INTM 2005 italien

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MANAGEMENT Année 2005 èreConcours d’entrée en 1 année Epreuve d’Italien Durée : 4 heures Coefficient : 6 Traitez les trois exercices suivants : I - VERSION : 5 points II - THEME : III - QUESTIONS : 10 points N.B.: Ce document comporte 5 pages. 1 I – VERSION (sur 5 points) L’Italia non guarda più al futuro, ha paura di diventare povera. LUISA GRION ROMA – Il futuro fa paura, non ci si aspetta molto dagli anni a venire, non c’è ottimismo. Visto come stanno le cose, si sta cercando di mettere in salvo quello che c’è, di « patrimonializzarlo », migliorarlo, trattarlo meglio. In qualche modo si reagisce, non c’è paralisi, ma il gioco è tutto in difesa. È così che il Censis, nel suo « Rapporto 2004 », fotografa l’Italia : una società che ha paura di diventare più povera e di regredire ; che compera di meno, ma spende di più per le cose solide ; che non si riconosce nella sua leadership ; che cerca sicurezza ; che non si fa coinvolgere troppo dalla successione degli eventi, ma punta piuttosto ad « assestarsi » o almeno a « galleggiare ». Che – comunque sia – sceglie sempre più di vivere nel presente. A spingerla verso questo atteggiamento sono state soprattutto le dinamiche economiche : la ripresa che di fatto non arriva, la flessibilità spinta nel lavoro, il calo dei consumi. Il paese, fa notare il rapporto, teme l’inflazione più del terrorismo. Negli ...
Publié le : jeudi 21 juillet 2011
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1
MANAGEMENT
Année 2005
Concours d’entrée en 1
ère
année
Epreuve d’Italien
Durée :
4 heures
Coefficient :
6
Traitez les trois exercices suivants :
I
- VERSION :
5
points
II
- THEME :
5
points
III -
QUESTIONS :
10
points
N.B.: Ce document comporte 5 pages.
2
I – VERSION (sur 5 points)
L’Italia non guarda più al futuro, ha paura di diventare
povera.
LUISA GRION
ROMA – Il futuro fa paura, non ci si aspetta molto dagli anni a venire, non c’è
ottimismo. Visto come stanno le cose, si sta cercando di mettere in salvo quello che
c’è, di « patrimonializzarlo », migliorarlo, trattarlo meglio. In qualche modo si
reagisce, non c’è paralisi, ma il gioco è tutto in difesa.
È così che il Censis, nel suo « Rapporto 2004 », fotografa l’Italia : una società che ha
paura di diventare più povera e di regredire ; che compera di meno, ma spende di più
per le cose solide ; che non si riconosce nella sua leadership ; che cerca sicurezza ;
che non si fa coinvolgere troppo dalla successione degli eventi, ma punta piuttosto
ad « assestarsi » o almeno a « galleggiare ». Che – comunque sia – sceglie sempre
più di vivere nel presente.
A spingerla verso questo atteggiamento sono state soprattutto le dinamiche
economiche : la ripresa che di fatto non arriva, la flessibilità spinta nel lavoro, il calo
dei consumi. Il paese, fa notare il rapporto, teme l’inflazione più del terrorismo. Negli
ultimi mesi è stata più forte la paura d’impoverirsi che la reale perdita del potere
d’acquisto. Consapevoli anche del fatto che è diventato più difficile arricchirsi
lavorando, gli italiani hanno ripreso ad investire, ma più per consolidare quello che
hanno che per realizzare guadagni rapidi. Ecco quindi la corsa all’acquisto di nuove
case (alla fine del 2004 saranno state comperate 870 mila abitazioni per una spesa
giornaliera di 550 mila euro), ma anche il ritorno ai « fondi » scelti, però, come forma
di investimento tranquilla e di lungo periodo.
