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Associazione Culturale Amigos de Léon Degrelle
CANTO A LAS WAFFEN SS di Léon Degrelle
Traduzione Marcol.
Le Waffen-SS avevano 38 divisioni con circa un milione uomini sui fronti. Di queste caddero su tutti i fronti della guerra più di 400.000 soldati, sottufficiali ed ufficiali, tra loro, 32 comandanti di divisione. 50.000 soldati delle Waffen-SS si considerano scomparsi. Ai soldati delle Waffen-SS si concessero moltissime onorificenze di merito militare(...) Ancora alla fine del secolo XX la maggioranza della gente ignora quello che fu, tra il1940 e il 1945, il fenomeno - unico nella storia militare - del milione di giovani combattenti politici, volontari tutti essi, integrati in seno delle trenta otto divisioni Waffen SS nel corso della Seconda Guerra mondiale. Chi erano? Innanzitutto, soldati (Waffen). I migliori soldati, formidabilmente equipaggiati, sempre i più pronti quando era necessario affrontare il nemico e reagire davanti ad una sconfitta. Fisicamente, i più prestanti: taglia minima 1,75 m.; Obbligatorietà di dimostrare una salute perfetta; Esclusione alla più piccola mancanza di visuale o davanti ad una carie molare; una milizia che rispecchiava tutte le norme olimpiche. Il loro allenamento era eccezionale. Nella Scuola di Ufficiale deBad - Tolz, tutti gli aspiranti avevano perso una dozzina di chili alla fine del corso. Al finire di questo corso ognuno era divenuto un atleta, flessibile, nudo e forte come un dio greco. Ricevevano anche una formazione politica del più alto rigore. Disciplina di ferro, libera ed allegramente accettata. Spirito di squadra, cameratismo costante disimpegnato da ogni complesso di casta. Severità nelle abitudini: nelle Waffen SS un pederasta era messo al muro senza possibilità di appello. L'eroismo era la legge imperante. I capi in testa. La media di sopravvivenza di un ufficiale delle Waffen SS in combattimento non superava i tre mesi. Questa concezione eroica del dovere era esaltata dalle evocazioni grandiose delle glorie del passato. Si nutriva di tutte le forze originali della Natura. Il solstizio di estate ricordava specialmente i fervori vivificanti dei fluidi terrestri e celesti. L'ultimo solstizio del 1944, aveva visto ancora tutti quei giovani guerrieri, con la torcia nelle mani, formando davanti il quadro nel chiarore dei vicini ed alti monti, mentre le apoteosi wagneriane suonavano, vibrando sotto la notte stellata. Ansia di giovani corpi di fronte alla vita! Passione per la creazione e conquista! Volontà di vivificare, di scalare fino alle cime uniti in una comunità umana rinnovata nella sua carne e nel suo spirito! Erano forti come le quercie dei boschi profondi, forti come gli uragani che martellavano i neri cieli, forti come i cavalieri delle epopee antiche, sfidando la fortuna e la morte! La Cavalleria!
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Le Waffen SS erano una cavalleria con i piedi nelle loro staffe e con le loro lance pronte ad attraversare il futuro: un milione di giovani guerrieri ideologici, decisi ad offrire tutto - la loro gioventù, il loro sangue, la loro fede - per ottenere tutto. Le Waffen SS erano state nei loro principi una formazione strettamente tedesca. Lo spettacolo di forza organizzata e di ideale integrale che diedero nel 1940 ad un Occidente stremato politicamente e moralmente scoraggiato, impressionò la gioventù dei paesi vicini. Bastarono alcuni mesi affinché milioni di giovani germanici, dell'Olanda, delle Fiandre, dei Paese Nordici, dapprima stupefatti, dopo entusiasmati, venissero a dare nelle Waffen SS, fino ad allora rilegate all'ambito nazionale, un connotato più ampio: Waffen SS di diciotto anni, di venti anni, arrivati da Anversa, da Rotterdam, da Copenhagen, da Oslo, fecero da allora gruppo unico con le Waffen SS di Berlino, di Monaco, di Vienna, di Konisberg. Tuttavia, il grande battesimo di fuoco non avvenne che un anno più tardi, quando Hitler volle, nel Giugno del 1941, liberare l'Europa della tirannia comunista di uno Stalin deciso, da già molto tempo prima, a divorare l'Europa, ultimando per allora, come l'ha riconosciuto lo stesso Maresciallo Zhukov, gli ultimi preparativi per la carica sovietica. Di fronte al pericolo comune, centinaia di migliaia di giovani non europei, respingendo il conformismo e la mancanza di immaginazione dei loro paesi atrofizzati, si affrettarono ad arrivare all'appuntamento del sacrificio. Da alcuni secoli tutti vivevano incartapecoriti nel loro piccolo guscio nazionalista, ognuno guardando il proprio vicino con sfiducia o con irritazione, ignorando che alcuni secoli prima