LA FORZA DEL DESTINO

LA FORZA DEL DESTINO

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LA FORZA DEL DESTINO. Versione del 1869.
Melodramma in quattro atti.
Textes de Francesco Maria Piave et Antonio Ghislanzoni
Musiques de Giuseppe Verdi.
Prima esecuzione: 27 febbraio 1869, Milano.

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Ajouté le 07 octobre 2011
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Langue Italiano
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LA FORZA DEL DESTINO
versione del 1869 Melodramma in quattro atti.
testi di Francesco Maria Piave
Antonio Ghislanzoni
musiche di Giuseppe Verdi
Prima esecuzione: 27 febbraio 1869, Milano.
www.librettidopera.it
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Informazioni
La forza del destino
Cara lettrice, caro lettore, il sito internetil.wwwtidobret.itpera èdedicato ai libretti d'opera in lingua italiana. Non c'èun intento filologico, troppo complesso per essere trattato con le mie risorse: vièinvece un intento divulgativo, la volontàdi far conoscere i vari aspetti di una parte della nostra cultura. Ogni librettoèstato cercato e realizzato con passione: acquistando i compact-disc realizzati aiutate a portare avanti e a migliorare la qualitàdi questa iniziativa. Motivazioni per scrivere note di ringraziamento non mancano. Contributi e suggerimenti sono giunti da ogni dove, vien da dire «dagli Appennini alle Ande». Tutto questo aiuto mi ha dato e mi sta dando entusiasmo per continuare a migliorare e ampiare gli orizzonti di quest'impresa. Ringrazio quindi: chi mi ha dato consigli su grafica e impostazione del sito, chi ha svolto le operazioni di aggiornamento sul portale, tutti coloro che mettono a disposizione testi e materiali che riguardano la lirica, chi ha donato tempo, chi mi ha prestato hardware, chi mette a disposizione software di qualitàa prezzi piùche contenuti. Infine ringrazio la mia famiglia, per il tempo rubatole e dedicato a questa attività. I titoli vengono scelti in base a una serie di criteri: disponibilitàdel materiale, data della prima rappresentazione, autori di testi e musiche, importanza del testo nella storia della lirica, difficoltàdi reperimento. A questo punto viene ampliata la varietàdel materiale, e la sua affidabilità, tramite acquisti, ricerche in biblioteca, su internet, donazione di materiali da parte di appassionati. Il materiale raccolto viene analizzato e messo a confronto: viene eseguita una trascrizione in formato elettronico. Quindi viene eseguita una revisione del testo tramite rilettura, e con un sistema automatico di rilevazione sia delle anomalie strutturali, sia della validitàdei lemmi. Vengono integrati se disponibili i numeri musicali, e individuati i brani più significativi secondo la critica. Viene quindi eseguita una conversione in formato stampabile, che state leggendo. Grazie ancora. DarioZanotti
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Libretto n. 132, prima stesura pererbidittwl.wweropita.: luglio 2007. Ultimo aggiornamento: 23/01/2011.
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A.A. V.V. / G. Verdi, 1869
P E R S O N A G G I
Personaggi
IlMHESEARCdi Calatrava ..........BASSO DonnaLEONORA, figlia del MarcheseSOPRANO .......... DonCARLOdi Vargas, figlio del Marchese.BARITONO ......... DonALV ARO..........TENORE PILOSLAZIRE, giovane zingara..........MEZZOSOPRANO PadreGUARDAION, francescano..........BASSO Fra'MNOTIELE, francescano..........BARITONO CURRA, cameriera di Leonora..........MEZZOSOPRANO UnALCADE ..........BASSO MastroTRABUCO, mulattiere, poi rivendugliolo..........TENORE UnCIHOGRURmilitare spagnuolo..........TENORE
Coristi: Mulattieri; Paesani spagnuoli e italiani; Soldati spagnuoli e italiani d'ogni arma; Ordinanze relative; Reclute italiane; Frati francescani; Poveri questuanti. Coriste: Paesane e Vivandiere spagnuole ed italiane; Povere questuanti Ballo: Paesani, Paesane e Vivandiere spagnuole ed italiane; Soldati spagnuoli ed italiani. Comparse: Oste, Ostessa; Servi d'osteria; Mulattieri, Soldati italiani e spagnuoli d'ogni arma; Tamburini; Trombe; Paesani, Paesane e Fanciulli delle due nazioni; Saltimbanco; Venditori d'ogni specie.
