Géographie / Geografia ; n°1 ; vol.109, pg 296-308

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Mélanges de l'Ecole française de Rome. Antiquité - Année 1997 - Volume 109 - Numéro 1 - Pages 296-308
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Guido Rosada
Géographie / Geografia
In: Mélanges de l'Ecole française de Rome. Antiquité T. 109, N°1. 1997. pp. 296-308.
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Rosada Guido. Géographie / Geografia. In: Mélanges de l'Ecole française de Rome. Antiquité T. 109, N°1. 1997. pp. 296-308.
http://www.persee.fr/web/revues/home/prescript/article/mefr_0223-5102_1997_num_109_1_7775296 RECHERCHES SUR L'ADRIATIQUE AOTIQUE
Diversi sono gli studi sulle antichità delle Venezie, con riferimento sia
agli aspetti della religiosità che a quelli socio-economici e agli esiti della r
icerca archeologica198. Si ricorda uno studio d'insieme sulla Cisalpina199; per
l'Emilia-Romagna sempre per un approccio all'intera regione, il catalogo
della mostra «Antiche vie» [177].
Un esaustivo lavoro sulle fonti letterarie ed epigrafiche è stato condott
o in Abruzzo relativamente alla storia di alcune delle genti antiche [105].
Si segnalano pure gli studi sull'antico territorio della Daunia200.
2 - Géographie/Geografia (Guido Rosada)
2.1 - Géographie physique/ Geografia fisica
L'approccio odierno dell'archeologia al dato fisiograrico tende a stabi
lire un rapporto il più possibile libero da reciproche prevaricazioni tra pa
leoambiente e presenza dell'uomo, sottolineando una dialettica e dinamica
interazione dei fenomeni, dove ai naturali condizionamenti ambientali si
giustappongono gli adattamenti operati dalle strutture antropiche che «uti
lizzano» uno specifico territorio. È tuttavia forse bene nutrire qualche dub
bio di metodo e di sostanza circa qualche squilibrato privilegio nei con
fronti di analisi di campo pedologico ο più generalmente di carattere cosid
detto «geoarcheologico» (se non talvolta addirittura «geostorico»), analisi
che in qualche caso si propongono quasi come unico valido termine di pa
ragone per molte questioni storico-archeologiche.
Un altro aspetto da considerare è la tentazione che talora si avverte di
voler intendere il rapporto tra «paesaggio» e intervento antropico come so
stanzialmente riproponibile in termini simili anche in contesti cronologici
diversi. È bene invece ribadire che tale rapporto muta sempre in relazione
alle capacità tecniche dell'uomo di incidere più ο meno in profondità nel
l'ambiente naturale, «contenitore» degli insediamenti.
198 Mastrocinque A. (éd.), Antichità delle Venezie. Studi di storia e archeologia sul
la protostoria e sull'età romana nell'Italia nordorientale, Este, 1990, 159 p.; Denti, /
Romani [127]; Denti M., Ellenismo e romanizzazione nella X Regio. La scultura delle
élites locali dall'età repubblicana ai giulio-claudi, Archaeologica 97, Roma, 1991, 377
p.; Capuis L., / Veneti. Società e cultura di un popolo dell'Italia preromana, Milano,
1993, 292 p.; Mastrocinque A. (éd.), Culti pagani in Italia settentrionale, Trento, 1993,
140 p.
199 Foraboschi D., Lineamenti di storia della Cisalpina romana. Antropologia di
una conquista, Studi superiori, NIS 133, Roma, 1992, 158 p.
