Vie sociale / Vita sociale ; n°1 ; vol.109, pg 400-415

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Mélanges de l'Ecole française de Rome. Antiquité - Année 1997 - Volume 109 - Numéro 1 - Pages 400-415
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Publié le 01 janvier 1997
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Marcella Chelotti
P. Donati Giacomini
Vie sociale / Vita sociale
In: Mélanges de l'Ecole française de Rome. Antiquité T. 109, N°1. 1997. pp. 400-415.
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Chelotti Marcella, Donati Giacomini P. Vie sociale / Vita sociale. In: Mélanges de l'Ecole française de Rome. Antiquité T. 109,
N°1. 1997. pp. 400-415.
http://www.persee.fr/web/revues/home/prescript/article/mefr_0223-5102_1997_num_109_1_7806400 RECHERCHES SUR L'ADRIATIQUE ANTIQUE
nombreuses épaves qui jalonnent la côte dalmate sont publiées850. L'épave
de Grado est également évoquée dans plusieurs articles préliminaires851 :
cette barque d'une vingtaine de mètres de longueur transportait entre
autres des amphores africaines et égéennes encore remplies de restes de
poissons, interprétées comme des conteneurs récupérés pour le transport
de conserves de poissons, et un tonneau plein de verres de récupérat
ion. Parmi les objets en bronze, on peut signaler un buste de Minerve,
contrepoids d'une balance.
7 - Vie sociale / Vita sociale
(M. Chelotti, P. Donati Giacomini)
7.1 - Généralités / Generalità (M.C.)
7.1.1 Démographie et structures ethniques/ demografia e strutture etniche
Sulla dinamica della popolazione di ampio respiro è il saggio di E. Lo
Cascio852, che suggerisce linee metodologiche di rilievo per un tentativo di
ricostruzione dei trend demografici in età imperiale, discutendo la tesi di J.
Beloch, Bevölkerung der griechisch-römischen Welt, Leipzig 1886, che, pur
rappresentando una tappa chiave nell'ambito della demografia antica e
della struttura e dinamica delle popolazioni antiche, era basata essenzia
lmente sul significato delle cifre risultanti dai censimenti. Quello del censi-
mento è uno dei problemi del complesso fenomeno della demografia del
mondo antico, il cui studio ha il cardine, sempre per l'Italia, nei lavori
Apsorus, Crexa e Nesactium, Bado sulla rotta marittima adriatica, dans QdAv, 10,
1994, p. 179-187.
850 Orlic M., Juri§ic M., Antichi brodoloni kod otoka Scedra (Antique Shipwreck of
Scedro Island), dans GodiSnjak zastite spomenika kulture Hrvatske, 17, 1991, p. 149-
178 (rés. 177-178); JuriSic M., Antichi brodolom nedaleko Vrboske - otok Hvar (A Anti
que Shipwreck near Vrboska on the Island of Hvar), dans Obavijesti HAD, 27, 1, 1995,
p. 29-31 (rés. ang. p. 31).
851 Dell'Amico P., La nave, dans Operazione Iulia Felix, p. 55-66; Lopreato P.,
Grado, Trezza. Nave oneraria, dans Relazioni 8, p. 197-198; Ead., La scoperta detta Iu
lia Felix, dans Operazione Iulia Felix, p. 29-34; Ead., Iulia Felix. La nave romana di
Grado, Relazione preliminare (campagne di scavo 8 agosto-5 settembre 1987 e 8 mag-
gio-24 luglio 1990), dans AAAd, 40, 1993, p. 271-277 (compte-rendu de G. Reiner dans
QGS, 15, 1994, 2, p. 188-189.
852 Lo Cascio E., La dinamica della popolazione in Italia da Augusto al IH secolo,
dans L'Italie d'Auguste à Dioclétien, p. 91-124; anche Lo Cascio E., The Size of the Ro
man Population : Beloch and the Meaning of the Augustean Census Figures, dans JRS,
84, 1994, p. 23-40. SUR L'ADRIATIQUE ANTIQUE 401 RECHERCHES
di Brunt853, poi, in relazione ai ceti dirigenti, di Keith Hopkins854 e più r
ecentemente, in generale, di Tim G. Parkin855.
