Pablo Picasso
160 pages
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Pablo Picasso , livre ebook

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Description

Questo volume contiene numerose opere create da Picasso tra il 1881 e il 1914. Inizialmente, lo stile
dell’artista è influenzato da El Greco, da Munch e da Toulouse-Lautrec, che lui scoprì da studente a
Barcellona. Affascinato dall’espressione psicologica, nel suo periodo Blu (1901-1904) Picasso descrive lo squallore morale: le scene di genere, le nature morte e i ritratti sono carichi di malinconia. In seguito, l’artista manifesta un vivo interesse per le figure di acrobati e comincia il periodo Rosa. Dal 1904, data del suo arrivo a Parigi, la sua estetica si evolve in modo considerevole. L’influenza di Cézanne e della scultura iberica lo portano al Cubismo, caratterizzato dalla moltiplicazione dei
punti di vista sulla superficie pittorica. Oltre a una selezione di dipinti giovanili, questo volume presenta anche numerosi disegni, sculture e fotografie di Picasso.

Sujets

Informations

Publié par
Date de parution 01 juillet 2011
Nombre de lectures 1
EAN13 9781780422657
Langue Italiano
Poids de l'ouvrage 27 Mo

Informations légales : prix de location à la page 0,035€. Cette information est donnée uniquement à titre indicatif conformément à la législation en vigueur.

