Pari opportunità tra donne e uomini

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Occupazione & affari sociali Pari opportunità tra donne e uomini Testi comunitari europei Occupazione & affari sociali Parità fra le donne e gli uomini Commissione europea Direzione generale Occupazione, relazioni industriali e affari sociali Unità V/D.5 Manoscritto terminato nel giugno 1998 Numerose altre informazioni sull'Unione europea sono disponibili su Internet via il server Europa (http://europa.eu.int). Una scheda bibliografica figura alla fine del volume. Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee, 1999 ISBN 92-827-7667-0 © Comunità europee, 1999 Riproduzione autorizzata con citazione della fonte. Printed in Germany STAMPATO SU CARTA SBIANCATA SENZA CLORO Prefazione L'eguaglianza di trattamento fra uomini e donne è un principio connaturato alla politica sociale comunitaria e d'importanza capitale per la prosperità economica e la futura coesione sociale del­la Comunità.

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Occupazione & affari sociali Pari opportunità tra donne e uomini
Testi comunitari europei
Occupazione & affari sociali
Parità fra le donne e gli uomini
Commissione europea
Direzione generale
Occupazione, relazioni industriali e affari sociali
Unità V/D.5
Manoscritto terminato nel giugno 1998 Numerose altre informazioni sull'Unione europea sono disponibili su Internet via il server Europa
(http://europa.eu.int).
Una scheda bibliografica figura alla fine del volume.
Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee, 1999
ISBN 92-827-7667-0
© Comunità europee, 1999
Riproduzione autorizzata con citazione della fonte.
Printed in Germany
STAMPATO SU CARTA SBIANCATA SENZA CLORO Prefazione
L'eguaglianza di trattamento fra uomini e donne è un principio connaturato alla politica sociale
comunitaria e d'importanza capitale per la prosperità economica e la futura coesione sociale del­
la Comunità.
Partendo dal disposto dell'articolo 119 del trattato, che prevede semplicemente paga uguale per
lavoro uguale, attorno al principio della parità di trattamento s'è costituito progressivamente un
folto programma di provvedimenti, per la cui impostazione, sin dai primi anni 70, la Commis­
sione ha svolto una funzione traente con le proprie iniziative — proposte di direttive, varo di
campagne di sensibilizzazione, erogazione di aiuti finanziari — miranti a porre la necessità delle
pari opportunità al centro dell'attenzione generale, a farne comprendere l'importanza ai prin­
cipali soggetti attivi — non solo Stati membri, ma anche enti locali e regionali, datori di lavoro
e lavoratori, dirigenti di società, università e tutti i cittadini europei — coi quali essa ha col­
laborato per dare una risposta a questa esigenza.
Progressi significativi sono stati conseguiti nel campo della legislazione secondaria, con l'ema­
nazione di alcune direttive, che hanno posto il fondamento legale d'una radicale evoluzione della
prassi e delle abitudini; con la sua giurisprudenza la Corte di giustizia ha apportato un contributo
decisivo al chiarimento ed all'interpretazione estensiva del concetto di parità delle opportunità,
soprattutto in tema di accesso al lavoro, previdenza sociale e retribuzione; le raccomandazioni,
decisioni e comunicazioni, emanate sia dal Consiglio sia dalla Commissione, hanno infine con­
solidato ed arricchito questo nucleo fondamentale con la definizione di criteri indicativi per la
prassi e con l'impostazione delle linee direttrici di future iniziative.
Il trattato di Maastricht ha introdotto un'altra procedura legislativa, in forma dell'accordo di po­
litica sociale. Considerato il rilievo che la Commissione da sempre annette al raggiungimento
della pari opportunità attraverso la concertazione, non è forse un caso se il primo provvedimento
approvato dalle parti sociali e tradotto in legge europea in applicazione dell'accordo di politica
sociale riguarda appunto le pari opportunità ed in particolare il congedo parentale. Il trattato di
Amsterdam ha altresì rafforzato l'importanza delle pari opportunità e aperto nuove prospettive
(articoli 2, 3, 13 e 141). La parità tra le donne e gli uomini figura ormai espressamente tra gli
obiettivi della Comunità e beneficia di una propria base giuridica.