Linee metodologiche e analisi miranti soprattutto a inquadrare, nel
l'ambito familiare, il problema della durata della vita media, la situazione
demografica dell'Italia e delle province, ci vengono ora offerti, supportati
da ricche tabelle, da Richard P. Sailer856.
Più in particolare, per l'area che qui interessa, si segnala la nuova r
icerca, sotto il profilo demografico e di rinnovamento generazionale della
classe dirigente di Canosa, sull'albo dei decurioni del 22 3 857 condotta da F.
Dal Cason Patriarca858. Già utilizzato per indagini di demografia storica,
sulle quali si è già dato conto nella Chronique precedente, da F. Jacques, W.
Jongmann, R. Duncan- Jones, il documento viene ora considerato dalla Dal
Cason Patriarca per informazioni relative alle modalità di riproduzione
dell'elite municipale italica. Attraverso gli strumenti dell'analisi demografic
a, l'a. arriva alla conclusione che il regime demografico dell'elite municip
ale canosina degli inizi del III d.C. implica di per sé la necessità fisiologica
(mortalità, scarsa fertilità) del rinnovamento della classe dirigente.
Le ricerche sulle componenti etniche di un territorio si basano anche
sull'analisi della centuriazione e colonizzazione coniugandosi quindi allo
studio del loro impatto socio-economico.
Per la regio secunda, si può qui ricordare l'analisi859 sulle strutture etni
che di Herdonia : l'analisi onomastica induce a individuare nella cittad
inanza elementi indigeni appartenenti quindi al sostrato iapigio e messapi-
co, ed oschi, la cui presenza è giustificata già in età risalente per
le antiche relazioni tra il Tavoliere e l'Irpinia.
Sempre riguardo alla Puglia, si può citare l'indagine sulle strutture etni
che collegate a quelle istituzionali di F. Grelle860. Qui è l'analisi della disgre
gazione dell'unità etnico-politica degli Apuli, avvenuta in concomitanza con
i contatti, anche violenti, che gli Apuli ebbero con Roma, e infine con i
853 Brunt P. Α., Italian Manpower, 225 b.C.-a.D. 14, Oxford, 1971.
854 Hopkins K., Death and Renewal. Sociological Studies in Roman History, Camb
ridge, 1983.
855 Parkin T. G., Demography and Roman Society, Baltimore-London, 1992.
856 Sailer R. P., Patriarchy, Property and Death in the Roman Family, Cambridge,
1994.
857 CIL DC, 338 = Le Epigrafi Romane di Canosa, I, Bari 1985, n. 35; vedi anche
Recherches sur l'Adriatique Antique, Π, 1986-1990, dans MEFRA, 105, 1993, p. 395.
858 Dal Cason Patriarca F., Considerazioni demografiche sulla lista decurionale
della Tabula di Canusium, dans Athenaeum, 83, 1995, p. 245-264.
859 Silvestrini M., Le gentes di Ordona romana, dans Herdoniae, p. 63-111.
860 Grelle F., Canosa Romana, Roma, 1993, e in particolare, p. 15-47, 100-106.
MEFRA 1997, 1 26 402 RECHERCHES SUR L'ADRIATCQUE ANTCQUE
vari trattati di alleanza. Disgregazione che porterà a vari cambiamenti, fra i
quali, in particolare, l'emergere di grandi centri urbani, come Ganosa.
Utile per la storia di alcune genti, e di movimenti demografici, del
l'Abruzzo antico, Peligni, Marrucini, Carricini, Frentani, Sanniti, Pentii e
Lucani del Sangro, la raccolta di fonti greche e latine fino al VI secolo d.C.
[106], così la ricerca a carattere essenzialmente epigrafico su Antinum e la
Valle Roveto sempre per l'Abruzzo e il Molise861 e la ricostruzione del qua
dro insediativo fino ad età medievale della valle dell'alto Vomano e i Monti
della Laga [259].