Scena. Spagna e Italia. Epoca. Verso la metàdel XVIII secolo.
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Atto primo
A T T O P R I M O
La forza del destino
[Sinfonia]
Scena prima Una sala tappezzata di damasco con ritratti di famiglia ed arme gentilizie, addobbata nello stile del secolo 18º, peròin cattivo stato. Di fronte due finestre: quella a sinistra chiusa, l'altra a destra aperta e praticabile, dalla quale si vede un cielo purissimo, illuminato dalla luna, e cime di alberi. Tra le finestreèun grande armadio chiuso, contenente vesti, biancherie, ecc., ecc. Ognuna delle pareti laterali ha due porte. La prima a destra dello spettatoreèla comune; la seconda mette alla stanza di Curra. A sinistra in fondoèl'appartamento del Marchese, piùquello di Leonora. A mezza scena,presso al proscenio alquanto a sinistra,ècoperto da tappeto di damasco, eun tavolino sopra il medesimo una chitarra, vasi di fiori, due candelabri d'argento accesi con paralumi, sola luce che schiariràla sala. Un seggiolone presso il tavolino; un mobile con sopra un oriuolo fra le due porte a destra; altro mobile sopra il qualeèil ritratto, tutta figura, del Marchese, appoggiato alla parete sinistra. La sala saràparapettata. Il Marchese di Calatrava, con lume in mano, sta congedandosi da donna Leonora preoccupata. Curra viene dalla sinistra. [Introduzione - Scena]  
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MRCASEHE(abbracciandola con affetto) Buona notte, mia figlia... Addio, diletta. Aperto ancoraèquel verone!... (va a chiuderlo) LEONORA(Oh angoscia!) MSERCHEA(tornando a lei) Nulla dice il tuo amor?... Perchésìtrista? LEONORAPadre... signor... MEESCHARLa pura aura de' campi calma al tuo cor donava... Fuggisti lo straniero di te indegno... A me lascia la cura dell'avvenir. Nel padre tuo confida che t'ama tanto. LEONORAAh padre!... www.librettidopera.it
Atto primo
A.A. V.V. / G. Verdi, 1869 MARCEHESEbben, che t'ange?... Non pianger, io t'adoro... LEONORA(Oh mio rimorso!) MRAHCEESTi lascio. LEONORAcon effusione tra le braccia del padre)(gettandosi Ah padre mio! MARCHESETi benedica il cielo... Addio. LEONORAAddio. (il Marchese la bacia, riprende il lume, e va nelle sue stanze) Scena seconda Curra segue il Marchese, chiude la porta ond'èuscito, e riviene a Leonora, abbandonatasi sul seggiolone, piangente. [Recitativo e Romanza]
CURRATemea restasse qui fino a domani!  Si riapra il veron... (eseguisce) tutto s'appronti. E andiamo. (toglie dall'armadio un sacco da notte in cui ripone biancherie e vesti) LEONORAE sìamoroso padre avverso fia tanto a' voti miei? No, no, decidermi non so. CURRA(affaccendata) Che dite? LEONORAQuegli accenti nel cor come pugnali scendevanmi... Se ancor restava, appreso il ver gli avrei... CURRA(smette il lavoro) Domani allor nel sangue suo saria don Alvaro, od a Siviglia prigioniero, e forse al patibol poi... LEONORATaci. CURRAE tutto questo perch'egli volle amar chi non l'amava. LEONORAIo non amarlo?... Tu ben sai s'io l'ami... Patria, famiglia, padre per lui non abbandono?... Ahi troppo!... troppo sventurata sono! www.librettidopera.it
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Atto primo
LEONORA Me pellegrina ed orfana lungi dal natio nido un fato inesorabile trascina a stranio lido... Colmo di triste immagini, da' suoi rimorsi affranto èil cor di questa misera dannato a eterno pianto... Ti lascio, ahimè, con lacrime, dolce mia terra!... addio. Ahimè, non avràtermine sìgran dolore!... Addio.
