Économie, communications / Economia, comunicazioni ; n°1 ; vol.105, pg 373-395

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Mélanges de l'Ecole française de Rome. Antiquité - Année 1993 - Volume 105 - Numéro 1 - Pages 373-395
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Publié le 01 janvier 1993
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Marie-Brigitte Carre
Robert Matijaši
S. Pesavento Mattioli
Économie, communications / Economia, comunicazioni
In: Mélanges de l'Ecole française de Rome. Antiquité T. 105, N°1. 1993. pp. 373-395.
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Carre Marie-Brigitte, Matijašić Robert, Pesavento Mattioli S. Économie, communications / Economia, comunicazioni. In:
Mélanges de l'Ecole française de Rome. Antiquité T. 105, N°1. 1993. pp. 373-395.
http://www.persee.fr/web/revues/home/prescript/article/mefr_0223-5102_1993_num_105_1_8028RECHERCHES SUR L'ADRIATIQUE ΑΝΉΟ,υΕ 373
6 - Économie, communications / Economia, comunicazioni
(M.-B. Carre, R. Matijasic, S. Pesavento Mattioli)
6.1 - Généralités / Generalità (S.P.M.)
Le risorse e le attività economiche della parte della Venetia che corr
isponde al Veneto attuale sono state analizzate in modo approfondito nel la
voro di E. Buchi [448] che, dopo aver preso in esame l'organizzazione del
territorio dal punto di vista ammistrativo, ripropone in un quadro comp
lessivo quanto noto dalle fonti sull'agricoltura, sullo sfruttamento del l
egname, su pesca, caccia e allevamento, sull'industria tessile, sulla lavora
zione dei metalli, sulle fornaci e la produzione laterizia, sulla distribuzione
delle merci e sui mercati. Lo stesso autore ha dedicato studi più puntuali
alle strutture economiche del territorio di Vicetia, di quelli di Feltre, Bellu-
no e del Cadore e infine a quelle del comprensorio asolano-trevigiano481
6.2 - Exploitation du sol / Sfruttamento del suolo
6.2.1. - Villae
a) Dalmatia et Histrìa (R.M.)
La ricerca sulle ville rustiche romane in Istria si snoda in due direzioni
complementari, la elaborazione topografica e sinottica dei dati finora di
sponibili, gli scavi di ville. Esempi della prima direzione di ricerca sono la
sintesi sui tenitori di Vola e Parentium [477], il contributo sulla topografia
delle ville nella fascia costiera dell'Istria settentrionale [478], la revisione
dei dati sulle ville del parentino482, e la sintesi più generale sulla situazione
degli insediamenti in tutto l'arco altoadriatico483.
Gli scavi di ville rustiche romane hanno generato, negli ultimi anni,
importanti contributi per la conoscenza topografica del territorio. Siccome
questi scavi, e sono quasi tutti scavi sistematici della durata di più anni,
erano più numerosi in Slovenia, anche le relazioni sono più numerose : si
tratta di relazioni dei lavori a Predloka nella valle del Risano (Koper-
481 E. Buchi, Società ed economia dei tenitori feltrino, bellunese e cadorino in età
romana, dans Archivio storico di Belluno, Feltre e Cadore, 60, 288, 1989, p. 185-233.
482 S. Mlakar, Rimski gradèvinski kompleksi i interijeri rimskih vila na Porestini
(Complessi architettonici romani e interni delle ville romane nel Parentino), dans
ZbPor, 2, 1987, p. 57-65 (rés. it. p. 65).
483 M. Verzar Bass, Le trasformazioni agrarie tra Adriatico nordorientale e Nori-
co, dans Società romana e impero tardoantico III, p. 647-685. 374 CHRONIQUE
Capodistria)484, Strunjan (Pirano)485 e San Simone (Simonov zaliv, Isola)486.
Nella valle dell'Isonzo si è scavata parte della villa rustica di Loke presso
Nova Gotica487, mentre in Istria è stato in parte esplorato soltanto l'impian
to produttivo di una villa presso Dignano d'Istria (Vodnjan, Pula)488.