Quello che sembra mancare completamente è il « dinamismo ottimista » che aveva
governato la società negli anni Ottanta. Ma è crollata anche la fiducia in una
leadership che - dice il Censis - « non sa cogliere i fenomeni e le evoluzioni ». Il
paese, spiega il rapporto, non crede più né a chi propone « libertà economica come
forma di arricchimento », né a chi « chiama a raccolta chi non arriva al 27 del
mese ». Non si fa illudere da modelli innovativi lanciati dall’alto. Non ha creduto
troppo – per esempio – né alle prospettive aperte dal federalismo, né alla novità della
Costituzione europea. « Eventi che sono passati senza lasciare segno ». Gradirebbe
piuttosto il « vecchio », amato welfare.
Estratto da La Repubblica del 3/12/04
3
II – THEME
(sur 5 points)
Tradurre in italiano il seguente testo fino a
« ………. prélèvements obligatoires »
Le moral des Français vacille
(
Le Journal économique
du 07/01/05)
Le fait du jour :
le moral des Français vacille.
En ce début d'année, les Français ont tendance à broyer du noir. C'est ce que nous
dit la dernière enquête de l'INSEE, sur le moral de nos concitoyens. C'est ce que
confirme une étude du Cetelem, menée, non seulement en France, mais aussi dans
12 pays européens sur la consommation.
L'Europe, vous pouvez la diviser en 3 groupes:
- Ceux qui restent résolument optimistes, et qui ont une soif de consommation. En
tête, vous trouvez l'Espagne et l'Italie.
- Au milieu, il y a la France, avec un équilibre quasi parfait entre ceux qui veulent
épargner, et ceux qui veulent consommer.
- Et vous avez les pays résolument pessimistes qui pensent diminuer leur
consommation. C'est le cas de la Grande Bretagne et de l'Allemagne. C'est le plus
inquiétant. Il est difficile d'envisager une véritable reprise économique en Europe tant
que l'Allemagne ne redémarrera pas vraiment.
En France, vous avez deux grands sujets d'inquiétude. C'est bien sûr la situation de
l'emploi, (tant que le chômage ne baissera pas, le moral de nos concitoyens ne
remontera pas). L'autre sujet, c'est la peur de voir baisser leur niveau de vie, leur
pouvoir d'achat. Il faut dire que le discours du gouvernement manque de clarté. D'un
côté, on nous parle tous les jours, de sa volonté de relancer la consommation.
Jacques Chirac nous annonce une nouvelle baisse de l'impôt sur le revenu. Mais de
l'autre, que voit-on? Une hausse de la CSG, une augmentation de l'essence, un
relèvement des tarifs d'électricité. On parle d'une augmentation du téléphone, du
train. Les impôts locaux augmentent. Bref, au total, on se retrouve avec une hausse
des prélèvements obligatoires.
Il y a un décalage entre le discours et la réalité, perçu par les Français. Ca ne
contribue pas à améliorer leur moral. Jusqu'à présent, la consommation est restée
soutenue grâce aux mesures Sarkozy, (avec les donations exceptionnelles et le
déblocage anticipé des plans d'intéressement). Mais après? Tout va dépendre de
l'idée qu'auront les Français de leur avenir. S'ils le voient s'éclaircir, ils
consommeront. S'ils le voient s'assombrir, ils épargneront.
Jean-Yves Hollinger.
4
III - LIRE LE TEXTE ET REPONDRE AUX QUESTIONS (sur 10 points)
5
III – Domande sul testo: FINITA L’ERA DELLE ILLUSIONI
di LUCIANO GALLINO apparso nel giornale La Repubblica del 3/12/04.
1° -
Descrivere gli stati d’animo degli italiani.
( 40 mots + ou – 10% ) ( 2 points ).
2° -
I fattori politici e storici che hanno determinato questi stati d’animo.
( 80 mots + ou – 10% ) ( 2 points ).
3° -
Come si manifesta la progressiva scomparsa del modello europeo di
sicurezza socio-economica?
( 30 mots + ou – 10% ) ( 1 point ).
4° -
L’insicurezza socio-economica è un fenomeno tipico italiano ?
( 30 mots + ou – 10% ) ( 1 point ).
5° -
Ci sono, secondo Lei, delle similitudini con i francesi ? Quale soluzione
suggerisce il giornalista ? E Lei cosa ne pensa ?
( 120 mots + ou – 10% ) ( 4 points ).
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