200 Profili della Daunia, Foggia, 1992. RECHERCHES SUR LADRUVTIQUE ANTIQUE 297
In realtà un giusto equilibrio in questo approccio agli aspetti fisiografi-
ci del mondo antico interrelati con gli artefatti non si è ancora stabilizzato
e così spesso nei lavori editi traspaiono le varie anime degli studiosi, impeg
nati tra una ricerca del paesaggio antico attraverso un percorso soprattut
to storico tradizionale (dove i riferimenti sono sostanzialmente le «fonti»)
e un'indagine per lo più interna alla diagnostica geo-pedologica (dove i
supporti storici di conoscenza sono per lo più poveri ο modesti). È stata
pertanto un'iniziativa particolarmente adeguata quella dell'Università di
Siena che presso la Certosa di Pontignano, nell'ambito del IV ciclo di lezio
ni sulla ricerca applicata in archeologia, ha proposto in modo esplicito il
tema dell'archeologia del paesaggio, all'interno del quale i diversi modi di
studio sono emersi in un proficuo dibattito (cfr. Archeologia del paesaggio
[191]).
I lavori di geografia fisica possono dividersi in due comparti ben di
stinti, comprendenti ciascuno rispettivamente ricerche di stampo «storico»
e geomorfologico, con l'aggiunta di un terzo campo, dove vi è un tentativo
di equilibrare i termini di riferimento (anche perché spesso questi contri
buti si trovano inseriti in volumi monografici relativi a ricerche più comp
lesse).
Tra i primi, vanno segnalati anzitutto alcuni lavori che si sono occupat
i delle aree rivierasche alto adriatiche e della loro configurazione in epoca
antica (tra geomorfologia, toponomastica e fonti)201, degli idronimi presso
il bacino dello Stella (Bassa Friulana)202, di aree limitate nella Padania cent
rale203, del Po [112], delle Valli Grandi Veronesi204.
201 Suic M., Tkon-Pasman-Kraj-Kotor i Aserìja (Tkon-PaSman-Kraj-Kotor and As-
serìa), dans Radovi Zavoda za povijesne znanosti, HAZU u Zadru, 33, 1991, p. 5-14
(rés. ang. p. 14); De Biasi M., La laguna veneta in Costantino Porfirogenito, dans Ar
chivio Veneto, 136, 1991, p. 131-135; Mischiatti P., // territorio palesano dal periodo del
bronzo all'epoca tardoromana. Toponomastica, idrografìa e viabilità, Castelguglielmo
(RO), 1991; Biason C, La fascia lagunare altoadriatica tra Costantino Porfirogenito e
l'Origo, dans QdAV, 8, 1992, p. 207-212; Cace S., Prilozi topografici i toponimiji istoc-
nojadranskog otocja od antike do srednjeg vijeka (Notes on the antiquity and medieval
topography and toponomastics of the east adriatic islands), dans Radovi Txivoda za po
vijesne znanosti, HAZU u Zadru, 34, 1992, p. 33-51 (rés. ang. p. 51); Dorigo W., Venez
ie sepolte nella terra del Piave. Duemila anni fra il dolce e il salso, Roma, 1994.
202 Marcato C, Bini G., Castellarin B., / nomi delle acque. Studi sull'idronimia del
Bacino del fiume Stella e dei tenitori vicini nella Bassa Friulana, La Bassa-Collana, 28,
Trieste, 1995, 219 p.
203 Calzolari M., Insediamenti di età romana nella Padania centrale : bilancio delle
conoscenze e prospettive di ricerca, dans Tipologia di insediamento, p. 277-284.
