Histoire de l'art / Storia dell'arte ; n°2 ; vol.105, pg 1034-1049

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Mélanges de l'Ecole française de Rome. Antiquité - Année 1993 - Volume 105 - Numéro 2 - Pages 1034-1049
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Publié le 01 janvier 1993
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Francesca Ghedini
Histoire de l'art / Storia dell'arte
In: Mélanges de l'Ecole française de Rome. Antiquité T. 105, N°2. 1993. pp. 1034-1049.
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Ghedini Francesca. Histoire de l'art / Storia dell'arte. In: Mélanges de l'Ecole française de Rome. Antiquité T. 105, N°2. 1993.
pp. 1034-1049.
http://www.persee.fr/web/revues/home/prescript/article/mefr_0223-5102_1993_num_105_2_80111034 RECHERCHES SUR L'ADRIATIQUE ANTIQUE
et la magistrale enquête de Ch. Pietri sur les relations entre les Eglises de
Rome et Aquilée du IVe au VIe siècle940.
L'Italie du Nord est donc très nettement privilégiée, grâce aux publica
tions régulières concernant Aquilée. Mais, dans toutes les régions, on est
frappé par l'importance des lacunes et par la rareté des travaux novateurs,
sauf dans le domaine de la topographie chrétienne.
9 - Histoire de l'art / Storia dell'arte (F. Ghedini)
Fornire una sintesi sulla bibliografia storico-artistica relativa alle re
gioni adriatiche non è cosa agevole anche a causa della frammentazione e
della disparità di livello dei contributi.
Nelle pagine che seguono si cercherà di presentare un panorama delle
principali categorie monumentali, analizzate per aree geografiche, cercan
do di indicare, ove queste emergano, linee e prospettive di ricerca.
9.1 - Architecture / Architettura
La maggior parte dei riferimenti a monumenti architettonici è conte
nuta nei contributi dedicati a problemi di urbanistica e topografia; non
mancano però alcuni studi specifici ο su singoli monumenti ο su classi mo
numentali.
I problemi architettonici ο urbanistici delle città dell'Italia settentrio
nale sono ampiamente trattati negli atti del convegno di Trieste [146] e nel
secondo volume il Veneto in età romana, in cui sono accuratamente analiz
zati i vari centri della regione [175].
Accanto a queste due importanti opere di sintesi appare particola
rmente significativo il saggio di De Maria sugli archi onorari941, a cui si pos
sono aggiungere un contributo dello stesso autore sui monumenti forensi
della Cisalpina [713] e l'articolo di G. Tosi sul teatro romano di Padova942.
940 Ch. Pietri, Rome et Aquilée, deux Églises du IVe au VIe siècle, dans AAAd, 29,
1987, p. 225-253.
941 S. De Maria, Gli archi onorari di Roma e dell'Italia romana, Bibliotheca Ar-
chaeologica 7, Roma, 1988, 374 p., 66 fig. h.t.
942 G. Tosi, // teatro romano di Padova : lo stato del problema, dans Archeologia
Veneta, 11, 1988, p. 79- 102. RECHERCHES SUR L'ADRIATIQUE ANTIQUE 1035
Ricco e articolato appare il panorama bibliografico relativo allVlII Regio :
i monumenti di Bologna943, Rimini944, Ravenna945, Modena [62], Ferrara
(Stona di Ferrara), e Fano946 sono indagati in saggi di analisi e di sintesi.
Per quanto riguarda l'Italia centrale e l'area illirica l'attenzione sembra
invece concentrata sugli edifici per spectaccolo947.
9.2 - Décor architectonique / Decorazione architettonica
Nell'ambito della decorazione architettonica spiccano i contributi di
M.J. Strazzulla, dedicati alle terrecotte della Venetia romana. In un volume
monografico948 l'a. presenta 514 pezzi, molti dei quali inediti, databili fra il
II secolo a.C. e il II d.C. Il materiale, ordinato topograficamente, consente
alla studiosa di tracciare una panoramica generale sulle modalità dello sv
iluppo della produzione fittile dell'area considerata, evidenziando la preco
ce recezione di forme e modelli elaborati ed utilizzati in ambito centro ita
lico e nella capitale.
