Politica sociale della Comunità

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MERCATO INTERNO SITUAZIONE AL 1° LUGLIO 1994 POLITICA SOCIALE DELLA COMUNITÀ COMMISSIONE EUROPEA Volume 6 LUGLIO 1994 el dicembre 1989 i capi di Stato o di governo di N undici Stati membri hanno approvato la Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavora­tori. La Commissione ha approvato un programma di azione per l'attuazione di questa carta. Nel dicembre 1993 la Commissione ha presentato il suo «Terzo rapporto sull'applicazione della Carta comuni­taria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori». Il presente opuscolo fa parte di una serie di sei pubblicazioni sul mercato interno. La serie completa tratta i seguenti argomenti: Un mercato comune dei servizi Soppressione dei controlli alle frontiere Condizioni per la cooperazione tra imprese Appalti pubblici Mercato interno dell'energia Una nuova politica comunitaria di normalizzazione Controlli veterinari e fitosanitari Politica sociale della Comunità © CECA-CE-CEEA, Bruxelles · Lussemburgo, 1994 La riproduzione integrale o parziale è autorizzata con l'obbligo di citare le fonti. La riproduzione a scopo commerciale è invece proibita.

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Langue Italiano
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MERCATO INTERNO
SITUAZIONE AL 1° LUGLIO 1994
POLITICA SOCIALE
DELLA COMUNITÀ
COMMISSIONE EUROPEA
Volume 6 LUGLIO 1994 el dicembre 1989 i capi di Stato o di governo di
N undici Stati membri hanno approvato la Carta
comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavora­
tori. La Commissione ha approvato un programma di
azione per l'attuazione di questa carta.
Nel dicembre 1993 la Commissione ha presentato il suo
«Terzo rapporto sull'applicazione della Carta comuni­
taria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori».
Il presente opuscolo fa parte di una serie di sei
pubblicazioni sul mercato interno.
La serie completa tratta i seguenti argomenti:
Un mercato comune dei servizi
Soppressione dei controlli alle frontiere
Condizioni per la cooperazione tra imprese
Appalti pubblici
Mercato interno dell'energia
Una nuova politica comunitaria
di normalizzazione
Controlli veterinari e fitosanitari
Politica sociale della Comunità
© CECA-CE-CEEA, Bruxelles · Lussemburgo, 1994
La riproduzione integrale o parziale è autorizzata con l'obbligo di citare le fonti.
La riproduzione a scopo commerciale è invece proibita.
Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni ufficiali
delle Comunità europee, 1994
Questo fascicolo: ISBN 92-826-7281-6
Serie di seì fascicoli: ISBN 92-826-7300-6
Printed in Belgium 94mm mi
POLITICA SOCIALE
DELLA COMUNITÀ
Come consultare questo opuscolo
Obiettivi perseguiti da questa serie di opuscoli:
— Informare il pubblico europeo sulle misure proposte o adottate
per attuare i principi fondamentali enunciati nella Carta
comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori
nonché a titolo del protocollo sulla politica sociale allegato al
trattato sull'Unione europea.
— riassumere la strategia perseguita nei vari settori dell'attività
sociale;
— servire da primo riferimento riguardo al contenuto attuale
delle varie proposte elaborate dalla Commissione in vista
della realizzazione delle misure contenute nel suo programma
di azione.
Contenuto di questo opuscolo:
— una descrizione succinta del modo in cui la Comunità legifera ;
— un'introduzione generale alle questioni e ai problemi sollevati
dalla dimensione sociale del mercato interno;
— introduzioni specifiche ai diversi settori della politica sociale ;
— un richiamo, a seconda del campo, della legislazione anterio­
re all'adozione della carta;
— schede che riassumono le misure proposte o adottate allo
scopo di dotare il mercato interno di una vera e propria
dimensione sociale. Nel caso di proposte non ancora adottate,
la scheda riprende anche il parere del Parlamento europeo e la
situazione attuale della proposta. Nel caso di misure adottate,
la scheda fornisce la date di scadenza per l'entrata in vigore
della legislazione negli Stati membri, come anche gli eventuali
lavori ulteriori e le misure di applicazione della Commissione.
