I ripostigli di Via Giulia (RC) e del Kastron di Calanna e la zecca bizantina di Reggio sotto Basilio I e Leone VI - article ; n°155 ; vol.6, pg 209-219

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Revue numismatique - Année 2000 - Volume 6 - Numéro 155 - Pages 209-219
Summary. — Two hoards of bronze folleis found in Reggio confirm our hypothesis of a Byzantine mint there under the emperors Basil I and Leo VI. Some stylistic and technical features suggest the transfer of the mint from Syracuse, closed before 878 AD, to Reggio. The hoards were probably buried at the beginning of the tenth century, when the Arabs conquered Reggio.
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Source : Persée ; Ministère de la jeunesse, de l’éducation nationale et de la recherche, Direction de l’enseignement supérieur, Sous-direction des bibliothèques et de la documentation.

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Daniele Castrizio
I ripostigli di Via Giulia (RC) e del Kastron di Calanna e la zecca
bizantina di Reggio sotto Basilio I e Leone VI
In: Revue numismatique, 6e série - Tome 155, année 2000 pp. 209-219.
Abstract
Summary. — Two hoards of bronze folleis found in Reggio confirm our hypothesis of a Byzantine mint there under the emperors
Basil I and Leo VI. Some stylistic and technical features suggest the transfer of the mint from Syracuse, closed before 878 AD, to
Reggio. The hoards were probably buried at the beginning of the tenth century, when the Arabs conquered Reggio.
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Castrizio Daniele. I ripostigli di Via Giulia (RC) e del Kastron di Calanna e la zecca bizantina di Reggio sotto Basilio I e Leone
VI. In: Revue numismatique, 6e série - Tome 155, année 2000 pp. 209-219.
doi : 10.3406/numi.2000.2283
http://www.persee.fr/web/revues/home/prescript/article/numi_0484-8942_2000_num_6_155_2283CASTRIZIO* Daniele
I RIPOSTIGLI DI VIA GIULIA (RC)
E DEL KASTRON DI CALANNA E LA ZECCA
BIZANTINA DI REGGIO SOTTO BASILIO
IE LEONE VI
(PL JO
Basile confirme Résumé. Ier et notre - Léon L'étude hypothèse VI. Certains de deux de l'existence détails trésors stylistiques de d'un folleis atelier et de techniques monétaire cuivre en nous byzantin provenance permettent à Reggio de de Reggio sous sup
poser le déplacement des ouvriers de la Monnaie de Syracuse, fermée avant 878, à
Reggio. Ces deux enfouissements peuvent être datés des premières années du Xe s. ap.
J.-C., en relation avec l'incursion des Arabes sur le territoire de Reggio.
Summary. — Two hoards of bronze folleis found in Reggio confirm our hypothesis of a
Byzantine mint there under the emperors Basil I and Leo VI. Some stylistic and technical
features suggest the transfer of the mint from Syracuse, closed before 878 AD, to Reggio.
The hoards were probably buried at the beginning of the tenth century, when the Arabs
conquered Reggio.
In occasione del XII Congresso Intemazionale di Numismatica di
Berlino del 1997 ho avuto occasione di occuparmi di una série di folleis
in rame battuti a nome di Basilio I, nel tentativo di attribuirli alia zecca
di Reggio 1. Nel prosieguo délie ricerche, perô, mi sono accorto che le
medesime caratteristiche che avevo individuato per quella série monetale
si riscontravano anche, e maggiormente, per un'altra série, battuta a
nome di Leone VI, figlio e successore di Basilio I. Anche questa emis-
sione, come la precedente, era stata ascritta a zecca ignota, о era consi-
derata un divisionale dei folleis regolarmente battuti a Costantinopoli,
come tratteremo piu diffusamente infra. La nécessita di offrire un testo
* Ricercatore presso la Cattedra di Numismatica Greca e Romana dell'Università di Messina
(Prof. M. Caltabiano), Dipartimento di Scienze deU'Antichità, Via dei Verdi, 98100 Messina, tel e
fax + 39 090 6764534.
1 . Cfr. D. Castrizio, La zecca bizantina di Reggio dopo la conquista araba di Siracusa, in Atti
del XII Internationaler Numismatischer KongreP, Berlin 1997, Berlin 2000, t. 2, p. 859-861.