Precedono e seguono quest'opera di sintesi saggi su problemi specifici
inerenti a questa classe di materiale, volti a sottolineare ο i legami con le
botteghe urbane, soprattutto nella prima fase della produzione949 ο l'inc
idenza della figura del committente nelle scelte dei programmi di edilizia
templare [750] nell'ambito di quel fenomeno dell'evergetismo, così ben in
dagato in questi ultimi anni950.
943 J. Ortalli, // teatro romano di Bologna, Documenti e studi 19, Bologna, Dep.
di storia patria prov. Romagna, 1986, 188 p.; J. Ortalli, La scoperta del teatro roma
no (Bologna), dans Archeo, 11, 1986, p. 22-25.
944 R. Angelini, Rimini. Arco di Augusto, Forlì, 1986; J. Ortalli, / monumenti
romani, dans Storia illustrata di Rimini, 1989, p. 49-64.
945 G. Bermond Montanari, L'impianto urbano e i monumenti, dans Storia di
Ravenna, 1990, p. 223-255.
946 y Purcaro, Considerazioni sull'«arco di Augusto» di Fano, dans Fano, città
d'arti e culture, Fano, 1991, p. 19-26.
947 C. Cappelli, // teatro antico di Ascoli - Ipotesi della sua origine come tempio-
teatro italico, dans Piceno, 14, 1990, p. 7-12; A.M. Megna, // teatro romano di lesi,
dans Picus, 6, 1986, p. 171-177; V. Galie, L'anfiteatro di Fermo, Macerata, 1990, 61 p.;
L. Miraj, Amfiteatrì i Durrësit (L'amphithéâtre de Dürres), dans Iliria, 16, 2, 1986,
p. 151-169 (rés. fr. p. 168-169).
948 M.J. Strazzulla, Le terrecotte architettoniche della Venetia romana, Contribut
o allo studio della produzione fìttile nella Cisalpina (II a.C- II d.C), Studia Archaeo-
logica, 44, Roma, 1987, 462 p., 102 pi.
949 M.J. Strazzulla, Aquileia e Roma : botteghe urbane e botteghe locali neUa pro
duzione di terrecotte architettoniche, dans AAAd, 30, 1987, p.151-164.
950 E. Frézouls, Évergétisme et construction publique en Italie du Nord, dans La
città nell'Italia sett., p. 179-207; Buonopane, Donazioni [716]; L. Zerbini, Testimo- RECHERCHES SUR L'ADRIATIQUE ANTIQUE 1036
Molto più scarsa l'attenzione dedicata alla decorazione architettoni
ca in pietra ο marmo : i capitelli di Pola, sia di collezione sia in situ, so
no per la prima volta accuratamente schedati, al fine di fornire un i
nquadramento cronologico della produzione locale951 mentre L. Bertac-
chi952 presenta un'accurata lettura critica del fregio dorico con armi di
Aquileia, per cui propone una datazione ad età cesariana. La fortuna del
motivo delle armi che, com'è noto, è ampiamente documentato in area
centro italica, è confermata dal significativo saggio della Lugnani sulle
testimonianze della Venetia et Histria, pertinenti per lo più a monumenti
funerali953.
Una importante sintesi sul materiale architettonico di Aitino, rinvenut
o per lo più in contesto funerario, è proposta nel volume di B.M. Scarfì e
M. Tombolani954.
La decorazione architettonica dell' Vili Regio è presa in considerazione
in modo abbastanza generale : qualche pezzo955 viene presentato singolar
mente, mentre maggiore attenzione viene dedicata alla ricostruzione del
sepolcro cilindrico di Rubiera956.
nianze epigrafiche dell'evergetismo nell'Emilia romana, dans Atti e Memorie. Deputa
zione di Storia Patria per le Antiche Province Modenesi, 12, 1990, p. 299-310.
951 K. Bursic-Matijasic, Anticki kapiteli iz Pule i okolice (Roman Capitals
from Pula and Surroundings), dans HArch, 15-16, 1984-1985, p. 45-84 (rés. ang.
p. 71).
952 L. Bertacchi, // grande fregio dorico, Relazione preliminare, dans AAAd, 35,
1989, p. 229-252.
953 C. Lugnani, Fregi d'armi di Trieste e di Pola, dans AMSI, 35, 1987, p. 13-
46.