Modo di consultazione:
— le persone non familiarizzate con le procedure secondo le
quali la Comunità legifera e formula le sue raccomandazioni
potranno riferirsi alla pagina iii del presente opuscolo;
— per avere un quadro complessivo dei temi trattati potranno
prendere conoscenza dell'introduzione generale delle misure
sociali (pag. 1);
— potranno scegliere nel sommario (pag. ix) le rubriche
concernenti i settori ai quali sono interessate.
I riassunti indicano i riferimenti dei numeri della Gazzetta ufficiale
delle Comunità europee in modo da permettere a coloro che lo
desiderano di ottenere informazioni più dettagliate sulle misure che
avranno attirato maggiormente la loro attenzione. Esemplari della
Gazzetta ufficiale possono essere ottenuti presso gli uffici di vendita,
il cui elenco figura in terza pagina di copertina.
VOLUME 6 - LUGLIO 1994 - IT Avvertenza
Il presente fascicolo offre un'istantanea, al 1° luglio 1994, di una situazione che si modifica di
giorno In giorno. Questa pubblicazione d'informazione costituisce uno strumento di
documentazione nel quadro degli sforzi compiuti in materia. Non impegna la responsabilità
della Commissione.
VOLUME 6 - LUGLIO 1994 - IT 94MÊM mu.
PROCEDURE LEGISLATIVE DELLA COMUNITÀ EUROPEA
BREVE PROSPETTO
Per comprendere meglio le informazioni contenute nei riassunti bisogna conoscere le procedure
legislative della Comunità. Ogni riassunto si riferisce a una misura specifica intesa ad agevolare
la creazione del mercato unico. In linea generale:
— la Commissione, che dispone di poteri di decisione e di esecuzione, ha un diritto di iniziativa :
elabora dei progetti di proposte che presenta al Consiglio;
— il Consiglio è composto di membri che rappresentano ogni Stato membro a livello
ministeriale. Congiuntamente con il Parlamento e la Commissione, il Consiglio adotta, sulla
base di queste proposte, degli atti comunitari;
— il Parlamento europeo (eletto dai cittadini della Comunità) esamina queste proposte e
partecipa, nei limiti delle proprie attribuzioni, all'adozione degli atti comunitari;
— il Comitato economico e sociale (composto di rappresentanti delle organizzazioni di datori di
lavoro, sindacati e altri gruppi di interesse) è obbligatoriamente consultato su alcune di
queste proposte;
— il Comitato delle regioni, composto dei rappresentanti degli enti locali e regionali, è dotato
anch'esso di competenza consultiva in alcuni settori.
1. LEGGI E ALTRE MISURE
Regolamenti
Un regolamento è una norma vincolante e applicabile direttamente in tutti gli Stati membri
senza che sia necessario integrare la legislazione nazionale. I regolamenti possono essere
adottati sia dal Consiglio che dalla Commissione.
Direttive
Una direttiva è una norma CEE che vincola gli Stati membri al raggiungimento di un
determinato risultato ma lascia loro la scelta del metodo. In pratica, nella maggior parte dei
casi, è necessaria un'integrazione della legislazione nazionale nella forma giudicata più
opportuna in ogni Stato membro. Questo è un punto molto importante poiché le attività
interessate da una direttiva devono tener conto anche degli effetti della legge nazionale
integrativa.
Decisioni
Una decisione è totalmente vincolante nei confronti di coloro ai quali è indirizzata. Non è
richiesta alcuna integrazione della legislazione nazionale. Le decisioni ricapitolate in questo
documento sono decisioni del Consiglio benché in alcuni casi la Commissione abbia il potere
di adottare decisioni proprie.
Raccomandazioni
Una raccomandazione non è vincolante (non è una legge). Le raccomandazioni possono
essere adottate sia dal Consiglio sia dalla Commissione.
La maggior parte delle misure contenute in questo documento sono direttive del Consiglio.
