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ELFRIDA

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42 pages
Livret de l'opéra " Elfrida ".
Texte de Ranieri De' Calzabigi
Musique de Giovanni Paisiello.
Site : librettidopera.it
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ELFRIDA
Tragedia per musica.
testi di Ranieri De' Calzabigi
musiche di Giovanni Paisiello
Prima esecuzione: 4 novembre 1792, Napoli.
www.librettidopera.it
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Informazioni
Elfrida
Cara lettrice, caro lettore, il sito internetwww.librettidopera.itè dedicato ai libretti d'opera in lingua italiana. Non c'è un intento filologico, troppo complesso per essere trattato con le mie risorse: vi è invece un intento divulgativo, la volontà di far conoscere i vari aspetti di una parte della nostra cultura. Ogni libretto è stato cercato e realizzato con passione: acquistando i compact-disc realizzati aiutate a portare avanti e a migliorare la qualità di questa iniziativa. Motivazioni per scrivere note di ringraziamento non mancano. Contributi e suggerimenti sono giunti da ogni dove, vien da dire «dagli Appennini alle Ande». Tutto questo aiuto mi ha dato e mi sta dando entusiasmo per continuare a migliorare e ampliare gli orizzonti di quest'impresa. Ringrazio quindi: chi mi ha dato consigli su grafica e impostazione del sito, chi ha svolto le operazioni di aggiornamento sul portale, tutti coloro che mettono a disposizione testi e materiali che riguardano la lirica, chi ha donato tempo, chi mi ha prestato hardware, chi mette a disposizione software di qualità a prezzi più che contenuti. Infine ringrazio la mia famiglia, per il tempo rubatole e dedicato a questa attività. I titoli vengono scelti in base a una serie di criteri: disponibilità del materiale, data della prima rappresentazione, autori di testi e musiche, importanza del testo nella storia della lirica, difficoltà di reperimento. A questo punto viene ampliata la varietà del materiale, e la sua affidabilità, tramite acquisti, ricerche in biblioteca, su internet, donazione di materiali da parte di appassionati. Il materiale raccolto viene analizzato e messo a confronto: viene eseguita una trascrizione in formato elettronico. Quindi viene eseguita una revisione del testo tramite rilettura, e con un sistema automatico di rilevazione sia delle anomalie strutturali, sia della validità dei lemmi. Vengono integrati se disponibili i numeri musicali, e individuati i brani più significativi secondo la critica. Viene quindi eseguita una conversione in formato stampabile, che state leggendo. Grazie ancora. DarioZanotti
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Libretto n. 184, prima stesura perwww.librettidopera.it: marzo 2009. Ultimo aggiornamento: 16/03/2009.
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R. De' Calzabigi / G. Paisiello, 1792 P E R S O N A G G I
EGGARDO, re in Inghilterra..........TENORE
ORGANDO, conte di Devon...BASSO .......
ELFRIDAsua figlia, e moglie di..........SOPRANO
AELDLTOVO, favorito del re..........SOPRANO
EVELINA, confidente d'Elfrida..........CONTRALTO
OSMONDO, confidente d'Orgando..........SOPRANO
SIVENO, ufficiale del re..........TENORE
Cortigiani, Cacciatori, Guardie, e Servi del re, e di Adelvolto.
Personaggi
La scena è un nobile antico castello d'Atelvolto, e boscaglie, che lo circondano.
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Argomento
Argomento
Elfrida
Nel decimo secolo, e nel tempo dell'eptarchia, regnò un Edgaro in Inghilterra. Suo favorito amico, e ministro fu un conte Atelvolto. Tanto si parlò, e con tanta lode al giovane re della straordinaria bellezza di Elfrida figlia di Orgando conte di Devonia, che inviò Atelvolto alla di lui residenza, con segreta commissione di veder la donzella, e qualora alla fama corrispondesse la sua beltà, di chiederla al padre per moglie, e regina. Invaghitosi al primo incontro Atelvolto di Elfrida, dissimulò l'incombenza del re, e per sua sposa la chiese al padre, e l'ottenne. Sposata che l'ebbe, per coprire l'inganno, con pretesto di gelosia, la chiuse in un suo solitario, ma sontuoso castello, ed a tutti, e fino al padre di lei, ne proibì l'accesso; e tornato al re gli riferì maliziosamente, non essere Elfrida, né bella, come si pubblicava, né degna delle sue nozze. Insospettito, e sdegnato intanto Orgando di sì strana proibizione, si portò sconosciuto al castello di Atelvolto, ove era la figlia, per scoprirne il motivo. Edgaro al tempo stesso scorrendo il suo regno per divertirsi alla caccia, e sapendo che vi era Atelvolto, volle onorarlo d'una visita. Così per diversi incidenti fu scoperto il tradimento del favorito. Formano questi, o veri o verisimili, l'intreccio del dramma. La catastrofe è tragica nella storia, uccidendo Edgaro in duello Atelvolto, e sposando Elfrida. Si è cambiata per appropriarla alle nostre scene, e addolciti si sono alquanto i nomi dei personaggi.