Per un approfondimento sulla presenza degli Umbri, e quindi del loro
apporto culturale, sul versante appenninico cispadano è da considerare il
saggio di G. C. Susini862 o, ancora, per un'indagine sulle popolazioni che si
stanziarono sul delta del Po, e in particolare i Celti, interessanti le riflessio
ni di A. Donati863 e S. De Maria [805].
Per la X regio, l'analisi della composizione del corpo civico in centri co
me Verona, Vicenza e Padova, porta alla considerazione che in questi casi
la cittadinanza si arricchisce di elementi esterni provenienti dal resto della
penisola [435]; i nuovi arrivi sono il risultato delle deduzioni coloniarie do
po Filippi ed Azio. Ad Ateste (Buchi [348], [430] e [549]) il cambiamento e
l'apporto del nuovo popolamento è avvertibile dalla documentazione epi
grafica espressa prima in lingua venetica e poi latina, i cui destinatali sono
in gran parte veterani.
I rapporti tra onomastica e strutture etniche, legati ai processi di r
omanizzazione nell'area territoriale veneto-istrico-liburnica, sono stati mess
i in luce da Claudio Zaccaria [136] : l'a. segnala, attraverso la documentaz
ione epigrafica disponibile, due diverse forme del sistema epicorico : una
che presenta il nome unico con eventuale nome del padre - tale forma è
diffusa soprattutto in area greca, venetica, illirica, leponzia e messapica;
l'altra, propria dell'area etrusca, latina, falisca e osco-umbra, che prevede il
gentilizio, caratterizzato per la presenza di un nome che rimane immutato
per tutti gli appartenenti ad un medesimo gruppo familiare. Nell'onomasti
ca degli esponenti della classe dirigente di Aquileia e di Tergeste notevoli i
861 Letta C, La società di Antinum e la Valle Roveto in età romana nella docu
mentazione epigrafica, dans e la Valle Roveto nell'antichità, Atti del Convegno
(Civita d'Antino, 1990), Roma, 1992, p. 103-120.
862 Susini G. C, Umbri Cispadani (a Plin., Nat. Hist., ///, 114-116), dans RSA, 24,
1994, p. 71-80; vedi anche Susini G. C, L'espansione tirrenica, dans Antiche vie [77],
p. 41-45.
863 Donati Α., Dall'Europa al Mediterraneo, dans Antiche vie, p. 47-49. RECHERCHES SUR L'ADRIATIQUE ANTIQUE 403
cognomi e gentilizi di tipo epicorico (celtico ο venetico) testimonianti ο
matrimoni tra coloni e indigene ο una moda di un ambiente comunque ca
ratterizzato fortemente da elementi indigeni.
Per un ambito più ristretto, ma sempre sotto il profilo che qui interess
a, si ricordano qui i risultati delle indagini condotte nel territorio di Riv
ignano (Zaccaria, Prenc [255]).
Interessante per l'utilizzo delle fonti archeologiche per una stima stati
stica del numero degli abitanti dell'Istria infine il saggio di R. Matijasic864.
Utili per i riferimenti alla documentazione dell'area qui in esame sono
le ricerche sull'area veneto-istriana [183], sul territorio dell'attuale provin
cia di Belluno [607], su Valeggio sul Mincio (Salzani [350]). Ancora, per la
costa dalmata e croata l'indagine condotta da Nedved sull'onomastica tr
asmessaci da più di duecento iscrizioni pertinenti a Zadar865, e per Pola da
A. Starac [135], la quale tenta di desumere dati statistici sulla composizio
ne etnica della cittadinanza di Pola dagli elementi onomastici conservati
nella documentazione epigrafica databile tra il I a.C. e il IV d.C. : mentre
nel II d.C. la popolazione della colonia e del suo territorio sarebbe stata in
torno alle 40.000 unità, nel corso del II e poi nel III d.C. la popolazione di
origine italica sarebbe sensibilmente diminuita con un incremento, invece,
di persone di origine orientale, cosa che si rifletterebbe sul piano sociale
con l'aumentare di schiavi e liberti866.