VOLUME 6- LUGLIO 1994- IT III Il processo legislativo della CE
(direttive e regolamenti)
Procedura di consultazione Procedura di cooperazione
Prima lettura
Seconda lettura Esame della
pcsizione comu
da parte del
3arlamento europeo <
Proposta
all'esame Emendamenti
del Consiglio
del Parlamento
> < europeo
Testo
Testo non
adottato adottato
Teslo Testo
adottato non adottato
Proposta
all'esame
del Consiglio
Tes:,·
adottato
IV VOLUME 6 - LUGLIO 1994 - IT 94 i Hill:
Procedura di codecisione
Prima lettura
Adozione di una
posizione comune
da parte del
Consiglio dei ministri
Esame della
posizione comune
Seconda lettura da parte del
Parlamento europeo
>
Intenzione
del Parlamento
di respingere
la posizione comune
Emendamenti
Convocazione del Parlamento
del comitato europeo
di conciliazione
Tes:o
adottato
r \
Convocazione
Testo
del comitato
adottato
di conciliazione
Conferma da parte
del Consiglio
della sua
posizione comune
Proposta
all'esame
del Parlamento
VOLUME 6 - LUGLIO 1994 - IT 2. PROCEDURE LEGISLATIVE
Il modo migliore di illustrare le procedure decisionali comunitarie è quello di descrivere l'iter
seguito per adottare un atto legislativo. Si raccomanda di leggere il testo che segue e di
consultare gli schemi riportati nelle pagine precedenti.
Dall'entrata in vigore del trattato sull'Unione europea, il 1° novembre 1993, esistono quattro
procedure diverse per adottare un atto legislativo: la procedura di consultazione, la
procedura del parere conforme, la procedura di cooperazione e la procedura di codecisione.
La procedura da seguire è definita dall'articolo del trattato CE sul quale è basata la proposta e
ogni atto del Consiglio ha origine da una proposta che la Commissione invia al Consiglio.
Nel quadro della procedura di consultazione il Consiglio chiede il parere del Parlamento
europeo e, nella maggior parte dei casi, quello del Comitato economico e sociale. Dopo che
sono stati formulati questi pareri la Commissione ha, se lo desidera, la facoltà d i emendare la
propria proposta. In seguito la proposta è esaminata dal Consiglio che può adottarla tale e
quale o dopo averla emendata. Se il Consiglio non giunge a un accordo la proposta resta
allora «sul tavolo».
L'accordo del Parlamento è obbligatorio in tutti i casi nei quali è prevista la procedura del
parere conforme (esercizio dei diritti di libera circolazione e di soggiorno dei cittadini
comunitari). Il testo può essere adottato oppure respinto. In quest'ultimo caso il Consiglio
deve riesaminare la proposta fino a che il Parlamento dà l'avallo. Il Parlamento, senza poter
modificare il testo presentatogli, dispone di fatto di un diritto di veto.
La procedura di cooperazione permette al Parlamento di modificare la proposta sottopostagli
non una, ma due volte. Di conseguenza, dopo aver consultato il Parlamento e il Comitato
economico e sociale, ed eventualmente il Comitato delle regioni, il Consiglio è tenuto ad
adottare una posizione comune. Questa è quindi trasmessa al Parlamento che dispone di tre
mesi per accettarla, respingerla oppure proporre degli emendamenti nel corso della seconda
lettura. La Commissione riesamina la proposta sulla base degli emendamenti del Parlamento
e la trasmette al Consiglio che deve prendere una decisione definitiva entro tre mesi. In
mancanza di decisione la proposta decade.
La procedura di codecisione è una procedura in tre fasi che consente al Parlamento di
disporre di un diritto di veto sulle proposte presentategli. Essa segue un iter identico a quello
della procedura di cooperazione fino alla seconda lettura parlamentare. Differisce da
quest'ultima solo in quanto offre la possibilità di convocare un comitato per apportare delle
precisazioni sulla posizione del Consiglio quando il Parlamento intende respingere la
posizione comune. Questo comitato, chiamato comitato di conciliazione, si compone di
rappresentanti del Consiglio e del Parlamento e associa la Commissione ai propri lavori.