204 Tozzi P., Harari M., Tempi di un territorio. Atlante aerofotografìco delle Valli
Grandi Veronesi, Parma, 1990, 127 p. 298 RECHERCHES SUR L'ADRIATIQUE AhTTIQUE
Tra i secondi certamente si segnalano, anche per il loro consistente nu
mero e l'appartenenza a un medesimo autore, i contributi relativi all'Em
ilia-Romagna che analizzano tenitori sia rivieraschi, sia interni205. In ambit
o veneto-friulano, assieme a ricerche legate a interventi di scavo compless
i206 ο a valutazioni di comprensorio207, gli studi di geografìa risica sia
afferiscono a programmi particolari, come quelli sulla redazione della car
ta geomorfologica208, sia si intrecciano con tematiche più propriamente ar-
205 Cremonini S., // torrente Savena oltre i limiti dell'analisi storica. Un esempio di
«archeologia fluviale», dans Atti e Memorie della Deputazione di Storia Patria per le
province di Romagna, 42, 1991, p. 159-206 (dove è significativa l'affermazione che
continua il titolo : oltre i limiti dell'analisi storica); Id., Inquadramento geologico-
ambientale della pianura bolognese in età romana, dans Civiltà padana, 3, 1991, p. 93-
128; Id., Il problema argentano : verso la reintegrazione di un contesto territoriale tar-
doantico, dans Storia e archeologia di una pieve medievale, Firenze, 1992, p. 235-248;
Id., Significato paleoambientale ed importanza delle strutture insediative romane tra
Malalbergo, Altedo e Bentivoglio, dans Malalbergo e la pianura bolognese : ritrov
amenti archeologici di età romana, Altedo, 1993, p. 28-50; Id., Dati e ipotesi sull'evolu
zione dell'ambiente fisico nella pianura centropadana tra l'ultima glaciazione ed il pre
sente, dans Quaderni della Bassa Modenese, 23, 1993, p. 35-46; Id., Alcuni dettagli fo
tografici per le ricostruzioni paleogeoambientali nella pianura padana, dans Civiltà
padana, 4, 1993, p. 145-171; Id., Nuove osservazioni relative al «Delta del Gadello» mod
enese, dans Quaderni della Bassa Modenese, 24, 1993, p. 149-159; Id., Per un profilo
delle problematiche geostoriche riminesi, dans Pro poplo Arimenese, p. 253-328; Id.,
Autopsia di una rotta fluviale, dans // Carrobbio, 19-20, 1993-94, p. 339-362; Id., L
ineamenti evolutivi del paesaggio fisico del territorio di Bagnacavallo nel contesto pa
leoidrografico romagnolo, dans Bagnacavallo, p. 1-39; Id., Dati sul livello del mare in
età antica del litorale adriatico emiliano-romagnolo e settentrionale, dans Atti e Memor
ie della Deputazione di Storia Patria per le province di Romagna, 45, 1995, p. 3-103;
Id., Una «finestra geomorfologica» di età classica nella pianura bolognese. Inquadra
mento analitico del gruppo morfologico del Reno antico, dans Romanità della pianura,
p. 243-301; Cremonini S., Resumi U., L'Olocene della sinistra Secchia. Note di geolo
gia e geografia fisica dell'Oltrepò mantovano, dans Quaderni della Bassa Modenese, 25,
1994, p. 5-28.
206 Scavo di Castelraimondo : Accorsi C. Α., Bandini Mazzanti M., Forlani L.,
Marchesini M., Primi dati sul paesaggio vegetale a Castelraimondo di Forgaria, 420-
438 m s.l.m. (Udine; Nord-Italia) in età preromana, romana e postromana, dans Cas
telraimondo I, p. 255-263 e Droli G. P., // quadro geologico, dans Castelraimondo I,
p. 321-322.
207 Bergamini G. (éd.), Bassa Friulana. Tre secoli di Bonifica, Udine, 1991, 302 p.
208 Castiglioni G. B., Esempi veneti relativi alla carta geomorfologica (in prepara
zione) della pianura padana, dans Tipologia di insediamento, p. 299-305. Cfr. più in
generale Assetto fisico della pianura italiana, Atti delle giornate di studio della Società
Geografica Italiana (Roma, 1993), Memorie della Società Geografica Italiana, 53,
1995. RECHERCHES SUR L'ADRIATIQUE ANTIQUE 299
cheologiche209. In Istria è da segnalare una indagine «idroarcheologica»
condotta sulla costa occidentale, presso Loron a settentrione dell'insedi
amento di Porto Cervera210. Altri studi si occupano più specificamente di al
cuni caratteri dell'Appennino tosco-emiliano in relazione alla viabilità211,
del fenomeno di subsidenza nella pianura emiliano-romagnola212, della
geomorfologia delle valli marchigiane213.
Un piccolo numero di lavori di stampo più tradizionale associa sia in
Friuli, sia in Istria la storia e la ricognizione geomorfologica a quella topo-
grafico-archeologica214.