In Dalmazia gli scavi, quasi sempre - come in Istria - di recupero, han
no compreso lavori in varie località nella regione di Zara (Zadar), come per
esempio Diklo e Dracevac489490, di Knin (Orlic)491 e Sinj (Bisko)492. Sulle iso
le della Dalmazia, importante l'avvio dei lavori a Lesina (Hvar, Starigrads-
ko polje493 e Curzola (Korcula, Blatsko polje)494. Nel settore delle ricerche
più generali segnaliamo inanzitutto il contributo di M. Zaninovic495 sulle
ville rustiche di Epidaurum (Dubrovnik), che vuole essere un quadro gene
rale della situazione topografica della regione, peraltro poco conosciuta,
ma anche modestamente popolata nell'antichità (divenuta tristemente nota
recentemente per il calvario della sua gente e dei monumenti). Inoltre, la
484 E. Boltin-Tome, Predloka - anticna in zgodnjesrednjeveska lokaliteta (Predlo-
ka - Antike und Frühmittelalterliche Lokalität), dans Izdanja HAD-a, 11/2, 1987,
p. 189-207 (rés. all. p. 201).
485 E. Boltin-Tome, Antièna kamnita elementa iz Strunjana (Die Zwei antiken
Steinelemente aus Strunjan), dans AVest , 41, 1990, p. 249-256, ( rés. all. p. 253).
486 Simonov zaliv (San Simone), Izola , 1988 (en slov., it. et ang.); M. Stokin, Z.
Stancic, B. Djuric, G. Labud, Simonov zaliv (San Simone), Piran, 1989, 8 p. (trad,
it.); M. Stokin, Simonov zaliv - Antièno naselje s prìstaniSèem (Roman Settlement
and Harbour), dans APreg, 27, 1986, p. 93-94 (trad. ang.).
487 B. Zbona-Trkman, Loke. Villa rustica, dans APreg, 1985, p. 103-104 (trad,
ang.).
488 R. Matijasic, Vodnjan - Sv. Lucija, villa rustica, dans APreg, 28, 1987, p. 120
(trad. ang.).
489 1. Fadic, Diklo kod Zadra - Villa rustica, dans APreg, 26, 1985, p. 90-91 (trad,
ang.).
490 1. Fadic, Dracevac kod Zadra - Villa rustica, dans APreg, 28, 1987, p. 100-101
(trad. ang.).
491 M. Budimir, I. Radio, Orlic kod Knina - Villa rustica, dans APreg, 26, 1985,
p. 107-109 (trad. ang.).
492 A. Milosevic, Bisko kod Sinja - Anticko naselje i kasnosrednjovjekovno grohlje
(Roman Settlement and Medieval Cemetery), dans APreg, 28, 1987, p. 94-95 (trad,
ang.).
493 1. Lokosek, Starigradsko polje na o. Hvaru - Villa rustica, dans APreg, 26,
1985, p. 117 (trad. ang.).
494 F. Oreb, Ostaci rimske villae rusticae u Blatskom polju nedaleko od Blata na
otoku Korculi (The Remains of a Villa Rustica at Blatsko polje, Korcula Island), dans
Godisnjak zastite spomenika kulture Hrvatske, 14-15, 1988-1989, p. 203-211 (rés. ang.
p. 211).
495 M. Zaninovic, Villae rusticae u podruöju Epidaura (Villae rusticae in the r
egion of Epidaurum), dans Izdanja HAD-a, 12, 1987, p. 89-100 (rés. ang. p. 100). RECHERCHES SUR L'ADRIATIQUE ANTIQUE 375
questione del modo di vita nelle ville dalmate in epoca romana viene af
frontato da due autori496.
b) Italie / Italia (S.P.M.)
Anche per le ville della costa italiana si possono segnalare da un lato studi
di sintesi, che si propongono di ricostruire la distribuzione degli insedia
menti nel territorio e la loro articolazione cronologica, dall'altro le notizie
su scavi e rinvenimenti.