Revue numismatique, 2000, p. 209-219 DANIELE CASTRIZIO 210
unico riguardante le due emissioni, con la conseguente attribuzione di
zecca, mi costringe a riprendere argomenti già trattati, cosa della quale mi
scuso.
Relativamente al regno di Basilio I, oltre ad alcune série âifolleis bat-
tuti a Costantinopoli, si ritrovano nelle maggiori collezioni museali esem-
plari di una emissione di piccolo modulo2, pesante circa 3 gr3. Si tratta di
monetě che presentano al recto un busto frontale di Basilio I, barbuto, in-
dossante la corona impériale (lo stemma), il divitision e la fascia conso-
lare (il lows) ; nella mano destra l'imperatore reca una croce patente. Sul
verso sono visibili i busti dei suoi figli, Leone e Alessandro, entrambi con
corona e clamide4. Tra le loro teste appare un astro, mentre in alto si trova
la leggenda LEONCEALE (Leone e Alessandro) (PI. X, fig. 1-2).
Per la datazione di quest' emissione, il terminus ante quern è fornito non
solo e non tanto dalPassenza di Costantino, erede presuntivo di Basilio I,
morto il 3 settembre 877, quanto dalla menzione di Alessandro, associato
al trono nell'8795. Dal punto di vista della provenienza, la série è stata,
finora, classificata dagli studiosi come battuta da « atelier provincial » о
da « zecca ignota »6.
Come abbiamo già rilevato in occasione del Congresso Internazionale
di Berlino7, al fine di tentare di fornire un'indicazione riguardo all'attri-
buzione ad un atelier monetale, dobbiamo rilevare in primo luogo come
lo stile della série presenti sicuramente molti caratteri peculiari della
zecca di Siracusa, quali l'ovale dei volti, il disegno semplificato dei ca-
pelli, lo stile delle lettere della leggenda, il modulo ridotto e la tecnica di
fabbricazione del tondello. A tale attribuzione, come già da noi ipotiz-
zato 8, si oppone in modo decisivo la presenza di Alessandro, cooptato al
trono solo dopo la conquista araba di Siracusa9, awenuta il 21 maggio
dell'87810.
п. 2.9 ; Cfr. W. Wroth, J. Sabatier, BMCByz, Description p. 442, générale n. 33, tav. des LI, monnaies 3, con bibliografia byzantines, precedente I, Paris, ; 1862, С. Morrisson, tav. XLV,
BNC, II, Paris, 1970, 34/X/AE/07.
3. Per una disamina dei pesi, vedi infra.
4. Non sfugge il signifícato di propaganda dinastica di tale emissione, confermato non solo dalla
presenza dei busti e dei nomi dell'imperatore con i fígli associati al trono, ma anche dall'abbiglia-
mento con cui è mostrato Basilio I, lows e divitision. Esso, infatti, poteva essere indossato
dall'Augusto piu anziano solo in occasione della Domenica di Pasqua, momento privilegiato in cui
erano cooptati al trono i possibili successori, con una prassi instaurata almeno dal tempo della di-
nastia isaurica. Cfr. D. Castrizio, La propaganda dinastica sui nomismata degli imperatori
« Isaurici », in Actes XI Congrès International de Numismatique, Bruxelles 1991, III, Louvain-la
Neuve, 1993, p. 41-44.
5. Cfr. Ph. Grierson, DOC, III, I, p. 475.
6. Cfr. Morrisson, op. cit., p. 540, 547.
7. Cfr. Castrizio, La zecca ... cit.
8. Ibid.
9. Cfr. Morrisson, op. cit., p. 537.
10. Elenco delle fonti e discussione su tutto il periodo storico dopo la caduta di Siracusa in
V. von Falkenhausen, La dominazione bizantina nell'Italia méridionale dal IX all'XI secolo,
Bari, 1978, p. 21, n. 15.