formavano in somma una sola razza, una sola civiltà, che tutti loro erano i figli di una patria comune, l'Europa, venticinque volte centenaria. Una stessa spiritualità li incoraggiava. Staccandosi da Jutlandia, Frisia, Bravante, le Ardenne, la Bauce, gli Appennini, si trovarono tutti, mille duecento anni dopo Carlomagno, riuniti in un'immensa coorte giovanile, dove finalmente, scoprirono la loro unità. Certamente fu necessario del tempo. Erano separati da alcuni secoli. Il servizio comune, le stesse sofferenze, i camerati che morivano unirono questi ragazzi di venti paesi per troppo tempo ed artificialmente opposti. Forti saldature li unirono per quattro anni negli errori degli stessi combattimenti; appoggiandosi sempre con una sincerità crescente, si resero conto che una stessa fede politica li univa ma che, più di ogni altra cosa, l'identità del sangue li gemellava. I loro paesi non erano altro che un paese. Le Waffen SS sarebbero state il crogiolo gigante in cui si sarebbero interpenetrate in una fusione ardente i diversi geni dell'Europa storica. Da parte loro, di fronte al pericolo sovietico che minacciava ogni unificazione dell'antica Europa, le Waffen SS tedesche nei loro principi, avevano preso non solamente coscienza del pericolo che minacciava indistintamente tutti gli antichi popoli rivali del Continente, ma anche, e soprattutto, delle enormi realtà positive che, da sempre, avevano saldato le diverse comunità popolari dell'Europa. L'Europa di Cesare e di Augusto. L'Europa di Carlomagno e di Godofredo di Bouillon. L'Europa di Federico II di Hohenstaufen e di Carlo V. L'Europa del Principe Eugenio di Savoia e di Napoleone Bonaparte. L'Europa, anche, di Voltaire e Goethe. L'Europa dei grandi apostoli mistici, unendo sotto una stessa fede i galli, gli iberici, i germanici, i latini, gli slavi, dall'Ucraina fino ai lontani bordi del Baltico. Una dopo l'altra, le diverse legioni tedesche e non tedesche del Fronte dell'Est si unirono così liberamente, in rappresentazione diretta del loro paese, nel seno di una Waffen SS convertita nel gran centro di attrazione e di riunione di un milione di giovani europei, futuri costruttori del futuro. In questa federazione multinazionale ognuno aveva conservato la propria lingua,
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le proprie bandiere, la propria personalità. La lingua tedesca, seconda lingua, era chiamata a trasformarsi nel libero strumento per gli avvicinamenti nazionali. Le nostre ideologie, certamente, erano simili, ma fino ad allora molto frammentate. Le Waffen SS apportavano loro la potenza della volontà, dell'organizzazione e dell'unità di sforzi. Grazie a loro, nell'ora della grande commozione creativa del giorno dopo della vittoria, tutti sarebbero stati altrettanto disponibili, ognuno nella sua sfera natale, per dare all'Europa uno spirito ed una struttura. La Waffen SS si era trasformata nell'enorme corpo di assalto della rivoluzione nazionalsocialista. Materialmente e spiritualmente, questo mondo nuovo sarebbe stato contraddistinto dallo spirito di corpo, dalla disciplina, dalla potenza dell'ideologia: la consegna totale delle energie al servizio di un ideale assoluto. L'opera comune avfrebbe ottenuto i suoi frutti: ordine dello Stato, duraturo, indistruttibile, giustizia sociale, nel lavoro di tutte le classi; ampio sviluppo familiare, cellula basilare della stabilità della società e della felicità individuale; immaginazione nella creazione delle ricchezze materiali, armoniosamente adattati all'apertura morale di una comunità, piena dello spirito di solidarietà e del senso eroico della vita. Alla potenza fisica e alla potenza ideologica, si aggiunse la potenza nell'azione. Tedeschi e non tedeschi, in numero intorno al milione, formavamo una formidabile fraternità europea. Ritornando ai nostri rispettivi paesi sarebbero stati i maestri di opere nel sollevamento dell'Europa unita, una élite risoluta che avrebbe ribaltato, in una generazione, le autorità generalmente inconsistenti, acefale, vittime cieche di agitatori e di clan immensi nell'egoismo e nell'ambizione. Noi avremmo restituito ai nostri paesi la dignità. Li avremmo instradati verso la fioritura sociale e la comodità, ma contemporaneamente nella pace sublime della cosa bella, la cosa nobile, la cosa grande. La materia, sola a sé stessa, o muore o si suicida. Solo l'ideale ha una valenza eterna. Noi possedevamo questo ideale, sì, noi, i giovani europei della Waffen SS, qualunque fosse stato il nostro paese di origine, il nostro vecchio paese tanto caro, ma un paese che andava a smettere di vivere ripiegato su se stesso. Un intensa aria