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Qui Lega Parlamento,Via Uffici del Vicario, 21 00186 RomaFax 06 67603091email quilega@quilega.zzn.com Qui Lega ParlamentoNotiziario sullíattivit‡ politica della Camera, del Senato e del Governola settimana il puntoQUOTE LATTE I valori cristiani entranoQuelle multe ingiustificatenella CostituzioneLe cifre parlano chiaro: nulla Ë dovutodallíItalia per la vicenda delle quote latte. La Repubblica riconosce il proprio della nostra civilt‡ cíË indubbiamenteEí la conclusione, evidenziata dalla Lega fondamento spirituale nel patrimonio la persona - dice Ballaman - e questoNord, sulla base dei risultati delle denunce religioso cristiano. Questa la frase valore fondante Ë condiviso ancheche Edouard Ballaman e Alessandrosanitarie per la profilassi obbligatoria. I dati, dalla nostra religione. Mentre sappi-Ceí, chiedono, con una specificainfatti, parlano di 73.849.920 quintali di amo bene che cosÏ non Ë nellíIslamî.proposta di legge, di aggiungere La proposta della Lega Ë aperta allelatte, quindi ben al di sotto dei 105 milioniallíarticolo 8 della Costituzione, che altre forze politiche e, anzi, puÚ es-fissati dalla quota. Sergio Agoni, illustrandostabilisce líuguaglianza di tutte le sere anche il banco di prova per chi,i risultati del patrimonio bovino, ricavaticonfessioni religiose davanti alla in questi mesi, ha richiamato spesso,sulla base delle denunce ufficiali relativelegge. Una questione molto sentita, con le parole, i valori cristiani.
Publié le : lundi 16 avril 2012
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Qui Lega Parlamento, Via Uffici del Vicario, 21 00186 Roma Fax 0667603091 email quilega@quilega.zzn.com
Qui Lega Parlamento
Notiziario sullÌattività politica della Camera, del Senato e del Governo
la settimana
QUOTE LATTE Quelle multe ingiustificate
Le cifre parlano chiaro: nulla À dovuto dallÌItalia per la vicenda delle quote latte. EÌ la conclusione, evidenziata dalla Lega Nord, sulla base dei risultati delle denunce sanitarie per la profilassi obbligatoria. I dati, infatti, parlano di 73.849.920 quintali di latte, quindi ben al di sotto dei 105 milioni fissati dalla quota. Sergio Agoni, illustrando i risultati del patrimonio bovino, ricavati sulla base delle denunce ufficiali relative ai controlli sulla brucellosi, ha evidenziato che Ïanche a voler applicare coefficienti di massima garanzia, abbassando alla improbabile età di 15 mesi i bovini da latte, si arriva a una produzione massima di 97.957.200 milioni di quintali. Quindi le ipotesi sono due: o non si supera la quota di produzione fissata in sede comunitaria, quindi non bisogna pagare nessuna multa, oppure ci si trova di fronte a una parte di produzione che sfugge ai controlli sanitariÓ. Per Francesco Moro non À stata data la necessaria attenzione al problema degli allevatori, un problema che riguarda soprattutto il Nord: Ïora che abbiamo anche il conforto dei numeri di un ente pubblico bisogna intervenire, e con urgenza. Il problema non ha avuto, finora, lÌattenzione che avrebbe meritatoÓ. E la Lega Nord chiama in causa direttamente il ministro delle politiche agricole, Gianni Alemanno: Ïcontinua ad essere sordo alla questione - dice Moro - anche ora che ha di fronte numeri chiarissimi. La Lega Nord ha sollevato il problema delle quote da molti anni, dal Î96 e in questi anni nessuno À stato disponibile a fornirci numeri ufficiali. Ora li abbiamo e dicono che non cÌÀ stato nessuno sforamento. Certo, non posso non pensare che ci sia qualche allevatore che vende in nero qualche litro di latte, ma la differenza tra le cifre documentate e quelle che hanno provocato le multe mi autorizzano a pensare che esistono delle realtà ben strutturate che riescono ad operare eludendo i controlli sulla produzione e la qualitàÓ Gli allevatori, intanto, proseguono nella loro protesta e invocano a gran voce lÌintervento del ministro Alemanno: Ïi problemi sul tavolo sono numerosi - dice Moro - e non capisco cosa freni il ministro ad affrontarliÓ
28 novembre 2003
il punto I valori cristiani entrano nella Costituzione