ЛЛГ2000, p. 209-219 I RIPOSTIGLI DI VIA GUIULA (RC) E DEL KASTRON DI CALANNA 211
Abbiamo anche notáto come la moneta ricalchi in modo inusuale il tipo
dei semisia e tremisia aurei celebrativi, coniati a Costantinopoli per so-
lennizzare Pincoronazione di Alessandro11, cosa che lascia intravedere la
mancanza di direttive ufficiali nella zecca emittente. Come abbiamo ipo-
tizzato 12, Tunica spiegazione di tale fenomeno è che i responsabili di
zecca non fossero a conoscenza di un nuovo tipo ufficiale dei folleis co-
stantinopolitani quando dovettero la coniazione di divisionali, sui quali
avevano l'obbligo di rappresentare tutti gli imperatori regnanti. La loro
decisione dovette essere quella di imitare l'unico tipo ufficiale che co-
noscevano: quello dei semisia e dei tremisia aurei. La voluta imitazione,
a nostro avviso, spiega anche le piccole anomalie stilistiche notate, ri-
conducibili alla volontà di eseguire una copia quanto piu fedele possibile.
Scartata l'ipotesi della zecca siracusana, dobbiamo rilevare come il ré
cente rinvenimento di cinque esemplari appartenenti a questa série, con dati
di ritrovamento certi, fornisca, a nostro avviso, gli elementi per proporre
un'ipotesi di attribuzione nuova. Tutte le monetě in questione sono state rin-
venute entro un'area geografica ben delimitata, omogenea dal punto di vista
della circolazione monetale: un esemplare proviene dagli scavi archeologici Soprintendenza della Calabria, effettuati nella fortezza bizantina di
Calanna13, pochi chilometri a nord di Reggio di Calabria ; una seconda mon
eta è stata rinvenuta durante ricerche effettuate a Reggio Calabria14 ; un
terzofollis è stato ritrovato a Messina nel secolo scorso, ma solo di récente
pubblicato 15 ; un'altra moneta similare è contenuta nella Collezione Capialbi
di Vibo16 ; l'ultima appartiene al tesoretto di Calanna17 , di cui trat-
teremo infra. Nel Medagliere del Museo Nazionale di Reggio Calabria, in-
fine, sono presenti, conservati nei fondi dell'ex Museo Civico 18 , altri cinque
esemplari riferibili a tale série 19.
11. Per l'identificazione della série, vedi Morrisson, op. cit., 34/Cp/AV/08.
12. Cfr. Castrizio, La zecca ... cit.
13. La moneta è conservata nel Medagliere del Museo di Reggio Calabria. Ringrazio l'ispettrice
archeologa di zona per avermi cortesemente mostrato Г esemplare.
14. Inv. n. 8739.
15. Vedi D. Castrizio, Le monetě bizantine, in Roma e Bisanzio. Normanni e Spagnoli. Monetě
a Messina nella Collezione B. Baldanza (a cura di M. Caccamo Caltabiano), Messina, 1994,
p.41,n. 161.
16. № inv. 4366.
17. И tesoretto è registrato con il n° 3257 neH'inventario del Museo Civico di Reggio. La co-
municazione del ripostiglio, senza riproduzione degli esemplari, è stata effettuata dal Guzzetta,
art. cit., n. 32, p. 262-263, che data l'interramento verso il 917-918.
18. Notiamo come gli esemplari del Medagliere del Museo Civico contengano quasi integral-
mente monetě rinvenute nella città di Reggio.
19. Inv. n. 2592 (C. 2864), 2593 (C. 2864), 2594 (C. 2864), 2595 (C. 6281), 5514 (C. 2596). A
titolo esemplificativo sulla rarità della série, facciamo notáre come la Bibliothèque Nationale di
Parigi contenga un solo esemplare di tale série. Ringrazio la Soprintendente Archeologa per la
Calabria, dottssa Elena Lattanzi, per avermi permesso di visionare i materiali del Museo di Reggio
e la dottssa Marisa Vitale per la sua estrema cortesia. Le tre monetě con medesimo numero d'in-
ventario dovrebbero appartenere al tesoretto di via Giulia, giacché il numero di inventario succes-
sivo annovera n° 29 monetě di Leone VI, per le quali vedi infra. Secondo Guzzetta, Per la
Calabria ... cit., 265, n. 96, ai nn. di inventario 2860-2865-2868 si dovrebbero celare le monetě
del tesoretto di via Giulia.
