Innovazione europea

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ISSN 1830-4362EuropeaMetalli “preziosi”Come mantenere la competitività nel settore? Il Quadro europeo di valutazione dell’innovazione Cluster: approcci diversi per un unico obiettivo Newsletter IRCCommissione europeaDG IMPRESE E INDUSTRIAENENT 5 0111 - EI 03-07 IT.indd 1T 5 0111 - EI 03-07 IT.indd 1 33/2/07 12:18:54 PM/2/07 12:18:54 PMMarzo 2007Sommario Prendere l’iniziativaStrategia di Lisbona – L’Unione, che forza! 3 I cluster sono ormai considerati un fattore critico per la promozione dell’in-Sostegno ai cluster – Uniti nella diversità 5 novazione, grazie ai vincoli che creano tra le imprese e il mondo della ricerca e ai servizi di sostegno che sono in grado di offrire, soprattutto alle piccole Industria metallifera – aziende che, altrimenti, non disporrebbero delle risorse per accedervi. I poli-Battiamo il metallo finché è caldo 9tici, tuttavia, sanno bene che non esiste una formula magica per costruire NEWSLETTER IRC 13 cluster solidi nella propria regione: gli interventi pubblici devono pertanto essere mirati e attentamente dosati.

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ISSN 1830-4362
Europea
Metalli
“preziosi”
Come mantenere
la competitività nel settore?
Il Quadro europeo di valutazione dell’innovazione
Cluster: approcci diversi per un unico obiettivo
Newsletter IRC
Commissione europea
DG IMPRESE E INDUSTRIA
ENENT 5 0111 - EI 03-07 IT.indd 1T 5 0111 - EI 03-07 IT.indd 1 33/2/07 12:18:54 PM/2/07 12:18:54 PM
Marzo 2007Sommario Prendere l’iniziativa
Strategia di Lisbona – L’Unione, che forza! 3 I cluster sono ormai considerati un fattore critico per la promozione dell’in-
Sostegno ai cluster – Uniti nella diversità 5 novazione, grazie ai vincoli che creano tra le imprese e il mondo della ricerca
e ai servizi di sostegno che sono in grado di offrire, soprattutto alle piccole Industria metallifera –
aziende che, altrimenti, non disporrebbero delle risorse per accedervi. I poli-Battiamo il metallo finché è caldo 9
tici, tuttavia, sanno bene che non esiste una formula magica per costruire
NEWSLETTER IRC 13 cluster solidi nella propria regione: gli interventi pubblici devono pertanto
essere mirati e attentamente dosati. La gamma degli approcci possibili al TTT – Nuovi strumenti per la cooperazione 14
sostegno agli aggregati da parte degli enti pubblici (locali, regionali o nazio-
Premi IRC – Una formula vincente 16
nali) è ampia almeno quanto il numero di cluster di successo in Europa,
I vincoli regionali degli IRC – quindi la cosa migliore per i decisori è apprendere l’uno dall’esperienza
Un centro vitale per tutta una regione 17 dell’altro. Nel primo articolo di approfondimento esaminiamo una rosa di
Agli antipodi... ma non troppo 18 approcci diversi e i risultati che essi hanno saputo generare.
Insieme per combattere le malattie infettive 19
Al giorno d’oggi i metalli sono un elemento essenziale della nostra realtà
GT Tecnologia della pesca –
quotidiana. Il ferro e l’acciaio, l’alluminio, il rame e persino i metalli preziosi
Via alla newsletter elettronica 20
sono parte integrante di prodotti, strumenti e attrezzature imprescindibili
per la nostra vita. La loro lavorazione, tuttavia, è dispendiosa, sia a causa dei NOTIZIE IN BREVE 21
costi delle materie prime utilizzate, sia per l’energia necessaria. Le aziende
EIS – Non si finisce mai di innovare! 22
europee del settore incontrano pertanto grosse difficoltà a competere con
L’innovazione viene dalla Rete 24 le concorrenti che operano nei cosiddetti “paesi a basso costo”. Anche qui,
Premi Impresa Europea – come in altri settori, innovare è essenziale per mantenere la competitività.
Le condizioni ideali per le aziende 26
Al rilancio della strategia di Lisbona, nel 2005, ha fatto seguito l’impe-CONTRIBUTO ESTERNO –
gno degli Stati membri ad attuare una serie di riforme tese a rendere più La sfida dell’innovazione per le PMI ceche 27
dinamiche le proprie economie. Come evidenziato dalla relazione della Galileo – Le occasioni arrivano dallo spazio 28
Commissione sui progressi compiuti nell’attuazione della strategia, i governi
CONFERENZE 30
nazionali, nel complesso, hanno mantenuto le loro promesse, e l’economia
PUBBLICAZIONI 31 comunitaria, grazie anche al miglioramento della congiuntura economica, si
muove nella giusta direzione per assicurare a tutti migliori standard di vita. L’INNOVAZIONE IN CIFRE 32
Ora, però, bisogna continuare a pigiare sull’acceleratore.