209 Gnesotto F., Balista C, Insediamento d'ambiente umido nel Frìuli dell'età del
bronzo : Pramarìne di Sesto al Reghena (Pordenone) , dans Tipologia di insediamento,
p. 33-44; Favero V., Salvatori S., Le indagini archeologiche a Civitas Nova. Appunti
per una valutazione della distribuzione antropica nell'area veneta orientale dalla pro
tostoria all'alto medioevo, dans Tipologia di insediamento, p. 237-240; Rosada G.,
Basso P., Marchiori Α., Baggio P., Zamboni C, // «survey» archeologico a Val Nova
di Castagnaro nelle Valli Grandi Veronesi : una questione di metodo per una ipotesi di
scavo, dans Tipologia di insediamento, p. 259-276; Padova nord-ovest. Archeologia e
Territorio, Quaderni del Gruppo di Studio «La Crose», 2, Padova, 1992, 226 p.; Leo
nardi G., Balista C, Levi S. T., Stocco R., Scavi 1989 nell'area archeologica C.U.S. -
Piovego (Padova), problemi e prospettive di metodologia analitico-processuale, dans
Tipologia di insediamento, p. 81-97; Balista C, De Guio Α., Ferri R., Vanzetti Α.,
Geoarcheologia delle Valli Grandi Veronesi e Bonifica Padana (Rovigo) : uno scenario
evolutivo, dans Tipologia di insediamento, p. 111-123; Favero V., Tuzzato S., Vinals
M. J., S. Pietro di Castello a Venezia. Nota preliminare dopo la campagna 1992, dans
QdAV, 9, 1993, p. 72-80; Leonardi (éd.), Un complesso votivo a nord di Padova, 9, p. 130-147; Id., Ricerche territoriali a Padova nord-ovest, dans QdAV, 9,
1993, p. 11-26; Bianchin Citton E. (éd.), Ricerche interdisciplinari lungo il corso del
fiume Bacchiglione tra Cervarese S. Croce e Saccolongo (Padova), dans QdAV, 9, 1993,
p. 112-130; Id., Indagine archeologica e geosedimentologica (S. Gaetano di Caorle/
Venezia) dans QdAV, 10, p. 161-178; Balista C, Evidenze geomorfologiche, sedimento-
logiche e stratigrafiche relative ad alcuni tratti di antiche infrastrutturazioni geo-idraul
iche alla periferia di Opitergium, dans QdAV, 10, p. 138-153; Degan G., Cervarese
S. Croce tra Bacchiglione e Brenta, 1995, 32 p.
210 Kovaöic V., Hidroarheolosho rekognosciranje poluotoka Lorun, dans Casopis
muzealaca i galerista Istre, 1, 1995, p. 12.
211 Veggiani Α., Ι caratteri geomorfologici dell'Appennino tosco-emiliano in rapport
o all'origine della viabilità, dans La viabilità, p. 27-32.
212 Id., Stratigrafie archeologiche e abbassamento del suolo nella pianura emiliano-
romagnola, dans Studi Romagnoli, 38, 1987, p. 331-352.
213 Ambrosi M., Bronzi P., Evoluzione geomorfologica delle valli marchigiane con
particolare riferimento alla Bassa Valle del fiume Tronto, dans Archeologia nell'area del
Basso Tronto, p. 1-15.
214 De Cillia Α., // fiume Stella nella storia del territorio dans MSF, 70, 1990,
p. 149-173.; Prenc F., // paesaggio antico, dans Alla scoperta di un territorio, 2, p. 13-
17; Egidi P., Ricerche archeologico-topografiche nel territorio fra i torrenti Meduna e 300 RECHERCHES SUR L'ADRI^QUE ANÏÏQUE
Dei risultati di prospczioni geofisiche riferiscono infine contributi re
lativi a Lova presso Venezia e al territorio di S. Pietro in Casale presso Bol
ogna215.
