Vincent van Gogh
160 pages
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Vincent van Gogh , livre ebook

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Description

a vita e l’opera di Vincent van Gogh sono talmente intrecciate che è quasi impossibile osservare i
suoi quadri senza leggervi la storia della sua vita: una vita raccontata tanto spesso da essersi trasformata in leggenda.
Van Gogh è l’incarnazione della sofferenza, il martire incompreso dell’arte moderna, l’emblema dell’artista come outsider.

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Date de parution 01 juillet 2011
Nombre de lectures 0
EAN13 9781780422664
Langue Italiano
Poids de l'ouvrage 62 Mo

Informations légales : prix de location à la page 0,035€. Cette information est donnée uniquement à titre indicatif conformément à la législation en vigueur.

Exrait

Victoria Charles
Vincent VAN GOGH
VINCENT VAN GOGH Edizione originale Testi: Victoria Charles
Progetto grafico e impaginazione: Baseline Co Ltd 127129A Nguyen Hue Boulevard rd Fiditourist Building, 3 Floor District 1, Ho Chi Minh (Vietnam)
© Confidential Concepts, worldwide, USA © Sirrocco, London, UK
ISBN: 9781780422664
Tutti i diritti sono riservati, in Italia e all’estero, per tutti i Paesi. Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta, memorizzata o trasmessa con qualsiasi mezzo e in qualsiasi forma (fotomeccanica, fotocopia, elettronica, chimica, su disco o altro, compresi cinema, radio, televisione) senza autorizzazione scritta da parte dell’Editore. In ogni caso di riproduzione abusiva si procederà d’ufficio a norma di legge.
Victoria Charles
Vincent van Gogh
Sommario
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«Come in uno specchio, in maniera confusa...»
Olanda, Inghilterra e Belgio: 1853-1886 «In nessun luogo mi sento tanto estraneo quanto nella mia famiglia e nel mio paese»
Parigi: 1886-1888 «Una fucina di idee»
Arles: 1888-1889 «Una casa d’artista»
Arles: 1889 «Ero uno sciocco e ogni cosa che facevo era sbagliata»
Saint-Rémy: 1889-1890 «A che scopo guarire?»
Auvers-sur-Oise: 1890 «Ma non c’è niente di triste in questa morte...»
Note
Indice delle opere riprodotte
1. A fronte: Autoritratto dedicato a Gauguin Arles, settembre 1888 Olio su tela, 62 x 52 cm SaintRémy, Cambridge, Massachussetts Fogg Art Museum, Harvard University.
«Come in uno specchio, in maniera conf usa...»
i sedeva su quella sedia. La sua pipa è posata sulla sedia di paglia accanto a una inSun angolo della bocca. La vita e l’opera di Vincent Van Gogh sono così intrecciate che borsa da tabacco aperta. Dormiva in quel letto, abitava in quella casa. Era lì che si è tagliato un pezzo d’orecchio. Lo vediamo che ci guarda, la testa bendata, la pipa non è possibile guardare i suoi dipinti senza leggervi la sua vita: una vita narrata così spesso da essere ormai diventata una leggenda. Van Gogh è l’incarnazione del martire incompreso e dolente dell’arte moderna, l’emblema dell’artista comeoutsider.
Nel 1996, Jan Hulsker, il noto studioso di Van Gogh, pubblicò il catalogo completo delle sue opere in cui metteva in dubbio l’autenticità di 45 tra dipinti e disegni. Ciò che preoccupava Hulsker non erano soltanto i falsi, ma anche le tele che erano state erroneamente attribuite a Van Gogh. Anche lo storico dell’arte inglese Martin Bailey ha sostenuto di aver individuato più di cento falsi “Van Gogh” e tra questi ildel Dr.Ritrat to Gachet, di cui esistono due versioni. Una di queste è stata acquistata nel 1990 da un industriale giapponese per 82,5 milioni di dollari, la cifra più alta mai pagata per un quadro. Il nuovo proprietario poi lasciò tutti allibiti dichiarando che alla sua morte avrebbe desiderato essere cremato assieme al suo Van Gogh. Per rispetto degli amanti dell’arte europei in seguito cambiò idea e decise di costruire un museo per esporre la sua collezione. Sta di fatto che se qualcuno dovesse dimostrare che ildel Dr. GachetRitrat to è effettivamente un falso, il pubblico non troverebbe più alcun interesse in quel quadro. È evidente ormai da tempo che gli avvenimenti della vita di Van Gogh hanno pesantemente influenzato il giudizio sulle sue opere. Il primo articolo dedicato al pittore e scritto da Albert Aurier apparve sulMercure de Francenel gennaio del 1890. L’autore era venuto a conoscenza di molti dettagli sulla malattia del pittore attraverso un amico di questi, Emile Bernard, con cui era in contatto. A quel tempo Van Gogh era ricoverato in un ospedale psichiatrico a Saint-Rémy, vicino ad Arles. L’anno precedente si era tagliato un pezzo dell’orecchio destro. Aurier, parlando dei dipinti di Van Gogh, pur senza rivelare specifici episodi della vita del pittore, lasciò intendere di essere a conoscenza