L’innovazione nella DG Imprese Innovazione Europea e Industria
Lo sviluppo della politica di innovazione e l’attua-
zione di varie misure in materia spetta alla Direzione
Politica di innovazione della DG Imprese e Industria (ex Innovazione & Trasferimento Tecnologico) è una pubblicazione
della Commissione europea.bimestrale, disponibile in francese, inglese, italiano, polacco, spagnolo e tedesco, realizzata
a cura della DG Imprese e Industria della Commissione europea nell’ambito del Sesto
Infoprogramma quadro di ricerca.
Il prossimo numero sarà pubblicato a maggio 2007. Sviluppo della politica di innovazione (D/1)
Fax +32 2 296 0428
entr-innovation-policy-development@ec.europa.euPubblicato da: Avviso legale:
Sostegno all’innovazione (D/2)
Unità Comunicazione e Informazione Né la Commissione europea né quanti agisco-
Fax +32 2 298 1018DG Imprese e Industria, no a suo nome saranno ritenuti responsabili
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zioni contenute nella presente pubblicazione. B-1049 Bruxelles Finanziamento di PMI,
Nonostante l’impegno profuso per assicurare Fax +32 2 292 1788 imprenditori e innovatori (D/3)
l’accuratezza di tali informazioni, si invitano i entr-itt@ec.europa.eu Fax +32 2 299 8025
lettori desiderosi di approfondire le opportunità http://aoi.cordis.europa.eu/ entr-finance-sme@ec.europa.eu
menzionate nella pubblicazione a verificarne la
validità rivolgendosi ai referenti di contatto e/o Tecnologia dell’innovazione; industrie TIC Scritto e prodotto da:
consultando le fonti citate negli articoli stessi. ed e-business (D/4)
ESN, Bruxelles Fax +32 2 296 7019© Commissione europea, 2007
entr-ict-e-commerce@ec.europa.euLussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni uffi-
ciali delle Comunità europee, 2007 http://ec.europa.eu/enterprise/
innovation/index_en.htmLa riproduzione è autorizzata a condizione che
http://cordis.europa.eu/innovation/ne venga citata la fonte.
Stampato in Belgio
Innovazione Europea Marzo 2007
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ENT 5 0111 - EI 03-07 IT.indd 2ENT 5 0111 - EI 03-07 IT.indd 2 3/2/07 12:18:58 PM3/2/07 12:18:58 PML’Unione, che forza!
La revisione 2006 dei progressi compiuti dagli Stati membri L’effetto valanga
nell’ambito della strategia di Lisbona, stilata dall’esecuti-
vo, evidenzia una situazione decisamente incoraggiante. I “Abbiamo trasformato il modo in cui le politiche sono defini-
risultati ottenuti grazie a riforme ben congegnate dimostra- te, in maniera tale che si concentrino sulle stesse tematiche.
no infatti che il rilancio della strategia nel marzo del 2005 Ciò non significa che gli Stati membri perseguano politiche
sta dando vita a condizioni di fondo ideali per la crescita analoghe: affrontano semplicemente gli stessi problemi.
economica europea. Tuttavia, avverte la Commissione, per- Il succo della strategia di Lisbona è proprio questo: non si
ché la strategia possa esprimere appieno il proprio potenzia- tratta di dire agli Stati membri cosa debbano o possano fare,
le saranno necessarie altre riforme. perché nessuno può saperlo meglio di loro. Il nostro obiet-
tivo era favorire cambiamenti a livello di prassi migliori e
allineamento di politiche, in modo da creare valore aggiunto
per il semplice fatto che tutti si sarebbero mossi contempo-
raneamente e nella stessa direzione. Intendevamo innescare
un effetto valanga: esserci per ora riusciti è un segnale
decisamente incoraggiante”, commenta Zourek.
“In generale, riteniamo che la strategia stia funzionando,
nel senso che sposta l’attenzione dei politici su aspetti di
importanza strategica comune. Il processo, inoltre, è stato
senz’altro agevolato dal fatto stesso che gli Stati membri
abbiano assunto una serie di impegni e che il loro grado di
ottemperanza a essi fosse sotto gli occhi di tutti”.
Heinz Zourek
Aperti al cambiamento
Le colonne portanti della strategia di Lisbona, tesa a pro-
muovere la crescita economica e a creare posti di lavoro di “Il fatto di sapere di non essere soli e la consapevolezza che
qualità, sono l’impegno degli Stati membri ad attuare rifor- altri affrontano problemi simili (nei servizi sanitari, a livello
me specifiche e il riesame regolare dei progressi compiuti in di innovazione o di R&S oppure ancora nell’ambito della
tale direzione. Leva di questo meccanismo è la valutazione riforma della ricerca pubblica o degli istituti accademici) con-
inter pares, aperta al pubblico, che si sta dimostrando tribuiscono a creare un’atmosfera più ‘rilassata’ e meno ostile
sempre più capace di stimolare i governi a mantenere le al cambiamento. Il timore del ‘nuovo’ era appunto uno dei
promesse fatte. Ogni anno, la Commissione valuta infatti i maggiori ostacoli da superare. Ma più che la progettazione
progressi che ciascuno Stato membro ha compiuto rispetto effettiva del nuovo sistema, è il processo di trasformazione
ai programmi elaborati. stesso a scatenare apprensioni”, spiega Heinz Zourek.