2.2 - Sources géographiques antiques/F onti geografiche antiche
Come è noto, la prospettiva con cui erano viste le realtà fisiografiche
antiche è ben diversa da quella degli uomini d'oggi, correlata agli impulsi
provenienti dai rilievi da «remote sensing». Basta ricordare in proposito, in
via di esempio significativo, che per Strabone il verbo geographeìn ha un
valore molto particolare, in quanto lo si deve leggere nel senso di un'azione
intesa a «definire i contorni della terra come fa il mare» (II, 5, 17, C120).
Del resto per lo stesso autore il geografo «deve fare una scelta dalla realtà
percettibile secondo un criterio che riguarda la storia e la società, dall'altra
è suo compito creare un'opera che può essere paragonata a una costruzio
ne (érgon) ο a una statua (kolossós)» (1,1, 23, C13-14). Sono affermazioni
queste che con tutta evidenza sono lontane da quello che si suole dire «il
nostro modo di vedere» e perciò non possono essere trascurate per capire
almeno in parte «il loro - cioè degli antichi - modo di vedere» l'ambiente
naturale.
In questo ambito di ricerca si è lavorato sia su tematiche riguardanti
aree definite216, sia su aspetti più generali217, ma resta ancora un campo da
indagare con sistematicità, segnatamente operando riscontri incrociati con
i dati delle ricerche archeologiche e geognostiche.
Celiino. (Alta pianura pordenonese) , Archeologia dell'alto Pordenonese 2, Trieste, 1994,
123 p.; Labud G., Ricerche archeologico-ambientali dell'lstrìa settentrionale : la valle
del fiume Risano, Archaelogical-environment research in Northern Istria : the Valley of
Risano River, Studies in Mediterranean Archaeology and Literature, 130, Jonsered,
1995, 171 p. (rés. ang., p. 125-128).
215 Bonomi S., Veronese S., Campagna Lupia. Lova : prospezioni geoftsiche e pu
mi saggi di scavo, dans QdAV, 7, 1991, p. 103-105; Parenti R., Prime proiezioni geofi
siche a scopo archeologico in territorio di S. Pietro in Casale (Bologna), 1988/89. Scelte,
criteri, operatività, risultati parziali, dans Romanità della pianura, p. 231-242.
216 Cfr. due miei contributi (Rosada G., // paesaggio tra fonti e archeologia : il ca
so della Decima Regio. Dal paesaggio naturale al urbano, dans Archeologia
del paesaggio, p. 667-708 e Aggregazioni insediative e strutture urbane, dans Storia di
Venezia, I, p. 209-268) e uno, di carattere tuttavia storico, che ha significativamente
il titolo La voce degli scrittori antichi (Capozza M., dans Aa.Vv., // Veneto nell'età r
omana, I, Verona, 1987, p. 3-58).
217 Cfr. i contributi nel volume Optima hereditas. Sapienza giuridica romana e
conoscenza dell'ecumene, Milano, 1992. Cfr. anche il recentissimo Traina G., Geograf
ia e topografia storica, dans Cracco Ruggini L. (éd.), Storia antica. Come leggere le
fonti, Bologna, 1996, p. 9-31 e bibl. ivi. RECHERCHES SUR L'ADRIATIQUE ANTIQUE 301
Oltre ad alcuni lavori già citati nel punto precedente, va segnalata an
zitutto una silloge di fonti greche e romane sulla Venetia orientale e sul-
YHistria [107], che rappresenta un repertorio di grandissima utilità per
quanti, storici ο archeologi, intendano lavorare su argomenti relativi a que
sto comprensorio218. In secondo luogo sono da ricordare una serie di cont
ributi croati che rispettivamente prendono in considerazione centri dal
mati (anche in rapporto con la Cosmografìa dell'Anonimo Ravennate)219
aree insulari220 ο l'Adriatico orientale (correlato a fonti come Teopompo, la
Geografia di Tolomeo e altre)221.
