Parlamento della Padania – Vicenza, 4 dicembre 2011. Francesco ...

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Parlamento della Padania – esperti di politica, ma non sanno Vicenza, 4 dicembre 2011. che noi parlamentari europei non possiamo fare proposte legislative. Francesco Enrico Speroni Quello che può fare un consigliere comunale il consigliere comunale Grazie e buona Padania a tutti! può proporre una modifica anche Riprendiamo un lavoro che per dello statuto del proprio comune, varie ragioni era stato interrotto, che è il massimo strumento quello del Parlamento Padano che istituzionale, può proporre una porta la voce del nostro popolo modifica del regolamento, può nelle istituzioni d’Italia e in proporre una qualunque delibera Europa dovunque serva. Abbiamo che riguardi le competenze del oggi una crisi economica che consiglio, di cui all’art. 42 del nasce da fuori ma che colpisce testo Unico sugli Enti Locali, pesantemente i nostri cittadini e è quello che può fare un consigliere, una crisi che l’Europa si sta comunale, provinciale, regionale, dimostrando incapace di risolvere quello che può fare un anzi sembra quasi che sia stata parlamentare nazionale che può creata apposta per andare verso il proporre disegni di legge al super stato europeo, proprio è Parlamento europeo non possiamo stato appena citato l’intervento farlo è solo la commissione che della cancelliera tedesca che dice: può fare proposte. Noi poi “ma ci vuole un sistema fiscale naturalmente possiamo europeo”.
Publié le : lundi 16 avril 2012
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Parlamento della Padania –
Vicenza, 4 dicembre 2011.
Francesco Enrico Speroni
Grazie e buona Padania a tutti!
Riprendiamo un lavoro che per
varie ragioni era stato interrotto,
quello del Parlamento Padano che
porta la voce del nostro popolo
nelle istituzioni d’Italia e in
Europa dovunque serva. Abbiamo
oggi una crisi economica che
nasce da fuori ma che colpisce
pesantemente i nostri cittadini e è
una crisi che l’Europa si sta
dimostrando incapace di risolvere
anzi sembra quasi che sia stata
creata apposta per andare verso il
super stato europeo, proprio è
stato appena citato l’intervento
della cancelliera tedesca che dice:
“ma ci vuole un sistema fiscale
europeo”. Mentre noi siamo per le
autonomie, siamo per sistemi
fiscali decentrati, qui addirittura si
vuole fare un sistema europeo
unico e quindi si vuole continuare
a sottrarre la sovranità ai Comuni,
alle
Province,
alla
Regioni
addirittura agli Stati per darla
soprattutto ai burocrati. Perché
l’Europa non dimentichiamolo
nasce da paesi democratici ma con
un impianto che di democratico ha
molto poco, vi faccio un unico
esempio che stupisce tutti quelli a
cui lo comunico, anche magari
esperti di politica, ma non sanno
che noi parlamentari europei non
possiamo fare proposte legislative.
Quello che può fare un consigliere
comunale il consigliere comunale
può proporre una modifica anche
dello statuto del proprio comune,
che è il massimo strumento
istituzionale, può proporre una
modifica del regolamento, può
proporre una qualunque delibera
che riguardi le competenze del
consiglio, di cui all’art. 42 del
testo Unico sugli Enti Locali,
quello che può fare un consigliere,
comunale, provinciale, regionale,
quello
che
può
fare
un
parlamentare nazionale che può
proporre disegni di legge al
Parlamento europeo non possiamo
farlo è solo la commissione che
può fare proposte. Noi poi
naturalmente
possiamo
approvarle, possiamo bocciarle,
possiamo modificarle, quindi non
è che il parlamento sia inutile, ma
ripeto una cosa fondamentale per
la democrazia quella di proporre
non si può fare. Così come in
Europa non esiste un referendum
né propositivo né abrogativo,
penso che questo è una cosa che
molti non sapete, si è parlato
anche qui adesso di referendum,
ma a livello europeo non esiste il
referendum. Quindi la democrazia
trova poco spazio eppure da tutte
le parti si vuole dare più spazio,
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più poteri, all’Europa. Veramente
è un controsenso. Vorrei rimanere
però un pochino più al tema che
mi è stato affidato, anche per
cercare di stare nei tempi ed è
quello della posizione da tenere
nei confronti dell’Unione e nei
confronti della moneta, che è
l’euro, ecco anche qui ricordo,
non è veramente la moneta
dell’Europa, anche se i trattati
sembrano descriverla così, ma i
trattati sono contradditori tant’è
vero che non tutti i paesi sono
entrati nell’euro, dei ventisette
paesi diciassette ce l’hanno come
moneta e dieci no, alcuni in via
transitoria, altri in via definitiva,
come ad esempio il Regno Unito.
