Filosofie della natura dopo Schelling
317 pages
Italiano

Filosofie della natura dopo Schelling

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Description

Ripercorrendo la filosofia della natura di Schelling, in un costante dialogo con le opere scientifiche del suo tempo, questo saggio non si limita a esporre le tesi originali della fisica speculativa del filosofo tedesco come un semplice episodio della storia del pensiero. Il programma filosofico intrapreso e sviluppato da Schelling è infatti presentato da Iain Hamilton Grant come un percorso tuttora praticabile, e anzi necessario come rimedio al rifiuto della metafisica all’atteggiamento “antifisico” che pervade buona parte della filosofia contemporanea. Non solo una pietra miliare per gli studi schellinghiani, dunque, ma un’autentica, originale proposta filosofica.


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Date de parution 15 décembre 2017
Nombre de lectures 1
EAN13 9788878854178
Licence : Tous droits réservés
Langue Italiano
Poids de l'ouvrage 1 Mo

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Filosofie della natura dopo Schelling
Iain Hamilton Grant
Emilio Carlo Corriero (ed.) Traduttore: Emilio Carlo Corriero
Editore: Rosenberg & Sellier Luogo di pubblicazione: Torino Anno di pubblicazione: 2017 Data di messa in linea: 15 dicembre 2017 Collana:Phýsis.Collanadilosoa ISBN digitale: 9788878854178
http://books.openedition.org
Edizione cartacea Data di pubblicazione: 1 maggio 2017 ISBN: 9788878854154 Numero di pagine: 317
Notizia bibliografica digitale GRANT, Iain Hamilton.Filosofie della natura dopo Schelling.Nouva edizione [online]. Torino: Rosenberg & Sellier, 2017 (creato il 18 dicembre 2017). Disponibile su Internet: . ISBN: 9788878854178.
Questo documento è stato generato automaticamente il 18 dicembre 2017.
© Rosenberg & Sellier, 2017 Creative Commons - Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported - CC BY-NC-ND 3.0
Ripercorrendo la filosofia della natura di Schellin g , in un costante dialog o con le opere scientifiche del suo tem po, questo sag g io non si lim ita a esporre le tesi orig inali della fisica speculativa del filosofo tedesco com e un sem plice episodio della storia del pensiero. Il prog ram m a filosofico intrapreso e sviluppato da Schelling è infatti presentato da Iain Ham ilton Grant com e un percorso tuttora praticabile , e anzi necessario com e rim edio al rifiuto della m etafisica all’atteg g iam ento “antifis ico” che pervade buona parte della filosofia contem poranea. Non solo una pietra m iliare per g li studi schelling hiani, dunque, m a un’autentica, orig inale proposta filosofica.
IAIN HAMILTON GRANT
Inseg na filosofia presso la University of the West of Eng land. Si è occupato a lung o di filosofia post-kantiana e di m etafisica. È fig ura di punta della recente ripresa di interesse per Schelling in am bito ang lofono e ha realizzato la traduzione delle sue principali opere di filosofia della natura (SUNY, 2016). Tra le sue pubblicazioni più recenti:Die Natur der Natur (2016); con J. Dunham e S. Watson,Idealism: The History of a Philosophy(2011).