F. Tassaux [678] esamina la composizione etnica e dunque la società
di Pola e Nesactium dall'età di Cesare all'età severiana, attraverso i dati epi
grafici ed archeologici. Per l'Italia nordorientale e in particolare per Aqui-
leia e l'Istria la composizione etnica della popolazione viene analiticamente
considerata dalla Turazza [136] attraverso le indicazioni dell'ungo che sono
su iscrizioni di veterani, militari, e anche mercanti, artigiani, gladiatori,
pellegrini.
Per le regioni alpine la Mikl Curk867 esamina il cambiamento della
struttura etnica nella zona alpina sudorientale in seguito alle guerre contro
i Marcomanni.
864 MatijaSié R., L'uso delle fonti archeologiche nella determinazione del numero
degli abitanti dell'Istria in età romana, dans Tipologia di insediamento, p. 147-151.
865 Nedved B., StanovniStvo Zadra od 1. do 3 stoljeóa (prvi dio), {The population of
Zadar from the first to the third century, part I), dans Diadora, 14, 1992, p. 109-263.
866 Sui liberti di Pola vedi Starac Α., Oslobodenici u koloniji Poli dans OA, 15,
1991, p. 91-107.
867 Mikl Curk I., Natives, Romans and Newcomers in the eastern Alpes during the
2nd Century. The Role of the Army in Ethnic Interaction , dans Maxfield V. Α., Dobson
MJ. (éd.), Roman Frontier Studies, 1989, Proceedings of the XVth International
Congress of frontier 1991, p. 248-251. 404 RECHERCHES SUR L'ADRI^QUE ANTCQUE
Per l'area nord-orientale, interessanti alcune problematiche riguardant
i l'identificazione delle popolazioni preromane e al loro ruolo nel processo
di romanizzazione della zona, con particolare riguardo per Aquileia, nei
saggi di Ruggero Fauro Rossi ([121], e L'età romana [330]). La presenza di
elementi celtico-gallici è esaminata per la Cisalpina, con particolare riguar
do per Aquileia, da H. Galsterer (Aspetti [436]).
7.1.2 - Les grandes mises au point I Le granài messe a punto
Gli indirizzi di ricerca attinenti ai ceti dirigenti e in particolare ai senat
ori e ai cavalieri, ai mutamenti al loro interno, ai problemi del ricambio ο
riproduzione e di carriera, si rintracciano nelle linee metodologiche, che
sotto vari profili, da quello onomastico a quello prosopografico, dai legami
familiari alle fonti della ricchezza, offrono gli Atti del convegno di Köln del
1991868 Da segnalare inoltre, per riflessioni e indirizzi metodologici, il sag
gio di W.Eck sull'ordine senatorio e l'ordine equestre869 apparso nella Sto
ria di Roma, e ancora gli Atti del convegno sull'Italia da Augusto a Diocle-
ziano [180].
Per l'aspetto relativo alla polionimia e alle modalità di acquisizione dei
nomi adottivi in età imperiale di grande utilità sono il volume di O. Salo-
mies [136], e il saggio di H. Solin su onomastica e politica870, che fa seguito
ad un altro importante contributo sull'onomastica dell'aristocrazia roman
a871.
Per quanto riguarda l'area che qui interessa, notevole il saggio di Ban-
delli [605], che rintraccia e ricostruisce, con indicazioni metodologiche util
i anche per altre zone e situazioni, la formazione dell'accumulo di capital
e, per chi è ai vertici del potere politico, oltre che nella rendita della pro
prietà fondiaria, anche nello sfruttamento dei boschi, nell'allevamento del
bestiame, nella proprietà di fìgulinae e nella attività commerciale, tematica
questa che viene arricchita dal volume sui laterizi e anfore [173]. Bandelli
chiarisce anche altrove, il contesto in cui maturarono le condizioni per l'i
ngresso nel senato di Roma di alcuni notabili cisalpini [435].
868 Prosopographische und Socialgeschichte. Studien zur Methodik und Erkennt
nismöglichkeit der Kaiserzeitlichen Prosopographie (Köln 1991), W. Eck (éd.), Köln,
1993.