1La relazione 2006( ), adottata a dicembre (e
“I mutamenti dello status discussa dai leader UE al Consiglio europeo
di marzo), evidenzia che nel corso dell’anno professionale non dovrebbero
precedente sono stati compiuti progressi
considerevoli nell’ambito delle riforme eco- incidere sulla previdenza sociale”
nomiche. Ma, ammonisce la Commissione,
l’Unione deve ora cavalcare quest’onda posi-
tiva: la recente ripresa dell’economia, pertanto, deve essere Non è dunque azzardato affermare che i principali freni
considerata un’opportunità per portare avanti le riforme all’attuazione della strategia di Lisbona sono questa paura
piuttosto che una scusa per adagiarsi sugli allori. In un’in- del cambiamento e le conseguenti difficoltà incontrate dai
tervista con Innovazione Europea, Heinz Zourek, direttore governi nel convincere i cittadini che le riforme non devono
della DG Imprese e industria, ha esaminato alcune delle sfide necessariamente avere un risvolto negativo sulle loro vite.
essenziali legate al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona
e i risultati individuati dalla relazione.
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Strategia di Lisbona“Possiamo notare che in molti Stati membri si è sviluppato scambio di competenze a livello europeo. A mio avviso, nel
un mercato del lavoro a due livelli: quello dei lavoratori medio periodo, questo fattore è molto più importante di un
con contratto a tempo indeterminato, che godono di molti incremento di un paio di punti percentuali della dotazione
diritti e privilegi, e quello dei lavoratori interinali, che invece per la R&S. Oltre a incoraggiare il networking, abbiamo
non ne hanno”, rileva Zourek. “Sfortunatamente, questa constatato che con risorse tutto sommato modeste possiamo
seconda categoria è in continua espansione, ma a dominare garantire un maggiore accesso ai finanziamenti, preveden-
il dibattito sono gli altri, quelli del primo gruppo, che quindi do strumenti volti a favorire il finanziamento azionario o il
percepiscono come una minaccia qualsiasi riforma orientata finanziamento del rischio”.
a una maggiore flessibilità del mercato”.
“Il punto nodale non è tanto la flessibilità, nel senso che
chiunque può essere assunto o licenziato immediatamen-
te, ma il fatto che i mutamenti dello status professionale
non dovrebbero incidere sulla previdenza sociale. Inoltre,
è necessario semplificare il passaggio da, poniamo, lavoro
dipendente a lavoro autonomo, senza che per questo il lavo-
ratore in questione perda i contributi maturati e via dicendo.
È ormai entrato a far parte del linguaggio comune il termine
flexicurity, che coniuga l’idea di flessibilità del mercato del
lavoro con quella di sicurezza per l’individuo”.
È ora di innovare
“Il mutamento strutturale può essere con- “Il mutamento strutturale
siderato una minaccia o un’opportunità, e
l’innovazione altro non è che un’opportunità. può essere considerato una minaccia
Abbiamo infatti bisogno dell’innovazione per
o un’opportunità, e l’innovazione garantire che i prodotti europei non subi-
scano la pressione delle importazioni dalla altro non è che un’opportunità”
Cina, ma viceversa si impongano come i
veri protagonisti del mercato. Che si tratti
di innovazione tecnologica o meno, poco importa, perché
il punto è comprendere che non possiamo lasciare le cose
come stanno: dobbiamo cercare di migliorare il prodotto, o
il modo in cui è progettato, realizzato o commercializzato.
La sfida consiste proprio nel diffondere questo tipo di forma
mentis. Mai come in questo momento ci sono state tante
persone coinvolte in strategie relative all’innovazione. Tutti
i fondi strutturali (fondi regionali) ne hanno fatto uno dei
parametri essenziali per i loro investimenti”.
“Per i 10 milioni di imprese europee che impiegano più
1( ) La relazione della Commissione e le valutazioni dei progressi compiuti
di una persona, tralasciando un 1% di aziende di enormi da tutti gli Stati membri sono reperibili all’indirizzo: http://ec.europa.
eu/growthandjobs/annual-report-1206_en.htmdimensioni, la principale fonte di innovazione è l’assunzione
di nuovo personale. Sono le capacità pratiche e intellettua-
li dei nuovi arrivati che permettono a queste imprese di Info
lanciarsi in nuove iniziative”, afferma Zourek. “Pertanto, è
fondamentale sostenere azioni che consentano di accedere http://ec.europa.eu/enterprise/index_en.htm
a informazioni o esperienze acquisite altrove e facilitare lo
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Strategia di LisbonaUniti nella diversità
Le conclusioni del Consiglio Competitività di dicembre 2006 e industria. “Il Programma quadro per la competitività e
descrivono i cluster come un’area prioritaria di intervento: l’innovazione, il Settimo programma quadro di R&S e i
l’Europa deve quindi darsi da fare per sostenerne la creazio- fondi strutturali possono essere utili a tale scopo. Tuttavia,
ne, la gestione e lo sviluppo. Questa la risposta dei ministri non disponiamo di una panoramica generale dei cluster
all’iniziativa European Cluster Alliance della Commissione, europei né di una metodologia comune per classificarli: è
delineata all’interno della comunicazione sulla politica pertanto essenziale innanzitutto procedere a una mappatura
dell’innovazione di settembre, che mira a stimolare la coo- degli aggregati per catalogare più efficacemente ciò che già
perazione pratica tra i governi regionali e a incoraggiarli a esiste. Solo in un secondo momento potremo passare a una
identificare e condividere le esperienze trasferibili. collaborazione a livello operativo e politico”.
