Programme de recherche Agrimed
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E-Hfî. -//'¥o$ Commission des Communautés européennes AGRICULTURE Programme de recherche Agrimed Premier colloque «Cultures alternatives non excédentaires» Recueil des communications, Milazzo, Sicile, 21-24 juillet 1987 Rapport EUR 11709 FR/EN/IT Commission des Communautés européennes AGRICULTURE Programme de recherche Agrimed Premier colloque «Cultures alternatives non excédentaires» Recueil des communications, Milazzo, Sicile, 21-24 juillet 1987 Edité par Prof. Giuseppe Barbera Istituto di coltivazioni arboree Università degli Studi di Palermo Italia Subventionné par la Commission des Communautés européennes Direction générale de l'agriculture Coordination de la recherche agronomique PAT". N.C'P (rUR // ï*f CL 1988 -EyR-447-0O-FR/ËN/it* Publié par COMMISSION DES COMMUNAUTÉS EUROPÉENNES Direction générale Télécommunications, industries de l'information et innovation L-2920 Luxembourg AVERTISSEMENT Ni la Commission des Communautés européennes, ni aucune personne agissant au nom de la Commission n'est responsable de l'usage qui pourrait être fait des informa­tions ci-après. Une fiche bibliographique figure à la fin de l'ouvrage. Luxembourg: Office des publications officielles des Communautés européennes, 1989 ISBN 92-825-9102-6 N° de catalogue: CD-NA-11709-3H-C © CECA-CEE-CEEA, Bruxelles • Luxembourg, 1989 Printed in the FR of Germany SOMMAIRE Page PREFACE V IL CARRUBO F.G.

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Nombre de lectures 51
Langue Italiano
Poids de l'ouvrage 4 Mo

Exrait

E-Hfî. -//'¥o$
Commission des Communautés européennes
AGRICULTURE
Programme de recherche Agrimed
Premier colloque «Cultures alternatives non excédentaires»
Recueil des communications, Milazzo, Sicile,
21-24 juillet 1987
Rapport
EUR 11709 FR/EN/IT Commission des Communautés européennes
AGRICULTURE
Programme de recherche Agrimed
Premier colloque «Cultures alternatives non excédentaires»
Recueil des communications, Milazzo, Sicile, 21-24 juillet 1987
Edité par
Prof. Giuseppe Barbera
Istituto di coltivazioni arboree
Università degli Studi di Palermo
Italia
Subventionné par la
Commission des Communautés européennes
Direction générale de l'agriculture
Coordination de la recherche agronomique
PAT".
N.C'P (rUR // ï*f
CL
1988 -EyR-447-0O-FR/ËN/it* Publié par
COMMISSION DES COMMUNAUTÉS EUROPÉENNES
Direction générale
Télécommunications, industries de l'information et innovation
L-2920 Luxembourg
AVERTISSEMENT
Ni la Commission des Communautés européennes, ni aucune personne agissant au
nom de la Commission n'est responsable de l'usage qui pourrait être fait des informa­
tions ci-après.
Une fiche bibliographique figure à la fin de l'ouvrage.
