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Examen d’entrée en 2
ème
année
Italien
– LV 1
Samedi 8 mars 2003
Dopo aver letto attentamente l’articolo di Umberto Curi, lo studente risponda in italiano alle
domande che seguono :
a) Perché l’autore sostiene che i cittadini italiani appartengono alla categoria degli schiavi, facendo
riferimento alla dicotomia espressa da Eraclito ?
b) In che termini gli ateniesi che pretendevano l’appoggio bellico dei Melii vengono paragonati agli
americani di oggi ?
c) Nell’articolo si fa cenno alla posizione della Chiesa Cattolica? Se sì, in che termini ?
d) Quali sono gli aspetti in cui è maggiormente evidente, secondo l’autore, la messa in causa della
democrazia ?
Uomini o dèi? Liberi o schiavi?
A lezione da Tucidide
di Umberto Curi
La guerra - scrive Eraclito- manifesta la verità. Essa "rivela alcuni uomini come liberi, altri come
schiavi", e consente di "distinguere gli dèi dagli uomini". Elimina ogni trucco, cancella qualsiasi
dissimulazione, facendo emergere le qualità e i difetti di ciascuno. In presenza della guerra,
scompaiono le posizioni intermedie, si dilegua ogni illusoria neutralità, perché ognuno è chiamato
nettamente a schierarsi da una parte o dall'altra. Fra le verità che la prospettiva della guerra ormai
imminente sta facendo emergere, ve ne è una che si sarebbe preferito non vedere, e che molti si
ostinano ancora a negare. E' quella che riguarda il modo concreto di essere e di funzionare delle
democrazie occidentali, il rapporto fra governati e governanti, la relazione fra decisione politica e
consenso popolare.
Da mesi, in maniera martellante, su tutti i giornali e in tutte le trasmissioni televisive, per legittimare
il massacro dei civili in Afghanistan, e per porre le premesse del futuro bagno di sangue in Irak, si è
sottolineata la differenza abissale esistente fra la "modernità" delle regole e delle istituzioni
democratiche del nostro Occidente e l' "arretratezza" dei paesi arabi, insistendo in maniera
particolare sul carattere dispotico del regime instaurato da Saddam Hussein. Per mesi si è posta a
confronto l'incondizionata libertà di cui godono le donne in questa parte del mondo, rispetto
all'umiliazione del burka o alle mutilazioni sessuali imposte alle donne assoggettate all'Islam. Per
mesi ci hanno sepolto sotto la maleodorante retorica di una civiltà progredita e matura, a confronto
con i residui di una inaccettabile barbarie.
Bene: ora che si avvicina in maniera inesorabile il momento della tanto attesa resa dei conti militare,
si squarcia il velo dell'inganno e della propaganda. La tanto decantata "democrazia" dell'Occidente è
un sistema nel quale le decisioni più importanti (e si concederà che quella relativa all'entrata in
guerra è fra tutte la più rilevante) vengono assunte non dal Parlamento, ma da un singolo
personaggio, non vengono assoggettate a pubblico dibattito, ma corrispondono a procedimenti tenuti
segreti, non rispondono all'orientamento della maggioranza dei cittadini (in Italia, quasi il 90% è
contrario alla guerra; perfino negli USA si è superata ormai abbondantemente la metà), ma soltanto
agli interessi non dichiarati di oligarchie numericamente esigue e sprovviste di ogni possibile
legittimazione.
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