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Oltre la presenza in loco di ben 10 esemplari, ci sembra opportune»
porre l'accento sulla coincidenza temporale con il trasferimento délia ca
pitale thematica, sede dell'intera amministrazione del thema di Sicilia, da
Siracusa, ormai in mano agli Arabi, a Reggio 20. La localizzazione della
zecca in questa città, che ribadiamo in questa sede, puô contare, oltre che
su ragioni di opportunité storica, anche su motivazioni prettamente nu-
mismatiche, legate alia circolazione monetale, dato che piccoli bronzi di
peso e diametro ridotti non hanno, teenicamente, un raggio di circola
zione molto elevato, in un'area in cui, rimarchiamo, pressoché tutto il nu-
merario in circolazione è di provenienza siracusana, almeno fino al
governo di Leone VI21. Del resto, ci sembra che la situazione politico-
territoriale del periodo storico non potesse offrire valide alternative ad
uno spostamento temporaneo a Reggio della zecca siracusana insieme
con tutto il praitorion dello stratego.
Un'ultima considerazione a favore dell'attribuzione alia zecca di
Reggio di tali esemplari è suggerita dall'esame della circolazione monet
ale della Calabria méridionale durante il periodo bizantino, che, come
abbiamo già delineato in alcuni contributi22, attraversô varie fasi durante
i cinque secoli di amministrazione bizantina. In particolare, da Costante
II fino a Basilio I23, per piu di duecento anni, Siracusa approvvigiono
tutta la Sicilia e la Calabria méridionale di numerario aureo ed éneo, fino
alla caduta della città in mano araba. La perdita della Sicilia costrinse da
allora il governo bizantino, régnante Leone VI24, a far affluire tutto il cir-
colante dalla zecca di Costantinopoli, fino alia conquista normanna del
meridione ď Italia.
Secondo la nostra ricostruzione, la série énea con Basilio I, Leone ed
Alessandro viene a porsi, cronologicamente, proprio al confine tra gli ul-
timi due periodi, in un momento di passaggio e di riorganizzazione am-
ministrativa, durante il quale la mancanza di divisionali dovette farsi sen-
tire in modo particolare. Fu in queste circostanze, a nostro avviso, che lo
stratego, a Reggio, dovette autorizzare l'emissione della série àifolleis in
rame. Reggio, con ogni evidenza, era destinata a sostituire Siracusa in
tutti le sue funzioni di capitale tematica.
20. Sulla localizzazione del praitorion a Reggio e sulle vicende del thema di Sicilia, poi di
Calabria, vedi von Falkenhausen, op. cit., p. 28-31. Le fonti ufficiali continuarono a mantenere
la vecchia dizione di stratego di Sicilia, anche se nelPisola PImpero non possedeva più che alcune
piazzeforti. L'istituzione di un thema di Calabria deve essere awenuta nel X secolo. Su questi av-
venimenti vedi ibidem ; von Falkenhausen, art. cit., p. 254-266.
21. Cfr. Castrizio, Circolazione monetaria bizantina nella Sicilia orientale ... cit., p. 67-76.
22. Cfr. ... cit. ; Idem, La
zecca ... cit.
23. Cfr. Castrizio, Circolazione monetaria bizantina nella Sicilia orientale ... cit., p. 71.
24. Ibid.
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Molto simile sia stilisticamente che per tecnica e dimensioni del ton-
dello appare anche un'altra série, con pesi che si attestano sullo stesso
standard pondérale, inferiore a quello in uso a Costantinopoli25. Le mo-
nete hanno una tipologia con al recto i busti di Leone VI, a sinistra, e suo
fratello Alessandro, a destra, in trono (di cui si vede solo la spalliera), co-
ronati di stemma e věstiti con divitision e lows ; al centro tengono con le
mani destre un labaro con cristogramma (la mano di Leone VI è posta più
in alto in segno di supremazia), mentre al verso appare una leggenda su
quattro linee : +LEON/SALEXAN/CROSbASIL/ROMEON (PL X,
fig. 3-11). In un conio di tale série gli imperatori tengono ciascuno un l
abaro nella mano destra (fig. 4). Tale série è catalogata da Grierson come
mezzo follis26, divisionale dei folleis con identici tipi27 battuti dalla zecca
di Costantinopoli.