La forza del destino
[Scena e Duetto]
CURRAM'aiuti, signorina... Piùpresto andrem... LEONORAS'ei non giungesse?... (guarda l'orologio) Ètardi. Mezzanotteèsuonata!... (contenta) Ah no, piùnon verrà!... CURRAQuale romore!... Calpestio di cavalli!... LEONORA(corre al verone) Èdesso!... CURRAEra impossibil ch'ei non venisse! LEONORACiel!... CURRABando al timore. Scena terza Detti. Don Alvaro senza mantello, con giustacuore a maniche larghe, e sopra una giubbetta da Majo, rete sul capo, stivali, speroni, entra dal verone e si getta tra le braccia di Leonora. ALVAROAh per sempre, o mio bell'angelo, ne congiunse il cielo adesso! L'universo in questo amplesso con me veggo giubilar. www.librettidopera.it
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A.A. V.V. / G. Verdi, 1869 LEONORA ALVARO LEONORA ALVARO
LEONORA (a Curra) ALVARO
LEONORA
LEONORA ALVARO (a Curra) LEONORA (a Curra) ALVARO LEONORA ALVARO LEONORA ALVARO (assai turbato)
Don Alvaro! Ciel, che t'agita? Pressoèil giorno... Da lung'ora mille inciampi tua dimora m'han vietato penetrar; ma d'amor sìpuro e santo nulla opporsi può ,otn'llaacni e dio stesso il nostro palpito in letizia tramutò. (a Curra) Quelle vesti dal verone getta... Arresta. (a Curra) No, no... (a Leonora) Seguimi, lascia omai la tua prigione... Ciel!... risolvermi non so. ALVARO Pronti destrieri di giàne attendono; un sacerdote ne aspetta all'ara... vieni, d'amore in sen ripara che dio dal cielo benedirà! E quando il sole, nume dell'India, di mia regale stirpe signore, il mondo inondi del suo splendore, sposi, o diletta, ne troverà. Ètarda l'ora... Su via t'affretta. Ancor sospendi... Eleonora! Diman... Che parli? Te n' prego, aspetta. Diman!
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Atto primo
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Atto primo
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LEONORA
ALVARO LEONORA ALVARO
La forza del destino
Domani si partirà. Anco una volta il padre mio, povero padre, veder desìo; e tu contento, glièver, ne sei? Sì, perchém'ami... (si confonde) néopporti déi... Oh anch'io, tu il sai... t'amo io tanto! Ne son felice!... Oh cielo, quanto!... Gonfio di gioia ho il cor!... Restiamo... Sì, don Alvaro, io t'amo!... io t'amo!... (piange) Gonfio hai di gioia il core... e lagrimi!... Come un sepolcro tua manoègelida!... Tutto comprendo... tutto, signora... Alvaro!... Alvaro!... Eleonora!... (lunga pausa) Sapròsoffrire io solo... Tolga iddio che i passi miei per debolezza segua... Sciolgo i tuoi giuri... Le nuziali tede sarebbero per noi segnai di morte... se tu, com'io, non m'ami... se pentita... Son tua, son tua col core e colla vita. Seguirti fino agli ultimi confini della terra; con te sfidar impavida di rio destin la guerra, mi fia perenne gaudio d'eterea voluttà. Ti seguo... Andiam, dividerci il fato non potrà. Sospiro, luce ed anima di questo cor che t'ama; finchémi batta un palpito far paga ogni tua brama il solo ed immutabile desìo per me sarà. Mi segui... Andiam, dividerci il mondo non potrà. (s'avvicinano al verone, quando ad un tratto si sente a sinistra un aprire e chiuder di porte) [Scena - Finale I]
LEONORA LEONORA
ALVARO
LEONORAQuale romor! www.librettidopera.it
Atto primo
