Amministrazione e finanziamento statali della cultura nella Comunità europea

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DOCUMENTO AMMINISTRAZIONE E FINANZIAMENTO STATALI DELLA CULTURA NELLA COMUNITÀ EUROPEA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE Il presente documento, redatto ad uso interno dei servizi della Commissione, è a disposizione del pubblico, ma il suo contenuto non può essere considerato una presa di posizione ufficiale della Commissione. La presente pubblicazione è edita anche nelle seguenti lingue: EN ISBN 92-825-6737-0 FRN 92-825-6738-9 Una scheda bibliografica figura alle fine del volume. Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee, 1987 ISBN 92-825-6739-7 N. di catalogo: CB-48-87-161-IT-C © CECA - CEE - CEEA, Bruxelles - Lussemburgo, 1987 Riproduzione autorizzata, salvo a fini commerciali, con citazione della fonte. Printed in Belgium Commissione delle Comunità europee AMMINISTRAZIONE E FINANZIAMENTO STATALI DELLA CULTURA NELLA COMUNITÀ' EUROPEA DI Antonio Ca'Zorzi Documento Il presente documento, redatto ad uso interno dei servizi della Commissione, è a disposizione del pubblico, ma il suo contenuto non può essere considerato una presa di posizione ufficiale della Commissione. Manoscritto terminato nel luglio 1986 Copyright CECA-CEE-CEEA, Bruxelles - Lussemburgo, 1987 Riproduzione autorizzata, salvo a fini commerciali, con citazione della fonte. INDICE INTRODUZIONE p. 3 I. L'AMMINISTRAZIONE PUBBLICA DELLA CULTURA 16 17 1.1 BELGIO 1.2. DANI MAE CA 28 FRANCIA 1.3. 32 GERMANIA 40 1.4. GRECIA 52 1.5. 1.6.
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DOCUMENTO
AMMINISTRAZIONE E FINANZIAMENTO STATALI
DELLA CULTURA
NELLA COMUNITÀ EUROPEA
COMMISSIONE
DELLE COMUNITÀ EUROPEE Il presente documento, redatto ad uso interno dei servizi della Commissione, è a
disposizione del pubblico, ma il suo contenuto non può essere considerato una presa di
posizione ufficiale della Commissione.
La presente pubblicazione è edita anche nelle seguenti lingue:
EN ISBN 92-825-6737-0
FRN 92-825-6738-9
Una scheda bibliografica figura alle fine del volume.
Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee, 1987
ISBN 92-825-6739-7
N. di catalogo: CB-48-87-161-IT-C
© CECA - CEE - CEEA, Bruxelles - Lussemburgo, 1987
Riproduzione autorizzata, salvo a fini commerciali, con citazione della fonte.
Printed in Belgium Commissione delle Comunità europee
AMMINISTRAZIONE E FINANZIAMENTO STATALI DELLA CULTURA
NELLA COMUNITÀ' EUROPEA
DI
Antonio Ca'Zorzi
Documento Il presente documento, redatto ad uso interno dei servizi della Commissione,
è a disposizione del pubblico, ma il suo contenuto non può essere
considerato una presa di posizione ufficiale della Commissione.
Manoscritto terminato nel luglio 1986
Copyright CECA-CEE-CEEA, Bruxelles - Lussemburgo, 1987
Riproduzione autorizzata, salvo a fini commerciali, con citazione della
fonte. INDICE
INTRODUZIONE p. 3
I. L'AMMINISTRAZIONE PUBBLICA DELLA CULTURA 16
17 1.1 BELGIO
1.2. DANI MAE CA 28
FRANCIA 1.3. 32
GERMANIA 40 1.4.
GRECIA 52 1.5.
1.6. IRLANDA 55
ITALIA 59 1.7.