Quando il Parlamento ha proposto degli emendamenti alla posizione comune la
Commissione dà il proprio parere su questi e il testo è trasmesso al Consiglio. Entro tre mesi
(terza fase) adotta l'atto o convoca il comitato di conciliazione che ha sei settimane di tempo
per cercare di arrivare a un compromesso tra il Parlamento e il Consiglio. Se viene raggiunto
un accordo il Parlamento e il Consiglio possono solo approvare oppure respingere il testo. In
caso di disaccordo rimangono due possibilità:
— o la proposta decade;
— oppure la posizione comune iniziale, che il Consiglio ha ripreso ed eventualmente
emendato, viene adottata o respinta dal Parlamento.
VI VOLUME 6-LUGLIO 1994-IT 94MËM IM
La maggior parte delle materie sottoposte a questa procedura rientravano, fino all'entrata in
vigore del trattato sull'Unione europea, nella procedura di cooperazione: ciò si verificava ad
esempio per l'armonizzazione legislativa nel quadro dei mercato interno, la libera
circolazione dei lavoratori o il reciproco riconoscimento dei diplomi. La tabella seguente
riporta un elenco completo dei settori che rientrano nel campo d'applicazione della
procedura di codecisione.
Campo d'applicazione della procedura di codecisione
Libera circolazione dei lavoratori
Diritto di stabilimento
Reciproco riconoscimento dei diplomi
Servizi
Armonizzazione delle legislazioni sul mercato interno
Istruzione (azioni di incoraggiamento)
Cultura (azioni di)
Sanità (azioni di)
Tutela dei consumatori
Reti transeuropee (orientamenti)
Ricerca (programma quadro pluriennale)
Ambientea d'azione a carattere generale)
La procedura di voto nel quadro del Consiglio (maggioranza qualificata oppure unanimità)
dipende dall'articolo del trattato sul quale si basa la proposta. In alcuni casi è richiesta
d'ufficio l'unanimità del Consiglio:
— quando il Consiglio prende l'iniziativa di apportare degli emendamenti alla proposta,
escluso il caso del comitato di conciliazione della procedura di codecisione;
— quando si tratta di adottare degli emendamenti proposti dal Parlamento ma non interinati
dalla Commissione;
— quando si tratta di adottare una misura e il Parlamento ha respinto la posizione comune
del Consiglio adottata nel quadro della procedura di cooperazione.
Questo documento riassume solo un numero limitato di decisioni. Il Parlamento europeo
esprime un parere consultivo su alcune di esse come pure il Comitato economico e sociale e
il Comitato delle regioni.
Lo stesso avviene per le raccomandazioni, il cui elenco è anch'esso limitato. Prima
dell'adozione di alcune di esse il Parlamento europeo esprime un parere e vengono
consultati il Comitato economico e sociale e il Comitato delle regioni.
VOLUME 6-LUGLIO 1994-IT VII 3. PUBBLICAZIONE DEI TESTI
A determinati stadi della procedura decisionale comunitaria i testi vengono pubblicati sulla
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Di queste Gazzette ne esiste una serie indicata
con la lettera «L» che contiene la legislazione vera e propria e una serie indicata con la
lettera «C» che contiene altre informazioni come ad esempio i comunicati emessi dalla
Commissione.
Questo documento contiene ricapitolazioni sia delle leggi già adottate sia delle proposte di
legge. Nel caso di leggi già adottate, la ricapitolazione contiene il riferimento alla Gazzetta
ufficiale serie «L» in cui il testo è stato pubblicato. I lettori interessati all'iter legislativo di una
misura troveranno nel testo della Gazzetta ufficiale «C» i riferimenti alla o alle corrispondenti
proposte della Commissione e ai pareri del Parlamento europeo e del Comitato economico e
sociale.
Nel caso di proposte di legge, la ricapitolazione contiene il riferimento alla Gazzetta ufficiale
«C» relativa alla o alle proposte della Commissione e ai pareri del Parlamento europeo e del
Comitato economico e sociale, se pubblicati entro il 30 giugno 1994.
Vili VOLUME 6 - LUGLIO 1994 - IT