954 B.M. Scarfì', M. Tombolani, Aitino preromana e romana, Quarto d'Aitino
(VE), 1985.
955 Capitelli, frammenti architettonici ecc. : J. Ortalli, Marmi romani dagli sca
vi di S.Stefano (1920), dans 7 colonne e 7 chiese, Bologna, 1987, p. 68-69; S. Santoro
Bianchi, Capitelli romani di reimpiego a Montesorbo, Sarsina, San Leo, Rimini, Bo-
logna,1990; M. Danesi, Un frammento architettonico romano da S. Severo, dans FR,
131-132, 1986, p. 39-46.
956 J. Ortalli, Un sepolcro cilindrico con rappresentazione di «dona militaria» da
Rubiera (Reggio Emilia), dans Miscellanea di studi archeologici e di antichità, II, Mo-
dena, 1986, p. 89-132; v. anche L. Patroncini, / recenti ritrovamenti archeologici di
Rubiera : nuove importanti pagine di storia reggiana, dans Bollettino Storico Reggiano,
63, 19, marzo 1986, p. 3-14. RECHERCHES SUR L'ADRIATIQUE ANTCQUE 1037
9.3 - Sculpture / Scultura
9.3.1. - Bronze / Bronzo
Nell'ambito della produzione in bronzo l'interesse si è concentrato sul
gruppo di Cartoceto, presentato agli studiosi dopo un accurato restauro957.
Molti i problemi aperti e gli interrogativi irrisolti : dalla provenienza alla
datazione, all'identificazione dei personaggi rappresentati. All'ipotesi di S.
Stucchi che propone une datazione ad età tiberiana, riconoscendo nei per
sonaggi Nerone, Giulio Cesare, l'imperatore Tiberio, Livia e Giulia, figlia di
Druso II e moglie di Nerone Cesare958, si contrappone quella di L. Bracce-
si959, che preferisce anticipare la cronologia alla prima età augustea, ricoll
egando idealmente il gruppo a Pesaro, feconda di memorie augustee.
E forse la cronologia può essere ulteriormente rialzata, come hanno
proposto recentemente F. Coarelli e J. Pollini, ricollegandola ad una com
mittenza privata della tarda età repubblicana.
Significativi contributi hanno riguardato anche la piccola bronzisti-
ca960 soprattutto di area illirica961.
Per la X Regio ricordiamo i cataloghi del Museo Civico di Udine, che
presenta i bronzetti preromani e di età repubblicana rinvenuti in Friuli
[260] e di Padova [755], con materiale per lo più di provenienza locale, da
tabile fra il VII sec. a.C. e il II d.C, a cui si aggiungono alcuni pezzi da col
lezione [774; Osmuk [756]).
Una segnalazione particolare merita il bronzetto opitergino, ora al
Museo di Venezia, in cui Sperti [354] ha riconosciuto copia della raffigura
zione propagandistica della submissio di Tiridate a Nerone. Di grande qual
ità appaiono anche il dio Vento da Aquileia962 e la Medusa di Este [618].
Dall'area centro italica poche sono le segnalazioni, fra cui spiccano alcuni
bronzetti di Èrcole963.
957 Bronzi dorati da Cartoceto : un restauro, Firenze, 1987.
958 S. Stucchi, Interpretazione e datazione dei bronzi di Cartoceto. Le figure ed i
personaggi del gruppo, dans Bronzi dorati da Cartoceto : un restauro, Firenze, 1987,
p. 51-63; Id., Il gruppo bronzeo tiberiano da Cartoceto, Studia archaeologica, 32, Ro
ma, 1988, 163 p.
959 L. Braccesi, II problema storico dei bronzi di Cartoceto, dans RFIC, 116, 1988,
p. 60-75.
960 Frelih [818]; V. KolSek, Mala bronasta plastika iz Celja (Kleine Bronzeplastik
aus Cel]e), dans Celjski zbornik, 1990, p. 7-26, 28 fig. (rés. all. p. 26)
961 Lahi [775]; Medini, Aplike [822]; Zanic-Protic [752].
962 L. Bertacchi, Testa ad applique in bronzo, in AqCh, 1989-90, p. 3.
963 R. Papi, Le immagini popolari d'Ercole, dans Dalla villa di Ovidio al santuario
di Èrcole, Sulmona, 1989, p. 71-86. RECHERCHES SUR L'ADRIATIQUE ANTIQUE 1038
Nell'ambito della piccola scultura in bronzo possiamo anche ricordare
gli elementi di klinai e tavolini da Modena, che confermano la precoce im
portazione nell'Italia settentrionale di mobili di tradizione ellenistica964.