INDICE
Introduzione. Ripensare Schelling Emilio Carlo Corriero
Premessa all’edizione italiana Iain Hamilton Grant
Prefazione
1. Perché Schelling? Perché la filosofia della natura? 1.1 La filosofia della natura postkantiana 1.2 La natura del postkantismo 1.3 La storia della filosofia come estensibilità comparativa dei sistemi filosofici
2. Le potenze insite nel divenire: il riemergere della fisica platonica nella filosofia genetica 2.1 Essenze e apparenze. La defisicalizzazione della g rande fisica 2.3 Storia naturale
3. Antifisica e neofichtianesimo 3.1 La tarda fisica trascendentale e la filosofia: Kant e il somatismo 3.2 Metafisica e antifisica: fichtismo e il numero dei mondi 3.3 Org anicismo come antifisica: Fichte contro Oken 3.4 L’antifisica e i fondamenti della scienza
4. La storia naturale dell’incondizionato 4.1 ‘Il primo prog etto di zoolog ia comparata tedesca’ 4.2 I fattori del parallelismo: la successione dinamica dei g radi nella natura
5. Ciò che pensa in me è ciò che è fuori di me: la fenomenicità, la fisica e l’idea 5.1 Il sog g etto della natura stessa 5.2 La decomposizione dell’intellig enza
6. Filosofia dinamica, fisica trascendentale
7. Conclusione: geologia trascendentale
Postfazione Aforismi sulla filosofia della natura di Grant Maurizio Ferraris
Bibliografia
Introduzione. Ripensare Schelling
Emilio Carlo Corriero
C’è sem pre una com ponente biog rafica più o m eno rilevante nel nostro lavoro filosofico, e la realizzazione dell’edizione italiana di questo l ibro non fa certo eccezione. L’idea orig inaria di tradurre e presentare al pubblico ita lianoPhilosophies of Nature after Schelling risale al 2010. Avevo da poco licenziato l’edizione diNatura e Spirito. Lezioni sulla filosofia di Schellingo dando avviodi Manfred Frank e assiem e ad Andrea Dezi e allo stesso Frank stavam alla collanaSchellings Philosophie1ente teoretica dibizione fortem , che nasceva con l’am contribuire a riportare Schelling al centro del dib attito filosofico, in un contesto che g m uoveva in quella direzione e che di lì a poco avre bbe visto una vera e propria rinascita schelling hiana soprattutto a partire dall’am bito an g lofono. Già nelle nostre discussioni dell’anno prim a a Tubing a, attorno a un tavolo del Sultan Caffe, non lontano dallaNeue Aula dove Manfred Frank teneva le sue lezioni su Schelli ng , o nelle lung he passeg g iate tra le strade e le piazze della cittadina del Baden-Württe m berg , em erg eva la rilevanza e l’orig inalità dell’opera di Grant nel panoram a sche lling hiano recente. L’interesse per questo libro, non facile a una prim a lettura, si accom pag nò sem pre più alla convinzione che si trattasse di un’opera di rottura capace per un verso di influenzare in m odo decisivo g li studi schelling hiani e per l’altro di inserire Schelling nel dibattito filosofico più am pio; una convinzione, questa, che si rinsaldò ulteriorm ente in considerazione del ruolo centrale che Grant com inciò ad assum ere nella rinascita schellin g hiana, con le pubblicazioni e le conferenze in ling ua ing lese e con la fondazione dellaNorth American Schelling Societye i suoi conveg ni annuali. Fu proprio durante il secondo di questi cong ressi, che si tenne a London in Ontario, che ebbi occasione di ascoltare lalecture di chiusura di Grant e di proporg li la partecipazione al com itato scientifico della nostra collana schelling hiana. Eg li accettò di buon g rado e ne nacque una proficua collaborazione che fra le altre cose vide la realizzazione nel 2013 del volum eNature and Realism in Schelling’s Philosophy2, e la m ia visita di ricerca a Bristol presso il Dipartim ento di Filo sofia della sua Università nell’anno successivo. Fu in particolare in questo periodo di stretto dialog o con Grant attorno al ruolo di Schelling nel panoram a filosofico contem poraneo e ag li sviluppi diontologia dinamicache andavo definendo presso la University of the West o f Eng land di Bristol, che ripresi l’idea, per qualche tem po accantonata, di tradurre il suo libro in italiano. D’altra parte, sem pre in quel periodo era nata sia l’idea di org anizzare, assiem e a Maurizio Ferraris3, un g rande conveg no internazionale a Torino volto a “ripensare ” Schelling in un’ottica il più possibile attuale4, sia l’intenzione di fondare e dirig e questa collana filosoficaere assiem Phýsis(in un prog etto assai affine a quello che prendeva corpo proprio in quel periodo con la collana d iPhilosophy of Nature presso la Edinburg a l’altro avrebbeh University Press), cosa che fr offerto, com e poi è accaduto, il contesto editorial e ideale per l’edizione italiana di Philosophies of Nature after Schelling.