Altre analisi hanno compreso i rapporti tra topografìa e geomorfologia
in area emiliana222, l'arco adriatico [117], l'idrografìa della bassa friulana223,
emiliana224, ferrarese225 e romagnola226, l'oronimia del bellunese227, la topo-
218 Cfr. anche Vedaldi Iasbez V., Introduzione allo studio delle fonti relative al ter
ritorio della Venetia orientale e dell'Istrici, dans Tipologia di insediamento, p. 153-159.
219 Caöe S., Blandona i susjedna srediSta, prilog antiökoj topografiji biogradskog
podruöja (Bhndona and Neighbouring Centres), dans Biogradski zbornik, 1, 1990,
p. 197-212; Id., Civitates Dalmatiae u «Kozmografìji» Anonima Ravenjanina (The Ci-
vitates Dalmatiae in the Cosmographia of the Anonymous Geographer of Ravenna),
dans Diadora, 15, 1993, p. 347-439 (rés. ang., p. 434-439).
220 Zelic O., Otok Krk u antidkim izvorima (Curicta insula apud antiquos auc-
tores), dans Latina & Graeca, 38, 1991, p. 25-34 (res. p. 34); Zaninovié M., Heraclea
Pharia, dans VAMZ, 24-25 (3. sen), 1991-1992, p. 35-48 (res. ang., p. 47-48).
221 Kozliöic M., Teopompova historijsko-geografska grada ο istoönom Jadranu (I
dati di Teopompo sull'Adriatico orientale), dans Moguènosti, 4, 1989, p. 326-341; Id.,
Opâi pregled öimbenika historijsko-geografskog upoznavanja istocnog Jadrana u sta-
rom vijeku, dans Moguènosti, 9, 1989, p. 858-891; Id., Geograf sko upoznavanje kaSte-
lanske regije tijekom starog vijeka (Conoscenze geografiche della regione dei Castelli du
rante l'antichità), dans KaStelanski zbornik, 2, 1989, p. 25-29; Id., Istocni Jadran u
Geografìji Klaudija Ptolemeja, Latina et Graeca 10, Zagreb, 1990.
222 Dall'Aglio P. L., Topografia antica e geomorfologia, dans JAT, 1994, 4, p. 59-
68.
223 Prenc F., Le acque della Bassa friulana nelle fonti geografiche di età romana,
dans / nomi delle acque [202], p. 187-194.
224 Dall'Aglio P. L., Considerazioni sull'intervento di Marco Emilio Scauro nella
Pianura Padana, dans Interventi di bonifica agraria, p. 87-93.
225 Braccesi L., Fossa Philistina : una ritrattazione, dans // contributo di Alessio
De Bon, Stanghella (PD), 1992, p. 285-286.
226 Calzolari M., Ricerche sul corso inferiore del fiume Secchia dall'epoca romana
al basso medioevo, dans Materiali per una storia di Concordia sulla Secchia dall'età r
omana al Medioevo, Concordia sulla Secchia (MO), 1993, p. 107-142.
227 Oronimi Bellunesi : Ampezzo, Auronzo, Comelico. Ricerca in itinere sotto la
guida di G. B. Pellegrini, Belluno, 1993, 143 p.; Oronimi bellunesi : Centro Canore,
Pieve, Domegge, Lozzo. Ricerca in itinere sotto la guida di G. B. Pellegrini, Belluno,
1993, 412 p. 302 RECHERCHES SUR L'ADRLVTIQUE AOTIQUE
nomastica nell'octava regio226, nonché uno spoglio di fonti letterarie in rela
zione ai fenomeni sismici nelle Marche [116]. In relazione alla qualità dei
terreni sono anche le considerazioni circa il passo pliniano Patavinorum in
palustrìbus vindemiae229 . Infine è da ricordare una storia del prosciugament
o del lago Fucino in Abruzzo230.