69 1.8. LUSSEMBURGO
72 PAESI BASSI 1.9.
1.10. PORTOGALLO 77
1.11. REGNO UNITO 85
1.12 SPAGNA 95
1.13 CONCLUSIONI 102
BIBLIOGRAFIA6
II. IL FINANZIAMENTO STATALE DELLA CULTURA 117
NOTA INTRODUTTIVA ALLE STATISTICHE8
II.1 BELGIO 123
II.2 DANIMARCA 128
FRANCIA II.3 133
GERMANIA II.4 138
GRECIA II.5 147
II.6 IRLANDA 153
ITALIA II.7 158
II.8 LUSSEMBURGO 164
PAESI BASSI II.9 168
11.10 PORTOGALLO 173
11.11 REGNO UNITO 178
11.12 SPAGNA 183
11.13 RIEPILOGO 188 Desiderosa di assicurare la massima libertà e indipendenza
agli esperti incaricati della elaborazione di determinati
studi, la Commissione delle Comunità Europee non si
considera legata al contenuto degli studi stessi. Introduzione
Il manifesto del recente congresso di Madrid (ottobre I985I
sullo "sOazio culturale europeo", motivando l'esortazione ri
volta alle istanze euronee, affinché introducano la dimensione
culturale nel contesto comunitario, afferma:
1'Europe sera culturell e ou ne sera pas,
et les ci Htures nui la composent se con -
fronteront les unes aux autres ou seront
réduites a ell es-mêmes ou à 1' oubli
d'elles-mêmes.
L'affermazione di Madrid riflette un sentimento abbastanza
diffuso negli ambienti intellettuali ed artistici europei. Pro
babilmente essa traduce anche una relativa impotenza degli ope_
ratori culturali di fronte alla situazione del loro settore la
cui crisi, che si manifesta già da diversi anni, ha aperto una
fase di evoluzione accelerata che in vari campi coglie il con
tinente europeo ir controniede. La impreparazione nel risponde
re a determinate necessità mina ad un. tempo le basi economiche
delle industrie culturali e l'identità stessa della cultura
europea o, almeno, la possibilità di una sua espressione. Il
manifesto di Madrid è ruindi un appello in favore dello spazio
culturale europeo, ma anche una forma di protesta nei confronti
della lentezza con la nuale le istituzioni nazionali ed inter
nazionali rispondono in Europa alle crescenti esigenze poste
dal rapido evolversi della vita culturale ed artistica. In ef
fetti, le soluzioni a nuesti problemi, non possono che essere
il frutto di una fattiva cooperazione a livello comunitario
ed europeo.
Non intendiamo entrare cui nel merito di nuesta problematica,
ma è certo che essa costituisce lo sfondo reale ed una premessa
necessaria alla presente ricerca di alcuni aspetti della politi.
ca culturale dei dodici paesi membri della Comunità europea.
Su ouali criteri si fondano l'organizzazione e l'intervento del
l'amministrazione pubblica dei diversi Stati nella cultura? - 4 -
Quali sono i mezzi finanziari che lo Stato vi investe? Queste
sono le due domande principali, corrispondenti alle due parti
in cui è suddiviso lo studio, alle quali intendiamo dare una
risposta.
*
w *
Nella parte iniziale del lavoro analizziamo la struttura del
le amministrazioni pubbliche e i criteri del loro intervento
nella cultura. In tutti i paesi le autorità pubbliche svolgono
un'azione in favore della cultura che, in ragione delle diffe_
renti tradizioni storiche ed istituzionali, si basa su dei prin
cipi peculiari ad ognuno di essi assumendo delle modalità e
delle strutture alquanto disparate.
Il rapporto fra lo Stato e le arti ha una storia millenaria
-in fondo risale alle origini stesse della formazione dello Sta
to- nel corso della quale ha conosciuto delle modifiche anche
radicali che hanno accompagnato delle profonde trasformazioni
di ordine economico, sociale e culturale. Tuttavia, possiamo
dire che l'ampiezza con la quale si manifesta attualmente l'in
tervento statale nel settore culturale e la conseguente cresci^
ta delle istituzioni e delle amministrazioni pubbliche in que
sto campo sono fenomeni relativamente recenti.
Certo, alcuni dei principi sui quali si fonda tale interven
to -si pensi., ad esempio, alla tradizione inglese che tende a
limitare l'intervento del potere esecutivo e legislativo nella
determinazione della politica culturale- si sono affermati nel
secolo scorso e varie istituzioni pubbliche esistevano, in for
me più o meno embrionali, già prima della seconda guerra mon
diale. Ma è altrettanto certo che nei paesi dell'Europa occi
dentale l'avvio della grande stagione della politica culturale
si situa negli anni '60 e 70. E' in questa fase, che non a caso
collima con il boom economico e l'affermazione dello welfare
state, che lo Stato si dota di organi ministeriali preposti
agli affari culturali ai quali vengono trasferite delle compe
tenze e responsabilità in#nateria, affidate in precedenza a vari dicasteri e in particolare ai ministeri dell'educazione.