vivificatrice espelleva i miasmi asfissianti di vecchie decadenze. Le nostre volontà avrebbero assommato, in tutti gli angoli dell'Europa, gli sforzi dei nostri paesi in un'unità sontuosa, e non - come oggigiorno - in una vaga federazione, spesso scontrosa, di mercanti di pomodori, di nocciole, di agnelli, e di costolette di maiale, o proprietari vari di milioni di tonnellate di burro che si asciugano o imputridiscono nei magazzini super colmi per la pazzia e l'anarchia economica. La rivoluzione delle Waffen SS non sarebbe stata solamente quella della bistecca, bensì quella di una dottrina che avrebbe arricchito le comunità umane, elevando innanzitutto gli spiriti nel seno di una collaborazione basata nell'ordine politico e sociale, nello spirito comunitario e nei più alti principi morali, pilastri della ricostruzione. Le Waffen SS furono tutto questo: un esercito continentale come non si era conosciuto in alcuna epoca, un esercito che non era solo militare ma ideologico, capace di assicurare, grazie alla sua forza ed alla sua dottrina, la riunificazione ed il rinascimento dei membri dispersi di una Europa i cui falsi democratici di prima del 1940 ne avevano imbalsamato l'intelligenza e tagliato i nervi. Un vecchio rancoroso ed impotente - Roosevelt -, un matto furioso con una genialità ombrosa - Stalin - fecero dell'Europa nel 1945, un mezzo moderato alla mercé dei loro appetiti. Per lungo tempo, può darsi per sempre, l'Europa non sarà altro che un fazzoletto in tasca nel quale si soffiano il naso i potenti. Così fallì la più sorprendente esperienza politica e militare mai intentata. Fu unica per il suo carattere e per la sua durata: dal 1941 al 1945, un milione di ragazzi di 28 paesi
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dell'Europa, riuniti in seno della Waffen SS offrirono la loro gioventù, e spesso, la loro vita (400.000 Waffen SS morirono nel corso della Seconda Guerra Mondiale...) per creare una Europa devota alla giustizia sociale, alla solidarietà, all'ordine e la grandezza. Evocare il ricordo di questo milione di cavalieri è giusto e salutare. Oggigiorno, ci si trova macchiati dalle orde di impotenti che sono rosi dall'invidia e dall'odio: effettivamente, loro che hanno fatto? Nonostante tutto, in questa 'ora migliaia di giovani ricusano la capitolazione e non accettano la discesa nelle nuove cloache di infami e di vigliacchi politici del mondo attuale. Il grande esempio del milione di giovani eroi disinteressati della Waffen SS che vive e muore per un ideale di fuoco, chissà rianimerà un giorno gli incendi che si credono spenti sotto gli oltraggi. In questa attesa, nel frattempo, Onore e gloria al maggiore esercito ideologico della storia degli uomini! Tra mille anni si continuerà a parlare di questi soldati di ferro. Dovunque un eroe, appaia, non muore mai del tutto. il suo spirito continua a marciare come una guida alla testa dei paesi. La Waffen SS, soccombendo dopo una lotta titanica, è entrata per sempre nell'immortalità.
LA RIVOLUZIONE SOCIALE DI HITLER Léon degrelle
Il generale Leon Degrelle, principale leader del contingente belga del Waffen-ss , in questa parte tratta dalle sue memorie, descrive come Adolf Hitler guadagnò il supporto entusiasta della classe operaia della Germania. Una delle prime riforme del lavoro a beneficio degli operai tedeschi fu la formazione delle ferie pagate annuali. Nel 1936, il Fronte Popolare Socialista Francese fece mostra di aver inventato il concetto di ferie pagate e solo per una settimana allanno. Ma fu Adolf Hitler ad avere lidea dal primo mese della sua venuta al potere nel 1933, e in modo generoso per due o tre volte lanno. Da quel momento ogni operaio di una ditta aveva il diritto legale di avere le ferie pagate In Germania fino ad allora le vacanze pagate, dove loro le applicavano, non superavano i quattro o cinque giorni e circa la metà dei giovani operai non aveva alcun diritto. Hitler daltro canto favorì gli operai più giovani. Le vacanze non erano distribuite alla ceca e ai operai più giovani veniva dato tempo libero in modo più generoso. Era unazione umana, una persona giovane aveva più bisogno di riposo ed aria fresca per lo sviluppo della sua forza e del suo vigore in quanto appena arrivati alla maturità. Il tempo base di riposo erano dodici giorni, e dai venticinque anni salivano a 18. Dopo dieci anni di lavoro con la società , si avevano 21 giorni, tre volte tanto, quanto i socialisti francesi garantivano ai lavoratori della loro nazione nel 1936. Questi numeri possono essere stati sorpassati in più di una metà di secolo da allora, ma nel 1933 sorpassavano di gran lunga le norme europee.
