Primo censimento degli aiuti di stato nella Comunità europea

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PRIMO CENSIMENTO DEGLI AIUTI DI STATO NELLA COMUNITÀ EUROPEA ftv I W^ —, * * COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE Il presente documento, redatto ad uso interno dei servizi della Commissione, è a disposizione del pubblico, ma il suo contenuto non può essere considerato una presa di posizione ufficiale della Commissione. La presente pubblicazione è edita anche nelle seguenti lingue: ISBN 92-825-9531-5 ES ISBN 92-825-9532-3 DA DE ISBN 92-825-9533-1 GR ISBN 92-825-9534-X EN ISBN 92-825-9535-8 FR ISBN 92-825-9536-6 NL ISBN 92-825-9538-2 PT ISBN 92-825-9539-0 Una scheda bibliografica figura alla fine del volume. Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee, 1989 ISBN 92-825-9537-4 N. di catalogo: CB-55-89-455-IT-C © CECA-CEE-CEEA, Bruxelles · Lussemburgo, 1989 Riproduzione autorizzata, salvo a fini commerciali, con citazione della fonte. Printed in Belgium Conn,ι Ïr,ione delle Comunità europee PRIMO CENSIMENTO DEGLI AIUTI Di STAIO MELLA COMUNITÀ EUROPEA Il presente documento, redatto ad uso interno dei servizi elolla Commissione, è a disposizione del pubblico, ma il suo contenuto non può essere considerato una presa di posizione ufficiale della Commissione. Copyripht CECA-CEE-CEEA, Bruxell.es - Lussemburgo, 1989 Riproduzione autorizzata, salvo a fini commerciali, con citazione della fonte. INDICE A.
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PRIMO CENSIMENTO DEGLI AIUTI DI STATO
NELLA COMUNITÀ EUROPEA
ftv
I
W^
—,
* *
COMMISSIONE
DELLE COMUNITÀ
EUROPEE Il presente documento, redatto ad uso interno dei servizi della Commissione, è a
disposizione del pubblico, ma il suo contenuto non può essere considerato una
presa di posizione ufficiale della Commissione.
La presente pubblicazione è edita anche nelle seguenti lingue:
ISBN 92-825-9531-5 ES
ISBN 92-825-9532-3 DA
DE ISBN 92-825-9533-1
GR ISBN 92-825-9534-X
EN ISBN 92-825-9535-8
FR ISBN 92-825-9536-6
NL ISBN 92-825-9538-2
PT ISBN 92-825-9539-0
Una scheda bibliografica figura alla fine del volume.
Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee, 1989
ISBN 92-825-9537-4
N. di catalogo: CB-55-89-455-IT-C
© CECA-CEE-CEEA, Bruxelles · Lussemburgo, 1989
Riproduzione autorizzata, salvo a fini commerciali, con citazione della fonte.
Printed in Belgium Conn,ι Ïr,ione delle Comunità europee
PRIMO CENSIMENTO DEGLI AIUTI
Di STAIO
MELLA COMUNITÀ EUROPEA Il presente documento, redatto ad uso interno dei servizi elolla
Commissione, è a disposizione del pubblico, ma il suo contenuto non può
essere considerato una presa di posizione ufficiale della Commissione.