9.3.2 - Sculpture «des élites» / Scultura colta
Fra i numerosi contributi dedicati ai ritratti iugoslavi spicca il catalogo
di una mostra itinerante che da Belgrado, Lubiana, Spalato, Zagabria è poi
approdata a Mosca e Francoforte. In tale sede sono presentati ritratti su
stele, gemme, monete e a tutto tondo, molti dei quali inediti [24].
Limitato alle testimonianze da area dalmata è invece il volumetto di N.
Cambi965, a cui si deve anche la pubblicazione di due ritratti giovanili della
prima età imperiale da Salona966 mentre M. Kolega967 presenta agli studiosi
i ritratti della Collezione Danieli di Zara.
Una menzione particolare merita il breve saggio di Fittschen su un r
itratto da Apollonìa, ora a Tirana, il cui archetipo è riconnettibile a scuola
pergamena968.
Nell'ambito della produzione colta ricordiamo la panoramica su Dyr-
racchium, proposta da Zeqo (sculture iconiche, teste di divinità ecc. [777]),
a cui si possono aggiungere il Kairos di Trogir969, e l'Eros di Qeserat [762],
entrambi riconnettibili ad archetipi lisippei.
Piuttosto scarsa la bibliografia relativa alla X Regio, quasi esclusiv
amente concentrata in area aquileiese. Una panoramica sui problemi della
scultura è presentata nel saggio di P. Pensabene970 che grazie alla sua com
petenza è in grado di sviluppare il tema della importazione dei marmi e dei
rapporti con l'area greco-orientale.
964 J. Ortalli, Arredo inclinare, dans Modena dalle origini I, p. 343-357; J. Or-
talli, M.G. Maioli, A. Musile Tanzi, G. Paruccini, L'arredo bronzeo della domus r
omana di via Università, dans Modena dalle origini II, p. 343-365.
965 N. Cambi, Antique Portraits in Dalmatia and Istria, Zadar, 1990.
966 N. Dva ranocarska djecacka portreta iz Salone (Two Early Imperial Port
raits of Boys from Salona), dans ARR, 11, 1988, p. 115-132 (res. angl. p. 130-132).
967 M. Kolega, Rimska portretna plastika iz zbirke Danieli u Arheoloskom muzeju
u Zadru (Roman Portrait Plastics in the Daniel Collection in the Archaeological Mu
seum in Zadar), dans Diadora, 11, 1989, p. 159- 201, 21 pi. (rés. angl. p. 199; rés. all.
p. 200-201).
968 K. Fittschen, Römer oder Grieche. Zum Bildnistypus Tirana am 577 - Rom,
Thermen-Museum, dans Iliria, 19, 2, 1989, p. 132-149 (trad. alb. p. 143-149).
969 Ν. Cambi, The Relief of Kairos from Trogir, dans Praktika, Athenai, 1988,
p. 37-41.
970 P. Pensasene, L'importazione di manufatti marmorei ad Aquileia, dans AAAd,
29, 2, 1987, p. 365-399. RECHERCHES SUR L'ADRLfflQUE ANTIQUE 1039
In tale prospettiva si pone anche la rilettura del Moreno971 di un fram
mento di testa maschile di alta qualità ricollegabile alla attività delle offici
ne attiene972. Una direttrice urbana, almeno per il modello, si può invece r
iconoscere per il rilievo con la «pompa del Magistrato» [829] e per i medag
lioni con busti di divinità, per cui il Buora ipotizza un riutilizzo nella
facciata del circo [372].
Alla scultura concordiese di epoca tardo antica dedica una sintesi il
Tavano [913], mentre la Di Filippo riprende in chiave di storia religiosa il
rilievo di Arghenidas, ora al Museo Maffeiano di Verona, ma di provenien
za atestina [249, 760] e il Susini riesamina la testa tricefala di Este, per cui
propone una identificazione con Gerione [758]. Una piccola testa di Her-
mes barbato di Adria fornisce infine alla Zanovello973 lo spunto per un ri
esame del tipo, desunto da un modello classico, e dei motivi della sua fortu
na.