Dall’apprendimento cooperativo
alla realizzazione cooperativa
L’iniziativa Europe INNOVA ha già completato un esercizio di
mappatura dei cluster a livello regionale nei dieci paesi che
hanno aderito all’UE nel 2004, esercizio che ora verrà esteso
alle regioni degli altri Stati membri. Un risultato determinante
di tale operazione sarà l’identificazione della presenza, delle
dimensioni, della natura e della predominanza dei cluster,
oltre che del supporto regionale e nazionale di cui essi frui-
scono. A partire da questo, si intende proporre una collabo-
razione a livello operativo e politico in tutta Europa in grado
di identificare e trasferire le buone pratiche e di agevolare il
L’HTCE (High-Tech Campus Eindhoven) è l’elemento chiave della nuova networking per costruire aggregati più competitivi.
filosofia dell’“innovazione aperta” di Philips
“L’aggregazione può costituire una risorsa efficace per Nel novembre del 2006, alla prima conferenza Europe
4potenziare l’innovazione regionale coniugando le competen- INNOVA( ), tenutasi a Valencia (Spagna), i relatori si sono
ze dell’industria, della ricerca e degli enti pubblici”, hanno concentrati sullo sviluppo di cluster e sulla loro evoluzione,
1concluso i ministri( ), rilevando che “i cluster possono essere sia nei settori tradizionali sia in quelli high-tech. Sono stati
ulteriormente rafforzati tramite il dialogo transfrontaliero/ presentati case study basati su esperienze reali per illustrare i
transnazionale e la condivisione di informazioni relative alle fattori determinanti del successo nella gestione e nello svilup-
misure, alle esperienze e agli strumenti più appropriati”. po di tali aggregati, in buon sostanza un primo assaggio di
Come gli esperti ben sanno, tuttavia, i cluster sono orga- quegli esempi di buone pratiche e di quell’”apprendimento
nismi complessi, e il loro successo può dipendere da una in corso d’opera” che l’iniziativa European Cluster Alliance
grande varietà di fattori. Sebbene alcuni di questi aggregati desidera raccogliere e divulgare come parte della sua stra-
possano essere legati alla realtà locale, come l’accesso alle tegia tesa a stimolare la cooperazione nello sviluppo e nel-
risorse naturali, altri contengono invece lezioni di interesse l’applicazione delle politiche in materia. Questo articolo offre
più ampio, che come tali possono essere trasferite. esempi di approcci diversi alla gestione e all’evoluzione degli
aggregati, a dimostrazione della varietà di esperienze di cui
La condivisione di tali informazioni con un uditorio europeo si è arricchito il vecchio continente.
più vasto è parte del lavoro portato avan-
2ti dalle iniziative Europe INNOVA() e “Dobbiamo mobilitare tutte le
3PRO INNO Europe( ), sostenute dalla DG
Imprese e industria della Commissione. istituzioni comunitarie e convogliare
“Dobbiamo mobilitare tutte le istituzioni
gli sforzi profusi a livello regionale comunitarie e convogliare gli sforzi profusi
a livello regionale e nazionale per dare vita e nazionale per dare vita a cluster
a cluster europei di caratura mondiale”,
afferma Nikos Pantalos della DG Imprese europei di caratura mondiale”
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Foto: © Philips

Sostegno ai clusterL’aggregazione che parte dal basso WSK PZL Rzeszów si è fatta in quattro per costruire l’aggre-
5gato “Aviation Valley”( ), per introdurre un nuovo modo di
Il ministero dell’Economia polacco, al momento di assegnare pensare e per investire nelle neoimprese locali. I membri
le risorse provenienti dai fondi strutturali europei, ha attribuito del cluster, che annovera la bellezza di 50 società, produ-
importanza prioritaria al sostegno ai cluster. Il punto di vista cono ora componenti per l’industria aeronautica mondiale
nazionale è chiarito da Krzysztof Gulda, capo del dipartimento (compresa l’azienda europea Airbus).