Nella maggior parte dei casi i nuovii sono stati for
mati a livello centrale ed hanno delle competenze nazionali.
Anche se in non pochi paesi, come ad esempio l'Italia, diversi
altri dicasteri mantengono tuttora delle responsabilità anche
importanti nel settore, è in genere il Ministero della Cultura
o urvorganismo istituzionale equivalente come il Consiglio delle
Arti in Gran Bretagna ad essere incaricato dell'orientamento
generale della politica culturale. Fanno eccezione a questa
regola la Germania e il Belgio dove, in virtù del principio fe_
derale, gli organismi istituzionali responsabili sono decentra
lizzati.
Notiamo inoltre che l'interpretazione del concetto di "cuitu
ra", per il quale esistono almeno duecento definizioni diverse,
contribuisce in parte alla varietà delle attribuzioni di compe_
tenze ai Ministeri della Cultura nei vari paesi. Per esempio,
in Spagna il Ministero della Cultura si occupa anche dello
Sport e della promozione sociale; in Olanda le competenze per
la cultura, la televisione, lo sport, la sanità e il tempo
libero sono riunite in un solo ministero; nel caso tedesco i
"Kultusminister" dei Lander sono per definizione Ministri del
la Educazione e della Cultura; in Italia esiste la distinzione
fra beni culturali e spettacolo; in Francia il Ministero del
la Cultura cura anche l'insegnamento artistico a livello acca
demico, ecc. L'importanza dell'attribuzione di competenze, ,
soggetta a continue variazioni, non deve essere però sopra
valutata.
*
* *
Nonostante alcuni tratti comuni, sono notevoli le differen
ze che si possono rilevare nella struttura e nelle modalità
dell'intervento delle istituzioni pubbliche e nella integra
zione fra settore pubblico e settore privato.
In Francia, ad esempio, dove il finanziamento delle arti è
prevalentemente statale e la struttura amministrativa forte_ - 6 -
mente centralizzata, il Ministero della Cultura ha un peso
determinante nella elaborazione della politica culturale. La
organizzazione dell'intervento pubblico in favore delle arti
nel Lussemburgo, in Grecia e in Portogallo si avvicina abba
stanza al modello francese.
Invece, in Danimarca e nei Paesi Bassi il carattere centra
lizzato dell'amministrazione e la provenienza statale dei fi_
nanziamenti, non impediscono che organi indipendenti pubblici
(consigli, commissioni, ecc.) e organismi privati (associazio_
ni e fondazioni) svolgano un ruolo decisivo nelle scelte della
politica culturale.
L'Irlanda e la Gran Bretagna affidano centralmente gli af
fari culturali a degli organismi indipendenti finanziati dallo
Stato, i Consigli delle Arti, sulle cui scelte i poteri pubbli_
ci non hanno praticamente alcun controllo diretto.
Nel caso della Germania il finanziamento e la struttura
organizzativa sono decentralizzati -il governo federale ha
alcune prerogative soprattutto nel campo legislativo e normati
vo- e la politica culturale risente dell'influenza delle asso
ciaziazioni pubbliche e private.
In Belgio la situazione è più fluida: benché l'amministra
zione nazionale mantenga, almeno in via transitoria, diverse
responsabilità, le competenze nel settore sono affidate intera
mente agli organi istituzionali delle tre comunità linguistiche
che gestiscono dei fondi prevalentemente statali ed hanno una
influenza preponderante per quanto riguarda l'orientamento del
l'azione in favore della cultura.
In Italia il governo nazionale mantiene la maggior parte
delle responsabilità nel ramo, ma il ruolo delle regioni, alle
auali sono state accordate diverse competenze si è notevolmen
te accresciuto nel corso dell'ultimo decennio ed ha avuto per
effetto una discreta centralizzazione organizzativa e finanzia
ria; tuttavia, le direttrici generali della politica culturale
sono elaborate in prevalenza dai ministeri competenti che si
possono avvalere del contributo di organi di tipo consultivo.
Spagna: per il grado di decentralizzazione della sua strut

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