Copyripht CECA-CEE-CEEA, Bruxell.es - Lussemburgo, 1989
Riproduzione autorizzata, salvo a fini commerciali, con citazione della
fonte. INDICE
A. Mot ivazione 1
a)Concorrenza, aiuti, mercato comune e pericolidegli
aiuti1
b)Completamento del mercato interno e aiuti1
e)Contestointernazionale degli aiuti ,2
d)Necessità di un cootrollo comunitarioedellatraspa­
renzadegl i a i ut i3
Β. Contesto G i ur i d i co ed Econom i co de I Lavor i 5
a) Distinzione sul piano giuridico traaiutiemisure
general i 5
b) Fondamentoeconomico della distinzionetraaiuti e
misuregenerali6
c) Conclusioni8
C. RisultatieMetodologia9
a) Risultati9
I.VoIurnedegliaiuti9
II.Tipodiintervento20
MI.Obiettividell'aiuto22
IV. Fondi comunitari30
V. ­D i vers i ta deg I i s t rumen t i d'à i uto 38
b) Metodologia 40
D. ContinuazionedeiLavor i44
a) AnalisideIIespese44
b) Miglioramentodelle informazioni provenienti dagli
Statimembri44
c) Necessità di un sistema più strutturatodinotifiche
e di re laz ioni annua li45
E. Cone I us i on i 47
AI I egati1
A. Al legatoteenico..,2
Β. Al legatistatistici21PRIMO CENSIMENTO DEGLI AIUTI DI STATO NELLA COMUNITÀ' EUROPEA
A. MOTIVAZIONE
a) Concorrenza, aiuti, mercato comune e pericoli degli aiuti
1. Il mantenimento di un sistema libero e senza distorsioni di concorrenza è
uno dei principi fondamentali sui quali è stata costruita la Comunità
economica europea. In tale contesto la politica della Comunità in materia
di aiuti di Stato ha un ruolo di importanza fondamentale in quanto, come è
unanimemente ammesso, gli aiuti di Stato possono vanificare la libera
concorrenza non soltanto perchè impediscono una ottima allocazione delie
risorse, ma anche perchè sono in grado di produrre i medesimi effetti delle
barriere tariffarie e di altre forme di protezionismo. La lunga ed attiva
esperienza della Commissione in materia di aiuti di Stato evidenzia che nei
confronti di un sistema di libera concorrenza, di un'efficace allocazione
delle risorse e dell'unità del mercato comune essi non sono affatto una
minaccia puramente teorica o infondata, come risulta del resto dal!e
frequenti e vivaci proteste degli Stati membri. Di fatto, la proliferazione
e l'entità degli aiuti di Stato, anche quando sono subordinati ai contro!,o
della Comunità, rendono incontestabile l'importanza del loro impatto.
2. Di conseguenza, fin dagli inizi del mercato comune, l'atteggiamento delia
Commissione è stato sempre particolarmente vigilante nel settore. Senna
l'intervento della Comunità con tutta probabilità si sarebbe manifestata
una rincorsa agli aiuti tra gli Stati membri tale da ostacolare seriamente
non soltanto il progresso verso l'unità del mercato comune, ma anche da
pregiudicare la libera concorrenza e da abbassare la situazione ai
benessere a causa della scorretta allocazione delle risorse che ne sarebbe
r¡sul tata.
b) Completamento del mercato interno e aiuti
Il completamento del mercato interno entro la fine del 1992 costituisce la
grande priorità politica della Comunità. Il Libro Bianco del 1985 sul
completamento del mercato interno, nonché alcune relazioni recenti quali il
Rapporto Padoa-Sch¡oppa in materia di efficienza, stabilità ed equità e il o Cecchini "1992: la sfida europea" hanno tutti sottolineato
l'importanza del controllo degli aiuti di Stato nel quadro del mercato
interno. In concomitanza col progressivo avanzare del processo di
integrazione del mercato, la concorrenza è destinata a consolidarsi. Esiste
un effettivo pericolo che gli Stati membri reagiscano a tale maggiore
concorrenza aumentando il volume degli aiuti destinati a proteggere e a
promuovere le imprese nazionali. Inoltre esiste il rischio che le imprese - 2 -
efficienti che dovrebbero trarre vantaggio dall'integrazione del mercato
non sfruttino i vantaggi conferiti dalla loro efficienza per accrescere la
loro quota di mercato negli altri Stati membri se ritengono che tale
maggiore quota dio avrà l'unico effetto di provocare in rappresaglia
a iutI di Stato.
4. Inoltre non è escluso che alcuni Stati membri cerchino di concedere aiuti
alle imprese consentendo loro in tal modo di svolgere un ruolo guida sul
nuovo mercato integrato. Una tale polìtica sarebbe dannosa per la
concorrenza e potrebbe comportare vantaggi per le economie di alcuni Stati
membri a scapito di quelle degli altri, o, se tutti gli Stati membri
cercano di attuare politiche analoghe, nessuno di essi sarà in grado di
ottenere un vantaggio e tutti sprecheranno risorse di bilancio già scarse.