Per il primo gruppo di lavori va ricordato innanzitutto che fasi, svilup
po, tipologie e trasformazioni delle ville dell'Adriatico Nord orientale sono
illustrati in modo esemplare nel lavoro di M. Verzar Bass497, che prende in
esame un ampio arco cronologico (dal I sec. d. C. fino al passaggio all'età
longobarda), lo stesso analizzato per la Regio Vili con l'approfondimento
su un sito campione, Villanova di Castenaso (Ortalli [437]). Mancano sintes
i specifiche per l'area corrispondente all'attuale Veneto, mentre un gran
numero di studi è dedicato alla pianura del Po e all'Emilia Romagna : l'el
aborazione dei dati ricavati dalle ricerche di superficie e dalle notizie di ar
chivio ha permesso di proporre interessanti conclusioni sui rapporti tra s
ituazione geomorfologica e popolamento, anche in relazione alle direttrici
stradali, ai corsi fluviali e alle zone centuriate498, e di evidenziare nel moden
ese l'esistenza di diversi modelli di insediamento rurale499; gli insediament
i rurali di Emilia Romagna e Marche sono passati in rassegna dal punto di
vista della distribuzione territoriale e della produzione economica500; un
ampio quadro di insieme è presentato infine per il territorio di Bondeno
496 L. Coralic, Villae rusticae zadarsko-biogradskog podrucja (Le villae rusticae
del territorio di Zara e Biograd), dans LetG, 29, 1987, p. 33-43 (en croate); S. Zupano-
vic, Ladanjski zivot rimskih kolonista na istoönoj obali Jadrana (Colonists on the East
ern Coast of the Adriatic), dans Adrias, 2, 1988, 37-55 (rés. ang. p. 55).
497 [483]; sintesi sugli insediamenti del Friuli sono anche in lavori di Buora :
Morsano; Conoscenza, Viabilità, Gorgaz [470].
498 Peretto, Ambiente [462]; Calzolari, Territorio [217], Padania [217], Gli inse
diamenti [439]; Bottazzi, Insediamenti [442]; Silvestri, // territorio [437]; M. Marin
i Cal vani, Archeologia alle soglie della Val Baganza, dans Archivio storico per le pro
vince parmensi, 39, 1987, p. 53-61; Lo scavo del Castellaro di Fragno. Materiali per la
storia della vai Baganza, Parma, 1986.
499 N. Giordani, // territorio di Mutina in età romana : analisi tipologica e cronol
ogica dell'insediamento rurale, dans Modena dalle origini I, p. 469-482.
500 Scagliarini CoRLAiTA [432]; Mercando [426]; S. Santoro Bianchi, Le strut
ture agrarie della fascia costiera, dans Insediamenti rurali in Emilia, p. 51-55. CHRONIQUE 376
(Bollini [439]). Per l'Abbruzzo si può ricordare il lavoro di M. Buonocore
sul popolamento della regione nel I e II sec. d.C.501.
Non sono molto numerose le pubblicazioni di scavi : nella Venetia si
possono ricordare ville in territorio concordiese, a Marina di Lugugnana
(villa rustica di medie proporzioni strutturata ad U)502 e a (abi
tazione con annesso piccolo cimitero)503, un insediamento rustico presso
Oderzo504 e, nell'area centuriata patavina, presso Camposampiero (databile
al I sec. d.C.)505; impianti rustici sono venuti alla luce a Isola Vicentina (i
nsediamento di piccola entità, con due fasi)506, a Sovizzo (Vicenza)507 e a S.
Pietro in Cariano (Verona)508. È ora a disposizione la sintesi sulle diverse
campagne di scavo e sui materiali della già nota villa di S. Basilio (Rovi-
go)509.
L'importante lavoro di revisione dei dati archeologici del modenese ha
portato a presentare i risultati di vecchi e recenti scavi di edifici rustici a
S. Damaso, Cognento e Spilamberto510; un complesso è venuto alla luce a
Sarzana di Rimini e la presenza di una villa rustica sontuosa è testimoniata
501 M. Buonocore, Insediamenti e forme economiche nell'Abruzzo romano dei
primi due secoli dell'Impero, dans SCO, 36, 1986, p. 279-292.
502 La villa romana di Marina di Lugugnana, Gruppo Archeologico del Veneto
Orientale (éd.), Padova, 1987, 104 p.
503 P. Croce Da Villa, Lugugnana di Portogruaro : notizie preliminari sulla ne
cropoli e sull'abitazione rustica di località «Tombe», dans QdV, 5, 1989, p. 115-117; Id.,
Portogruaro (Venezia) Località Lugugnana. Necropoli ed abitazione rustica, dans BdA,
4, 1990, p. 42.
504 B. Callegher, «Le Mutere» di Oderzo (TV). Testimonianze archeologiche da
un insediamento rustico d'epoca romana, dans Civiltà Padana, 2, 1989, p. 39 - 64.
505 C. Mengotti, A. Toniolo, Camposampiero, loc. Straelle : resti di fabbricato
rustico in area di centuriazione, dans QdAV, 5, 1989, p. 30-40.
