorare per mantenere il resto del paese che da anni vive
nell’assistenzialismo più becero …..
Prima, Calderoli parlava delle falsi pensioni di invalidità: stavamo intervenendo anche su quelle.
Però, in Europa hanno deciso che questo Paese non comanda più. Peggio ancora, vogliono sfruttare
la Padania!
Io non ho la laurea della Bocconi ma non ci vuole molto a capire che in questo paese hanno sempre
usato il Nord per mantenere l’assistenzialismo al Sud e non hanno mai sviluppato il Sud.
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Il Parlamento della Padania, e soprattutto la commissione lavoro, avrà un compito preciso e noi
faremo le nostre proposte.
Voglio vedere cosa dirà il Governo quando lunedì verrà al Parlamento italiano a spiegarci quali
saranno i tagli per i nostri pensionati o quali saranno le nuove tasse e come sarà l’Ici. E’ facile fare
le riforme, fare cassa con i nostri soldi!
E’ un momento di crisi economica ma anche di crisi politica e, mai come adesso, serve un
Parlamento della Padania. La commissione lavoro si interfaccerà con le altre commissioni. Noi
abbiamo le nostre proposte: da anni diciamo che vogliamo i contratti territoriali, che vogliamo più
soldi in busta paga. Dobbiamo dare più soldi, dobbiamo dare ai nostri giovani la possibilità di
trovare lavoro, di farsi una famiglia. Da quanti anni mi sentite dire che quindici anni fa Umberto
Bossi mi mandò a Palazzo Chigi agli incontri con tutte le altre sigle sindacali e imprenditoriali a
parlare dei dazi doganali. Ci presero in giro, perché “lor signori” così bravi in economia, non
capivano cosa avrebbe comportato per l’Europa la concorrenza della Cina.
Voglio darvi due dati: il costo del lavoro nel nostro paese è di 24,41 € all’ora mentre in Romania è
di 4,20 € all’ora. E’ ovvio che i nostri imprenditori sono andati ad investire negli altri paesi perché
non possono continuare a sostenere un costo del lavoro così elevato. Da anni noi diciamo che
dobbiamo rivedere il costo del lavoro perché non consente alle nostre imprese di investire nei nostri
territori. Inoltre, è necessario poter accedere al credito, perché gli imprenditori che vogliono
rimanere sul nostro territorio non sono aiutati e quindi vanno all’estero. Mi riferisco alla piccola e
media impresa, non certo alle grandi imprese, visto che la FIAT ha dato lezioni a tutti in questo
Paese: il profitto l’ha sempre portato all’estero e qui ha chiesto la cassa integrazione. Cassa
integrazione che abbiamo pagato di tasca nostra dato che è erogata dall’INPS, dove i nostri genitori,
noi lavoratori, abbiamo versato mensilmente il futuro della nostra pensione. Quel carrozzone
comprende previdenza e assistenza. Quindi, i soldi della previdenza vengono usati anche per
l’assistenza ma non per assistere i nostri vecchi ma per un’assistenza fasulla, per le false pensioni di
invalidità, per dare diritti agli extracomunitari. Noi invece diciamo: prima la nostra gente, prima la
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Padania! Prima la Padania e poi gli altri ….altro che cittadinanza! Hanno paura perché sanno
perfettamente che con questa bella finanziaria e con quello che farà questo Governo devono cercare
voti e quindi stanno accelerando per dare il voto agli extracomunitari attraverso la cittadinanza,
perché sanno perfettamente che in Padania tra un po’ non li voterà più nessuno.
Quando parlavamo di gabbie salariali ci deridevano. Bene, chiamiamoli contratti territoriali! Tutti
continuano a dire che bisogna fare i contratti territoriali ma, in questo paese, non si può perché c’è il
veto della triplice e c’è il veto di Confindustria. Voglio proprio vedere cosa dirà la Marcegaglia ai
suoi associati, voglio proprio vedere cosa dirà la Camuso agli iscritti alla Cgil….
E’ difficile far digerire alla nostra gente che questa manovra serve solo a mettere nuovamente le
mani nelle tasche dei soliti noti ma, alla fine, capiranno anche quelli che fino all’altro giorno hanno
votato i comunisti…. quelli che fanno i comunisti in piazza ma poi, quando sono al governo, sono
peggio dei vecchi democristiani. Altro che comunisti, altro che prima il popolo….
