Adriano Amore - Il Clarinetto in Italia nel primo Novecento (2012)
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Adriano Amore - Il Clarinetto in Italia nel primo Novecento (2012)

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Adriano Amore Il Clarinetto in Italia nel primo Novecento (1900 - 1950) 2012 1 2 DELLO STESSO AUTORE: La Scuola Clarinettistica Italiana: Virtuosi e Didatti Frasso Telesino, a cura dell’autore, 2006 Il Clarinetto in Italia nell’Ottocento Perugia, Accademia Italiana del Clarinetto, 2009 Ernesto Cavallini: Il Paganini del Clarinetto Perugia, Accademia Italiana del Clarinetto, 2011 La Letteratura Italiana per Clarinetto Frasso Telesino, a cura dell’autore, 2011 © ADRIANOAMORE FRASSOTELESINO, 2012 WWW.ADRIANOAMORE.IT INDICE GENERALE Premessa Abbreviazioni Archivi e Biblioteche I - L’ORGANOLOGIA Invenzioni ed innovazioni Costruttori di clarinetti II LA DIDATTICA L’organizzazione didattica Nuove scuole Il reclutamento dei docenti Programmi e durata degli studi Metodi e studi La musica d’insieme I saggi di classe Didatti italiani all’estero Aspetti didattici La scelta dello strumento La scelta del becco Le ance La postura L’imboccatura L’attacco del suono e lo staccato Lo studio delle scale Chiave di Tenore o di Violino?

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Publié le 23 novembre 2014
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Langue Italiano
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Adriano Amore
Il Clarinetto in Italia nel primo Novecento
(1900 - 1950)
2012
1
2
DELLO STESSO AUTORE:
La Scuola Clarinettistica Italiana: Virtuosi e Didatti Frasso Telesino, a cura dell’autore, 2006
Il Clarinetto in Italia nell’Ottocento Perugia, Accademia Italiana del Clarinetto, 2009
Ernesto Cavallini: Il Paganini del Clarinetto Perugia, Accademia Italiana del Clarinetto, 2011
La Letteratura Italiana per Clarinetto Frasso Telesino, a cura dell’autore, 2011
© ADRIANOAMORE FRASSOTELESINO, 2012 WWW.ADRIANOAMORE.IT
INDICE GENERALE
Premessa Abbreviazioni Archivi e Biblioteche
I - L’ORGANOLOGIA
Invenzioni ed innovazioni Costruttori di clarinetti
II -
LA DIDATTICA
L’organizzazione didattica Nuove scuole Il reclutamento dei docenti Programmi e durata degli studi Metodi e studi La musica d’insieme I saggi di classe Didatti italiani all’estero Aspetti didattici La scelta dello strumento La scelta del becco Le ance La postura L’imboccatura L’attacco del suono e lo staccato Lo studio delle scale Chiave di Tenore o di Violino? Il vibrato Il “Bel suono” Il trasporto e la preparazione all’orchestra Appendice I (didatti e principali scuole) Appendice II (metodi per clarinetto)
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III -
IL CLARINETTO IN AMBITO ORCHESTRALE
Il reclutamento 47 Diritti e tutela degli orchestrali 47 La duplicità degli incarichi 50 Gli organici, i compositori e l’utilizzo 51 L’intonazione 54 Toscanini e i clarinettisti 54 La diaspora degli orchestrali 57 Appendice(primi esecutori dei principaliassoli) 60
IV -
I CLARINETTISTI
I concertisti Il repertorio solistico I clarinettisti nelle formazioni da camera I clarinettisti a 78 giri I clarinettisti eclettici I clarinettisti del Duce La musica sincopata e i primi clarinettisti jazz Giudizi e recensioni
V -
LA LETTERATURA
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Aspetti e contesti 77 La riproposta di musiche antiche 78 La musica da ballo 79 La letteratura solistica 79 La letteratura cameristica 81 Appendice(primi esecutori di brani solisti e da camera) 83
Bibliografia
Indice dei clarinettisti citati
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PREMESSA
Questo lavoro, estende alla prima metà del Novecento tutti gli argomenti trattati nel mio precedenteIl Clarinetto in Italia nell’Ottocento(Perugia, Accademia Italiana del Clarinetto, 2009). Pur tuttavia, alcuni capitoli sono stati omessi e/o sostituiti da altri ben più corrispondenti alle mutate condizioni storico, sociali e musicali dell’epoca. Se da un lato, infatti, scompaiono i grandi virtuosi, tanti piccoli costruttori di clarinetti e le virtuosistiche fantasie operistiche, dall’altro vengono finalmente uniformati i programmi e le scuole di insegnamento. Agli orchestrali vengono legalmente riconosciuti diritti e doveri e la diffusione della musica jazz e l’invenzione del grammofono, infine, offrono nuove opportunità di lavoro e di diffusione della propria arte musicale. Il tutto, sotto l’occhio attento del Regime fascista che, nel favorire e incoraggiare tante nuove iniziative musicali, mirò in realtà a sottomettere al proprio controllo anche l’intero sistema musicale italiano.