506 C. Mengotti C, Saggio di scavo in località «all'Acqua» di Castelnovo di Isola
Vicentina, dans QdAV, 1, 1985, p. 109-110.
507 M. Rigoni, P. Hudson, C. La Rocca, Indagini archeologiche a Sovizzo. Scavo
di una villa rustica e di una necropoli di età longobarda, dans La Venetia dall'antichità,
p. 229-242.
- 508 G. Cavalieri Manasse, S. Pietro in Cariano (Verona). Impianto rustico in loc.
Ambrosan, dans QdAV, 1, 1985, p. 65-69.
509 U. Dallemulle, S. Bonomi, M. D'Abruzzo, A. Toniolo, La villa rustica di S.
Basilio, dans L'antico Polesine, p. 185-210.
510 N. Giordani, Un edificio urbano rustico a sud-ovest di Mutina : l'esempio di
Cagnento, dans Modena dalle origini II, p. 483-495; Id., S. Damaso (MO) : un impiant
o agricolo produttivo di età romana, ibid., p. 496-512; Id., Spilamberto (MO), località RECHERCHES SUR L'ADRIATIQUE ANTIQUE 377
dalla scoperta di un mosaico pavimentale a Ville Unite (Ravenna)511; una
villa romana è stata scavata a S.Potito (Aquila)512.
Per la costa sud, uno studio molto completo di G. Volpe sull' Apulia set
tentrionale [274] prende in considerazione sia il quadro geografico sia gli
aspetti economici. La seconda parte tratta con abbondante documentazio
ne la centuriazione, le anfore, le fonti. Più di 400 schede, spesso con piante,
ritracciano la storia degli insediamenti rurali513.
6.2.2 - Agricoltura, allevamento e transumanza (S.P.M.)
Per quanto riguarda la Venetia occidentale (il Veneto) questi aspetti so
no ampiamente illustrati, sulla base delle fonti, nel lavoro di Buchi [448],
mentre M. Verzar Bass514 ripropone l'incidenza della pastorizia nell'econo
mia di Aquileia fin dai primordi, anche sulla base delle molte iscrizioni che
ricordano le attività connesse con la tessitura. Forni515, passando in rasse
gna gli aratri di provenienza aquileiese, sottolinea invece il contributo della
tradizione celtica alla tecnica aratoria, escludendo che la pratica dell'agri
coltura nell'alto adriatico sia «sorta dal nulla» con l'arrivo dei Romani.
Alcune note sull'allevamento suino sono collegate allo studio di un'ara
aquileiese raffigurante un soldato-norcino516. Per Modena e il suo territorio
Castelletto : un edificio rustico di età romana nella media valle del Panaro, ibid.,
p. 515-529.
511 A. FoNTEMAGGi, Un complesso rustico in località Sarzana di Rimini, dans
StudRomagn, 34, 1983, p. 47-65; M.G. Maioli, Un nuovo mosaico dalle Ville Unite
(RA), dans FR, 131-132, 1986, p. 69-81.
512 D. Gabler, F. Redo, Gli scavi della villa romana a S. Potito (AQ), 1983-84,
dans AArchHung, 38, 1986, p. 40-88.
513 Vedere anche le relazioni di scavo di M. Mazzei, G. Volpe, Vieste (Foggia),
Fioravanti, dans Taras, 7, 1987, p. 146-149; G. Volpe, Scavi nella villa romana di
Agnuli a Mattinata, dans Profili della Daunia antica IH (Foggia, 1988), Foggia, 1988,
p. 65-94; R. Cassano, Canosa di Puglia (Bari), La Minoia, dans Taras, 9, 1989, p. 230-
233.
514 M. Verzar Bass, A proposito dell'allevamento nell'alto Adriatico, dans AAAd,
29, 1987, p. 257-280.
515 G. Forni, Strumenti aratori in Aquileia romana, Loro origine, evoluzione, tipo
logia. Il contesto socio-economico, dans AAAd, 35, 1989, p. 313-334.
516 S. Blason Scarel, Frammenti di storia economica e sociale in un'ara romana
aquileiese, dans Alsa, 3, 1990, p. 32-43. 378 CHRONIQUE
diverse osservazioni sull'allevamento emergono dall'analisi di resti faunis
tici recuperati in scavi cittadini517 e a S.Damaso e Spilamberto518; non
prende invece in considerazione specificatamente l'età romana un'analisi
dedicata a vari depositi osteologici rinvenuti fra l'Adriatico ed il crinale al
pino519.