Molto opportunamente, invece, la Morrisson ha preferito catalogare la
medesima série monetale come un follis di modulo ridotto, battuto da una
zecca ignota28. La scelta della studiosa è stata motivata dalla grande dif-
ferenza di stile esistente tra le monetě di largo modulo, sicuramente di
Costantinopoli, e quelle di modulo ristretto.
Per parte nostra, accettando in toto, le motivazioni della studiosa, ci
permettiamo di aggiungere alcune brevi considerazioni:
1 . In primo luogo ci sembra anomala una série di divisionali con tipo
logia uguale a quella dei loro multipli, senza nessun segno di valore che
permetta di distinguerle. Anche il modulo degli esemplari non è di per se
25. Exempli gratia forniamo il punto di addensamento, da noi rilevato nelle principali collezioni
édite, dei folleis battuti dalle zecche di Costantinopoli e Siracusa durante i regni di Michèle II (gr
7,5/7 e gr 4/3,5) ; Teofilo (gr 8/7 e gr 4/2,5) ; Michèle III (gr 9/6 e gr 4,5/1,5) ; Basilio I (gr 8/7) ;
Leone VI (gr 7/6). Di seguito, invece, diamo il peso degli esemplari del Museo di Reggio, sensi-
bilmente più bassi rispetti a quelli dei folleis costantinopolitani. Notiamo anche come la media
pondérale sembra riallacciarsi strettamente con quella seguita a Siracusa prima della chiusura della
zecca. Oscillazioni del peso, del resto, riteniamo debbano ritenersi naturali in coniazioni eseguite
"al marco".
Basilio I
- gr 3,62.
-gr 3,18; 2,92.
-gr2,38.
- gr 2,08; 2,02.
Leone VI
-gr4,51.
- gr 4,19; 4,18; 4,17; 4,16; 4,14; 4,11; 3,99; 3,94; 3,94; 3,91; 3,88; 3,83; 3,80; 3,77; 3,77; 3,76;
3,75.
- gr 3,74; 3,73; 3,71; 3,70; 3,70; 3,68; 3,67; 3,63; 3,52; 3,50; 3,49; 3,47; 3,42; 3,39; 3,38; 3,37;
3,37; 3,37; 3,36; 3,33; 3,33; 3,32; 3,31; 3,31; 3,29; 3,29; 3,28; 3,28; 3,28; 3,27; 3,26; 3,26.
- gr 3,23; 3,22; 3,20; 3,19; 3,18; 3,17; 3,15; 3,13; 3,13; 3,08; 3,08; 3,06; 3,04; 3,02; 3,02; 2,97;
2,97; 2,96; 2,96; 2,96; 2,95; 2,95; 2,97; 2,92; 2,90; 2,82; 2,81.
- gr 2,71; 2,69; 2,68; 2,68; 2,67; 2,61; 2,60; 2,59; 2,58; 2,51; 2,46; 2,45; 2,45; 2,45; 2,45; 2,44;
2,27.
- gr 1,51 (esemplare di modulo ridotto e molto usurato).
26. DOC, III, 2, 516-517, tav. XXXIV, n. 6 = Grierson, tav. 46, n. 819.
27.III, 2, 518, tav. XXXIV, n. 7a = tav. 48, n. 864.
28. Cfh Morrisson, op. cit., = 35/X/AE/01.
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sempře efficace, perché non viene sempře garantita la precisione del dia-
metro doi folleis di Costantinopoli. In ogni caso, poi, la coniazione dei
mezzi folleis da parte delle zecche imperiali era cessata già agli inizi
dell'VIII secolo.
2. Il peso, lo stile e la tecnica di coniazione di questi folleis di zecca
ignota sono straordinariamente simili a quelli delle monetě di Basilio I
che abbiamo proposto di assegnare alla zecca di Reggio. Ad un esame au-
toptico degli esemplari, le somiglianze tra le due série sono impressio-
nanti, dipendendo entrambe da quello "stile siracusano", che abbiamo
cercato di rendere évidente supra.
3. Nella raccolta dell'ex Museo Civico di Reggio Calabria sono conte-
nute ben 95 monetě29 di taie série.