I testi di legge riuniti nella raccolta che segue costituiscono il fondamento della politica comu­
nitaria sulle pari opportunità. Per realizzare la parità di fatto, le direttive da sole tuttavia non
bastano: la legislazione, oltre che correttamente formulata sulla carta, dev'essere efficace nella
pratica. Poiché troppo sovente accade di constatare che i cittadini o non conoscono affatto i diritti
loro spettanti in forza della normativa comunitaria od incontrano difficoltà ad accedere alle istan­
ze preposte alla sua applicazione, nel programma d'azione comunitario per la parità delle op­
portunità s'è attribuito un posto preminente all'esigenza d'incoraggiare un più attivo interesse
di tutti gli operatori giuridici per questo settore della giurisprudenza, di migliorare l'iter d'ap­
plicazione delle leggi comunitarie e di curare una più estesa e più puntuale diffusione delle in­
formazioni sul diritto sociale europeo.
Poiché sappiamo che, anche ove l'opera di codificazione legislativa fosse esaurita, molto resta
ancora da fare, ci proponiamo d'intensificare e d'estendere il nostro impegno per eliminare le
ineguaglianze che ancora persistono nella Comunità europea in quest'area e di cui un caso em­
blematico è la condizione delle donne sul mercato del lavoro, caratterizzata da una serie di indici negativi: tasso di disoccupazione femminile più elevato di quello maschile; più alta percentuale
di donne fra i disoccupati cronici; maggiori probabilità che le donne occupino posti a bassa qua­
lificazione, poco pagati e senza certezza di continuità nell'impiego; persistenza di divari nella
retribuzione fra uomini e donne in tutte le regioni dell'Unione europea.
Per far fronte a questa problematica, la Commissione, oltre al proprio programma di normazione
legislativa, ha predisposto una serie di programmi d'azione pluriennali, che costuiscono il qua­
dro generale per lo sviluppo di politiche calibrate su esigenze specifiche e che prevedono mezzi
finanziari e sostegno per iniziative di tipo innovativo a livello transnazionale nel campo della
parità.
Condizione indispensabile per arrivare ad un'autentica parità è che nella Comunità le pari op­
portunità divengano interesse primario di tutti e che ad esse sia riconosciuto valore prioritario
in tutti i settori ed a qualsiasi livello d'intervento: europeo, nazionale o locale. L'esigenza di
recepire e di trasfondere uniformemente il principio della parità in ogni sfera della politica è
conosciuta con il termine «mainstreaming». S'ispirano a questo principio il nostro quarto pro­
gramma e la mia azione personale e di tutti i miei colleghi della Commissione, ognuno dei quali
s'impegnerà affinché le pari opportunità diventino elemento costituente e motivo ricorrente di
tutte le iniziative comunitarie. In questa prospettiva, i servizi della Commissione sono attual­
mente impegnati in una revisione di tutte le politiche della Commissione in cui la parità entra,
o potrebbe entrare, come una componente, al fine di ricavarne spunti ed indicazioni per una più
sistematica integrazione della problematica femminile in sempre più vasti settori della nostra
azione politica.
Questa combinazione di norme di legge, d'integrazione sistematica della parità a tutti i livelli
e di iniziative pratiche contribuirà ad accrescere la prosperità e la competitività dell'Unione eu­
ropea e consentirà di sfruttare al massimo delle potenzialità le capacità di tutti i suoi cittadini,
indipendentemente dal sesso. La parità è la premessa per la costruzione d'una società che sappia
apprezzare senza differenze l'apporto degli uomini e delle donne e soddisfare le aspirazioni degli
uni e delle altre ad un giusto equilibrio fra impegni della professione e vita familiare ed è il fon­
damento d'una cultura che rispetti la dignità sia degli uomini sia delle donne e che sia pronta
ad assegnare funzioni dirigenti ai più capaci, senza distinzione di sesso.
Obiettivo ultimo dell'Unione europea dovrà essere quello di creare le condizioni affinché i gio­
vani del prossimo secolo non incontrino nell'appartenenza all'uno o all'altro sesso alcun limite
alla realizzazione del proprio futuro, ma ragazzi e ragazze possano scegliere in piena libertà,
senza ostacoli o pregiudizi, fra l'intera gamma delle possibilità a disposizione sia nell'istruzione
sia nel lavoro.