La pratica della transumanza nel territorio patavino viene ipotizzata
da Marchiori [468] non solo per le fonti che ricordano la fiorente industria
laniera, ma per l'esistenza di percorsi stradali romani che dalla città si dir
igevano verso le aree montane, che continuarono ad essere interes
sati dagli spostamenti stagionali delle greggi nelle epoche posteriori.
In Daunia, a partire dell'età post-annibalica, potè svilluparsi la trans
umanza orizzontale su lunga distanza. L'età municipale vede l'emergenza di
Canusium come centro laniero principale della regione (Volpe [274]).
Affrontano i problemi su un piano più ampio e non limitato ali' Adria
tico i lavori di Gabba520, sulla pastorizia, della Pasquinucci521 sull'economia
pastorale e quelli di Gabba, di Quilici e di Skydsgaard sulla transumanza522.
6.3 - Production et échanges / Produzione e scambi
6.3.1 - Briques et tuiles / Laterizi e tegole (R.M.)
Diversi contributi concernenti i laterizi e le tegole sono da segnalare in
questi anni : essi riguardano principalmente l'arco altoadriatico dall'Istria
a Ravenna, ma con puntate significative anche più a sud (Piceno, Apulia).
In primo luogo bisogna prendere atto di un lavoro di tipo teorico, sul signi-
517 J. De Grossi Mazzorin // sondaggio stratigrafico nella sede centrale della Cas
sa di Risparmio di Modena (1986-1986). I resti faunistici, dans Modena dalle origini I,
p. 449-455.
518 P. Farello, S. Damaso (MO) : un impianto agrìcolo produttivo di età romana.
I reperti faunistici, dans Modena dalle origini II, p. 512-513; Id., Spilamberto (MO), lo
calità Castelletto : un edificio rustico di età romana nella media valle del Panaro. I re
perti faunistici, Ibid., p. 529-532.
519 A. Riedel, Ergebnisse von archäozoologischen Untersuchungen im Raum
zwischen Adriaküste uns Alpenhauptkamm (Spätneolitikum bis Mittelalter) , dans Pa-
dusa, 23, 1986, p. 1-220.
520 E. Gabba, La pastorizia nell'età tardo-imperiale in Italia, dans Pastoral Econo
mies in Classical Antiquity, Cambridge, 1988, p. 134-142.
521 M. Pasquinucci, L'economia pastorale nell'Appennino centro-meridionale,
dans Iuvanum, p. 31-34.
522 E. Gabba, La transumanza nell'Italia romana, evidenze e problemi, dans L'uo
mo di fronte al mondo animale nell'Alto Medioevo, Atti sett. Studio Spoleto 1983, Spo-
leto, 1985, p. 373-389; J.F. Skydsgaard, Transumanza nell'Italia antica, L'Aquila, RECHERCHES SUR L'ADRIATIQUE ANTIQUE 379
ficato del bollo sui prodotti laterizi523, questione molto dibattuta nell'ambi
to degli studi dei laterizi. Un contributo sostanzioso, ampio e ben docu
mentato, è quello sui materiali da costruzione in età preromana e romana
a Ravenna524, una gran parte del quale lavoro rappresenta una introduzio
ne sui laterizi ed il loro uso in generale, per finire con i laterizi e le tegole
nel ravennate.
Nel Basso Adriatico sono stati studiati i laterizi con bollo, rinvenuti nel
territorio di Montemilone (Canosa)525, nel Medio Adriatico quelli da Cupra
Marittima (Ascoli Piceno)526 : i due lavori sono intesi come contributo allo
studio della storia economica, dove i laterizi bollati sono una fonte molto
importante. Nuovi contributi a questo proposito sono da segnalare per il
modenese, con due lavori di catalogazione di bolli di Modena527 e del terri
torio di Mirandola528. Quattro frammenti di tegole bollate da Tencarola
(Padova) vengono inoltre segnalati per i nuovi gentilizi che riportano529.
Una breve rassegna dei bolli finora conosciuti nel muggesano (Muggia,
Trieste)530 riporta anche dati d'archivio, mentre l'unico lavoro di cataloga
zione dei bolli su tegole raccoglie 160 bolli dall'Istria meridionale (Pola,
Brioni, Nesazio, Betica, Barbariga, Valbandon, Fasana), molti dei quali
inediti531.