La Repubblica riconosce il proprio fondamento spirituale nel patrimonio religioso cristiano. Questa la frase che Edouard Ballaman e Alessandro CeÌ, chiedono, con una specifica proposta di legge, di aggiungere allÌarticolo 8 della Costituzione, che stabilisce lÌuguaglianza di tutte le confessioni religiose davanti alla legge. Una questione molto sentita, e aperta dal dibattito, per altro ancora in atto, sullÌinserimento delle radici cristiane nel prologo della Costituzi-one europea. La necessità di ribadire che non À possibile trascurare i valori cristiani quando si parla di patrimonio culturale alla base della società, non significa per∕, rinnegare la laicità dello Stato. ÏSiamo contrari - ha detto Edouard Ballaman, promotore della proposta di legge - allÌimpostazione di uno stato teologico. Ma riteniamo che il nostro patrimonio culturale, cosœ come ha dimostrato la vicenda del crocifisso di Ofena che con una sentenza un giudice voleva togliere da unÌaula scolastica, non pu∕ prescindere dai valori della religione c r i s t i a n a Ó .N e s s u nt e n ta t i v o , chiariscono i firmatari della legge, di stravolgere la laicità dello Stato ma, al tempo stesso, la necessità di rib-adire che il cristianesimo À un impor-tante punto di riferimento. ÏAl centro
della nostra civiltà cÌÀ indubbiamente la persona - dice Ballaman - e questo valore fondante À condiviso anche dalla nostra religione. Mentre sappi-amo bene che cosœ non À nellÌIslamÓ. La proposta della Lega À aperta alle altre forze politiche e, anzi, pu∕ es-sere anche il banco di prova per chi, in questi mesi, ha richiamato spesso, con le parole, i valori cristiani. Rich-iamare questi valori, sottolinea Alessandro CeÌ, significa Ïsottolin-eare la nostra identità, la nostra civiltà alla quale non vogliamo assoluta-mente rinunciare. Oggi viviamo nel relativismo e nel sincretismo allo stesso tempo. Non À una contraddiz-ione perch» - spiega - le forme di sincretismo sono le uniche che per-mettono la sopravvivenza in uno stadio di relativismo spinto allÌestrem-oÓ. Anche il presidente dei deputati leghisti chiarisce che Ïnon si tratta di una legge confessionale, ma non vogliamo assolutamente rinunciare ai nostri valori: la centralità della persona, il diritto alla vita. Nella Carta di Nizza si precisa il no alla clonazi-one umana a fini riproduttivi, ma cÌÀ anche il sœ a quella terapeutica. Noi siamo stati contrarissimi a questÌulti-ma ipotesi che À il risultato del pen-siero illuminista peggiore, assoluta-mente negativoÓ. prima pagina
Condanna Galli, il Nord non pu∕ tacere
La Lega Nord si mobilita e contesta la sentenza definitiva che ha con-dannato Stefano Galli, consigliere regionale del Carroccio, a 10 mesi e 20 giorni di reclusione per vilipen-dio alla bandiera italiana. E se il segretario della Lega Lombarda, Giancarlo Giorgetti, chiama a rac-colta i cittadini padani a Cantù (sa-bato 29 alle ore 20 davanti al Tribu-nale di via Fasano), Umberto Bossi non esita a definire quella sentenza non contro la persona di Galli, ma contro le riforme. ÏEÌ una sentenza che afferma - dice Bossi - che la Padania deve lavorare e tacere, À
come se dicessero Îvi abbiamo promesso il federalismo quando avevamo paura della secessione ma adesso abbiamo cambiato ide-aÌÓ. Per il segretario e ministro delle riforme, questa condanna ha un significato ben preciso: ÏQuesta sen-tenza - dice - lancia un messag-gio:non bisogna fare le riforme. E questo À un atto di prepotenza con-tro il Nord. Per questo il Nord deve prendere posizione. Il Paese deve essere un Paese che va bene a tutti e non uno Stato dove una maggio-ranza etnica opprime una minoran-zaÓ
anno III n.37
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senato
Pensioni, verso le nuove norme
EÌ ottimista il ministro Roberto Maroni, sulla possibilità che la riforma sulle pensioni, in discussione nella commis-sione lavoro del Senato, otten-ga il contributo positivo da parte di tutti.Le condizioni favorevoli per il confronto ci sono e, per lo meno al Senato, appare molto improbabile il ricorso alla fiducia per far ap-provare la legge. La riforma, che ha lÌobiettivo di aumentare lÌetà pensionabile cosœ come ha chiesto allÌItalia lÌUe, si muove su più fronti. Prevede, a partire dal 2004,incentivi sostanziosi per chi decide, pur avendo raggiunto i requisiti per andare in pensione, di re-stare al lavoro. LÌincremento in busta paga À notevole, pari al 32.7% non tassato dello stipendio. A usufruire del ben-eficio potranno essere, fino a questo momento solo i dipen-denti privati. Restano comu-nque validi i diritti acquisiti. ÏQuesto À un punto al quale noi teniamo moltissimo - dice Antonio Vanzo - e chiederemo che venga istituita una vera e propria certificazione dei diritti acquisiti in modo tale che, se dopo due anni, ad esempio, il lavoratore decidesse di an-dare in pensione pu∕ farlo senza nessuna penalitàÓ. Dal sistema degli incentivi il min-istro Maroni si aspetta risultati importanti: Ïgli incentivi sono uno strumento - dice - per in-nalzare da subito lÌetà pen-sionabile. EÌ la miglior riforma possibile in questo momento, gli incentivi non sono un regalo che lo Stato fa, solo uno stru-mento efficace per aumentare lÌetà pensionabileÓ. Ed À allo studio anche lÌipotesi di allun-gare il periodo degli incentivi dopo il 2008, anno in cui parte la riforma vera e propria. Da quel momento, infatti, per an-dare in pensione non baster-anno più 35 anni di contributi, ma ne serviranno 40. Chi volesse potrebbe comunque