Exrait

Pablo
PICASSO
Anatoli PodoksikAnatoli Podoksik
Pablo Picasso
1881–1973
La grande superiorità di Raffaello deriva da quell’intimo sentire che, in lui, sembra voler infrangere la forma. La forma, nelle sue figure, è
quel che dovrebbe essere nelle nostre: un pretesto per la trasmissione di idee, di sensazioni, di una vasta poesia.
Honoré de Balzac, Le Chef-d’œuvre inconnuPABLO PICASSO
Edizione originale
Testi: Anatoli Podoksik
Progetto grafico e impaginazione:
Baseline Co Ltd
127-129A Nguyen Hue Boulevard
rdFiditourist Building, 3 Floor
District 1, Ho Chi Minh (Vietnam)
© Confidential Concepts, worldwide, USA
© Sirrocco, London, UK
© Picasso Estate / Artists Rights Society, New York, USA
ISBN: 978-1-78042-265-7
Tutti i diritti sono riservati, in Italia e all’estero, per tutti i Paesi.
Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta, memorizzata o
trasmessa con qualsiasi mezzo e in qualsiasi forma (fotomeccanica,
fotocopia, elettronica, chimica, su disco o altro, compresi cinema,
radio, televisione) senza autorizzazione scritta da parte dell’Editore.
In ogni caso di riproduzione abusiva si procederà d’ufficio a norma
di legge.Sommario
Vita e opere 7
Note 142
Cronologia della vita dell’artista 144
Bibliografia 156
Indice 1586Vita e opere
Benché Picasso, come lui stesso ebbe modo di dichiarare, abbia “fatto la vita
del pittore” sin dalla più tenera infanzia e benché si sia espresso nel campo delle
arti plastiche per ottant’anni ininterrottamente, l’essenza del suo genio creativo
non coincide con quella solitamente associata al concetto di “artiste-peintre”.
Sarebbe, forse, più corretto considerarlo un artista-poeta, perché il suo lirismo,
la sua psiche, libera dai ceppi della realtà mondana, il suo talento per la
trasformazione metaforica della realtà sono connaturati alla sua arte figurativa
quanto all’immaginario del poeta. Secondo Pierre Daix, «Picasso si è sempre
considerato un poeta che preferisce esprimersi per mezzo di disegni, dipinti e
1sculture». Sempre? Questo punto richiede un chiarimento. L’affermazione vale
certamente per gli anni Trenta, quando Picasso scriveva poesie, e per gli anni
Quaranta e Cinquanta, quando si dedicò a scrivere commedie. Non c’è dubbio,
tuttavia, sul fatto che sin dall’inizio Picasso fu sempre «un pittore tra i poeti, un
2poeta tra i pittori».
Picasso provava una fortissima attrazione per la poesia e, a sua volta, attraeva
i poeti come un magnete. Quando conobbe Guillaume Apollinaire, questi
rimase colpito dall’abilità di quel giovane spagnolo che senza difficoltà
“cavalcava le barriere lessicali “cogliendo le più sottili sfumature della poesia
recitata. Si potrebbe addirittura affermare, senza tema di smentita, che come da
un lato l’intima amicizia di Picasso con i poeti Jacob, Apollinaire, Salmon,
Cocteau, Reverdy ed Eluard lasciò senz’altro un’impronta in ognuno dei
principali periodi della sua produzione artistica, non meno vero è che la sua
opera innovativa ebbe una forte influenza sulla poesia francese (e non solo) del
XX secolo. E l’accostamento dell’arte picassiana – così immediata e limpida, ma
a volte anche accecante, opaca e misteriosa – a quella del poeta è dettata
dall’opinione che l’artista medesimo aveva della propria opera. «In fondo»
spiegava «le arti sono un tutt’uno: si può scrivere un dipinto, così com’è
possibile dipingere sensazioni con una poesia.» E in un’altra occasione dichiarò:
3«Se fossi nato cinese, non sarei pittore, bensì scrittore. Scriverei i miei quadri».
Picasso, però, nacque spagnolo e – si dice – cominciò a disegnare prima
ancora di imparare a parlare. Già da piccolissimo era istintivamente attratto
dagli strumenti dell’artista. Durante la prima infanzia era capace di trascorrere
ore, felicemente concentrato, a disegnare spirali il cui senso e il cui significato
erano noti a lui solo; o ancora a tracciare le sue prime figure nella sabbia,
tralasciando i giochi da bambini. Questa precoce esigenza espressiva racchiudeva A fronte:
la promessa di un raro talento. La prima fase della vita, quella pre-verbale, pre- Pablo Picasso, Fotografia, 1904.
conscia, non conosce date né fatti. È una condizione onirica dominata dai ritmi Con dedica a Suzanne e Henri Bloch.
del corpo e dagli stimoli esterni. I ritmi del cuore e dei polmoni, le carezze di
mani affettuose, il dondolio della culla, l’intonazione delle voci: di questo è In questa pagina:
intessuta. Ora però la memoria si risveglia, e due occhi nerissimi seguono i Ritratto del padre dell’artista, 1896.
movimenti delle cose nello spazio, padroneggiano oggetti del desiderio, Olio su tela e cartone, 42,3 x 30,8 cm,
esprimono emozioni. Museo Picasso, Barcellona.
7La vista, questo grandissimo dono, comincia a distinguere gli oggetti,
assimila forme sempre nuove, fa propri orizzonti sempre più ampi. Milioni di
visioni ancora insignificanti filtrano nell’immaginario infantile, dove innescano
facoltà intuitive immanenti, voci antiche e strani capricci dell’istinto. L’impatto
delle impressioni puramente sensoriali (plastico-visive) è particolarmente intenso
al Sud, dove la forza tremenda della luce talvolta acceca, talaltra definisce ogni
forma con ineffabile chiarezza. E la percezione ancora muta e inesperta di un
bambino nato a tali latitudini risponde a questo urto con una certa, inspiegabile
malinconia, con un sorta di irrazionale nostalgia per la forma. È tale il lirismo
Studio accademico, 1895. del Mediterraneo iberico, terra di verità denudate, di una drammatica «ricerca
4Olio su tela, 82 x 61 cm, della vita per la vita», come ebbe a dire García Lorca, uno che di queste
Museo Picasso, Barcellona. sensazioni se ne intendeva.
8Non c’è ombra di romanticismo, qui: non c’è posto per il sentimentalismo
tra contorni nitidi e affilati, ed esiste un solo mondo fisico. «Come tutti gli
artisti spagnoli, io sono un realista», avrebbe osservato in seguito Picasso. A poco
a poco il bambino acquisisce parole, frammenti di frasi, i mattoncini del
linguaggio. Le parole sono astrazioni, creazioni della coscienza prodotte per
rispecchiare il mondo esterno ed esprimere quello interiore. Le parole sono i
soggetti dell’immaginazione, che a sua volta correda le parole di immagini,
ragioni, significati e conferisce a esse un certo grado di infinità. Le parole sono
lo strumento dell’apprendimento e della poesia. Creano quella realtà seconda, e
puramente umana, delle astrazioni mentali.
Col tempo, divenuto amico di poeti, Picasso avrebbe scoperto che, dal punto
di vista dell’immaginazione creativa, l’espressione visiva e quella verbale sono
identiche. Fu a quel punto che egli cominciò a introdurre elementi di tecnica
poetica nella propria opera: forme dai molteplici significati, metafore di forma
e colore, citazioni, rime, giochi di parole, paradossi e altri tropi che consentono
al mondo mentale di manifestarsi.
La poesia visiva di Picasso attinse piena maturazione e la più assoluta
libertà intorno alla metà degli anni Quaranta in una serie di nudi, ritratti e
interni dipinti con colori “squillanti” e “aromatici”; queste qualità risaltano
anche in una quantità di disegni a china che paiono eseguiti sulla spinta di
folate di vento.
5«Noi non siamo meri esecutori; noi viviamo la nostra opera». Questa la
formula adottata da Picasso per spiegare fino a che punto l’opera e la vita
fossero in lui intrecciate; in riferimento alla sua produzione artistica, parlò
anche di “diario”. D.-H. Kahnweiler, che fu amico di Picasso per più di
sessantacinque anni, scrisse: «È vero che per descrivere la sua oeuvre ho parlato
di “fanatico autobiografismo”. Ciò equivale a dire che lui dipendeva solo da se
stesso, dalla sua personale Erlebnis. Era sempre libero, e non aveva debiti se non
6con se stesso». Anche Jaime Sabartés, che frequentò Picasso per buona parte
della sua vita, sottolinea la totale indipendenza dell’amico da situazioni e
condizionamenti esterni.
Al contrario, tutto sembra persuasivamente indicare che l’unica cosa da cui
Picasso, nella sua esperienza artistica, si sia mai trovato a dipendere è il bisogno
costante di esprimere la sua condizione interiore nella sua più assoluta pienezza.
Potremmo, con Sabartés, paragonare l’opera di Picasso alla terapia; oppure,
come Kahnweiler, trattare Picasso da artista romantico. In ogni caso, proprio il
bisogno di esprimersi creativamente conferisce alla sua arte quel carattere
universale tipico di testimonianze umane quali le Confessioni di Rousseau, i
Dolori del giovane Werther di Goethe, la Stagione all’inferno di Rimbaud. Si
consideri, inoltre, che Picasso guardava alla propria arte con atteggiamento per
certi versi impersonale, traeva piacere all’idea che le sue opere, da lui
meticolosamente datate e catalogate a beneficio degli studiosi, potessero servire
da materiale per un’eventuale futura scienza.
Si figurava quel ramo del sapere come una «scienza dell’uomo dedita al
7disvelamento dell’uomo in generale attraverso lo studio dell’uomo creativo

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