869 Eck W., La riforma dei gruppi dirigenti. L'ordine senatorio e l'ordine equestre,
dans Storia di Roma, II, 2, Torino, 1991, p. 73-118.
870 Solin H., Namensgebung und Politik. Zum Namenswechsel und zu besonderen
Vornamen römischer Senatoren, dans Tyche, 10, 1995, p. 185-210.
871 Id., Obbligo ο libertà? Sull'onomastica dell'aristocrazia romana, dans Opus-
cula Instituti Romani Finlandiae, 3, 1986, p. 69-80. SUR L'ADRIATCQUE ANTIQUE 405 RECHERCHES
7.2 - Classes dirigeantes / Classi dirigenti (M.C.)
7.2.1 - Sénateurs et chevaliers I senatori e cavalieri
- studi concernente i senatori
Per la parte meridionale della regio secunda augustea, corrispondente
all'odierno Salento, si citano nuovamente i saggi di Daniele Manacorda;
particolarmente ricche di proposte e suggestioni sono le riflessioni dello
studioso sulle attività economiche, legate alla proprietà della terra e delle
fornaci, da parte di senatori non locali nell'area di Brindisi. Importante sot
to questo profilo anche il volume di Ph. Desy [617]. Da segnalare inoltre,
sempre relativamente alla problematica riguardante la proprietà di im
pianti produttivi in relazione ad attività commerciali di gentes senatorie, il
saggio sui Marcii Fabii brindisini [706], gli unici senatori da considerare di
origine locale.
Per quanto riguarda invece la zona settentrionale della regio secund
a, nell'area che corrisponde oggi alla provincia di Foggia, e che in età
romana era al confine tra i territori di Aecae (Troia) e Luceria, dove si
formò una proprietà imperiale in età flavia872, sussiste il toponimo Car-
mignano, al quale si deve collegare il passo della Notitia Dignitatum,
Occ. 12, 18, che menziona un saltus Carminianensis amministrato da un
procurator rei privatae per Apuliam et Calabriam, ma al quale si deve con
nettere anche, verosimilmente, l'importante famiglia senatoria dei Carmi-
nii Veteres [437].
Nell'analisi prosopografica dedicata alle gentes di Herdonia curata da
M. Silvestrini873, vengono presentati, tra gli altri, personaggi la cui ono
mastica rimanda a esponenti dell'orbo senatorio : Appaei, Avillii, Axii, Ar-
reni(i), Artorii, Bruttii, Dasimii, Fundanii, Metilii, Minatii, Publilii, Rubrii,
Stlaccii, Vibii.
Da testimonianze epigrafiche relative a liberti rinvenute nel territorio
di Vibinum (corrispondente all'odierna Bovino, in provincia di Foggia)
[104], sono forse individuabili interessi fondiari della gens senatoria dei
Nummii Umbri originaria di Compsa in Irpinia ([151], n. 202), cui è legata
la clarissima femina Nummia Varia, così gli interessi dei Metilii ([151],
n. 198), il cui radicamento nell'area a cavallo tra Daunia e Irpinia era già
872 Chelotti M., Nota per una storia delle proprietà imperiali in Apulia, dans Epi
grafia e Territorio. Politica e Società. Temi di Antichità romana, III, Bari, 1994, p. 445-
455.
873 Silvestrini M., Le gentes di Ordona romana, dans Herdoniae, p. 63-121. 406 RECHERCHES SUR L'ADRIATIQUE ANÏÏQUE
noto dall'iscrizione CIL, IX, 658 relativa a Metilia Torquata, appartenente
alla illustre famiglia senatoria dei Metilii Nepotes*74.
Per la regio IV augustea, S. De Maria875 porta un nuovo contributo alla
conoscenze di famiglia senatorie; in particolare per quanto riguarda la
gens Coiedia l'a. vede in L. Coiedius Candidus (già in CIL XI, 6163) di rango
senatorio, dell'età di Claudio, uno dei probabili proprietari di una grande
domus a Suasa. Sui Coiedii e i Caetronii interessanti sono le riflessioni sem
pre di De Maria alla luce di nuovi rinvenimenti.