Già prim a che m i ponessi effettivam ente dinanzi alla traduzione e alle sue difficoltà, il libro di Grant m i sem brava rappresentare un punto di svolta deg li studi schelling hiani, com e solo rarissim am ente era accaduto neg li ultim i decenni. O g g i, m entre scrivo questa m ia nota in conclusione del lung o lavoro di edizione, sono anco ra più convinto del fatto che questo libro costituisce un’eccezionalità all’interno delleSchelling-Studienparag onabile aPrädikation und Genesis di e alle stesse lezioni sulla filosofia d Hog rebe ell’Identità di Manfred Frank pubblicate con il titolo diNatura e Spirito5una queste tre opere è l’intento. Ciò che accom innovativo e fortem ente teoretico (sem pre com m isurato però a una ineccepibile attenzione storica) di recuperare quanto di Schelling è ancora utilizzabile nel contesto filosofico attuale, sping endo l’interpretazione del filosofo d i Leonberg al di là delle letture tradizionali e ben oltre il m ero lavoro com pilativo di un certo m odo deteriore di fare storia della filosofia. Ciò che però contraddisting uePhilosophies of Nature after Schellingrispetto alle altre due opere e che in parte – è im possibile neg a rlo – si deve alla ling ua in cui è stato pubblicato, è l’effetto che tale libro ha prodotto in un tem po relativam ente breve nella recente rinascita schelling hiana.
Neg li ultim i anni l’apporto più orig inale ag li stud i schelling hiani viene senza dubbio dall’am bito ang lofono. Il num ero crescente di tradu zioni, m onog rafie e raccolte di sag g i testim onia di un interesse costante capace, da un l ato, di rivitalizzare g li studi schelling hiani classici e, dall’altro, di aprire nu ovi scenari e soprattutto riproporre Schelling nel dibattito contem poraneo com e un autore ancora attuale.
Philosophies of Nature after Schellinga edizione risale al 2006, è senza dub bio una, la cui prim pietra m iliare in questa rinascita, che ha posto al centro dei suoi interessi teoretici una riconsiderazione g enerale delle tesi dellaNaturphilosophie. È di fatto attorno al ruolo che g ioca la natura all’interno della filosofia di Sche lling che ruota g ran parte deg li studi pubblicati recentem ente in ling ua ing lese. Anche se evidentem ente le rag ioni di questa predilezione per le tesi fondam entali dellaNaturphilosophie di Schelling sono m olteplici e hanno certam ente a che fare con consuetudini radicate nella cultura filosofica britannica e nordam ericana, essi si rifanno, alm eno in parte, a quell’eccedenza ontolog ica, m ai del tutto risolvibile concettualm ente, che caratterizza il Real-Idealism o di Schelling g ià am piam ente m essa in luce dag li studi schelling hiani del Novecento tanto sul versante storico quanto sul versante più squisitam ente teoretico. Lung o questa linea di interpretazione, si insiste tradizionalm ente sulla particolare nozione schellin g hiana diWirklichkeitrealtà [attualità, effettiva]6sofia dell’esistenza (si pensi, che avrebbe aperto la strada alla successiva filo anche soltanto all’entusiasm o, poi però tradito e deluso, con cui Kierkeg aard attese le prim e lezioni di Berlino), e avrebbe in qualche m odo sug g erito le letture m aterialistiche di interpreti com e Jürg en Haberm as, Ernst Bloch, e Manfred Frank7. In quanto si rivolg e alla filosofia della natura co m e «fondam ento dell’intero sistem a» del sapere di Schelling , presentando un lavoro di ricostruzione am pio e docum entato, il libro di Grant a tutta prim a corre il rischio tutt’altro che rem oto di essere descritto com e un’interpretazione m aterialistica dell’opera del filosofo di Leonberg . In ciò non vi sarebbe alcuna novità particolare rispetto alla ricezione tradizionale di Schelling , e d’altra parte, nel