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Per le ore in più , queste non vennero più pagate , siccome a quel tempo erano ovunque in Europa , ad appena il regolare ammontare per ora. Il giorno lavorativo in sé era stato ridotto ad una tollerabile norma di otto ore ,da quando anche la quarantesima ora la settimana fu istituita da Hitler in Europa. E sotto il limite legale , ogni ora in più doveva essere pagata ad una considerevole ammontare in aumento. Come altre innovazioni le pause di lavoro furono fatte per più tempo , due ore ogni giorno per permettere ai lavoratori di rilassarsi e di fare uso dei nei campi da gioco che le grandi industrie dovevano avere. Il licenziamento di un operaio non fu più lasciato alla sola discrezione del datore di lavoro come prima.in questo periodo , i diritti dei lavoratori per la sicurezza del lavoro erano inesistenti. Hitler capì che questi diritti dovevano essere spiegati nei dettagli. Il datore di lavoro doveva dichiarare il licenziamento 4 settimane prima. Poi il lavoratore aveva circa 2 mesi di tempo per fare una protesta. Il licenziamento poteva anche essere cancellato dal Tribunale del Lavoro. Cosa era questo tribunale?(Honor of Work Tribunal) chiamato anche il Tribunale dell Onore Socale, fu il terzo dei tre grandi elementi o strati di protezione e di difesa che dovevano guardare al beneficio di ogni lavoratore tedesco. Il primo fu il Council of Trust. Il secondo fu the Labor Commission. The Coucil of Trust fu istituito per partecipare alla formazione ed allo sviluppo di uno spirito reale di comunità tra dirigenze e operai. La legge del Reich diceva: In ogni impresa daffari il datore di lavoro e i capi dell impresa , gli operai , gli impiegati , e il personale dellimpresa dovranno lavorare propriamente per raggiungere lobiettivo dellimpresa e il bene comune della nazione. Loperaio non era più la vittima diversa, né nellaffrontare larbitrarietà del dirigente, né questo dovrà affrontare il ricatto per scopi politici. Larticolo 35 della legge del Reich dice che : Ogni membro di una comunità dimpresa Ariana dovrà assumere le responsabilità richieste dalla sua posizione nella detta comune iniziativa. In altre parole alla dirigenza della compagnia ci sarà un capo che vive e respira in carica , non una borsa di soldi con potere incondizionato. Linteresse della comunità può richiedere che un incapace o senza valore datore di lavoro venga tolto dai suoi doveri. Il datore di lavoro non sarà più inaccessibile o dotato di tutto il potere , capace di determinare le condizioni di dare lavoro o bruciare il suo staff. Egli, anche, sarà soggetto alle regolazioni di lavoro, che dovrà rispettare ,esattamente come lultimo dei suoi dipendenti. La legge conferisce onore e responsabilità al datore di lavoro solo se questo la merita. Ogni impresa daffari con un numero di 20 o più persone deve avere il suo Council of Trust. Composto da 2 a 10 componenti che devono essere scelti dallo staff alla dirigenza dellimpresa. Lordinanza di applicazione del 10 marzo 1034 della legge prima , afferma Lo staff è chiamato a decidere pro o contro la lista costruita con voti segreti, e tutti gli operai salariati inclusi gli apprendisti di 21 anni o più vecchi, prenderanno parte al voto. Il votare deve essere fatto mettendo un numero prima dei nomi dei candidati a seconda della preferenza, o cancellando alcuni nomi.