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R. De' Calzabigi / G. Paisiello, 1792 A T T O P R I M O
Atto primo
Scena prima Davanti alla porta principale del castello. Prato grande, e ameno. Vi si arriva per lunghi viali tagliati nelle selve, che lo circondano. L'entrature de' viali suddetti sono abbellite da rozze guglie, e di trofei militari. Elfrida, ed Evelina. EIRADFL Come al corso il sole è lento, e prolunga il mio tormento col ritardo del mio ben! Ah! ritorna, amato sposo, e consola il sospettoso desiderio, ch'ho nel sen. ERIDALFSì, fedele Evelina, è questo il giorno, in cui lo sposo a' miei bramosi amplessi promesse di tornar. Sull'orizzonte alto risplende il sole, e ancor no 'l vedo giungere, comparir. Volgo gli sguardi avidi invano in quelle strade selvose: invano il rimbombo del corno, e de' destrieri il calpestio sonante sospiro udir; profondo silenzio malinconico dilegua le mie speranze, e cento presagi ingrati, e neri richiamano a vicenda i miei pensieri. EDIALRF Ah! ritorna, amato sposo, e consola il sospettoso desiderio, ch'ho nel sen.
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Atto primo
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EVELINAVano, amica, è il timor. Del tuo consorte il vivo amore, l'immutabil fede, la costanza in amarti, l'ansietà di vederti, d'esser con te, di queste deliziose foreste gli alberi, i prati, ed i ruscelli, e i fonti ti rammentano ognor come potrebbe cura gelosa insinuarti in seno con sognati sospetti il suo veleno? EADIRFLE i reali soggiorni temere non dovrei? Fra tante scene di pompe, e di piacer, forse distolto, abbagliato Adelvolto. EVELINAA tormentarti troppo ingegnosa ormai ti rendi. EALDIRFE ignota  perché qui sempre egli mi vuol? EVELINALa tua rara beltà qualche pensier geloso può in lui forse destare. È troppo amante per non temer che alcuno amante a te, non si rivolga, e forse lo stesso re. EADIRFLDel padre perché a teneri affetti m'invola ancor, con vani ricercati pretesti? Ah! non permetta amico il ciel, che di sì strana, e nova diffidenza ei s'irriti. Orgando, il sai, te 'l dissi è sospettoso, superbo, impetuoso... EVELINAOrgando crede, ch'è tua scelta il ritiro. ERILFDAIl crede, è vero, per opra mia. Lo sposo così m'ingiunse... EVELINAAlcuno qui move il passo. ELDIRFAAmica ritiriamoci... EVELINAOrmai no 'l possiamo sfuggir.
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Elfrida
Atto primo
R. De' Calzabigi / G. Paisiello, 1792 EIRADFLSì: che fra questi folti sentier ci asconderem. (s'inselvano) Scena seconda Orgando, e Osmondo in abito comune di cacciatori, inoltrandosi. OODGRNAVedesti? OOMONDSNon ti conobbe. OODNGARLe mentite spoglie han potuto ingannarla. ODOMSNOOr quale arcano Adelvolto consiglia ad occultare al genitor la figlia? OOAGDNRPer indagarlo appunto qui venni. Andiam: sicuro è l'incontro per questa opposta via; t'affretta... Io di sì stolta ingiuriosa riserva offeso sono, e intollerante: osserva. (mostrandogli, che già si scoprono) Scena terza Elfrida, ed Evelina, che sbucando nel prato per un sentiero, incontrano improvvisamente Orgando, e Osmondo. ONAGRDO(avanzandosi sollecito) Nobil donna... ELFDRAIStraniero... (Oh importuno!) Che vuoi? ODORGANDi': non è quello il romito castello del felice Adelvolto?... Amico io sono del signore di queste remote solitudini. Confido dalla sua gentilezza esservi accolto adesso, come sempre. EAFRIDLÈ assente... (partendo) OGRONDAnenealodt(ttar) Intesi ch'oggi s'aspetta. www.librettidopera.it
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Atto primo
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ONOODMS(Un non so qual timore l'occupa: in noi non fida.) ODOANRGVedrò dunque Adelvolto, e vedrò Elfrida. EDIALRF(Elfrida! Ahimè! qual nome gli uscì dal labbro.) Come ti è noto... OGRNAODE ancora, o figlia,  non mi ravvisi? Queste sono del tuo diletto le riserve incredibili, e leggiadre. EFLIRADAh! Caro genitore... in queste vesti trasformato... vagante... improvviso così. ONAGRODTi rassicura. EVELINATorbido giorno si prepara. (a Orgando) ONAGRODMeglio spiegati, e ti rispondo. EIDALFRPadre!... Elfrida... Adelvolto... Ah! mi confondo. ORGANDONon m'abbracci! All'incontro non ti giubila il cor?... Nel rivedermi, perché fra tanti turbamenti involto... EVELINA(ritorna) Elfrida... ERFLIDAA che mi vuoi? EVELINAGiunge Adelvolto... EDAIRFL(Di sgomentarmi adesso tempo non è.) La tua affettuosa Elfrida compatisci, o signore... A quel ritroso sostegno tuo, a quel parlar diverso dall'usato con me, tener non seppi gli affetti miei tumultuanti a freno. ODOANRGCalmati. ELADIRFAh: vieni alla tua figlia in seno. ELFRIDATu m'ami, o padre amato, lo so... ma in quest'amplesso perché così adombrato t'ho da veder con me?