La nostra sensazione, supportata dai dati ponderali, stilistici, tecnici di
coniazione, di dimensione e foggia del tondello, che mettono in relazione
le due série di folleis di modulo ridotto, è che si sia trattato di una conia
zione effettuata presso la zecca di Reggio, che, anche negli anni di Leone
VI ha continuato ad assumere il suo ruolo di supplente di Siracusa, non
solo amministrativamente, religiosamente e militarmente, ma anche per il
rifornimento del rame monetato nei territori del Thema tes Sikelias.
L'ipotesi di un'attribuzione di entrambe le série monetali alla zecca di
Reggio, resa operativa per supplire Pofficina di Siracusa, chiusa dopo la
conquista araba délia città, ci appare sostenibile, oltre che per opportunité
storica, soprattutto sulla base del numero di esemplari rintracciabili
nell'ex Museo Civico di Reggio. Tra i fondi del Medagliere del primo
museo reggino, confluiti nel Museo Nazionale, sono compresi i reperd
venuti alla luce tra gli inizi dei primi scavi archeologici a Reggio, alla
fine delPOttocento, ed il lungo periodo délia ricostruzione délia città,
dopo il disastroso terremoto del 190830. Le monetě ed i sigilli conservati
rappresentano un importante punto di riferimento per i numismatici, in un
conteste, quai è quello reggino, per il quale mancano dati precisi, sia per
la cementificazione selvaggia, cui è stata sottoposta la città, come pure a
causa di un radicato quanto sconsiderato mercato antiquario, al servizio
di collezionisti locali privi del pur minimo senso storico. In questo déso
lante panorama, viceversa, le raccolte del Museo Civico si caratterizzano
per la provenienza degli esemplari dal territorio cittadino e dalle zone li-
mitrofe, costituendo un terreno fertile ai fini dello studio délia circola-
zione monetaria.
29. Nn. di inventorie» C. 2865 (1 moneta), С. 2868 (29 monetě, ma nell'inventario ne sono se-
gnalate solo 20), С 2634 (1 moneta), С. 2635 (1 moneta), С. 2636 (1 moneta). A titolo esemplifi-
cativo sulla rarita della série, facciamo notáre come la Bibliothèque Nationale di Parigi conservi
un solo esemplare di taie série.
30. Per una storia degli scavi a Reggio, rimandiamo ad E. Lattanzi, Storia della ricerca ar-
cheologica, in Reggio Calabria. Storia. Cultura. Economia, Soveria Mannelli, 1993, p. 71-80.
/W2000, p. 209-219 I RIPOSTIGLI DI VIA GUIULA (RC) E DEL KASTRON DI CALANNA 215
In primo luogo è da segnalare - ormai non più rintracciabile nella sua
interezza nei materiali del Museo Civico 31 - un tesoretto, le cui vicende
museali all'interno del Medagliere hanno impedito, sinora, la valorizza-
zione ai fini délia ricerca numismatica. Il gruzzolo, célèbre ancorché ine-
dito, è stato rinvenuto nella "terra di scarico" delle fondazioni del palazzo
della Banca Nazionale nell'allora Piazza Vittorio Emanuele nel 1885 32.
L'intéresse del rinvenimento è costituito dai reperti che lo costituivano :
monetě, sigilli, crocette, lingotti di piombo. Già il De Lorenzo 33, notando
come i lingotti di piombo rinvenuti potessero essere stati accantonati in
antico per preparare altri sigilli, ipotizzô che nel luogo dovesse trovarsi
un "pubblico archivio". Le nécessita del tempo resero impossibile l'ef-
fettuazione di scavi archeologici, talché non ш possibile ottenere alcuna
notizia su eventuali strutture murarie. Grazie aile pazienti indagini del
Guzzetta34, sono oggi ascrivibili al tesoretto solo alcuni sigilli, che men-
zionano un Sergios, hypatos kai monêtarios, un Nikêphoros, basilikos
spatharios, ed un Michael, protonotarios 35.