A.A. V.V. / G. Verdi, 1869 CURRA(ascoltando) Ascendono le scale! ALVAROPresto, partiamo... LE ONORAÈtardi. ALVAROAllor di calma èd'uopo. CURRAVergin santa! LEONORAColàcoasi.ndt' .. (a don Alvaro) ALVARO(traendo una pistola) No. Degg'io difenderti. LEONORARipon quell'arma... contro al genitor vorresti?... ALVARONo, contro me stesso... (ripone la pistola) LEONORAOrrore! Scena quarta Dopo vari colpiàpresi con istrepito la porta del fondo a sinistra, ed il Marchese di Calatrava entra infuriato, brandendo una spada, e seguìto da due Servi con lumi. MRCAESEHVil seduttor!... Infame figlia!... LEONORA(correndo a' suoi piedi) No, padre mio... MRASEHCE(la respinge) Piùnon lo sono... ALVAROIl solo colpevole son io, (al Marchese)ferite, vendicatevi... (presentandogli il petto) MCHAREESNo, la condotta vostra (a don Alvaro)da troppo abbietta origine uscito vi dimostra. ALVARO(risentito) Signor marchese!... MRAEHCSE(a Leonora) Scostati... (ai servi) S'arresti l'empio. ALVARO(cavando nuovamente la pistola) Guai se alcun di voi si move... (ai servi che retrocedono) www.librettidopera.it
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La forza del destino
Atto primo LEONORA(correndo a lui) Alvaro, oh ciel, che fai!... ALVAROCedo a voi sol, ferite... (al Marchese) MARCHESEMorir per mano mia! Per mano del carnefice tal vita estinta fia. ALVAROSignor di Calatrava!... Pura siccome gli angeli Èfiglia, il giuro; reo son io solo. Il dubbiovostra che l'ardir mio qui desta, si tolga colla vita. Eccomi inerme... (getta la pistola, che percuote al suolo, scarica il colpo, e ferisce mortalmente il Marchese) MESEHCRAIo muoio! ALVARO(disperato) Arma funesta! LEONORA(correndo a' piedi del padre) Aita! MEHCRESALunge da me... Contamina tua vista la mia morte. (a Leonora) LEONORAPadre! . .. MESEHCRATi maledico. (cade tra le braccia dei servi) LEONORACielo, pietade! ALVAROOh sorte! (i servi portano il Marchese alle sue stanze, mentre don Alvaro trae seco verso il verone la sventurata Leonora)
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A.A. V.V. / G. Verdi, 1869 A T T O S E C O N D O
Atto secondo
Villaggio d'Hornachuelos e vicinanze. Scena prima Grande cucina d'una osteria a pianterreno. A sinistraèla porta d'ingresso che dàsulla via; di fronte una finestra ed un credenzone con piatti, ecc., ecc. A destra in fondo un gran focolare ardente con varie pentole; piùvicino alla bocca-scena breve scaletta che mette ad una stanza, la cui portaèpraticabile. - Da un lato gran tavola apparecchiata con sopra una lucerna accesa.- L'Oste e l'Ostessa, che non parlano, sono affaccendati ad ammanir la cena. L'Alcadeèseduto presso al foco; uno Studente presso la tavola. Alquanti Mulattieri, fra' quali mastro Trabuco, ch'èal dinanzi sopra un suo basto. Due Contadini, due Contadine, la Serva ed un Mulattiere ballano la seguidilla. Sopra altra tavola, vino, bicchieri, fiaschi, una bottiglia d'acquavite. L'Alcade, uno Studente, Mastro Trabuco, Mulattieri, Paesani, Famigli, Paesane, ecc. Tre coppie ballano la seguidilla. A tempo Leonora in veste virile.
CORO Olà, olà, olà! Ben giungi, o mulattier, la notte a riposar. Olà, olà, olà! Qui devi col bicchier le forze ritemprar! (l'ostessa mette sulla tavola una grande zuppiera) ALCADE(sedendosi alla mensa) La cenaèpronta... TUTTI(prendendo posto presso la tavola) A cena, a cena. CARLO(frattanto sul davanti dice) da studente(Ricerco invan la suora e il seduttore... Perfidi!) CORO Voi la mensa benedite. (all'Alcade) www.librettidopera.it
[Coro - Ballabile]
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