Sviluppo dell’economia del ministero: “A livello nazionale,
non cerchiamo di costruire aggregati. Intendiamo invece Il cluster della Grande Polonia abbraccia invece ogni aspetto
sostenere quei cluster che già esistono e che sono abbastanza della catena di approvvigionamento del settore arredamen-
grandi e forti da operare su scala nazionale e internazionale. to, dagli enti di ricerca specializzati, come l’ITD, l’Istituto per
La Polonia dispone di 16 programmi regionali che potrebbero la tecnologia del legno di Poznan e l’Institute of Natural Fibres
comportarsi diversamente, magari incoraggiando la creazione (INF, Istituto per le fibre naturali), ai sottocontraenti (fornitori
di aggregati, ma il governo centrale al momento punta solo di tinte e prodotti chimici), fino ai veri e propri fabbricanti
all’impatto nazionale, e proprio per questo motivo abbiamo di mobili, per un totale di 3.700 aziende. La regione può
operato una chiara divisione di responsabilità con le regio- vantare una lunga tradizione nella fabbricazione di mobili,
ni”. Gulda cita due esempi di aggregati regionali polacchi tanto che molti istituti di ricerca risalgono alla metà del ven-
con potenziale internazionale: un cluster aeronautico nel tesimo secolo. Durante il comunismo, i produttori avevano
voivodato sudorientale dei Precarpazi e un cluster nel settore legami solidi con tali enti, che però vennero a mancare con
arredamento nel voivodato della Grande Polonia, nel cuore la transizione verso l’economia di mercato e che solo adesso
del paese. Entrambi sono cluster “bottom-up”, nati dal basso, iniziano a ricostituirsi.
intendendo con ciò che la spinta a cooperare è partita dai
membri stessi dell’aggregato. L’iniziativa volta a formare un aggregato in cooperazione
con l’Accademia di economia di Poznan partì dai fabbricanti
stessi. Come rileva Gulda, la collaborazione tra produttori
ha incontrato una serie di ostacoli dovuti a questioni di
concorrenza e diritti di proprietà intellettuale (DPI), oltre che
all’infruttuosità delle esperienze passate. Tuttavia, la situazio-
ne sta mutando, poiché sempre più membri dell’aggregato
comprendono che la cooperazione può incrementare la
competitività. Per superare le barriere esistenti, i membri si
sono rivolti al WARP, l’agenzia per lo sviluppo imprenditoriale
della Grande Polonia, perché fungesse da “mediatore” e pro-
muovesse la collaborazione all’interno di un cluster che nel
2004 poteva vantare un fatturato pari a 882 milioni di euro,
in gran parte riconducibili alle esportazioni.
L’industria aeronautica nel voivodato dei Precarpazi ha un Aperti all’innovazione
secolo di storia, iniziata con la produzione di piccoli appa-
recchi e culminata con la fabbricazione di elicotteri durante il L’esperienza insegna che organizzazioni di grandi dimensioni
regime comunista, periodo in cui la regione si distinse anche basate sulla ricerca sono in grado di fungere da poli di inno-
come centro di addestramento piloti. La fine del comunismo vazione nelle loro regioni e di promuovere la formazione e
rallentò le cose, ma le aziende locali si rimboccarono le lo sviluppo di aggregati regionali. Alcune università (come
maniche e andarono alla ricerca di investitori desiderosi di Cambridge nel Regno Unito) e parchi tecnologici (come il
avvantaggiarsi della loro esperienza, di 16.000 dipendenti Sophia Antipolis in Francia) ne sono un perfetto esempio,
qualificati e di vincoli privilegiati con le università. La ricer- ma anche le aziende possono ricoprire questo stesso ruolo,
ca fu fruttuosa per il fabbricante di motori aerei WSK PZL e Philips Research di Eindhoven (Paesi Bassi) ne è la prova
Rzeszów, che diede rapidamente vita a una cooperazione vivente: come multinazionale high-tech, Royal Philips è sem-
con la statunitense United Technologies Corporation (che pre stata il cuore economico della regione, dove fu fondata
finì con l’acquisire l’azienda polacca nel 2002). Da allora, e dove ha sede anche Philips Research.
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Sostegno ai clusteruna struttura nel ramo microsistemi e nanotecnologie che
comprende un ambiente a contaminazione controllata con
laboratorio e servizi di analisi dei materiali).
Una collaborazione che va davvero oltre
La vastità delle aspirazioni dell’HTCE è testimoniata da uno
dei suoi istituti di ricerca, l’Holst Centre, che studia le tec-
nologie wireless per l’intelligenza ambientale (tra cui, ad
esempio, i “computer indossabili”). L’Holst Centre è stato
fondato dal Centro interuniversitario di microelettronica ed
elettronica di Lovanio (Belgio), e da TNO, organizzazione
olandese per la ricerca scientifica applicata. Tale coopera-
zione è naturale conseguenza della posizione privilegiata
dell’HTCE all’interno di un triangolo dell’innovazione che
vede Eindhoven a nord, Lovanio a sudovest e Aquisgrana
Storicamente, Philips Research è stata fonte di prodotti e (Germania) a sudest.
soluzioni innovative per tutte le aziende Philips del mondo.