Per quanto riguarda la Regio Vili accanto ai contributi di sintesi del
Rebecchi974, del Giorgetti975 e della Bermond Montanari [945] ricordiamo
l'attenta rilettura del Rebaudo976 del rilievo dei Niobidi di cui viene ricon
fermata la destinazione funeraria977.
Della produzione centro italica sono analizzate alcune opere, quali il
rilievo di Fossombrone con Iuventus9™, i rilievi di Cingulum979 , il ritratto di
Augusto da Fermo980, le sculture di Falerio981 e il frammento di statua iconi-
971 P. Moreno, Una testa del Museo di Aquileia da un tipo lisippeo attestato a Ro
ma : Erntete che si slaccia il sandalo, dans AAAd, 30, 1987, p. 173-183.
972 Sul problema v. anche F. Ghedini, La tradizione ellenistica nella scultura
aquileiese, dans AAAd, 36,1990, p. 255-267.
973 P. Zanovello, Un'erma barbata al Museo di Adria, dans AN, 57, 1986, e. 837-
848.
974 F. Rebecchi, La scultura romana dei tenitori intomo a Ferrara. Pertinenze, t
ipologie, problemi, dans Storia di Ferrara, p. 309-404; Id., La romanizzazione del basso
ferrarese : aspetti artistici, dans La civiltà comacchiese, p. 113-145.
975 D. Giorgetti, Arte colta e componenti alla moda nella committenza privata del
Forlivese in età romana, dans Storia di Forti, p. 129-155.
976 L. Rebaudo, / «Niobidi del trono di Zeus» alla luce del rilievo modenese, dans
Modena dalle origini I, p. 388-399.
977 V. anche A. Musile Tanzi, M. Ricci, G. Mengoni, R. Monaco, // restauro del
la lastra dei Niobidi, dans Modena dalle orìgini I, p. 399.
978 H. Gabelmann, Ein Iuventusrelief in Fossombrone, dans Festschrift für N.
Himmelmann, Beiträge zur Ikonographie und Hermeneuhk, Mainz, 1989, p. 369-376.
979 Ch. Delplace, Reliefs de la région de Cingulum, dans Picus, 7, 1987, p. 7-30.
980 L. Pupilli, Una testa-ritratto dell'imperatore Augusto nel Museo archeologico
di Fermo, dans Piceno, 10, 1986, p. 33-35.
981 S. De Angeli, Su alcune sculture di età romana da Falerio, dans Picenus, Studi
Urbinati B3, 60, 1987, p. 57-75. RECHERCHES SUR L'ADRIATIQUE AJOTQUE 1040
ca da Urbisaglia, che fornisce alla Musso lo spunto per approfondire la pro
blematica della esportazione di modelli urbani in ambito municipale e co
loniale982.
9.4 - Monuments funéraires / Monumenti funerari
Come di consueto i contributi dedicati al monumento funerario sono
assai numerosi e spesso molto significativi.
Per quanto riguarda l'area orientale dell'Adriatico vengono analizzati
dal Koch i monumenti funerari dell'Albania che presentano il convergere
di tradizioni greche e romane, intrecciate a suggestioni locali983. Il Cambi si
occupa invece delle testimonianze di area dalmata, di cui sottolinea pecul
iarità e adesione a modelli consolidati984. Di particolare interesse un grup
po di testimonianze in cui sono attestate iconografiche ispirate alle occu
pazioni marittime985. Una panoramica sulle stele funerarie del Kosovo
(timpanate opure a terminazione rettilinea con nicchia emiciclica ο rettan
golare) è fornita da E. Dobrunha Salihu986.