“Compagno lavora tu che io magno”, dicono a Roma.
Ecco perché è importante il Parlamento della Padania. Mi auguro che la commissione lavoro sia
partecipata perché le proposte ci sono già e dobbiamo solo farle approvare.
Calderoli prima ha detto che si potrebbe valutare di fare un referendum abrogativo sulla previdenza.
In tal caso, voglio vedere se voteranno solo i leghisti o se sarà il popolo della Padania che voterà per
tenere i soldi nelle proprio regioni, per regionalizzare l’Inps, per creare una cassa che resti sul
territorio, visto che i soldi che vanno a Roma poi vengono distribuiti ma non sono mai distribuiti in
modo equo.
Quando, anni fa, in Regione Lombardia avevamo provato a realizzare il federalismo fiscale,
avevamo chiesto la contrattazione territoriale. Poi è caduto Prodi e ci ha lasciato un bel regalo:
questa Europa fatta da tecnocrati, da banchieri, da burocrati che sanno bene dove mettere le mani.
Anche allora la nostra gente non capiva. Non capiva ed era contenta dell’euro, era contenta
dell’Europa. Bene, adesso dobbiamo ricostruire un’Europa con una Padania forte perché solo così
potremo salvarci, potremo salvare le nostre imprese, potremo creare occupazione.
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Tutti dicono che bisogna creare occupazione e che le imprese devono rimanere nel nostro paese. Ma
cosa hanno fatto in questi anni? Il governo precedente stava mettendo dei paletti e forse ce
l’avremmo anche fatta, perché voi non lo sapete (non lo sapete perché la comunicazione tende a
fare disinformazione, a fare gossip) ma eravamo riusciti a portare a casa il contratto aziendale. E’
ovvio che con il nuovo Governo, così come è sparito il Ministero delle Riforme, va da sè che
faranno sparire tutte quelle cose che avevamo già realizzato. Ecco perché il Presidente della
Repubblica ha spinto tanto per avere un Governo di tecnocrati e di banchieri, perché in questo
momento hanno altri interessi.
La preoccupazione, il nostro impegno sarà quello di
far sentire la voce della Padania.
Il Presidente del Parlamento Padano ha detto una cosa giustissima: a Roma abbiamo di fronte uno
schieramento bulgaro. Al Senato siamo in 25 e alla Camera in 59, quindi non potremo fare molto
ma, sicuramente, faremo opposizione portando in aula la voce della Padania. In quelle aule, quando
parliamo di Padania, loro si arrabbiano. Ma non basta farli arrabbiare, bisogna riuscire a difendere i
nostri territori. Quindi, per creare occupazione, per dare possibilità ai nostri giovani, dobbiamo
diventare veramente egoisti, dobbiamo pensare prima alla nostra gente, prima ai nostri giovani, ai
nostri vecchi. I nostri vecchi hanno già dato, hanno pagato le tasse e sono dimenticati da tutti. Prima
a loro e poi gli altri. Se noi riusciremo ad avere una Padania forte potremo dialogare con una nuova
Europa, un’Europa votata dai popoli, non un’Europa imposta
e guidata, come fu allora, dal signor
Prodi che, non solo ha venduto tanti gioielli di famiglia ma ha lasciato il nostro Paese con le pezze
al sedere a livello economico. Questo non deve più avvenire. Noi dobbiamo usare il nostro
Parlamento padano per far sentire forte la nostra voce.
La colpa della piccola e media impresa, degli imprenditori che, in tutti questi anni, giustamente
pensavano a lavorare, è quella (come Bossi diceva tanti anni fa) di essere dei nani politici.
Se ci dobbiamo rimboccare le maniche dobbiamo farlo tutti insieme e far sentire, da oggi, che le
proposte ci sono e che noi siamo pronti alla battaglia perché noi vogliamo una Padania libera e
indipendente. Libera e indipendente soprattutto da Roma, perché non ci rappresenta più. Roma non
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ha mai rappresentato la gente del Nord e continua a non rappresentarci. Per il prossimo
appuntamento avremo già delle proposte che sottoporremo ai nostri colleghi con l’obiettivo di
accelerare il processo delle riforme ed avere la Padania.
Viva la Padania. Viva Umberto Bossi.
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