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ca. cfr. cit. ed. idem op. p. post. s.d. s.e. s.l. vol.
D-B
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GB-Lbl
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I-CAcon
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ABBREVIAZIONI
circa confronta citato, citata edizione / edizioni lo stesso, uguale opera pagina posteriore, successivo senza data senza edizione senza luogo volume
SIGLE DIARCHIVI EBIBLIOTECHE
Berlin (Germany), Staatsbibliothek zu Berlin Preußischer Kulturbesitz, Musikabteilung
Cambridge (United Kingdom), University Library
London (United Kingdom), The British Library
Bologna (Italia), Biblioteca dell’Accademia Filarmonica
Bergamo (Italia), Biblioteca del Civico Istituto Musicale “G. Donizetti”
Cagliari (Italia), Biblioteca del Conservatorio di Musica “P. da Palestrina”
I-CBcon
I-Fn
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I-Gl
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Campobasso (Italia), Biblioteca del Conservatorio di Musica “L. Perosi”
Firenze (Italia), Biblioteca Nazionale Centrale
Frasso Telesino (Italia), Archivio privato Adriano Amore
Genova (Italia), Biblioteca del Conservatorio di Musica “N. Paganini”
Milano (Italia), Biblioteca del Conservatorio di Musica “G. Verdi”
Modena (Italia), Biblioteca dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “O. Vecchi -A. Tonelli”
Napoli (Italia), Biblioteca del Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella”
Novara (Italia), Biblioteca dell’Istituto Civico Musicale Brera
Parma (Italia), Biblioteca Nazionale Palatina
Pesaro (Italia), Biblioteca del Conservatorio di Musica “G. Rossini”
Pesaro (Italia), Fondazione Rossini, Biblioteca
Roma (Italia), Biblioteca Musicale dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia
Roma (Italia), Archivio della Banda della Guardia di Finanza
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I-Rn
I-Rsc
I-Rvat
I-REim
I-Sac
I-SASc
I-Vnm
US-CPpa
US-Wc
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Roma (Italia), Biblioteca Nazionale Centrale Vittorio Emanuele II
Roma (Italia), Biblioteca Musicale Governativa del Conservatorio di Santa Cecilia
Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana
Reggio Emilia (Italia), Biblioteca Armando Gentilucci dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “Achille Peri”
Siena (Italia), Biblioteca dell’Accademia Chigiana
Sassari (Italia), Biblioteca del Conservatorio di Musica “L. Canepa”
Venezia (Italia), Biblioteca Nazionale Marciana
College Park (U.S.A.), University of Maryland, The Michelle Smith Performing Arts Library
Washington (U.S.A.), Library of Congress, Music Division
I
L’ORGANOLOGIA
INVENZIONI ED INNOVAZIONI
Analogamente a quanto era successo per tutto l’Ottocento, anche nella prima metà del Novecento furono inventati diversi congegni atti a migliorare la tecnica del clarinetto e i sistemi brevettati in precedenza da Müller, Böhm, Albert e Barret. In modo particolare, interessanti risultarono le innovazioni introdotte da Giampieri, Micozzi e Pupeschi. I molteplici brevetti di quest’ultimo, però, se da un lato contribuivano notevolmente a sviluppare e a facilitare la meccanica, dall’altro non sempre producevano suoni perfettamente intonati. Le ance in plastica brevettate dal Maccaferri e l’ottimo «Clarinetto a tasto diatonio» di Dall’Argine-Barlassina, invece, non furono neppure presi in considerazione dai clarinettisti italiani. Nel caso del «Clarinetto a tasto diatonico», le motivazioni vanno ricercate nel fatto che esso prevedeva una digitazione completamente diversa dai sistemi Müller e Böhm utilizzati all’epoca. Diverse sono infine le innovazioni e i brevetti “camuffati”, copie o varianti di altri già in uso o brevettati in precedenza in Italia e/o all’estero. Di seguito, in ordine cronologico, sono illustrate le principali invenzioni.