Luxembourg: Office des publications officielles des Communautés européennes, 1989
ISBN 92-825-9102-6 N° de catalogue: CD-NA-11709-3H-C
© CECA-CEE-CEEA, Bruxelles • Luxembourg, 1989
Printed in the FR of Germany SOMMAIRE
Page
PREFACE V
IL CARRUBO
F.G. Crescimanno 1
CAROB RESEARCH LINES IN PORTUGAL: AIDA'S INVESTIGATIONS ON NURSERY
AND SEEDLING PROBLEMS
J.H. Brito de Carvalho, J.M.V. Graça 8
EL ALGARROBO EN ESPANA: SITUACION ACTUAL Y PROGRAMA DE INVESTIGACION
DEL IRTA, EN CATALUNA
I. Batlle, J. Tous 22
RICERCHE SUL CARRUBO IN SICILIA
R. Di Lorenzo 35
DOMESTICATION OF CUPHEA, A POTENTIAL OIL CROP PLANT FOR INDUSTRIAL
USES
S. von Witzke, G. Röbbelen 46
POTENTIAL OILCROP PLANTS WITH UNUSUAL SEEDOILS FOR INDUSTRIAL USES
R. Vogel, G. Robbelen 57
VEGETABLE OILS- THEIR APPLICATION AS CHEMICAL RAW MATERIAL AND THE
DEVELOPMENT OF NEX SOURCES
F. Hirsinger 73
GROWTH AND PRODUCTIVITY OF CUPHEA WRIGHTII IN GREECE
S.M. Lionakis 91
CUPHEA: DUE ANNI DI SPERIMENTAZIONE IN SICILIA
D. Ciraulo, M. Giacomelli8
AGRIMED ET L'ESPECE JOJOBA - LE POINT À CE JOUR À LA CONFERENCE DE
MILAZZO
G. Sergheraert 109
JOJOBA: LO STATO DELL'ARTE NELLA SPERIMENTAZIONE CONDOTTA DALL'AGIP
PETROLI S.P.A. IN ITALIA
G. Mignoni 112
A FEW NOTES ON THE JOJOBA CROP IN SOUTHERN ITALY
G. Mimiola 125
L'OLIO DI JOJOBA IN COSMESI
M.L. Molin 134
LE GUAYULE - UNE PIANTE À CAOUTCHOUC DES ZONES ARIDES
G. Martin6
COLTURE TROPICALI E SUB-TROPICALI INTERESSANTI PER LE AREE
MEDITERRANEE DELLA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA
F. Monastra, C. Fideghelli 142 SITUACION ACTUAL Y PERSPECTIVAS DE IA FRUTICULTURA TROPICAL Y SUB­
TROPICAL EN CANARIAS
V. Galan Sauco 164
INTRODUÇAO DE NOVAS FRUTEIRAS EM PORTUGAL
A.M. Gaspar 172
ANONA: SITUAZIONE COLTURALE E PROSPETTIVE FUTURE
A. Rotundo 19
EL CULTIVO DEL PISTACHERO EN SICILIA. ACTIVIDAD EXPERIMENTAL EN EL
ISTITUTO DI COLTIVAZIONI ARBOREE DE PALERMO
L. Di Marco, T. Caruso 200
IL TAMARILLO: QUALI PROSPETTIVE PER LA FRUTTICOLTURA MERIDIONALE
A. Rotundo6
INTRODUZIONE E PROVA DI FRUTTIFERI TROPICALI E SUB-TROPICALI IN
ITALIA
F. Calabrese, A. De Michele, F. Barone 214
A "FEIJOA SELLOWIANA" - CARATTERISTICHE BOTANICHE, ESIGENZE PEDO-
CLIMATICHE PROBLEMI COLTURALI ED UTILIZZAZIONE DEI FRUTTI
G. Pugliano 219
RICERCHE IN CORSO PRESSO L'ISTITUTO SPERIMENTALE PER LA FRUTTI­
COLTURA DI ROMA SULLE COLTURE TROPICALI E SUB-TROPICALI
F. Monastra, P. Cappellini, G. Della Strada, O. Insero, G. Tamponi 226
POSSIBILITÀ TECNICO-AGRCNCMICHE PER LA COLTIVAZIONE DI ALCUNI
FRUTTIFERI TROPICALI (ANONA E GUAVA) IN ZONE A RISCHIO DI GELATE
L. Conticini, P. Fiorino, P. Mariotti, P. Torcia 234
STUDI PRELIMINARI SULLA PROPAGAZIONE IN VITRO DI ALCUNE PIANTE
TROPICALI E SUB-TROPICALI
V. Rossi, G. De Paoli 247
ESPERIENCE NELLA PROPAGAZIONE DI COLTURE FRUTTIFERE ALTERNATIVE NON
ECCEDENTARIE DI ORIGINE SUB-TROPICALE, TROPICALE E TEMPERATA
A. Zanzi, A. Martinelli 263
PROSPETTIVE DI SVILUPPO DELIA COLTURA DELLE OPUNTIE: TECNOLOGIE DI
VALORIZZAZIONE DELIA PRODUZIONE
I. Chessa, M. Agabbio 27
ASPETTI PROBLEMATICI DELIA COLTURA DEL FICODINDIA E DEI POSSIBILI
INDIRIZZI PRODUTTIVI
G. Barbera, F. Carimi, P. Inglese 288
COMPTE RENDU DE LA REUNION 30
LISTE DES PARTICIPANTS 310 PRESENTAZIONE
AL centro dell'attenzione della politica agraria comunitaria è, da
alcuni anni, il problema delle eccedenze produttive. La produzione agri­
cola nella Comunità cresce a ritmi superiori di quanto avvenga per la do­
manda interna e surplus di prodotti, di fronte alla difficoltà di giungere
sui mercati esterni, si accumulano in quantità, anno dopo anno, crescenti.