2.3 - L'homme et son milieu/L'uomo e il suo ambiente
Come spesso è accaduto per Γ« archeologia del paesaggio», sono so
prattutto le discipline di indirizzo pre-protostorico che, per comprensibili
ragioni, hanno portato maggiori contributi allo studio dei rapporti tra real
tà ambientale e presenza antropica. Tale fatto ha aiutato non poco l'affin
amento di un metodo di ricerca che mostra talora caratteristiche di «espor-
tabilità» anche in ambito classico. Non è da dimenticare infatti, riprenden
do ancora Strabone, che lo scrittore greco pensava alla geografia come
servizio sia per il «filosofo», sia per il «politico», anzi soprattutto per que
st'ultimo, perché la scena del politico è la terra e il mare (I, 1, 16, C9); lo
studio geografico ha quindi come proprio ambito Γ« antroposfera», cioè
l'uomo e le sue diverse aggregazioni radicati nell'ambiente naturale che cos
ì insieme vengono a costituire una sorta di realtà integrale e integrata in
una dimensione spaziale. Se potessimo correlare a tale dimensone quella
di Polibio che un secolo e mezzo prima aveva affermato che la geografia è
il necessario presupposto per poter fare storia (dimensione «tempo»), anzi
ne è una parte integrante (III, 36-38, 57-59), noi potremmo dire che già in
antico il binomio geografia e storia era presente come unità imprescindibil
e per la conoscenza.
228 Calzolari M., Da «Cento» a «Nonantola». Contributo all'interpretazione dei no
mi locali derivati da un numerale, dans La pianura e le acque tra Bologna e Ferrara :
un problema secolare, Cento (FÉ), 1993, p. 121-140; Id., Prima delle fonti scritte. Il
contributo dei toponimi alla storia degli insediamenti romani e medievali del territorio
mirandolese, dans Quarantoli e la sua pieve nel medioevo, S. Felice sul Panaro, 1993,
p. 21-42; Id., Fonti della topografia antica : i toponimi inerenti alla centuriazione, dans
Quaderni della bassa modenese, 8, 1994, p. 5-26. Dello stesso prolifico autore, cfr.
anche Paesaggio, insediamenti e viabilità nell'Italia settentrionale in epoca romana. Il
contributo dei toponimi, dans Atti e Memorie dell'Accademia Nazionale di Scienze, Let
tere ed Arti di Modena, 8, 1990-91, p. 245-253 e un lavoro più generale, Toponimi fon
diari romani. Una prima raccolta per l'Italia, Annali dell'Università di Ferrara sez. VI-
Lettere 7, Ferrara, 1994, 175 p.
229 Traina G., Patavinorum in palustribus vindemiae dans // contributo di Alessio
De Bon, Stanghella (PD), 1992, p. 273-276.
230 De Filippis S., Storia del prosciugamento del Lago Fucino, Avezzano, 1991. RECHERCHES SUR L'ADRIATIQUE ANTIQUE 303
È interessante notare che alcuni lavori, che talvolta utilizzano sistemi
di recente «generazione» come il Geographical Information System (GIS),
abbiano in particolare interessato alcune aree della ex Jugoslavia, conside
rando siti sia interni, sia insulari231.
Data la stretta relazione dei campi, anche qui molti studi citati in pre
cedenza contengono materiale utile a meglio comprendere i fenomeni inse
diativi nella loro complessità. In aggiunta a questi va segnalata una serie di
contributi dove, sebbene l'aspetto archeologico abbia la prevalenza, si r
itrovano spesso elementi di raccordo con l'ambiente fisiografico circostant
e. A prescindere da talune considerazioni di carattere astronomico in mer
ito a una meridiana aquileiese232, conta segnalare nell'ambito di studi sto
rico-topografici alcuni lavori su centuriazioni, strade, viaggi, portualità e
paesaggio naturale (anche in termini comprensoriali)233, sui territori vene-
231 Stanòic Z., SlapSak B., A modular analysis of the field system of Pharos, dans
Recent developments in Yugoslav Archaelogy, Chapman J. C. et alii (éd.), BAR Inter
national Series 431, London, 1988, p. 191-198; Zelic D., Nastanak urbanih naselja na
otoku Krku (The Emergence of Urban Settlements on the Island ofKrk), dans Radovi
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dali238, mentre tra gli interventi di carattere storico-archeologico sono da r
icordare contributi su un sito pluristratificato in Slovenia239, su continuità e
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