1988; L. Quilici, La transumanza nell'Italia centrale in età moderna e medioevale come
contributo alla conoscenza di quella antica, dans StudMac, 20, 1984, p. 143-164.
523 C. Zaccaria, // significato del bollo sui laterizi di epoca romana, dans Fornaci e
fornaciai in Friuli, Udine, 1987, p. 51-61.
524 V. Righini, Materiali e tecniche da costruzione in età preromana e romana,
dans Storia di Ravenna I, p. 257-296.
525 V. Morizio, Laterizi rinvenuti in agro di Montemilone, in località Mezzanese
Nuovo, zona di San Domenico, dans Canosa II, p. 186.
526 P. Fortini, / laterizi bollati di Cupra Maritima. Apporti alla storia economica
della città picena, dans Picus, 4, 1984, p. 107-134.
527 1. Chiesi, Produzione e laterizi con marchi di fabbrica, dans Modena dalle ori
gini II, p. 122-130.
528 M. Calzolari, / bolli laterìzi di età romana del territorio tra Mirandola e il Po,
dans Atti e Memorie della Deputazione di Storia Patria per le ant. province modenesi, 9,
1987, p. 25-45.
529 M.F. Petraccia Lucernoni, Tegole bollate conservate nella biblioteca di Ten
carola (PD), dans Bollettino del Museo Civico di Padova, 74, 1985, p. 39-47.
530 F. Stener, Laterizi romani bollati e produzione fìttile in territorio muggesano,
dans Borgolauro, 8, 11, 1987, p. 17-19.
531 R. Matuasic, Vecchi e nuovi rinvenimenti di tegole con bollo di fabbrica in Is-
tria (I-Istria meridionale), dans AVest, 38, 1986, p. 161-175. V. anche Tassaux [340]. 380 CHRONIQUE
6.3.2 - Amphores / Anfore (M.-B. C.)
Le livre de A. Tchernia532, très riche et bien documenté sur la product
ion de vin dans l'Italie romaine avec de larges passages sur les régions
adriatiques et la Cisalpine, est indispensable pour comprendre ce que l'étu
de des amphores peut apporter à l'histoire économique en général. Plu
sieurs articles et douze «posters» sont consacrés en partie ou entièrement,
dans le Colloque de Sienne, aux amphores de nos régions533. Les données
disponibles sur la production au IIe siècle sont discutées par C. Panella534,
qui s'attache particulièrement à montrer comment les amphores à fond
plat de production émilienne font l'objet d'un commerce inter-provincial.
L'organisation de la production est envisagée par D. Manacorda535, qui évo
que les personnages qui timbrent les amphores apuliennes et Lamb.2 à l'
époque républicaine, tandis que C. Zaccaria tente, par une révision critique
de nombreuses marques, une approche de la prosopographie des product
eurs des amphores à huile et à vin536.
Plusieurs articles, issus de la reprise des fouilles à Blindes537, font en
fin le point sur la typologie de ces amphores jusque-là mal connues. Les
premières découvertes d'ateliers de Lamb. 2 et Dr. 6 A confirment la conti
nuité entre les deux productions sur la côte adriatique538. De très nombreux
fragments de Lamb.2 ont été retrouvés sur le site d'un atelier de Yager Muti-
nensis, mais l'auteur attend les analyses pour confirmer l'existence d'un
532 A. Tchernia, Le vin de l'Italie romaine, Essai d'histoire économique d'après les
amphores, BEFAR 261, Roma, 1986, 410 p., 9 c, 7 pi.
533 Amphores romaines et histoire économique : dix ans de recherche (Anfore r
omane e storia economica : un decennio di ricerche), (Siena, 1987), Collection de ΓΕ-
cole française de Rome 114, Roma, 1989 (Abrégé Amphores romaines)
534 C. Panella, Le anfore italiche del II secolo d.C, dans Amphores romaines,
p. 139-178.
535 D. Manacorda, Le anfore dell'Italia repubblicana : aspetti economici e sociali,
ibid, p. 443-467.
536 C. Zaccaria, Per una prosopografìa dei personaggi menzionati sui bolli delle
anfore romane dell'Italia nordorientale, ibid., p. 469-488.