Il riordinamento della produzione, come si legge nel "Libro Verde" che
definisce le nuove prospettive della politica agricola comune, appare pai—
ticolarmente urgente per alcune colture tipiche dell'area mediterranea
(ad esempio vite ed agrumi) dove, forse più che altrove, la salvaguardia
dell'economia agricola appare di primaria importanza.
E' a partire da questa considerazione che nel quadro del Programma
AGRIMED e in particolare nell'ambito dell'attività del Gruppo "Colture al­
ternative non eccedentarie", si è ritenuto opportuno indire una riunione
a Mi lazzo, in Sicilia.
La riunione, che si è svolta dal 21 al 24 luglio 1987, è stata orga­
nizzata e coordinata dall'Istituto di Coltivazioni Arboree dell'Universi­
tà degli Studi di Palermo ed ha visto la partecipazione di oltre 30 ricer­
catori ed esperti provenienti dai diversi paesi che aderiscono alla Comu­
nità Europea.
I temi dibattuti hanno centrato, a parere dei presenti, gli obiettivi
che ci si era proposti di raggiungere : indicare alternative colturali in
grado di costituire nell'immediato, o comunque in tempi brevi, reali indi­
cazioni produttive.
Le specie di cui si è parlato sono state suddivise, anche nell'orga­
nizzazione dei lavori, in due gruppi. Nel primo sono state incluse le
colture industriali per la produzione di materie prime rinnovabili : Jo­
joba, cuphea, kenaf, guayule, sommacco e, in relazione al crescente in­
teresse dell'industria alimentare verso la farine dei semi, il carrubo
rappresentano già oggi ipotesi avanzate per la diffusione di un'agricol­
tura ad uso industriai nei paesi mediterranei comunitari. Le loro
esigenze ambientali, le loro caratteristiche bio­agronomiche consentono,
tra l'altro, di rispondere ad una ulteriore, non certo secondaria, esi­
genza della nuova politica agraria comunitaria : la diffusione di specie
■V­in grado di occupare spazi colturali nelle cosiddette aree interne, pro­
prio dove si è più carenti di indicazioni alternative e dove il permanere
dell'attività agricola rappresenta elemento fondamentale nel mantenimento
di un equilibrio sociale ed ambientale.
Un secondo gruppo di specie, quello dei "fruttiferi tropicali e sub­
tropicali", ha raccolto numerosi interventi e grande attenzione : di molte
tra esse gli interventi hanno sottolineato le favorevoli opportunità di
mercato come anche l'idoneità di alcuni ambienti mediterranei ad ospitare
impianti commerciali. Gli interventi hanno riguardato sia singole coltu­
re (feijoa, avocado, ficodindia, guava, anona, tamari Ilo ...) che alcuni
aspetti di tecnica colturale. Si è convenuto che un'attenta valutazione
di mercato sia preliminare alla diffusione delle diverse specie nei nuovi
ambienti di coltura. Questo appare valido sia per colture già affermate,
seppure in ambiti ristretti (es. ficodindia) o in paesi extracomunitari
(es. pecan), che per specie poco diffuse. Evidentemente, oltre ad una va­
lutazione di ordine commerciale anche valutazioni agronomiche hanno consi­
gliato, in attesa che i risultati della ricerca risultino probanti, una
ragionata prudenza nel'espandere gli impianti commerciali.
Anche per queste specie, alcune assolutamente nuove e non ancora fi­
no in fondo definite nelle loro potenzialità ed esigenze, altre da rilan­
ciare sulle base di nuove tecniche, nuove produzioni e nuove utilizzazioni,
una necessaria prudenza è stata sottolineata in attesa di una attenta va­
lutazione delle potenzialità di mercato e delle risultanze delle attività
di ricerca.