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A differenza del Business Council del regime precedente , il Council of Trust non fu più uno strumento di classe, ma uno di lavoro di gruppo delle classi, composta dai delegati dello staff così come dai capi dellimpresa. Luno non poteva agire senza laltro. Uniti per coordinare i loro interessi , sebbene formalmente rivali, ora loro cooperavano per costruire con il reciproco consenso le regole che determineranno le condizioni di lavoro. Lautore belga Marcel Laloire, che osservò le condizioni nel Reich scrisse il Council ha il dovere di sviluppare la fiducia reciproca allinterno dellimpresa. Consiglierà tutte le misure necessarie a migliorare il portare a termine del lavoro e su standard riportando a generali condizioni di lavoro, in particolare quelle che riguardano le misure volte a rinforzare i sentimenti di solidarietà tra i membri stessi e tra i membri e limpresa, o tesi a migliorare la situazione personale dei membri della comunità dimpresa. Il consiglio ha anche lobbligo di intervenire per decidere le dispute. Deve essere ascoltato prima dell imposizione di multe basate su regolazioni del lavoro.  Prima di assumersi i loro compiti , i membri del Work Council devono tenere un giuramento davanti ai loro collaboratori per portare a termine i loro compiti solo per il bene dellimpresa e per tutti i cittadini, mettendo da parte ogni personale interesse, e nel loro comportamento e nel loro modo di vivere servire come un modello rappresentativo dellimpresa.(articolo 10, paragrafo 1 della legge). Ogni 30 aprile, alla vigilia della grande festa nazionale del lavoro, i doveri del consiglio cessano e i consigli vengono rinnovati, tagliando il conservatorismo e lo sbalordimento e diminuendo larroganza di chi poteva aver pensato a loro stessi sotto critica. Era limpresa stessa che pagava un salario ai membri del Council of Trust, come se fossero assunti nellarea di lavoro e di assumere tutti i costi risultanti dal compimento regolare dei doveri del Council. La seconda agenzia che avrebbe assicurato lo sviluppo ordinato di un nuovo sistema sociale tedesco ere listituzione dei Workers Commisioners. Essenzialmente loro dovevano essere conciliatori e arbitri. Quando nuovi dispositivi furono azionati furono loro quelli che dovettero applicare il grasso. Dovevano far si che il Councils of Trust funzionasse armoniosamente in modo da assicurare che le regole di una data impresa daffari fosse portata avanti alla lettera. Erano divisi in 13 grandi distretti che coprivano il territorio del Reich. Come arbitri non furono nè dipendenti dai loro proprietari nè dai loro operai. Loro avevano un indipendenza totale nei campi. Erano appoggiati dallo stato, che rappresentava sia gli interessi di ognuno nellimpresa sia linteresse della società. Al fine che le loro decisioni non fossero mai infondate o arbitrarie, loro dovevano appoggiarsi al consiglio di un Consulting Councils of experts che consisteva di 18 membri selezionati da varie sezioni delleconomia in rappresentanza degli interessi di ogni distretto territoriale.per assicurare ancor più lobbiettività delle loro decisioni arbitrarie , una terza agenzia fu sovrapposta al Coucils of Trust e ai 13 Commissari, il Tribunal of Social Honor. Dal 1933 in poi loperaio tedesco aveva un sistema di giustizia a sua disposizione che fu creato specialmente per lui e che giudicava tutte le varie infrazioni dei doveri sociali basati sullidea della comunità dimpresa Ariana. Esempi di queste violazioni dellonore sociale sono casi in cui il datore di lavoro , abusando del proprio potere , mostrava una volontà malata verso il proprio staff o impugnò lonore dei suoi subordinati , casi in cui i membri dello staff terrorizzavano larmonia sul lavoro con unastiosa agitazione, la pubblicazione dei membri del
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Councils di informazioni confidenziali riguardanti limpresa ,di cui loro diventavano competenti nel corso del rilascio dei loro doveri. Tredici Tribunes of Social Honor furono costituiti, corrispondenti alle 13 commissioni. Il giudice esistente non era fanatico , era un giudice di carriera che vinse delle dispute. Nel mentre che limpresa si sviluppava , non fu lasciato fuori dai procedimenti. Il giudice era seguito da due giudici assistenti, uno che rappresentava lamministrazione laltro che un membro del Councils of Trust. Questo tribunalelo stesso di altre corti di legge, aveva i mezzi per rinforzare le sue decisioni. Ma cerano delle sfumature. Le decisioni potevano essere limitate in casi a delle dimostrazioni. Potevano anche colpire la parte colpevole con multe che raggiungevano i 10.000 marchi. Altre sanzioni speciali furono adattate a circostanze sociali: cambio dimpiego, licenziamento dei capi dellimpresa, o il suo agente che avesse fallito nei suoi compiti. Nel caso di una decisone contestata , la disputa legale poteva sempre essere condotta davanti a una Corte Suprema che si trovava a Berlino al quarto livello di protezione. Da questo momento in poi loperaio conosceva che lutilizzo della sua forza fisica in cattiva fede o offendendo il suo onore non sarebbe più stato permesso. Doveva adempire certi obblighi alla comunità ma erano