dibattito filosofico contem poraneo a cui Iain Ham il ton Grant g uarda costantem ente con questo libro e con le sue successive pubblicazioni si avrebbe apparentem ente g ioco facile nell’ascrivere il suo prog ram m a filosofico alla var ieg ata fam ig lia del naturalism o o a descriverlo com e una form a di m aterialism o vitalist ico. Si tratta evidentem ente di interpretazioni affrettate che trascurano colpevolm ente i risultati orig inali a cui il libro perviene nonché la m ole di conseg uenze teoriche che produce recuperando Schelling al dibattito contem poraneo. Il libro di Grant ha l’indiscusso m erito di aver ricostruito la prim a fase della filosofia della natura di Schelling , evidenziando la radicalità del l’im postazione platonica orig inale e l’unitarietà di quel prog ram m a filosofico, con il r isultato di riportare la particolare e fruttuosa nozione schelling hiana di ‘natura’ all’in terno del dibattito filosofico contem poraneo, dapprim a in dialog o e confronto con la cosiddetta svolta speculativa8 e poi con il ‘nuovo realism o’ e le sue derivazioni, m a più in g enerale realizzando una vera e propria proposta filosofica orig inale che sa confro ntarsi con le tem atiche della nuova filosofia della natura (ontolog ia delle potenze, es senzialism o…), con le problem atiche connesse alla svolta m etafisica della filosofia ana litica, con la questione delgrounding, sug g erendo infine sul piano dell’etica soluzioni no n riduzionistiche. È di fatto la critica che Grant m uove al ‘som atism o’ di derivazione aristotelico-kantiana che induce a ripensare il rapporto forza/m ateria nella direzione deldinamismo sug g erito da Schelling e quindi a considerare la questione del fondam ento sulla base di una profonda revisione del nesso antecedente/conseg uente.
Filosofie della natura dopo Schellinge problem di ripensare la natura com sug g erisce a filosofico fondam entale, ed esorta a unanature-philosophyhiano laladdove nello spirito schelling  – natura è assiem e sog g etto e og g etto dell’indag ine filosofica –, quale esito im prescindibile di og ni serio prog ram m a filosofico che g uardi all’esse re nella sua com plessità e non rinunci a visioni di insiem e, e in questo senso non disdeg ni un approccio effettivam ente m etafisico alla natura, che pare orientato nella direzione g ià auspicata da Kant nell’Opus postumum, secondo cui non può darsi alcuna vera m etafisica separata dalla fisica.
In questa direzione m uovo io stesso nel m om ento in cui sug g erisco di leg g ere la filosofia di Schelling com e un prog ram m a unitario di “filosofia dinam ica”, non solo nell’ottica di riassestare sul piano storiog rafico la ricezione dell’opera del filosofo, m a soprattutto al fine di proporre sulla base di quella ispirazione fondam entale una concezione ontolog ica plausibile nel dibattito contem poraneo. Durante il m io periodo di ricerca a Bristol, ho avuto m odo di apprezzare di persona com e il libro di Grant sia il risultato di un accurato studio delle fonti e dei testi schelling hiani oltre che della m etafisica classica e contem poranea, e co m e continui a costituire per lui un laboratorio di idee, nonché un punto di riferim ento costante per i nuovi sviluppi che propone e articola nelle efficaci e affascinanti co nferenze in g iro per l’Europa, così com e nelle sue ricchissim e e coinvolg enti lezioni ag li studenti. In quei m esi a Bristol, le nostre conversazioni vertevano, oltre che sull’attualità filosofica di Schelling , per lo più sui tem i direttam ente affrontati nei corsi di quel sem estre, vale a dire sullaNaturphilosophie della trilog ia deg li anni Novanta del Settecento e sullaBegründung der positiven Philosophie deg li anni di Berlino: opere e tem atiche apparentem ente sleg ate tra loro che trovavano però una