In tale struttura, gran parte dell’attività innovativa veniva Le interazioni e il networking tra le aziende della regione sono
svolta all’interno dell’azienda o delegata a fornitori e partner favoriti da numerosi fattori, tra cui una storia preesistente di
accademici fidati. Nel corso della conferenza Europe Innova, collaborazione transfrontaliera tra imprese e istituti di ricerca
Jan van den Biesen, vicepresidente dei programmi pubblici high-tech nel triangolo Eindhoven-Lovanio-Aquisgrana e
di R&S presso Philips Research, ha descritto il modo in cui la presenza di laboratori di R&S Philips ai tre angoli della
l’azienda ha saputo reinventare se stessa e accettare l’obso- regione. Qui, gli enti pubblici, gli istituti di ricerca e le azien-
lescenza delle soluzioni monoaziendali, lanciando, nel 1999, de (la cosiddetta “tripla elica”) collaborano per dare vita a
6l’High-Tech Campus Eindhoven (HTCE)(), pilastro della una vera e propria culla europea della tecnologia. Nella sua
nuova filosofia Philips dell’”innovazione aperta”. presentazione, Van den Biesen si è concentrato sui legami
ricerca-industria nell’innovazione aperta e sul ruolo che gli
Creato a Eindhoven nell’area occupata da Philips Research, aiuti di Stato possono rivestire nel sostenere tale rapporto in
l’HTCE ospita oltre 40 aziende e istituti a dominante tecno- maniera flessibile.
logica, che danno lavoro a svariate migliaia di
persone, con l’obiettivo di sviluppare prodotti “Organizzazioni di grandi
e tecnologie all’avanguardia grazie al model-
lo dell’innovazione aperta. Tale modello pre- dimensioni basate sulla ricerca
vede la creazione di un ambiente e di strut-
sono in grado di fungere da poli ture in grado di promuovere l’interazione, il
networking e la condivisione di conoscenze di innovazione nelle loro regioni
per addivenire a progetti congiunti e joint
venture tra le aziende HTCE. e di promuovere la formazione
e lo sviluppo di aggregati regionali”Per Philips, questa situazione si traduce nella
possibilità di attingere a idee e innovazioni
esterne, in modo da arricchire i servizi offerti alle sue divi- Gestione dei cluster in Austria
sioni commerciali, e di esportare a sua volta le tecnologie
provenienti dal suo ricco carnet di DPI alle aziende high-tech Nel descrivere l’approccio alla gestione dei cluster impiegato
dell’HTCE, che può portare le innovazioni nel mercato molto a livello regionale, Werner Pamminger, managing director di
7più celermente. Per le aziende del campus, il networking e Clusterland Upper Austria( ), ha spiegato che “date le ridotte
la cooperazione intellettuale sono favoriti dalla condivisione
di infrastrutture e tecnologia (ad esempio, tramite MiPlaza,
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Foto: © Darren Hester

Sostegno ai clusterstrategia di innovazione regionale dell’Alta Austria, si occu-
pano di temi trasferibili quali risorse umane, logistica, design
e mezzi di comunicazione.
Pamminger ha descritto l’esperienza dell’Alta Austria come
una miscela di approcci bottom-up (dal basso) e top-down
(dall’alto). Le iniziative di avviamento dei cluster hanno
tratto vantaggio da un approccio top-down, ma le attività
di gestione e le operazioni successive sono state favorite da
un’organizzazione dal basso che sostiene la partecipazione,
il networking e l’interazione, ha spiegato, citando a titolo
esemplificativo i comitati consultivi settoriali e l’enfasi posta
sui progetti cooperativi. Sembra proprio che l’approccio di
Clusterland funzioni: gli studi di valutazione condotti dimo-
strano che le aziende che operano all’interno di un cluster
sbaragliano le altre. La popolarità dei progetti cooperativi
è tale che il 77% delle aziende partner continua a lavorare
insieme anche quando essi si sono conclusi. Il segreto è la
semplicità, ha ribadito Pamminger alla conferenza Europe
INNOVA, perchè “l’innovazione è un fenomeno rapido a cui
dobbiamo essere in grado di rispondere rapidamente”.
dimensioni dell’Alta Austria, le nostre attività di clustering
e di networking devono essere relativamente semplici”.
Clusterland Upper Austria abbraccia otto cluster tematici,
che comprendono i settori automotive, plastico e sanitario,
e circa 1.500 imprese e organizzazioni di R&S, con un fattu-
rato totale pari a circa 39 miliardi di euro e una forza lavoro
1( ) http://www.consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/
che conta 220.000 dipendenti. Ogni cluster è dotato di un pressData/en/intm/92107.pdf
proprio team gestionale. Come rileva Pamminger, il soste-
2( ) http://www.europe-innova.org/index.jsp
gno deve essere all’insegna della semplicità e concentrarsi
3(.proinno-europe.eu/
su cinque ambiti:
4( ) Vedi “Europe INNOVA – È l’innovazione, stupido!”,
Innovazione Europea, gennaio 2007.