obblighi che applicati a tutti i membri dellimpresa , dal capo esecutivo fino al ragazzo dei messaggi. Gli operai tedeschi alla fine avevano chiaramente stabilito i loro diritti sociali che furono arbitrati da un Labor Commission e rinforzati da un Tribunal of Honor. Sebbene influenzati da unatmosfera di giustizie e moderazione ci fu una rivoluzione. Questo accadde solo alla fine del 1933, e già i primi effetti si fecero sentire. Le aziende e i negozi grandi e piccoli furono trasformati o riformati in conformità degli standards rigidi di pulizia e di igiene. Larea interna , così spesso dilapidata, fu ora aperta alla luce; i campi da gioco furono costruiti, aree di riposo rese raggiungibili, dove uno potesse conversare a proprio agio e rilassarsi durante i periodi di pausa; caffetterie per gli impiegati e spogliatoi. Con il tempo, il che vale a dire in tre anni queste conquiste trovarono delle dimensioni mai immaginate. Più di 2000 industrie rifatte e imbellite, 23000 modernizzati, 800 stabili costruiti esclusivamente per gli incontri, 1200 campi gioco, 13000 attrezzature sanitarie con acqua corrente, 17000 caffetterie. 800 ispettori di dipartimento 17300 ispettori locali favorivano e continuamente dirigevano questi rinnovamenti e queste installazioni. Il grande sviluppo industriale propose ancor più lobbligo di preparare aree utili non solo per le attività sportive di ogni tipo ma fornite anche di piscina. La Germania aveva fatto una lunga strada dai lavandini per lavare la faccia e gli operai stanchi morti, diventati vecchi prima del loro tempo, ricolmavano squallidi cortili nelle pause di lavoro. Al fine di assicurare il naturale sviluppo della classe lavorativa, corsi di educazione fisica furono creati per i più giovani; 8000 furono organizzati. Fu sostenuto in egual misura un allenamento tecnico , con la creazione di centinaia di scuole di lavoro, corsi tecnici e esami di competenza professionale e esami competitivi per i migliori lavoratori a cui grossi premi furono assegnati.
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Per ringiovanire giovani e vecchi Hitler ordinò che venne organizzata una grande organizzazione di vacanza. Centinaia di migliaia di operai potevano rilassarsi al mare ogni estate. Magnifiche navi da crociera sarebbero state costruite. Treni speciali avrebbero portato gli operai in montagna o ai laghi. Le locomotive che portarono linnumerevole massa di operai  turisti in appena pochi anni di viaggio in Germania coprivano una distanza equivalente a 54 volte il giro del mondo. Il costo di queste escursioni popolari fu abbastanza significativo, grazie a gli ammontari ridotti dal Reichsbank. Queste riforme non mancavano di qualche cosa ? furono alcune di queste incrinate da errori e negligenze? E possibile. Ma cosa fece un ammontare di negligenze fianco a fianco gli immensi guadagni? Che questa riforma della classe operaia sapeva di autoritarismo? Era esattamente vero. Ma la popolazione tedesca era malata e stanca di socialismo e anarchia. Non li preoccupava affatto essere comandati. In effetti, la gente aveva sempre apprezzato di avere un uomo forte che li guidasse una cosa certa era che il cambio di mente della classe operaia che era ancora due terzi non-National Socialist nel 1933. Lautore belga Marcel Laloire notava: quando passi attraverso le città di Germania e vai nei quartieri della classe operaia, passi attraverso le industrie, sei affascinato nel trovare così tanti lavoratori al lavoro che sfoggiavano linsegna di Hitler, di vedere cosi tante bandiere con la Swastika, nere su fondo rosso, nei quartieri più popolati. Il Labor Front che Hitler impose a tutti gli operai ed impiegati del Reich era ricevuto con piacere dalla maggior parte. E già le vanghe dacciaio del National Labor Service potevano essere viste splendere lungo le vie. Il National labor Service era stato creato da Hitler per tenere insieme per alcuni mesi in assoluta uguaglianza , e con la stessa uniforme sia i figli dei ricchi che i figli dei più poveri. Tutto doveva dare forma allo stesso lavoro e fu soggetto alla stessa disciplina, anche gli stessi piaceri e gli stessi sviluppi fisici e morali. Negli stessi spazi e negli stessi erano diventati consci della loro comunità , erano riusciti a capirsi avevano cacciato via i loro pregiudizi di classe e di casta. Dopo questo segno , nel National Labor Service tutti incominciarono a vivere come compagni i lavoratori sapendo che il figlio del ricco non era un mostro e il giovane della povera famiglia sapendo che il figlio delloperaio aveva onore così come ogni altro che fosse stato più fortunato alla nascita. Hitler poteva già andare nelle industrie come nessun altro uomo del regime prima aveva fatto e parlava alla folla degli operai , migliaia di migliaia di loro alla volta, come in nei lavori Siemens. in contrasto con il Von Papens e gli altri uomini della nazioneegli poteva dire loro nella mia gioventù ero un operaio come voi. E nel profondo del cuore sono rimasto cosa ero allora.Nel corso dei suoi dodici anni di potere nessun incidente accadde in nessuna industria che Adolf Hitler aveva visitato. Quando era tra la gente , era a casa e veniva accolto come il membro di famiglia che aveva avuto maggior successo.