In aggiunta tale politica, rendendo le Imprese maggiormente dipendenti
dagli aiuti, Indebolirebbe la loro capacità di affrontare la concorrenza
internazIona le.
5. Di fatto, In concomitanza con l'avanzare del processo di integrazione, le
distorsioni di concorrenza causate dagli aiuti di Stato sono
particolarmente sentite dagli operatori che non fruiscono di aiuti. Di
conseguenza, la Commissione dovrà applicare criteri più severi nella
disciplina dettata in materia di aiuti perché altrimenti gli effetti
benefici perseguiti dall'integrazione del mercato non potranno essere
pienamente realizzati.
e) Contesto Internazionale degli aluti
6. Se l'aspetto "mercato interno" degli aiuti di Stato è stato messo In
evidenza nei paragrafi precedenti, non va tuttavia trascurato il contesto e
le implicazioni internazionali (vale a dire extra-CEE). La Comunità, che è
il maggiore blocco commerciale del mondo, non può limitarsi a prendere in
considerazione 1 fenomeni interni alle sue frontiere. I mutati vantaggi
comparati e lo sviluppo dei paesi terzi hanno posto in essere tendenze
irreversibili nella struttura della produzione e del commercio mondiale. Di
fatto a lungo termine la produzione di taluni beni non sarà più
economicamente redditizia per la Comunità a causa degli elevati costi
diretti e indiretti del lavoro. Il contesto internazionale nel quale le
società europee devono operare impone loro di potenziare la loro
competitività sulla base delle proprie risorse.
8. In quanto aderente al sistema di scambio internazionale, la Comunità deve
difendere e rispettare le regole del GATT che prevedono la possibilità di
dazi compensatori. Tale circostanza impone una disciplina alla Comunità nel
settore degli aiuti di Stato. Tuttavia va osservato che non solo nessun
altro partner commerciale al mondo ha un sistema di controllo cosi aperto
per gli aiuti di Stato, ma la Comunità ha anche ilo degli aiuti
più severo di tutti i principali blocchi commerciali. 3 -
d) Necessità di un controllo comunitario e della trasparenza degli aiuti
8. Una politica efficace in materia di aiuti di Stato deve tener conto di tali
vari elementi. Soltanto un controllo comunitario può garantire che gli
aiuti di Stato siano utilizzati In modo da salvaguardare le loro
caratteristiche positive, evitando nel contempo i rischi per ¡'unità del
mercato comune, le distorsioni ingiustificate di concorrenza e l'inadeguata
allocazione delle risorse. Singolarmente gli Stati membri non sono in grado
di attuare tale politica dato che Inevitabilmente possono tener conto solo
delle priorità nazionali. Di fatto, se gli Stati membri fossero autorizzati
ad applicare le loro politiche di aiuto esclusivamente al fine di
promuovere i propri obiettivi politici, non si potrebbe negare l'esistenza
di un grave pericolo e cioè che l'effetto combinato delle politiche
nazionali applicate in modo indipendente porti non soltanto a risultati non
coerenti a livello della Comunità, ma anche all'inadempimento del primitivo
obiettivo a livello nazionale a causa delle politiche compensative o
contradditorie applicate in altri Stati membri. In verità, considerato
l'elevato volume di aiuti identificati nella presente relazione non è da
escludere che parecchi di essi non abbiano ottenuto alcun effetto positivo
e siano stati praticamente vanificati da aiuti analoghi in aitri Stati
membri. L'impatto principale degli aiuti, di conseguenza, può essere stato
quello di falsare la concorrenza e di provocare un'inadeguata allocazione
delle risorse. La rovinosa spirale di interventi posta in essere dagli
Stati membri rischia dunque di tradursi in un ripristino dei le barriere
commerciali tra di essi e in uno spreco di risorse e costituisce pertanto
una minaccia per l'unità del mercato comune e per il sistema di i i be" a
concorrenza e blocca un'integrazione reciprocamente vantaggiosa.