forte connessione per un verso nella concezione “dinam ica” dell’essere e, per l’altro, nella problem atica questione del “fondam ento”. Questi due tem i cruciali, la riflessione sul fondam ento e la concezione dinam ica della natura (o vvero dell’essere in g enerale) si intrecciano sig nificativam ente proprio nelleRicerche filosofiche sull’essenza della libertà umana: l’opera decisiva per la com prensione del prog etto u nitario di Schelling e dell’intim a connessione tra la filosofia della natura del prim o periodo e i tentativi di fondazione della filosofia positiva. Ciò che sostenevo in quelle conversazioni con Grant e ciò che tuttora di fatto asserisco è che la filosofia di Schelling debba essere intesa com e un prog etto unitario di “filosofia dinam ica” in cui la filosofia della natura è senza dubbio il nucleo teorico all’interno però di un’ineludibile cornice di filosofia dell’identità. Solo infatti la filosofia dell’Identità, in stretta connessione alla particolare leg g e della copula a c ui si rifà, può di fatto am m ettere un processo (dinam ico) all’interno del quale i sing oli sviluppi e passag g i da uno stato all’altro o l’“em erg enza” di uno stato di cose sono possibili senza salti o interruzioni. Nel definire la filosofia di Schelling , l’utilizzo dell’espressione “filosofia dinam ica” può risultare controverso, dal m om ento che tale espressione sem bra alludere a una sola parte della sua filosofia, laddove eg li afferm a che «la d inam ica è per la fisica ciò che il trascendentale è per la filosofia» (SW, I/4, p. 75) . A sg om berare il cam po dall’idea che la filosofia dinam ica sia riconducibile a un solo am bi to della filosofia, vale a dire a una filosofia della natura contrapposta a una filosofia trascendentale, è g ià sufficiente richiam arsi all’«identità del dinam ico e del trasce ndentale» proclam ata nelSistema dell’Idealismo trascendentalei natura e spiritoo ‘identitario’ d , in cui si fonda quel parallelism che caratterizzerà i successivi sviluppi della filo sofia di Schelling . Ciò che intendo nel definire la filosofia di Schelling com e una filosof ia dinam ica è che og ni fase del suo percorso filosofico ‘si fonda’ invero sulla dinam ic a orig inaria del particolare og g etto individuato e indag ato dalla filosofia della natura , ossia l’“essere stesso”, nella definizione d e lPrimo abbozzo di Sistema della filosofia della natura1799, o l’“esistente in g enerale”, del secondo l’espressione dell’ultim o scritto di filosofia della natura, l’Esposizione del processo della naturache restituisce peraltrog etto, icità di tale og 1844. In particolare, la dinam  del l’unitarietà del prog ram m a filosofico di Schelling , em erg e con m ag g iore chiarezza nel m om ento in cui si leg g ono le affinità che leg ano la filosofia della natura del prim o periodo con le tesi alla base della filosofia positiva e co m e queste ultim e altro non siano sul piano strettam ente teoretico che la risposta alle problem atiche em erse g ià nella filosofia della natura del prim o periodo. Ho m ostrato altrove com e l’unità del percorso teorico di Schelling non sia tanto da rinvenirsi nella sua costante attenzione al problem a della libertà 9pio sosteneva Erhardt, com e per esem 10, quanto piuttosto nella sua considerazione del problem a filosofico fondam entale costituito dalla natura, perché se è vero che la libertà è «l’alfa e l’om eg a della filosofia»11, è solo a partire dalla considerazione della natur a (nella sua accezionedinamica), com e si leg g e e ripetutam esplicitam ente leente nel Ricerche filosofiche sull’essenza della libertà umana e gli oggetti a essa connessiprendere, che è possibile com la questione ontolog ica della libertà. Nell’intento di ricostruire l’unità del prog ram m a filosofico di Schelling com e una filosofia dinam ica l’ostacolo ultim o e decisivo da superare sta senza dubbio nel m ostrare l’affinità teorica ch e leg a la filosofia della natura deg li anni Novanta del Settecento e le conseg uenti tesi di filosofia dell’Identità con i diversi tentativi di ‘fondazione’ della filosofia positiva. Non si tratt a evidentem ente di ridurre la filosofia positiva nel suo com plesso alla filosofia della nat ura, perché ciò è evidentem ente un