537 D. Manacorda, Per uno studio dei centri produttori delle anfore brindisine,
dans La Puglia in età repubblicana (Mesagne, 1986), Galatina, 1988, p. 91-108; Id.,
[286]; D. P. Palazzo [286]; P. Palazzo, Brindisi. Località «La Rosa» : i
reperti anforari, ibid., 10, 1990, p. 141-156; Ead., Aspetti tipologici della produzione di
anfore brindisine, dans La Puglia in età repubblicana (Mesagne, 1986), Galatina, 1988,
p. 109-117; Ead., Le anfore di Apani (Brindisi), dans Amphores romaines, p. 548-553.
538 L. Brecciaroli Taborelli, Una produzione di anfore picene ed il vino pai-
mense, dans Picus, 4, 1984, p. 55-93; M.T. Cipriano, M.-B. Carre, Production et typo
logie des amphores sur la côte adriatique de l'Italie, dans Amphores romaines, p. 67-
104. RECHERCHES SUR L'ADRIATIQUE ANTIQUE 381
nouveau lieu de production de ces amphores539. N. Cambi émet l'hypothèse
d'une fabrication dalmate de Lamb.2 et peut-être de gréco-italiques540. Une
production d'amphores à fond plat (ainsi que de quelques Dressel 2-4) est
mise en évidence en Romagne541, mais de nombreux indices permettent de
la soupçonner à d'autres endroits, en particulier dans les Abruzzes (Cipria-
no, Carre [538 ]). La typologie et l'origine des amphores à olives sont réexa
minées542.
Les musées commencent eux aussi à faire l'objet de présentations sys
tématiques ou non : la plus complète est celle du musée de Vercelli543. On
peut aussi citer celles d'Aquileia544, Alessandria et Tortona545, Modène546 et
Este547. À Cadoneghe se trouve l'un des nombreux dépôts d'amphores en Ci
salpine548.
L'épigraphie, si abondante sur les amphores de l'Adriatique, occupe
une place importante dans ces publications. Quelques contributions s'att
achent plus spécifiquement aux aspects épigraphiques et prosopographi-
ques549. Les publications de fouilles, de sites terrestres ou submergés, ou
539 N. Giordani, Documenti sull'attività di produzione e di scambio nelle prime fa
si della romanizzazione dell' ager mutinensis, dans Etudes celtiques, 27, 1990, p. 130-
162.
540 N. Cambi, Anfore romane in Dalmazia, dans Amphores romaines, p. 311-337.
541 M.L. Stoppioni Piccoli, / materiali della fornace romana di via della Resisten
za a Santarcangelo di Romagna, dans StudRomagn, 34, 1983, p. 29-46.
542 G. Muffatti Musselli, Diffusione dell'anfora tronco-conica da olive nel I sec.
d.C, dans RAComo, 168, 1986, p. 187 - 215.
543 L. Brecciaroli Taborelli, Per una ricerca sul commercio nella Transpadana
occidentale in età romana : ricognizione sulle anfore di Vercellae, dans Atti del conve
gno di studi nel centenario della morte di L. Bruzza (Vercelli 1984), Vercelli, 1987,
p. 129-208.
544 M.-B. Carre, M.T. Cipriano, Nota sulle anfore conservate al Museo di Aqui-
leia, dans AAAd, 29, 1987, p. 479-494.
545 M. Antico Gallina, Anfore dei musei di Alessandria e di Toriona, dans Amp
hores romaines, p. 638-641.
546 C. Scotti, Anfore, dans Modena dalle origini H, p. 89-98.
547 A. Toniolo, Anfore conservate nel magazzino del Museo di Este, dans Civiltà
Padana, 1, 1988, p. 45 - 74.
548 S. Pesavento Mattioli, Un deposito di anfore romane a Cadoneghe (Padova),
dans QdAV, 3, 1987, p. 152-166.
549 T. Bezeczky, P.Iturius S. amphoraja Vetus Salinaban (P.Iturius Sabinus' Am-
phora from Vetus Salina), dans Folia Archaeologica, 36, 1985, p. 69-73 (rés. ang.,
p. 74); Ph. Desy, Les timbres amphoriques de l'Apulie républicaine, Oxford, 1989; Ph.
Desy, Les amphores de M. Tuccius Galeo et la Correspondance de Cicéron, dans Lato-
mus, 46, 1987, p. 191-195; W. Jobst, G. Piccottini, Die Inschriften 1972 bis 1976 und
1978, dans Magdalensberg-Grabungsbericht, 15, 1986, p. 227-277; V. Maidl, Die Ins
chriften auf den Amphoren von Magdalensberg und ihre wirtschaftlichen Aspekte, Kla-