Gli esemplari monetali, in origine, dovevano essere chiusi in un sac-
chetto, di pelle о stoffa, andato perduto, stando alia descrizione del De
Lorenzo, in cui si parlava di "un gruppo di monetě di bronzo di Basilio il
Macedone insieme conglutinate dall'ossido per guisa di conservare la
forma sferoidale, che dava al gruppo il marsupio che un di contene-
valo"36. II Guzzetta37, sulla base delle continue aggiunte al Medagliere di
monetě dello stesso tipo, riterme non più rintracciabile il nucleo origina-
rio del ripostiglio, anche se un'immagine fotografica di alcuni folleis
romei prima del restaura, conservata nelP Archivio del Museo Nazionale
di Reggio, assomiglia molto alia descrizione fatta dal De Lorenzo, con
esemplari che ancora conservano la forma sferoidale 38.
Un secondo ripostiglio, che appartiene agli anni della ricostruzione di
Reggio, è stato rinvenuto sul Corso Garibaldi, tra le Vie Giulia e
31. Le monetě bizantine del Museo civico sono state sottoposte ad un accurate restauro, che, se
per un verso ne ha garantito la conservazione, d'altro canto ha cancellato le diversité di patina, ren-
dendo tutti i reperti in uno stato di conservazione identico, impedendo, di fatto, la possibilità di ri-
conoscere nuclei omogenei.
32. A.M. de Lorenzo, in "NSc", 1885, p. 327 ; Idem., in "NSc", 1886, p. 138-139 ; F. Barnabei,
in "NSc", 1886, p. 241-245. Puntuale analisi dei materiali in G. Guzzetta, Per la Calabria bi-
zantina: primo censimento dei dáti numismatici, in Calabria Bizantina (Istituzioni civili e topo-
grafia storied), Reggio Calabria, 1986, p. 264-265 ; Idem, Note in margine ai dati di rinvenimento
di sigilli plumbei a Reggio e a Siracusa, in Calabria Bizantina. Testimonianze d'arte e strutture di
territori, Soveria Mannelli, 1991, p. 63-64.
33. Cfř. A.M. de Lorenzo, in "NSc", 1886, p. 243-245.
34. Cfř. G. Guzzetta, Note ... cit., p. 63.
35. Cfr. F. Bernabei, in "NSc", 1886, p. 243-245.
36. Cfr. A.M. de Lorenzo, in "NSc", 1886, p. 139.
37. Cfr. G. Guzzetta, Per la Calabria ... cit., p. 264-265.
38. Una parte del tesoretto puô essere stata registrata con il п. С 2864, che ora si riferisce a 3
esemplari, tutti di zecca di Reggio, inv. nn. 2592-2594.
ДЛГ2000, p. 209-219 216 DANIELE CASTRIZIO
Giudecca, nel 1912. Rispetto al precedente, i dáti forniti dal Putorti39 per-
mettono di identifícare le monetě : si tratta di 35 esemplari, di cui uno di
Basilio I e 34 di Leone VI (8 da solo, 26 insieme al fratello Alessandro).
Secondo Peditore si trattava di "avanzi di incendio verificatosi in casa
con peculio".
Il nucleo del ripostiglio è probabilmente da riconoscere in un lotto di 29
monetě, registrato con un solo numero di inventario (C. 2868), che pro
babilmente, corne già anticipato dal Guzzetta40, è pertinente proprio al
gruzzolo di via Giulia. I dati forniti dal Putorti 41 non collimano con ciô
che attualmente si è in grado di reperire nei materiali dell'ex Museo
Civico, con numeri di inventario diversi42, talché il riconoscimento degli
specifici esemplari realmente facenti parte del tesoretto non è nemmeno
ipotizzabile. Anche ammettendo che il Putorti abbia potuto sbagliare
qualche identificazione, giacché lui stesso parla di monetě "corrose in
parte dalle flamme e dall'ossido", non ancora restaurate, la difformità dei
quantitativi, date le traversie del Museo Civico, non puô, comunque, me-
ravigliare. Dopo le ricerche nel Medagliere di Reggio, quindi, sembra ri-
manere valida la composizione data dallo studioso reggino, ai cui numeri
di inventario sono state negligentemente aggiunte o tolte alcune monetě.
Secondo i dati riportati dallo studioso, le monetě da noi attribuite alla
zecca di Reggio rappresentano in 68,5 % del totale degli esemplari del r
ipostiglio.