Pádraig Flynn
Commissario europeo ail 'occupazione ed agli affari sociali Indice
Trattato
— Trattato di Amsterdam che modifica i trattati che istituiscono le Comunità europee,
firmato adm il 2 ottobre 1997, articoli 2, 3, 13 e 141 — GU C 340 del
10.11.1997
Direttive
— Direttiva del Consiglio, del 15 dicembre 1997, riguardante l'onere della prova nei casi
di discriminazione basata sul sesso (97/80/CE) — GU L 14 del 20.1.1998 15
— Direttiva del Consiglio, del 15 dicembre 1997, che modifica ed estende la direttiva
96/34/CE, concernente l'accordo quadro sul congedo parentale concluso dall'UNICE,
dal CEEP e dalla CES, al Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (97/75/CE)
— GUL lOdel 16.1.1998 18
— Direttiva del Consiglio, del 20 dicembre 1996, che modifica la direttiva 86/378/CEE
relativa all'attuazione del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne
nei regimi professionali di sicurezza sociale (96/97/CE) — GU L 46 del 17.2.1997 19
— Direttiva del Consiglio, del 3 giugno 1996, concernente l'accordo quadro sul congedo
parentale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES (96/34/CE) — GU L 145 del
19.6.1996 24
— Direttiva del Consiglio, del 19 ottobre 1992, concernente l'attuazione di misure volte
a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici
gestanti, puerpere o in periodo di allattamento (decima direttiva particolare ai sensi
dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE) (92/85/CEE) — GU L 348
del 28.11.1992 30
— Direttiva del Consiglio, dell'11 dicembre 1986, relativa all'applicazione del principio
della parità di trattamento fra gli uomini e le donne che esercitano un'attività auto­
noma, ivi comprese le attività nel settore agricolo, e relativa altresì alla tutela della
maternità (86/613/CEE) — GU L 359 del 19.12.1986 38
— Direttiva del Consiglio, del 24 luglio 1986, relativa all'attuazione del principio della
parità di trattamento tra gli uomini e le donne nel settore dei regimi professionali di
sicurezza sociale (86/378/CEE) — GU L 225 del 12.8.1986 41
— Direttiva del Consiglio, del 19 dicembre 1978, relativa alla graduale attuazione del
principio di parità di trattamento tra gli uomini e le donne in materia di sicurezza so­
ciale (79/7/CEE) — GU L 6 del 10.1.1979 44 Direttiva del Consiglio, del 9 febbraio 1976, relativa all'attuazione del principio della
parità di trattamento fra gli uomini e le donne per quanto riguarda l'accesso al lavoro,
alla formazione e alla promozione professionali e le condizioni di lavoro (76/207/
CEE) — GU L 39 del 14.2.1976 46
Direttiva del Consiglio, del 10 febbraio 1975, per il ravvicinamento delle legislazioni
degli Stati membri relative all'applicazione del principio della parità delle retribuzioni
tra i lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile (75/117/CEE) — GU L
45 del 19.2.19759
Decisione del Consiglio
— Decisione del Consiglio, del 22 dicembre 1995, in merito a un programma d'azione
comunitaria a medio termine per le pari opportunità per le donne e gli uomini (1996-
2000) (95/593/CE) — GU L 335 del 30.12.1995 53
Decisioni della Commissione
— Decisione della Commissione, del 19 luglio 1995, che modifica la decisione 82/43/
CEE relativa alla creazione di un comitato consultivo per la parità di opportunità tra
uomini e donne (95/420/CE) — GU L 249 del 17.10.1995 61
— Decisione della Commissione, del 9 dicembre 1981, relativa alla creazione di un co­
mitato consultivo per l'uguaglianza delle possibilità tra le donne e gli uomini (82/43/
CEE) —GUL 20 del 28.1.1982 65
Raccomandazioni del Consiglio
— Raccomandazione del Consiglio, del 2 dicembre 1996, riguardante la partecipazione
delle donne e degli uomini al processo decisionale (96/694/CE) — GU L 319 del
10.12.1996 71
— Raccomandazione del Consiglio, del 31 marzo 1992, sulla custodia dei bambini
(92/241/CEE) — GU L 123 dell'8.5.1992 76