"¡VOLVERÁN BANDERAS VICTORIOSAS! "
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di Leon Degrelle
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Leon Degrelle ha sostenuto nella sua breve e giovane vita politica e militare, più di 2.000 importanti attacchi. Evidentemente oggi non posso più. Infatti con la fine della IIa Guerra Mondiale nel 1945 e con la nostra sconfitta provvisoria, le democrazie avevano il potere del mondo nelle loro mani. C'avevano schiacciati. Moltissimi erano caduti nel Fronte dell'Est. Centinaia di migliaia dei nostri erano stati assassinati in Italia, in Francia, etc. (104.000 patrioti francesi unicamente nel mese di Agosto del1944). Le prigioni democratiche, in tutta l'Europa, erano pieni di prigionieri civili. Anche i miei genitori, di 79 anni, morirono dopo due anni del più crudele incarceramento, per il semplice crimine di avermi dato alla luce. Per le democrazie fallite del 1940, l'anno 1945 costituì l'anno della vendetta totale, del furto totale, del dominio totale, avevano la più ampia sicurezza di imporre a tutti, nel futuro, le proprie formule di governo. Risultato, quaranta anni persi: il fallimento più spettacolare!. Per rimpiazzare la nostra Europa carnale, fraterna ed eroica, l'unica cosa che ci è fatta giungere è un'Europa miserabile, di negozianti, con dispute senza fine sui pomodori, le arance, la carne di maiale... in un grande mercato comune. Perdono migliaia di ore, migliaia di milioni di "Ecus", per, non arrivare a niente mentre dietro ad abbracci ipocriti, lotte meschine, sordide, e montagne di milioni di chili di burro marciscono. Sono marcite anche le coscienze. Non esistono oramai le virtù familiari. Non esiste più la morale pubblica. Non esiste oramai un ideale, sia come sia. Tutto quello che le democrazie conquistatrici hanno partorito, è un mondo materialista, alla mercé di qualunque confusione internazionale o di qualunque dramma familiare o sociale. La gioventù che non ammise mai la mediocrità, non ammette questo mondo senza luce e senza speranza. Milioni di essi sono delle povere anime disperate, si sentono inutili. Molti cercano una soluzione nel loro abbandono alla droga o al furto. E perchè non drogarsi? Perchè non rubare? Se il mondo che circonda la gioventù non è altro che un insieme di trappole sociali, inganni politici, miseria e tenebre. I politici del dopoguerra e la loro clientela, hanno la vita gradevole. Viaggiano, godono di lussuose automobili, hanno denaro, molto denaro... La massa, quella, è molto lontana dalla festa. I ragazzi, le ragazze, vedono la loro gioventù persa. Dubitano già di tutto. Quando qualcuno ci chiama "nazisti", questi giovani ci chiedono: "ma che hanno fatto realmente questi nazisti? Come è che prima della guerra più del 90 percento del paese
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tedesco votava per Hitler? che allora non c'era nemmeno un disoccupato? che gli operai avevano visto crescere i loro stipendi quasi del cento per cento, che godevano di ferie, e di casa con giardino, di un'automobile familiare (quando in Europa i più ricchi avevano soltanto una automobile)? Che era successo dei sei milioni di elettori comunisti che c'era in Germania nel 1933?. Si Hitler non avrebbe portato a termine una rivoluzione totale a favore di questi ultimi e di tutti coloro che non si fossero convertiti al 'nazismo " Nel 1941, sul Fronte Sovietico, questi ex-comunisti tedeschi, avrebbero potuto con . molta facilità passare alle linee dei Soviets!. Rimasero compiendo eroicamente il loro dovere. Furono fedeli fino all'ultimo momento. I pochi che tradironoe non sul fronte, furono quattro borghesi amareggiati ed alcuni militari ed aristocratici incapaci o ambiziosi. Il giorno della morte di Hitler, la quasi la totalità del paese tedesco rimase incredulo, compresi gli antichi comunisti. La gioventù che non ha peli sulla lingua e che è sincera, si scandalizza di questi anni di trappole democratiche e di fallimenti democratici:basta!. I comunisti più radicali, non hanno altro rimedio che ammetterlo. In "El Pais" del giorno 28 di Aprile, potevano leggersi queste frasi dell'importanti filosofo francese Jean Baudrillard, che riconosceva la catastrofe: "Viviamo già in una società transpolitica. Nessuno ha convinzioni. Le genti sono agnostiche, senza illusione. Non c'è passione politica. Le uniche peripezie interessanti consistono nel fare dei rimpasti delle situazioni." I rematori stanchi delle barche democratiche semi affondate, si rendono conto che la loro impunità finirà. Ormai i paesi non ammettono più inganni, i giovani vogliono uscire dalla loro disperazione. Che appaia un uomo di fede, alzando con valore e talento popolare lo stendardo della rivoluzione, e lo seguiranno. È bastato che apparisse in Francia un Le Pen, per vedere più di quattro milioni e mezzo di francesitra i quali si trovano moltissimi giovani ed operaispingere alle corde i vecchi partiti.