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andare in pensione ma con u nf o r t ed i s i n c e n t i v o : passerebbe, infatti, automati-camente dal sistema retributi-vo (calcolato sulla media degli ultimi stipendi) a quello con-tributivo (cioÀ in base agli ef-fettivi contributi versati allÌInps). La maggior parte delle critiche alla riforma riguardano proprio il brusco passaggio tra il 31 dicembre 2007 e il 1° gennaio 2008. ÏFinÌora i sindacati - dice Vanzo - non hanno presentato alternative decenti. EÌ chiara la loro volontà di far slittare la riforma alle scadenze elettora-li, nella speranza che non ven-ga mai realizzata. Ma À unÌil-lusione la loro perch» sarà la maggioranza, vista la latitanza di opposizione e sindacato, a fare proposte alternative per una maggiore gradualità, pur rispettando il tetto della spesaÓ. Altro punto controverso riguar-da ledecontribuzioniper i nuovi assunti. Una norma sos-tenuta fortemente da Confind-ustria, ma che raccoglie le perplessità anche di una parte della maggioranza. ÏSe i sin-dacati facessero una proposta alternativa su questo punto -dice Vanzo - sono sicuro che il ministro Maroni sarebbe pr-onto ad accogliere suggeri-menti. La decontribuizione, infatti, facilita molto le aziende ma i giovani lavoratori, al mo-mento di andare in pensione si troverebbero con un ÏbucoÓ di qualche anno per il mancato versamento di contributi alle casse dellÌInpsÓ. Anche il tras-ferimento obbligatorio deltfr (trattamento di fine rapporto) nella previdenza complemen-tare attraverso i fondi aperti o chiusi con il sistema del silen-zio assenso À un capitolo im-portante della riforma. ÏFerma restando lÌobbligatorietà, mi chiedo - dice Vanzo -se il sistema del silenzio assenso sia efficace veramente per far partire la previdenza comple-mentareÓ
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RIFORME Prosegue dibattito
focus
Prosegue, in commissione affari costituzionali, la discussione sulle riforme per realizzare il federalismo. ÏI tempi sono molti lunghi - dice Piergiorgio Stiffoni - a causa dellÌostruzionismo messo in atto dalla sinistra. Sono circa 750 gli emendamenti presentati e lÌopposizione utilizza tutti i tempi permessi dal regolamento con lÌobiettivo, evidente, di lasciare che il centralismo regni sovranoÓ. La maggioranza, in ogni caso, sta confermando la propria compattezza sulle riforme: Ïla Casa delle libertà si sta muovendo nella direzione di accelerare i tempi. Sono convinto, comunque, che la legge arriverà in Aula senza relatore, cioÀ senza il voto della commissione. Ma, in quella sede, i tempi saranno contingentatiÓ. La riforma federalista, che comprende al suo interno anche la legge di Bossi sulla devolution (poteri esclusivi alle Regioni su sanità, istruzione e polizia locale) ridisegna lÌassetto dello Stato in senso federalista: istituisce un Senato delle Regioni, definisce la fine del bicameralismo perfetto (cioÀ il passaggio delle leggi tra Camera e Senato per lÌapprovazione definitiva), dà nuovi poteri al premier, limita notevolmente il numero dei deputati e dei senatori. La Lega Nord condivide in pieno gli emendamenti del Governo, tesi a rendere il nuovo Senato veramente rappresentativo delle Regioni. E proprio per questo, sono state accolte le istanze regionali, come la contestualità delle elezioni tra Regioni e Senato e lÌautomatismo che fa diventare senatori i presidenti eletti in ogni regione.
DDL GASPARRI Presto voto finale
EÌ ormai alle ultime battute la legge Gasparri sul riassetto radiotelevisivo: martedœ prossimo À previsto il voto definitivo dellÌAula. Ma la sinistra continua a fare un fortissimo ostruzionismo, forte dei 270 emendamenti presentati. ÏSi tratta - dice Celestino Pedrazzini - di proposte che vogliono riformulare parti che proprio la sinistra ha inserito nel testo. LÌimpressione, comunque, À che la sinistra voglia fare solo girotondi e non ha alcuna intenzione di confrontarsi seriamente sulle questioni di meritoÓ
Qui Lega Parlamento,notiziario sullÌattività politica della Camera, del Senato e del Governo 28 novembre 2003; anno III, numero 37 Via Uffici del Vicario, 21 00186 Roma FAX 0667603091 email quilega@quilega.zzn.com Questo numero À stato realizzato da Iva Garibaldi Qui Lega À anche su internet al sito www.leganord.org Per ricevere ÏQui LegaÓ per email À sufficiente inviare la richiesta di adesione al nostro indirizzo: quilega@quilega.zzn.com
anno III n. 37
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