Passando all'area nord italica troviamo alcuni importanti lavori di sin
tesi fra cui spicca la monografia di H. Pflug987 che raccoglie finalmente in
un ordinato catalogo le stele a ritratti di area Cisalpina. Dal riesame del
materiale scaturiscono importanti considerazioni che riguardano non solo
le peculiarità tecnico stilistiche di questa classe di materiale, ma anche
problemi di carattere generale, riguardanti il ritratto nell'Italia settentrio
nale nei suoi rapporti con l'area centro italica, oppure la situazione socio
economica dei committenti dedotta dall'indicazione degli elementi distinti
vi delle varie categorie sociali. Fa in un certo senso da integrazione al volu-
982 L. Musso, Frammento di statua iconica da Urbisaglia : importazione di modell
i urbani di età republicana in area picena, dans Picus, 7, 1987, p. 47-66.
983Koch, Grabdenkmäler [819]; Id., Ein Ungewöhnliches [865]; ν. anche per le
stele e i rilievi di Dyrrachium : Zeqo, Aspekte [777].
984 Ν. Cambi, Nadgrobna stela s citavom Ijudskom figurom na istocnom Jadranu
(Tomb Stella with a Whole Human Figure found on the East Adriatic Coast), dans
RFFZ, 27, 14, 1987/88, 97-114 (res. angl. p. 113-114); Cambi, Salona, RFFZ [860]; Camb
i, Suvremeno [858]; v. anche M. Kolega, Dvije rimske stele arhitektonskog tipa s oto-
ka Krka (Two Roman Stelae of Architectonic type from the Island ofKrk), dans Izdanja
HAD-a, 13, 1988, p. 45-59 (rés. ang. p. 58-59).
985 N. Cambi, Ikonografija pomorskih zanimanja na antickim nadgrobnim spome-
nicima iz Dalmacije (Iconography of Maritime Occupations on Roman Tomb Monum
ents from Dalmatia), dans Adrias, 2, 1988, p. 21-35 (p. 35).
986 E. Dobrunha Salihu, Les stèles sépulcrales de l'époque romaine dans le terri
toire du Kosovo, dans AVest, 38, 1987, p. 193-205.
987 H. Pflug, Römische Porträtstelen in Oberitalien. Untersuchungen zur Chronol
ogie, Typologie und Ikonographie, Mainz-am-Rhein, 1989, 320 p., 52 pi. RECHERCHES SUR L'ADRLVTIQUE ANTIQUE 1041
me del Pflug il breve contributo della Ciampoltrini988 sulla stele di Petronia
Grata, in una collezione privata di Lucca.
Sempre alle stele, ma limitatamente a quelle con imagines clipeatae, è
dedicato il saggio della Scarpellini989, che fornisce una panoramica quanto
mai esauriente del tipo (distribuzione areale, tipologia, cronologia, simbol
ogia ecc.) mentre il Franzoni [355] propone un taglio tematico di tipo so
ciale limitando la propria indagine alle stele di militari, ampiamente atte
state nella Cisalpina, ed in particolare nell'area orientale, da sempre zona
di frontiera e cerniera con l'Europa centrale. In tale ambito segnaliamo an
che i contributi di Devijver [680] dedicato ai monumenti funerali di uffi
ciali di ordine equestre, che riesamina il frammento di pettorale con cinc-
torìum da San Pietro in Cariano e di V.A. Maxfield [364] che, analizzando
un frammento di monumento funerario con falere da Emona, riprende in
esame la problematica dei monumenti di Burnum ed Este.
Ai rilievi funerali ο pubblici con raffigurazione di magistrati è dedica
ta l'ampia monografia di J. Ronke, che passa in rassegna anche tutto il mat
eriale adriatico990.
Alcuni saggi affrontano il problema da una particolare angolatura ut
ilizzando il monumento funerario come indice di rapporti socio-culturali :
così la Verzar Bass991 prende in esame le varie tipologie monumentali diffu
se nella Venetia et Histrìa e nella Dalmazia (are circolari, altari ciste ecc.)
fra queste un particolare rilievo è dato ai cippi liburnici, le cui problemati
che (tipologia, distribuzione, prosopografia ecc.) vengono poi approfondite
da una serie di significativi contributi di I. Fadic [240, 836].
G. Piccottini992 fa invece il punto sui rapporti di reciproca dipendenza
che si instaurano nella iconografia funeraria della Venetia e del Norico,
mentre la Sena Chiesa993, che analizza origine e diffusione delle are cilin-
driche, evidenzia l'interscambio con l'area greco-orientale.