Ripostiglio di Via Giulia (Putorti)
Descrizione Zecca n. esemplari
Basilio I DOC III, 2 tav. XXXII, 10 Costantinopoli 1
Leone VI III, 2 tav. XXXIV, 5 2 VI DOC III, 2 tav. 6 2
Leone VI III, 2 tav. XXXIV, 7a Reggio 24 VI DOC III, 2 tav. 8 Costantinopoli 6
TOTALE 35
39. Cfr. N. Putorti, in "NSc", 1912, p. 410. Menzione del ripostiglio anche in G. Guzzetta,
Per la Calabria ... cit., p. 265.
40. Cfr. Guzzetta, Per la Calabria ... cit., p. 265, n. 96.
41. Cfr. Putorti, art. cit., p. 410.
42. L'unica moneta di Basilio I è da rintracciare nel п. С 2860 (attualmente 2 monetě : inv. n.
2590-2591 di cui 1 con tracce di doppia battitura) Morrisson, 34/Cp/AE/02 ; i 2 esemplari con
Leone VI in trono devono essere confluiti nel п. С 2865 (4 monetě : inv. n. 2598-2601. Il numero
С. 2865 appartiene anche a 1 moneta con Leone VI e Alessandro, zecca di Reggio, inv. n. 2604)
Morrisson, 35/Cp/AE/02 ; i 2 con Leone e Alessandro in trono, di Costantinopoli, nel n.
C. 2866 (1 moneta : inv. n. 2603. Con lo stesso numero del Civico sono registrate moite altre mo-
nete : 47 con Leone VI solo, inv. nn. 2637-2683, e 1 di Romano I) Morrisson, 35/Cp/AE/ll ; i
24 con Leone VI e Alessandro, zecca X, nel n. C. 2868 (29 monetě : inv. n. 2605-2633)
Morrisson, 35/X/AE/01; i 6 con Leone VI solo nel C. 2866 (48 : inv. n. 2637-2683)
Morrisson 35/Cp/AE/21.
RN200Q, p. 209-219 I RIPOSTIGLI DI VIA GUIULA (RC) E DEL KASTRON DI CALANNA 217
Bas 1 H
in tr. П LVI
LVI □ AlCp
и LVI AI Re
m LVI solo
Ripostiglio di Via Giulia (Putorti)
Medesime caratteristiche tipologiche e di composizione sono da regi-
strare per il tesoretto rinvenuto nella fortezza di Calanna alia fine del se-
colo scorso, e confluito nel Medagliere del Museo Civico di Reggio col
numero С 3257 (attuali 2704-2808) 43.
II tesoretto, nella sua composizione attuale, risulta comprendere 105
esemplari44, cosi distribuiti:
Tesoretto di Calanna
n° inv. Descrizione Zecca № esemplari
3 (I)45 2704-2706 Basilio I DOC III, 2 tav. XXXII, 10 Costantinopoli
2707 I III, 2 tav. XXXIII, 12 Reggio 1(1)
2708-2714 Leone VI DOC III, 2 tav. XXXIV, 5 7(7)
2715-2728 VI III, 2 tav. 6 14(12)
2729-2790 Leone VI DOC III, 2 tav. XXXIV, 7a Reggio 62 (63)
2791-2808 VI III, 2 tav. 8 Costantinopoli 18(9)
2909 Illeggibile \\\ 1(0)
Totale 105 (93)
43. Cassetti nn. 50-52. II tesoretto è stato inventariato come "lotto di 93 monetě di bronzo bi-
zantino appartenenti a Leone VI". In verità, attualmente le monetě comprese sorto quel numero di
inventario sono 105. Per ulteriori notizie, cřř. Guzzetta, Per la Calabria ... cit., p. 262-263.
44. Non è possibile, owiamente, escludere che il nucleo originario sia stato decurtato di qualche
esemplare, e che altri non pertinenti siano stati aggiunti arbitrariamente.
45. 1 numeri tra parentesi si riferiscono agli esemplari segnalati dal Guzzetta, ibidem, p. 262,
note 72-74. Nel testo lo studioso parla di 94 monetě, ma la somma finale è di 93 esemplari.
RN2000, p. 209-219