Simonetta Segenni876 esamina l'iscrizione di età severiana CIL IX,
4208, ritenendo in base all'analisi testuale che il personaggio in questione
sia C. Sallius C.f. Quir{ina) Proculus, splendidissimus vir, di CIL IX, 4206,
4207, 4399 e non il figlio di costui, come si riteneva. La Segenni ripercorre
poi la posizione della famiglia anche attraverso due tavole di patronato di
Amiterno, già note, del 325 e 335 d.C. La gens riesce dunque a mantenere
una ben salda posizione per oltre un secolo ad Amitemum, pur operando,
così pare almeno dalla documentazione, esclusivamente in ambito municip
ale, tutt'al più estendendo la sua protezione, ma anche il suo potere, in
città vicine. Un'altra nutazione di un certo interesse è la ricorrenza nell'am
bito familiare della carica, molto probabilmente onoraria, di summus ma-
gister, che compare in un'iscrizione di Amiterno riportante il cursus di un
cavaliere il cui nome rimane per noi anonimo, ma che la Segenni pensa di
poter riconnettere alla gens Salita proprio per la carica menzionata. È pro
babile inoltre che l'anonimo cavaliere sia stato il tramite tra l'oratore di Bi-
sanzio Arìstaenetus e la gens Sallia.
Per quanto riguarda poi Urbs Salvia, sono da segnalare due importanti
studi : uno di Ch. Delplace, la cui analisi e ricerca sulle gentes senatorie mi
rano a ricostruirne soprattutto il profilo politico, economico e culturale
(vedi anche infra); l'altro è la monografia intitolata Studi su Urbisaglia Ro
mana, uscita come Supplemento della rivista Picus. Qui viene ripresentato
il saggio curato da Lidio Gasperini877 sulla carriera di Gaio Furio Gemino,
console del 29 d.C. Il saggio, già pubblicato in Ottava Miscellanea Greca e
874 Vedi Raepsaet-Charlier M.-Th., Prosopographie des femmes de l'ordre sénator
ial (Ier-IIe siècles), I, Lovanii, 1987, p. 454, n. 549.
875 De Maria S., Suasa : un municipio dell'ager Gallicus alla luce delle ricerche e
degli scavi recenti, in Le Marche Archeologia Storia Territorio, 1991, p. 15-52; Id., Test
imonianze di famiglie senatorie a Suasa, dans Le Marche Archeologia Storia Territorio,
1991-93, p. 141-150.
876 Segenni S., / Salii di Amiternum, patroni nel HI e nel TV sec. d.C, dans StClOr,
41, 1991, p. 395-401.
877 Gasperini L., Sulla carriera di Gaio Fufìo Gemino, console del 29 d.C, dans
Studi su Urbisaglia romana, Supplemento V à Picus, 1995, p. 1-21. RECHERCHES SUR L'ADRIATIQUE ANTIQUE 407
Romana, Roma 1982, p. 285-302, è ora arricchito dal prezioso recupero di
un frammento epigrafico che completa quello già noto. Questo permette di
confermare particolari della carriera di Gemino : il suo patronato sugli Ur-
bisalvienses , e lo stato di colonia per Urbs Salvia già in età augusteo-
tiberiana e non in età flavia. Sullo stesso personaggio e sull'importanza del
la gens ritorna nello stesso volume W. Eck878, che esamina, ripercorrendo
ne le tappe della carriera e i legami familiari, la figura di Lucio Flavio Silva
Nonio Basso, di C. Salvio Liberale Nonio Basso, e di Tito Flavio Massimo.
Per i senatori della regio quinta da consultare, come sopra s'è detto, per
una ricca e aggiornata documentazione è il bel volume di Ch. Delplace
[451]. Qui l'a. analizza il fenomeno della scomparsa di alcune gentes durant
e le guerre civili, negli anni 40-30, e l'apparire invece, all'indomani del pe
riodo di disordini, di altre gentes cui appartenevano personaggi che poi si
riveleranno di grande importanza per la vita della città nella prima età im
periale, come C.Fufìus Geminus, L.Flavius Silva Nonius Bassus, il vincitore
di Masada, cavaliere poi divenuto senatore, e infine C. Salvius Liberalis No
nius Bassus.