I tempi necessari ad una definitiva valutazione saranno tanto più
brevi quanto maggiori saranno le attività coordinate di ricerca e la riu­
nione ha costituito un'importante occasione in questo senso.
La riunione è stata ospitata dalla "Direzione Attività Diversificate"
dell'AGIP Petroli presso il Centro di Formazione Aziendale della Raffine­
ria Mediterranea di Milazzo. Si ringrazia il direttore, Ing. Napoleone
Majuri, per la cortese ospitalità, il Dr. Daniele per la segreteria tec­
nica e il Prof. Giuseppe Barbera per la segretaria scientifica.
Gianfranco ROSSETTO Prof. F.G. CRESCIMANNO
Programma AGRIMED Istituto di Coltivazioni Arboree
Divisione : Coordinamento Università degli Studi di
della Ricerca Agronomica PALERMO
■VI­IL CARRUBO
F.G. Crescimanno
Istituto di Coltivazioni Arboree
Università degli Studi di Palermo
90128 PALERMO - ITALY
Desidero dare alcune informazioni di carattere generale
sul carrubo. Molti fra i presenti conoscono la problematica e
quindi solo per pochi di voi potrà trattarsi di notizie
integrative o di novità.
Da diversi anni, in diverse occasioni, esattamente nel
1983 a Roma, nel 1985 a Bruxelles ed ora nel 1987 a Milazzo,
si è rappresentata alla CEE e quindi all'AGRIMED,
l'opportunità di considerare positivamente azioni da svolgere
a favore del carrubo. I motivi della richiesta sono di vario
ordine e possono cosi sintetizzarsi: si tratta di una coltura
non eccedentaria; nuovi impianti potrebbero consentire una
diversificazione produttiva; alla produzione sono interessati
paesi membri della Comunità e paesi terzi che godono di
speciali rapporti con la CEE; azioni di sviluppo della
ricerca per le finalità generali e per le particolarità
produttive sono fortemente sentite nei paesi interessati sia
che riguardino aspetti bio-tecnologici che economici e quindi
di trasformazione industriale e in termini generali di
commercializzazione. Allo stato attuale, con riferimento
specifico al carrubo e per difficoltà di carattere generale,
può dirsi che i paesi membri della CEE interessati alla
coltura non sono riusciti a coordinare le loro azioni. In
tale contesto l diversi paesi hanno presentato o si
apprestano a presentare specifici progetti di ricerca mentre a livello politico nazionale sono caldamente sollecitate
azioni dirette e indirette di sostegno che tengano conto
delle peculiarità della specie (lungo periodo improduttivo
almeno in condizioni non irrigue). Ritengo che a questo punto
la CEE dovrebbe coordinare le ricerche che andrà a finanziare
e determinare condizioni certe di fruizione delle esperienze
e delle basi di germoplasma che andranno a costituirsi per
tutti i ricercatori dei diversi paesi. Questa mi sembra una
condizione irrinuncialbile. I.a prospettiva quindi, mentre mi
consente di auspicare in generale un forte interesse della
CEE per la coltura mi porta a valutare realisticamente alcune
difficoltà operative e quindi a non trarre conclusioni
affrettate. Fatta questa breve premessa, debbo dare qualche
informazione di carattere più specifico. Il fabbisogno
mondiale di carrube viene stimato intorno a 4 milioni di
quintali; in atto se ne producono da 2,7 a 3,4i di . I paesi del bacino mediterraneo sono i principali
produttori: la Spagna con il 44,9% della produzione
corrispondente a circa 150.000 t di prodotto, l'Italia con il
17,6% della produzione corrispondente a circa 60.000 t di
prodotto, il Portogallo con I'll,8% della produzione
corrispondente a circa 40.000 t di prodotto, Cipro con il
7,4% della produzione corrispondente a circa 25.000 t di
prodotto e poi ancora il Marocco con il 5,9% corrispondente a
20.000 t, la Turchia ancora con il 5,9%e a
20.000 t, la Grecia con il 4,4% corrispondente a 15.000 t,
gli altri paesi 2,9%. Queste sono stime molto aggiornate che
ho tratto da un lavoro di Ignacio Batlle del Centro

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