informazione e comunicazioni, compresi profili aziendali,
5( ) http://www.dolinalotnicza.pl/pl/1/1/
newsletter ecc.;
6(.hightechcampus.nl/
eventi di formazione specializzata e seminari che offrano
7( ) http://www.clusterland.at/index_eng.phpanche opportunità di networking;
progetti di cooperazione, nel quadro di programmi di
innovazione nazionali e internazionali; Info
marketing e relazioni pubbliche per promuovere un’identi-
tà e un marchio regionali; Nikos Pantalos, Commissione europea
internazionalizzazione dei cluster tramite eventi speciali e DG Imprese e industria
visite didattiche. Unità Sviluppo della politica dell’innovazione
Tel.: +32 2 299 9734
Oltre alle iniziative dei cluster tematici, esistono reti “tra- nikos.pantalos@ec.europa.eu
sversali” che mirano a condividere know-how e competenze http://ec.europa.eu/enterprise/
generiche tra i vari settori. Tali reti, che godono del sostegno innovation/index_en.htm
dei fondi comunitari di sviluppo regionale e rientrano nella
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Sostegno ai cluster
Foto: © Shinsoku ChituraBattiamo il metallo
finché è caldo
Le aziende metallifere europee stanno subendo, oggi più che Nell’agosto del 2006, la Commissione europea ha pubblica-
1mai, la concorrenza della Cina e di altre economie in rapida to una relazione sullo stato del settore metallifero( ). A segui-
crescita. I prezzi si impennano, così come i costi di produ- to di una consultazione pubblica sull’impatto dell’energia e
zione, soprattutto per l’energia e le materie prime. Mentre delle materie prime sulla competitività dell’industria, l’esecu-
il settore siderurgico è pronto a competere grazie all’innova- tivo sta ora vagliando la possibilità di introdurre mutamenti
zione, il ramo dell’alluminio sta lottando per mantenere la a livello di politiche.
produzione in Europa.
“Esiste una differenza evolutiva importante tra il settore siderur-
gico e quello dei metalli non ferrosi”, spiega Alberto Canevali
della DG Imprese e industria della Commissione. “Il settore side-
rurgico, grazie alle ristrutturazioni avvenute negli anni Ottanta e
Novanta del secolo scorso, è in grado (perlomeno nell’UE-15)
di competere sul mercato globale”. La ristrutturazione nei paesi
che hanno aderito nel 2004, invece, è iniziata più tardi, mentre
Bulgaria e Romania sono ancora agli inizi.
Una risposta innovativa
Il settore siderurgico risponde a queste sfide con l’innovazio-
ne, in particolare tramite la Piattaforma tecnologica europea Alleggerire i veicoli permette di tagliare i consumi
dell’acciaio. L’integrazione e la struttura verticale del settore,
Le aziende metallifere europee sono al centro di un giro d’af- che vede i produttori lavorare a stretto contatto con i consu-
fari del valore di 227 miliardi di euro e danno lavoro a oltre matori, aiuta a rispondere alle necessità degli utenti finali, cosa
un milione di persone. I due terzi circa del fatturato sono molto più difficile per alcuni settori non ferrosi in cui preval-
imputabili al ferro e all’acciaio, mentre il rimanente deriva da gono le PMI. Per le aziende di ridotte dimensioni è inoltre più
una quarantina di metalli non ferrosi, soprattutto alluminio, complesso accedere ai finanziamenti comunitari per la ricerca.
rame, zinco, piombo e nichel. “Per partecipare ai programmi quadro comunitari è necessario
unire le forze per elaborare progetti comuni”, spiega Canevali,
Le materie prime e l’energia influiscono per il 60-80% o più “ma identificare i potenziali partner è tutt’altro che facile, e
sul prezzo di mercato del metallo finito. Nel 2003, l’Europa spesso le risorse finanziarie e umane sono limitate”.
ha importato il 74% dei minerali di rame, il 76% dei minerali
di piombo, l’80% dei minerali di alluminio e zinco, l’83% Di seguito verranno esaminati il grado di innovazione nel-
dei minerali di ferro e l’86% dei minerali di nichel. La forte l’industria siderurgica, la risposta del settore dell’alluminio
domanda di materie prime da parte delle economie emer- all’aumento dei prezzi dell’energia e l’importanza del rici-
genti, Cina e India, sta facendo lievitare i prezzi e negli ultimi claggio, specialmente nel settore dei metalli non ferrosi.
tre anni, in Europa, sono aumentati in maniera considerevole
anche i prezzi del carbone (utilizzato per realizzare l’acciaio), Le aziende siderurgiche insieme
del gas naturale (per il rame e l’acciaio) e dell’elettricità (per per innovare
l’alluminio e lo zinco).
La Piattaforma tecnologica europea dell’acciaio (ESTEP) è
un’iniziativa ambiziosa tesa a promuovere l’innovazione nel L’ascesa della Cina
settore siderurgico. Varata nel 2003, essa coinvolge tutti i
Lo scossone vero al mercato, però, lo ha dato proprio l’asce- più importanti produttori di acciaio europei, i loro acqui-
sa delle economie asiatiche. “L’incremento annuale della renti e fornitori, i centri di ricerca e altre parti interessate.
fabbricazione di acciaio della Cina supera addirittura l’inte- L’ESTEP promuove tre programmi di R&S industriale con un
ra produzione dell’industria siderurgica tedesca”, afferma profondo impatto sulla società che abbracciano le nuove
Christian Mari di Eurofer, la Confederazione europea delle tecnologie, l’energia e le materie prime usate nei processi e
industrie del ferro e dell’acciaio. “Al momento la Cina consu- nuove soluzioni in acciaio pensate per l’utente finale.
ma più acciaio di qualsiasi altro paese a memoria d’uomo”.