Sventoleranno le bandiere vittoriose!
Leon Degrelle.
"DOS DIAS CON HIMMLER" di Leon Degrelle
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P.Come lo ricevette Himmler? R.Himmler mi aspettò al piede del vagone. Mi abbracciò. Risultava sorprendente dopo la lunga lite che avevo avuto col generale Berger, il suo collaboratore più importante. "Main lieber Degrelle, caro Degrellemi dice, sorridendo, tutto è dimenticato." Io sorrido, chiaramente tranne lui: "Che cosa è che è dimenticato, Reichsführer? Piuttosto sconcertato, si spiegò: "Ah! che lei stava contro noi durante la neutralità belga." Mi premette spiegarmi: "Io non stavo né contro voi né a beneficio di voi. Ero neutrale. L'interesse del mio paese era rimanere fuori della guerra. Io non avevo altri doveri che per il paese. Pertanto, non c'è niente da dimenticare." "Bene, beneannuì. Va bene; voi sarete incorporate alle Waffen SS." Sentivo che stavo per esplodere: "In assoluto, Reichsführer. Non c'incorporiamo alle Waffen SS. Da dove è uscita questa storia? Col generale Berger ho avuto dieci giorni di conversazione tesa. Guardi, sta lì, glielo domandi. La conversazione fallì completamente e ci siamo persino arrabbiati. Non possiamo entrare così alla cieca nelle Waffen SS. Bisogna soppesare ed equilibrare una simile decisione. » Dopo, improvvisamente, ebbi un'idea felice. Guardai direttamente Himmler nei suoi occhi: "Reichsführer, lei non conosce i miei soldati. Perché non viene a vederli? Sono persone formidabili." Himmler rimase sorpreso. "Perché no in fondo è una buona idea. Berger, ho questa settimana del tempo libero? Domani? Dice di sì? Ho capito. Partiremo questa notte. » Le posizioni erano già cambiate completamente. Ero io che portavo Himmler in groppa. Dietro quello scambio di impressioni passammo a pranzare. Erano stati invitati una ventina di generali, evidentemente per impressionare il povero visitatore belga. Perfino Himmler aveva invitato Bormann. Fu così che lo conobbi. Non era assolutamente l'uomo super importante che fu descritto alle masse dopo la guerra. Piuttosto era l'assistente discreto, con aspetto del cantiniere. In assoluto fu l'arbitro che disponeva del futuro del mondo. Come si trovò li? R.Il treno speciale di Himmler, come quello di Hitler, nel quale andava a passeggiare dopo qualche volta attraverso l'Europa, era tutto un mondo: ampio salone di conferenze, sala da pranzo, camere da letto, sala di segretarie, sala di radio, sala di stenografia, sala telefoni, cucine, camere da letto del personale. Si poteva telefonare in qualunque posto d'Europa. In questa atmosfera mi trovai faccia a faccia inopinatamente con Himmler, il numero due dell'III Reich. Stetti con lui un buon numero di ore, dato che dovevamo percorrere la Prussia orientale e tutta la Polonia prima di arrivare al nostro accampamento. Passammo al gran tavolo di riunioni. Il combattimento stava per cominciare. L'uomo che avevo di fronte a me lo conoscevo appena, perché era la prima volta nella mia vita che mi vedevo con lui. Avevo conosciuto personalmente Hitler nel 1936, ma Himmler da cui realmente dipendeva la nostra sorte in quel momento, era per me, in fondo, un sconosciuto. Ed un sconosciuto con un potere temibile, dato che le Waffen SS del
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