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Elfrida
R. De' Calzabigi / G. Paisiello, 1792 Atto primo ONDGAORNella mia figlia io trovo un non so qual timore, non il sincero amore, che un tempo avea per me. Insieme EVELINA(Minaccia il ciel turbato, s'ammanta a nero il giorno: mormora il tuono intorno né intendo ancor perché!...) ODOONSM(Minaccia il ciel turbato, s'ammanta a nero il giorno: mormora il tuono intorno e intendo ben perché!...) ORGANDOE sempre qui t'ascondi? E al padre ancor t'involi? Figlia, così consoli, chi t'ama al par di sé? ELRFDIAIn pace qui respiro: mi piace il mio ritiro... OROGANDDegno non è di te. EDARILFDeponi ogni sospetto... ONGARODIl mio paterno affetto estinto ancor non è. OSNDMOOFuneste le tempeste pace disperda, e amore... Insieme EVELINAFidati del mio core e lo vedrai qual è. OGRODNAPalesami il tuo core e il mio vedrai qual è. Insieme ODNAGORTorni d'Elfrida al core la calma che perdé! EADIRFLTorni del padre al core la calma che perdé! EVELINATorni nel nostro core la calma che perdé! OMSNOODTorni d'un padre al core la calma che perdé! (partono) www.librettidopera.it9/ 42
Atto primo Elfrida Scena quarta Galleria, che a diversi appartamenti conduce. È premessa allegra sinfonia di strumenti di fiato, che accenna il giubilo dell'arrivo d'Adelvolto, e va poi a terminare ne' tuoni appropriati all'istrumentato recitativo, che seguita. Elfrida, Adelvolto frettolosi entrando s'incontrano sulla scena. EFLIRADAh! Mia speme... ADELVOLTOAh! mio bene... EFRLAIDUnica, cara fiamma dell'alma mia... ADELVOLTOSposa adorata...  EIDFRLAQuanto, e piangendo t'aspettai... ADELVOLTOTrascorse poca parte del giorno, che prescrissi al tornar. EIRFLDACaro ritorno! EFLIRADAbbracciami, o sposo, e tergi quel pianto, che dolce amoroso inonda il mio sen. Quel tenero pianto, qual palpito, e quanto soave amoroso, mi desta nel sen! Il cielo pietoso fedeli costanti agli ultimi istanti ci guidi così. E fra le tue braccia. Avvinta... Ristretto... Mio cor... Mio diletto... Languire... Morire... Ci faccia in un dì.
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ADELVOLTO
EADFLIR E ADELVOLTO
ELDAIRF ADELVOLTO EADIRFL ADELVOLTO ELRFDIA ADELVOLTO EAIDRFL E ADELVOLTO
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R. De' Calzabigi / G. Paisiello, 1792 EFLIRADSposo, idol mio, del genitor l'arrivo forse ti spiace. Ei mi sgridò; la mia lunga dimora in questo bel soggiorno disapprova, condanna. ADELVOLTOAh! Già preveggo...  ELFRIDANon ti turbar. La cura a me ne lascia: ei mi ama: fingi con lui. Dì che da me dipende il partire, il restar: che il piacer mio non la tua volontà qui mi trattiene; non dispero acchetarlo... e... Appunto ei viene.
Scena quinta Orgando in abito conforme al suo grado, e detti. OGRNAODFelici sposi, anch'io vengo a goder de' vostri dolcissimi contenti, ma dolermi di te, Adelvolto, alfine devo a ragion. La figlia mia diletta non diedi a te, per farla cittadina de' boschi, e cacciatrice: sai, ch'a lei non disdice lo splendor della reggia. Il suo ritiro non conviene al mio stato, non giova a te. Non soffrirò che sia occulta sempre, e ignota la progenie di tanti illustri eroi. Se sconsigliato amore vaneggia nel tuo core, se sospetta e diffida; onora il genitor, rispetta Elfrida. EFRLAIDNon incolpar lo sposo di questa mia romita e solitaria vita. Usa io non sono a vivere co' re. Tu m'ispirasti indipendenza, e rustichezza. Io vivo, lontana da' tumulti, in queste selve liberi, e lieti i dì. ADELVOLTOConte, io la resi l'arbitra, la sovrana del viver suo, del suo piacer. Qui resti, preferisca la reggia, io non m'oppongo: acconsento, ubbidisco, e non dispongo.
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Atto primo
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