Sistema Zavaldi Allievo di Romeo Orsi, Giovanni Zavaldi suonò come 1° clarinetto per il ballo nell’orchestra del Teatro alla Scala di Milano (1894-1898ca.) e insegnò clarinetto e poi teoria e solfeggio alla Civica Scuola Musicale di Milano (1900-1936). Nel 1904, la ditta Orsi mise in commercio un clarinetto da lui riformato, denominato «Sistema Zavaldi», che permetteva all’esecutore di passare in poco tempo dalle deficienze del clarinetto tipo ministeriale ai vantaggi del sistema Böhm. Come ci ricorda il Pace, «questo clarinetto dava ildo
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diesisacuto con tutti i fori aperti, ilmi bemollein quarto spazio con la posizione alternata formata dal sollevamento dell’anulare destro tenendo abbassati il mignolo, il medio e l’indice, e aveva il foro per il solin secondo rigo nella parte anteriore dello strumento invece che in quella posteriore per permettere alla saliva di scorrere fino alla 1 campana, senza incontrare altre vie d’uscite».
Sistema Paladino Nel 1912, il clarinettista napoletano Federico Paladino ottenne la privativa per 6 anni per un clarinetto da lui riformato. Di questo sistema, che non ebbe evidentemente alcuna diffusione, non conosciamo però le caratteristiche.
«Sordina al Clarino» Nel 1914, il compositore e direttore d’orchestra napoletano Beniamino Domenico Fonte brevettò la «Sordina al clarino». L’idea 2 non era nuova. Conosciuta e utilizzata sin dal primo Ottocento, l’applicazione di una sordina al clarinetto era stata già utilizzata, tra gli altri, da Hector Berlioz e in Italia da Pietro Mascagni, all’inizio del III atto dell’OperaIris(1898). Consisteva in una sorta di copertura a sacco di cuoio o di cartone «entro la quale si colloca l’istrumento, e che ha due fori laterali per far passare le mani. Ne 3 risulta un suono più scuro, piuttosto bello».
Brevetto Mazzeri Nel 1918, l’italiano Giovanni C. Mazzeri, brevettò negli U.S.A. la «Reed-Protecting Device» Si trattava di alcuni dispositivi che applicati alle ance tradizionali favorivano una migliore protezione e un più omogeneo assorbimento della saliva.
1 TEMISTOCLEPACE,Ancie battenti: Storia, fisica, letteratura, Firenze, Casa Editrice Carlo Cya, 1943, p. 56. 2 Nel 1826, il Lichtenthal scriveva che come sordina «negli oboe e clarinetti si usa di mettere nell’apertura inferiore un po’ di bambagia o spugna inumidita». PIETRO LICHTENTHAL,Dizionario e bibliografia della musica, Milano, Fontana, 1826, vol. II, p. 211. 3 a ALFREDOCASELLA- VIRGILIOMORTARI,La Tecnica dell’orchestra contemporanea, 2 edizione riveduta, Milano, Ricordi, 1950, p. 43.
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