9. Inoltre non sono da trascurare le conseguenze a livello del bilancio o ¡n
termini macroeconomici della massiccia entità di aiuti dovuta alia rincorsa
agli aiuti posta in essere dagli Stati membri. In media gli aiuti
rappresentano il 3% del PIL, per toccare In alcuni Stati membri i I 5% e
oltre. Nel settore dei prodotti industriali, gii aiuti erogati nella CEE
corrispondono in media ad una somma di 2 000 ECU all'anno per lavoratore
dipendente ed in uno Stato membro superano di fatto i 6 000 ECU per
lavoratore dipendente. Poiché gli aluti non sono distribuiti in misura
equivalente fra tutti I comparti dell'industria, qualcuno di essi ha
beneficiato di importi sostanzialmente superiori ai valori indicati. Va
altresì notato che altri rami dell'economia (agricoltura, carbone e
trasporti) sono assistiti in misura superiore all'industria. L'importanza
degli aiuti può anche essere misurata dal fatto che in media essi
rappresentano il 10% delle spese pubbliche, percentuale che in uno Stato
membro giunge al 19%. Infine è importante osservare che gli aiuti alle
imprese oltrepassano attualmente le entrate riscosse mediante le imposte
dirette sulle imprese medesime (3% contro 2,3% del PIL) (per una
descrizione ed un'analisi dei risultati, cfr. sezione C della presente
re I az ione).
10. La Commissione è l'unica autorità in grado di tener conto del contesto e
delle implicazioni comunitarie degli aiuti di Stato ed il trattato le
conferisce taluni poteri in taie settore. Tuttavia a causa della
complessità dei problemi ìa Commissione non può avvalersi effettivamente - 4
di tali poteri su una base ad hoc, caso per caso, mentre è necessario che
il sistema globale degli aiuti sia trasparente nel suo contesto politico,
giuridico ed economico. Una trasparenza maggiore consentirà alia
Commissione di procedere più efficacemente all'analisi, spesso difficile e
delicata, che è necessaria per valutare l'impatto degli aluti di Stato.
Tale valutazione dell'interesse comunitario è resa ancora più ardua dal
fatto che numerosi obiettivi di politica economica hanno effetti
Incrociati, se non addirittura contradditori, con altri obiettivi di
politica economica. Ciò non significa che uno specificoo debba
sempre essere perseguito a scapito degli altri, ma per poter prendere
decisioni ben equilibrate tenendo conto dei numerosi obiettivi comunitari
simultaneamente perseguiti, la Commissione deve poter avere una visione
chiara e trasparente della situazione in materia di aiuti di Stato (1).
11. La necessità di trasparenza è ulteriormente accresciuta dalla
proliferazione e dal volume degli aiuti, cosicché è essenziale disporre di
un quadro di riferimento strutturato nei confronti del quale sia possibile
valutare la compatibilità delle nuove misure e riesaminare quella degli
aiuti esistenti. Inoltre, la diversificazione delle forme di aiuto comporta
la necessità di avere una conoscenza approfondita dei vari strumenti
utilizzati dagli Stati membri. In definitiva non si tratta dunque
semplicemente di ottenere i valori relativi alle spese lorde, ma di
disporre dello spettro delle spese di aiuto per settore e per strumento di
aiuto. Soltanto un grado di trasparenza di questa qualità consente di
misurare l'impatto reale delle spese sulla concorrenza.
12. La maggiore trasparenza darà modo non soltanto di identificare le lacune
nella politica di concorrenza, ma anche di rafforzare la coerenza
nell'applicazione di detta politica, particolarmente per quanto riguarda
gli aiuti che hanno un impatto di rilievo sulla concorrenza, senza che
esista un'adeguata contropartita indispensabile a livello della promozione
dell'interesse comune. Per aumentare la trasparenza, la Commissione ha
predisposto il primo censimento degli aiuti. Va osservato che in questo
primo studio i risultati relativi ad alcuni settori, per ragioni
concettuali o statistiche, sono solo stime con la migliore approssimazione
Dossibile che si cercherà di correggere in seguito.
(1) Di fatto, nei settori in crisi come la siderurgia, la costruzione
navale e le- fibre sintetiche, la Commissione ha dovuto introdurre
misure speciali per la concessione di aiuti non specificamente
settoriali (ad esempio aiuti regionali o orizzontali) nei comparti
citati per tenere sotto controllo gli effetti incrociati ron
g i usi i f i cat i .

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