Testimonianze di gentes aristocratiche del Piceno centrale, Gavia, Pe-
tillia, Statorìa, Vibia, sono analizzate da M. S. Marengo e rintracciate nel
territorio dell'Umbria adriatica meridionale in età tardo-repubblicana879.
Ancora approfondimenti sui Caesii sono nel saggio di F. Cenerini880,
con ampliamento della documentazione relativa alla gens soprattutto nella
regio VI.
Per quanto riguarda i senatori dell'area che qui interessa aggiunte e
correzioni alla documentazione relativa ai senatori sono nei volumi 10, Ile
12 dei Supplementa Italica.
- studi concernente i cavalieri
Per i cavalieri una ricerca prosopografica ampia e analitica, è condotta
da S. Demougin [466], questa monografia segue di qualche anno la ricerca
sui cavalieri della stessa studiosa, L'ordre équestre sous les Julio-Claudiens
878 Eck W., Urbs Salvia e le sue più illustrì famiglie in età romana, dans Studi su
Urbisaglia romana, cit., p. 49-82 = Urbs Salvia und seine führenden Familien in der r
ömischen Zeit, dans Picus, XII-XIII, 1992-1993, p. 70-108.
879 Marengo M. S., Documentazione epigrafica e insediamenti nell'Umbria adriatu
ca meridionale in età tardo repubblicana, in Monumenti e culture nell'Appennino,
p. 109-123.
880 Cenerini F., Cultura e potere : i Caesii fra Tevere e Adriatico, dans RSA, 24,
1994, p. 81-92. RECHERCHES SUR L'ADRLVTIQUE ΑΝΉΟ,ϋΕ 408
(Rome, 1988). Si affianca alla monografia citata, il volume di Devijver881,
con aggiunte e correzioni ai volumi già editi dedicati alla prosopografia
equestre.
Altre novità sui cavalieri sono da menzionare. Due saggi di M.
Sasel Kos riguardano un eques Romanus, M. Aurelius Bassus, origina
rio della provincia dell'Arabia, e morto a Mursa, come si sa dal suo
monumento sepolcrale882, e un'analisi prosopografica su due nuovi
équités, P. Aelius Marìnus e P. Aelius Marcianus, che dopo aver assolto
gli obblighi militari ricoprirono il decurionato a Poetovio, loro città
d'origine883.
Ampia è l'analisi di Claudio Zaccaria del cursus di Q. Petronio
Modesto, cursus «pretoriano», che rivela l'ascesa fino al rango di caval
iere e al gradino ducenario di questo personaggio partito dai ranghi e
il cui nome è legato all'atto di evergetismo da lui compiuto per il tea
tro di Trieste884.
Agli équités già noti di Verona è ora da aggiungere L.Cassius L.f. Cor-
neo[lus], come suggeriscono Buonopane ed Eck885, che in tal modo correg
gono CIL V 8845, che restituiva il nome come Caesius, lettura accettata in
PIR C, 188 e nella letteratura posteriore.
Per quanto concerne la regio V, un'indagine di natura prosopografica,
con particolare riguardo anche agli aspetti di natura politico-economica le
gati alla vita delle gentes, è svolta anche sugli équités da Ch. Delplace nel vo
lume già sopra citato.
Rapporto tra monumento e status sono evidenziati nell'analisi di una
stele sepolcrale, databile intorno alla metà del I d.C, relativa ad un appar
tenente all'ordine equestre proveniente da Atri, nell'attuale territorio di
Chieti886.
Anche nell'ambito della ricerca sui cavalieri della regio secunda si pos
sono rilevare alcune nuove, interessanti, acquisizioni.
881 Devijver H., Prosopographia Militarium Equestrium quae fuerunt ad August
o ad Gallienum, II Suppl. pars quinta, Leuven, 1993.
882 §a§el Kos M., M. Aurelius Bassus, Eques Romanus from Mursa, dans ZPE,
91, 1992, p. 176-182.
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