Un'interessante sintesi delle tipologie funerarie attestate ad Aitino è
988 G. Ciampoltrini, La stele funeraria di Petronia T. 1. Grata {CIL V, 3008), dans
AN, 60, 1989, e. 291-296.
989 D. Scarpellini, Stele romane con imagines clipeatae in Italia, Studia Ar-
chaeologica, 46, Roma, 1987, 174 p., 56 pi.
990 J. Ronke, Magistratische Repräsentation im Römischen Relief, Studien zu
Standes - und Status- bezeichnenden Szenen, BAR-Intern. S. 370, Oxford, 1987.
991 M. Verzar Bass, Rapporti tra l'Alto Adriatico e la Dalmazia : a proposito di al
cuni tipi di monumenti funerari, dans AAAd, 26, 1985, p. 183-208.
992 G. Piccottini, Verbindungen und Beziehungen zwischen Venetien und dem sü
dlichen Noricum, dans La Venetia. Le vie, p. 285-298.
993 G. Sena Chiesa, Are rotonde funerarie ad Aquileia, dans AN, 57, 1986, c.757-
776. 1042 RECHERCHES SUR L'ADRIATIQUE ANTIQUE
nel più volte citato saggio di Scarfì Tombolarli [954], a cui si aggiunge un
contributo della Tirelli994 dedicato alle coperture d'urna.
I monumenti funerali dell'area emiliana sono riesaminati da F. Rebecc
hi995 e G. Bermond Montanari [945]996, mentre a J. Ortalli dobbiamo un'a
nalisi complessiva della necropoli sarsinate [719] e una convincente propos
ta di ricostruzione del sepolcro di Rubiera [956]. Qualche considerazione
sulla produzione forlivese è in Giorgetti [975].
Una panoramica della produzione funeraria dell'Umbria è presentata
nei contributi di L. Bacchielli997 e S. Diebner998.
Per quanto riguarda il Piceno appare particolarmente significativo il
riesame dei monumenti funerali a torre dell'area urbisalviese, tipico recu
pero di modelli ellenistici999 a cui si possono aggiungere il saggio di G.M.
Falorini1000 sugli altari decorati con festoni e bucrani.
9.5 - Sarcophages / Sarcofagi
Negli ultimi due decenni l'attenzione degli studiosi si è concentrata sul
problema dei sarcofagi, come confermano i numerosi congressi sull'arg
omento.
Nell'ambito di tale ritrovato interesse per una categoria monumentale
che presenta problemi di carattere sia tipologico sia esegetico si inserisco
no alcune contributi dedicati al riesame delle testimonianze adriatiche.
Per quanto riguarda l'area dalmata appare particolarmente significati
va la monografia di N. Cambi, dedicata ai sarcofagi attici [857], fra cui
spicca l'esemplare da Trogir con la raffigurazione di Achille a Sciro carica
994 M. Tirelli, Per una tipologia delle coperture d'urna aitinoti : un esemplare a
cuspide piramidale, dans AN, 57, 1986, e. 793-808.
995 F. Rebecchi, La romanizzazione [974]; Id., La scultura [974]; F. Rebecchi, /
monumenti funerarì, dans Modena dalle orìgini I, p. 377-387.
996 Bermond Montanari [945]; v. anche L. Patroni«, La stele dei Concordi,
dans Reggio Stona, 38, 1988, p. 30-34 e Donati, Lettura [79].
997 L. Bacchielli, Ritratti su stele e rilievi funerarì dell'Umbria nord-orientale,
dans Sestinum. Communità antiche dell'Appenino tra Etruria e Adriatico, Rimini,
1989, p. 235-255.
998 S. Diebner, Sonderformen von Urnen und Grabstelen in den Regionen Mitteli
taliens, dans Römische Gräberstrassen, p. 229-237; Ead., Aspetti della scultura funerar
ia tra Tarda Repubblica e Impero, dans DdA, 5, 1, 1987, p. 29-42; Ead., Reperti fune-
rari in Umbria a sinistra del Tevere, Roma, 1986.
999 E. Catani, Monumenti funerari a torre dell'agro urbisalviense, dans StudMac,
23, 1987, p. 121-162.
1000 G.M. Falorini, Due altari con decorazione a bucrani e festoni dal Maceratese,
dans Picus, 6, 1986, p. 145-169.