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Foto: © Audi

Industria metalliferaTra le iniziative più ambiziose annoveriamo il progetto ULCOS Intendiamo quindi sviluppare modelli nuovi che vadano oltre
(Ultra-low CO steelmaking, produzione siderurgica a ridottis- la classica valutazione del ciclo di vita e considerino, tra le
2
simo tasso di emissioni di anidride carbonica), da 55 milioni altre cose, l’impatto dello sviluppo di nuovi materiali sulla
di euro, che mira a dimezzare le emissioni di biossido di car- salute e sulla sicurezza”.
bonio del settore entro il 2050. “Negli ultimi 30 anni le emis-
sioni di CO sono già state ridotte del 50%, ma intendiamo Rete di ricerca2
fare molto di più”, spiega Jean-Claude Charbonnier, segre-
tario generale dell’ESTEP. “Ridurre le emissioni mantenendo L’ESTEP può contare su una rete di circa 8.000 ricercatori
inalterate le metodologie di produzione (altoforno e forno nata in seno alla Comunità europea del carbone e dell’ac-
elettrico ad arco) è difficile: dobbiamo pertanto sviluppare ciaio (CECA) prima del suo scioglimento, avvenuto nel 2002.
nuove tecnologie”. L’eredità della CECA è stata messa a frutto per creare un
nuovo fondo di ricerca per il carbone e per l’acciaio da cui
l’ESTEP può attingere, insieme al Settimo programma quadro
di ricerca e ai finanziamenti provenienti dal settore stesso.
Auto più leggere per ridurre
le emissioni
All’industria metallifera sarà assegnato un ruolo chia-
ve in seno alle attività varate dalla Commissione allo
scopo di ridurre le emissioni di anidride carbonica degli
aautoveicoli(). L’accordo volontario raggiunto con i
costruttori al fine di limitare a 120 g/km le emissioni di
CO nelle nuove auto sul mercato non ha dato ancora 2
i risultati sperati: a gennaio 2007, la Commissione ha
Nuovi modi per fare il ferro pertanto annunciato che nel corso dell’anno saranno
pubblicate nuove norme.
Le idee attualmente al vaglio spaziano dalla “cattura” del
La leggerezza dei veicoli è un fattore importante per
biossido di carbonio liberato dagli altiforni alla progetta- tagliare i consumi. Ad esempio, l’alluminio ha le stesse
zione di metodologie estrattive completamente nuove, che proprietà strutturali dell’acciaio, ma soltanto un terzo
potrebbero prevedere l’impiego di gas naturale o idrogeno del suo peso. “Se non fosse per l’alluminio, le auto oggi
come agenti riducenti per l’estrazione del metallo dal mine- sarebbero molto più pesanti”, rileva Alessandro Profili di
rale o addirittura processi elettrolitici come quello utilizzato Alcoa Europe. “Sistemi come il servosterzo, gli alzacri-
stalli elettrici, i sedili elettrici e l’aria condizionata incre-per l’alluminio.
mentano notevolmente il peso delle auto, che hanno
potuto mantenersi ‘in forma’ solo grazie alla leggerezza Anche il risparmio energetico è un obiettivo prioritario,
di altri componenti. Per dire, oggi i blocchi motore sono che potrebbe essere centrato, ad esempio, semplificando i
realizzati quasi completamente in alluminio, sia per i
processi produttivi. L’idea alla base della formatura “Near
sistemi diesel sia per quelli a benzina: un dettaglio che
Net Shape” è proprio quella di realizzare pezzi molto più
permette di risparmiare la bellezza di 50-100 kg”.
vicini, per forma e dimensioni, alle esigenze dei consumato-
I produttori di acciaio, però, non intendono arrendersi ri, in modo da ridurre al minimo gli sprechi imputabili alle
senza lottare. Uno degli obiettivi dell’ESTEP è proprio lavorazioni meccaniche.
quello di offrire alle case automobilistiche una gamma
di acciai leggeri assolutamente innovativi. “Stiamo svi-
Inoltre, si stanno sviluppando nuovi tipi di acciaio ad alte
luppando una serie di nuove leghe altamente resistenti
prestazioni per i tre principali mercati dell’automotive, del-
per alleggerire le automobili”, dichiara Jean-Claude
l’energia e dell’edilizia. Infine, si studiano tecniche innovative Charbonnier dell’ESTEP. “Negli ultimi 15 anni siamo riu-
nel campo delle lamine di acciaio. sciti a ridurre il peso degli autoveicoli del 20-25%. Ora,
però, vogliamo andare oltre, e per questo dobbiamo svi-
“Un’altra sfida per l’ESTEP consiste nella promozione della luppare nuovi tipi di acciaio avvalendoci di metodologie
conservazione delle risorse e nella prevenzione degli spre- di produzione innovative. Si potrebbe anche pensare di
combinare l’acciaio con altri materiali: per questo abbia-chi”, afferma Charbonnier. “Ad esempio, alcuni progetti da
mo bisogno di nuove idee e innovazioni”.noi avviati mirano a trasformare i nostri residui in materiali
preziosi per altri settori. Al contempo, stiamo sviluppando un
a( ) Vedi “La carica delle auto pulite”,
approccio olistico, che va dall’idea alla realizzazione, teso a Innovazione Europea, marzo 2006.
eliminare l’impronta ecologica della produzione siderurgica.
Innovazione Europea Marzo 2007
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Industria metallifera
Foto: © Tanakawho