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1 della sua pazzia, usando, per esempio, espressioni come «passione ossessiva» e 2 «preoccupazione persistente» . Van Gogh gli sembrava un «un genio impressionante, 3 demente, spesso sublime, talvolta grottesco, sempre sull’orlo della patologia» . Aurier considerava il pittore come un «Messia […] che avrebbe rigenerato lo stato di decrepitezza 4 della nostra arte e forse della nostra stupida società industriale». Con questa caratterizzazione dell’artista come genio pazzo, il critico gettò le basi del mito di Van Gogh, che prese corpo poco tempo dopo la morte del pittore. Del resto, Aurier riteneva che il grande pubblico non avrebbe mai capito Van Gogh: «In ogni caso, anche se diventasse di moda acquistare i suoi dipinti – cosa del tutto improbabile – ai vergognosi prezzi di Monsieur Meissonier, non crederei alla sincerità di quella tardiva ammirazione 5 da parte della gente comune». Alcuni giorni dopo il funerale di Van Gogh a Auvers-sur-Oise, il dr. Gachet, che lo aveva seguito negli ultimi mesi di vita, scrisse al fratello del pittore, Theo: «Il suo sovrano disprezzo per la vita, senza dubbio frutto del suo appassionato amore per l’arte, è straordinario […]. Se Vincent fosse ancora vivo, ci vorrebbero anni e anni perché l’arte umana trionfasse. La sua morte, tuttavia, è per così dire, il risultato della lotta tra due 6 principi opposti: la luce e le tenebre, la vita e la morte». Van Gogh non disprezzava la vita, ma non se ne sentiva padrone.
Nelle sue lettere, di cui quasi settecento sono state pubblicate, egli parlava spesso del suo desiderio di amore e di salvezza: «Mi piacerebbe essere con una donna finalmente, non posso vivere senza amore, senza una donna. Non attribuirei nessun valore alla vita se non 7 esistesse qualcosa di infinito, qualcosa di profondo, qualcosa di reale». In varie occasioni
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2.La camera da letto SaintRémy, inizio di settembre 1889 Olio su tela, 73,6 x 92,3 cm Chicago, The Art Institute of Chicago.
3.La casa di Vincent ad Arles (La Casa gialla) Arles, settembre 1888 Olio su tela, 72 x 92 cm Amsterdam, Rijksmuseum Vincent van Gogh, Fondazione Vincent van Gogh.
8 afferma che «sarebbe meglio fare bambini che quadri». Il sogno piccolo-borghese di Van Gogh di avere una famiglia e una casa non si realizzò mai. Il suo primo amore, Ursula Loyer [confusa dagli studiosi con la figlia Eugénien.d.r.], sposò un altro; la sua prima cugina, Kee, vedova con una figlia, lo rifiutò anche per ragioni materiali, perché Vincent non sarebbe stato in grado di prendersi cura di lei e della bambina. Van Gogh cercò di costruirsi una famiglia con una prostituta di nome Sien, che alla fine fu costretto a lasciare, perché suo fratello Theo, da cui dipendeva finanziariamente, era del tutto contrario a quella relazione.
È corsa anche voce di un legame di Van Gogh con la ventunenne Margherite Gachet: un’amica della giovane ha sostenuto che i due si fossero innamorati, ma che il dr. Gachet, nonostante la sua fama di libero pensatore, impedì a Vincent di frequentare la figlia. Van Gogh non solo agognava all’amore di una donna, ma anche a quello della sua famiglia e dei suoi amici, però non lo ottenne mai nella misura che avrebbe desiderato. Diversi giorni prima del suicidio Vincent sintetizzò la propria costante incapacità di costruire rapporti veramente profondi con queste enigmatiche parole: «Come in uno specchio, 9 in maniera confusa – così è rimasto». Il figlio del pastore aveva tratto la similitudine dall’caritàdell a Eccellenz a nella prima epistola ai Corinzi: «Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto». Il desiderio di un proprio posto nella comunità e la lotta per il riconoscimento come artista sono due temi che attraversano tutta la vita di Van Gogh.
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4.La sedia gialla Arles, dicembre 1888 Olio su tela, 93 x 73,5 cm Londra, National Gallery.
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