Sembra appunto che questa crisi
sia stata creata contro l’euro,
sapere da chi lo lascio a chi è più
competente di me, rimane la
questione, è opportuno o meno
che il Paese Italia, che la Padania,
piaccia o non piaccia almeno per
ora è dentro nell’Italia, debba
continuare a usare l’euro sia come
moneta interna sia soprattutto
come valuta per gli scambi
internazionali, anche qui lascerò
ad altri valutare l’opportunità
fiscale, economica, finanziaria, io
parlerò della possibilità concreta
di uscire dall’euro per andare
verso un'altra moneta, per tornare
alla moneta precedente, in ogni
caso la questione che volevo
affrontare è: possiamo uscire
dall’euro? Devo dire che la
risposta non è chiarissima, perché
siamo in presenza di trattati
internazionali, non sono norme
interne, possiamo modificare la
Costituzione, ma quando abbiamo
preso impegni internazionali che
siano con l’Unione europea, con la
NATO, con il Consiglio d’Europa,
con altri organismi, non è che
unilateralmente si possa dire
questa
cosa
non
la
voglio.
Paradossalmente secondo l’art. 50
del Trattano sull’Unione europea
uno Stato membro può uscire
dall’Unione, quindi volendo una
procedura drastica come quella di
dire, non ci conviene più stare
all’interno dell’Unione è fattibile,
non è definita una procedura
chiara, ma l’art. 50 è molto
semplice perché dice: “ ogni Stato
membro può decidere” quindi
unilateralmente e autonomamente
“conformemente
alle
proprie
norme istituzionali” quindi alle
proprie
norme
interne,
non
conformemente
alle
norme
dell’Unione
“di
recedere
dall’Unione” questo è l’inizio
dell’art. 50. quindi volendo si può
uscire. Nulla invece dicono i
trattati se uno Stato che ha aderito
volontariamente all’Euro ed è
stato ricordato il discorso di
Umberto nel ’98, ricordiamo che
la Lega si è sempre opposta
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all’euro, poi una volta che l’Italia
è entrata non potevamo che
rimanerci, ma appunto per uscire
solo dall’euro è controverso,
perché nulla dicono i trattati
invece, bisognerebbe ricorrere ma
non voglio tenere una lezione, non
faccio il professore faccio il
politico, bisognerebbe ricorrere
alla Convenzione di Vienna, la
Convenzione che regola tutti i
trattai internazionali e sapete
quando si parla di diritto, il diritto
è sempre scritto o quasi sempre
scritto in maniera tale che si posa
dire una cosa e si possa dire e
sostenere il suo contrario. Qui
però noi vogliamo essere chiari,
abbiamo sempre detto che l’euro
non ci piace e penso che possa
essere proprio uno dei compiti di
questo
parlamento
valutare
concretamente sotto tutti i profili,
il profilo giuridico, il profilo
politico e il profilo economico, se
e come si possa convenire,
rimanere
nell’euro
oppure
liberarci da questo vincolo che ci
colpisce in maniera profonda. Io
faccio solo due esempi di Stati che
hanno delle crisi peggiori di quella
dell’Italia,
non
parlo
dell’Argentina, perché ha una
storia abbastanza diversa anche se
ci
sono
analogie,
parlo
dell’Islanda e parlo della Grecia.
La Grecia sapete è sull’orlo del
fallimento, si sta cercando di
aiutarla, non perché l’Europa sia
solidale ma semplicemente perché
le
banche
quelle
tedesche
soprattutto e quelle francesi sono
pieni di titoli di Stato della Grecia
e se la Grecia va in fallimento le
banche francesi rischiamo a loro
volta
il
fallimento
perché
avrebbero in cassa dei titoli che
non valgono più niente o che
varranno la metà, il trenta per
cento, ecc. é per quello che magari
facendoci andare in pensione più
tardi, magari aumentandoci l’Iva,
magari
aumentandoci
l’Irpef,
magari rimettendoci le tasse sulle
prime case, si vuole procedere
anche al salvataggio della Grecia,
quindi non c’è solidarietà , non c’è
nessun cuore, c’è semplicemente
una questione di interessi. Ma
prima della Grecia è andata in
crisi l’Islanda, l’Islanda ha risolto
il suo problema, certo anche con
sacrifici ma come l’ha risolto?
L’ha risolto molto facilmente, ha
svalutato la corona e ha detto certi
debiti non li paghiamo, anche
perché non erano debiti dello
Stato ma debiti di tutte le banche,
ma soprattutto essendo al di fuori
dell’Unione europea, essendo al di
fuori dell’euro ha fatto quello che
ha voluto e la sua economia sta
riprendendo. Ora se noi siamo
entrati nell’Unione europea, se
abbiamo l’euro perché i nostri
cittadini,
le
nostre
imprese,
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debbano trarne dei vantaggi è
giunto il momento di riflettere se
questi sono veramente i vantaggi o
se non siano semplicemente delle
fregature o magari siano dei
vantaggi ma non per noi e quindi
affido ai colleghi del parlamento
padano lo studio, la valutazione, la
soluzione di questo programma.
Grazie e buon lavoro a tutti i
colleghi del parlamento padano.
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