— Raccomandazione del Consiglio, del 13 dicembre 1984, sulla promozione di azioni
positive a favore delle donne (84/635/CEE) — GU L 331 del 19.12.1984 79
Raccomandazioni della Commissione
— Raccomandazione della Commissione, del 27 novembre 1991, sulla tutela della di­
gnità delle donne e degli uomini sul lavoro (92/131/CEE) — GU L 49 del 24.2.1992 83
— Raccomandazione della Commissione, del 24 novembre 1987, sulla formazione pro­
fessionale delle donne (87/567/CEE) — GU L 342 del 4.12.1987 91 Risoluzioni del Consiglio
— Risoluzione del Consiglio, del 4 dicembre 1997, concernente la relazione sulla situa­
zione della salute delle donne nella Comunità europea — GU C 394 del 30.12.1997 97
— Risoluzione del Consiglio, del 2 dicembre 1996, sull'integrazione della parità di op­
portunità per le donne e gli uomini nei Fondi strutturali europei — GU C 386 del
20.12.1996 99
— Risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti
in sede di Consiglio, del 5 ottobre 1995, concernente l'immagine dell'uomo e della
donna nella pubblicità e nei mezzi di comunicazione — GU C 296 del 10.11.1995 102
— Risoluzione del Consiglio, del 27 marzo 1995, riguardante la partecipazione equili­
brata delle donne e degli uomini al processo decisionale — GU C 168 del 4.7.1995 104
— Risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti
in sede di Consiglio, del 6 dicembre 1994, sull'equa partecipazione delle donne
ad una strategia di crescita economica orientata verso l'aumento dell'occupazione
nell'Unione europea — GU C 368 del 23.12.1994 106
— Risoluzione del Consiglio, del 22 giugno 1994, relativa alla promozione della parità
di opportunità per uomini e donne tramite l'azione dei Fondi strutturali europei — GU
C 231 del 20.8.1994 110
— Risoluzione del Consiglio, del 21 maggio 1991, relativa al terzo programma di azione
comunitaria a medio termine per la parità di opportunità tra donne e uomini (1991-
1995) —GUC 142 del 31.5.19912
— Risoluzione del Consiglio, del 29 maggio 1990, sulla tutela della dignità degli uomini
e delle donne nel mondo del lavoro — GU C 157 del 27.6.1990 115
— Risoluzione del Consiglio, del 16 dicembre 1988, sul reinserimento professionale e
l'inserimento professionale tardivo delle donne — GU C 333 del 28.12.1988 117
— Seconda risoluzione del Consiglio, del 24 luglio 1986, concernente la promozione
della parità delle possibilità per le donne — GU C 203 del 12.8.1986 119
— Risoluzione del Consiglio e dei ministri dell'Istruzione riuniti in sede di Consiglio,
del 3 giugno 1985, che contempla un programma di azione per la promozione
dell'uguaglianza di opportunità per le ragazze ed i ragazzi in materia di istruzione —
GUC 166 del 5.7.1985 122
— Risoluzione del Consiglio, del 7 giugno 1984, relativa alle azioni per combattere la
disoccupazione femminile — GU C 161 del 21.6.1984 126
— Risoluzione del Consiglio, del 12 luglio 1982, relativa alla promozione della parità
delle possibilità per le donne — GU C 186 del 21.7.19829
7 Conclusioni del Consiglio
— Conclusioni del Consiglio e dei ministri dell'Istruzione riuniti in sede di Consiglio,
del 31 maggio 1990, sull'intensificazione dell'azione ai fini della parità di opportunità
per le ragazze ed i ragazzi in materia di istruzione nel contesto della formazione ini­
ziale e continua dei docenti — GU C 162 del 3.7.1990 133
— Conclusioni del Consiglio, del 26 maggio 1987, concernenti le legislazioni a tutela
delle donne negli Stati membri delle Comunità europee — GU C 178 del 7.7.1987 135
Comunicazioni della Commissione
— Codice di condotta per l'applicazione della parità retributiva tra uomini e donne per
lavoro di pari valore, COM(96) 336 def. del 17.7.1996 139
— «Integrare la parità di opportunità tra le donne e gli uomini nel complesso delle po­
litiche e azioni comunitarie», COM(96) 67 def. del 21.2.1996 150